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(Adnkronos) - Marco Toffaloni, accusato di essere uno degli esecutori materiali della strage di piazza della Loggia che il 28 maggio 1974 provocò otto morti e oltre cento feriti, è stato condannato a 30 anni di carcere dal Tribunale per i Minorenni di Brescia. Lo si apprende da fonti legali. La sentenza accoglie la linea della procura: la pm Caty Bressanelli aveva chiesto la condanna a 30 anni, il massimo della pena possibile nel caso di minori. L'allora sedicenne, oggi cittadino svizzero, è ritenuto uno degli esecutori materiali dell'attentato insieme a Roberto Zorzi, allora maggiorenne e da anni negli Stati Uniti, il cui processo è in corso davanti alla Corte d'Assise di Brescia. Toffaloni, all'epoca gravitante nell’ordine della formazione di destra eversiva Ordine nuovo (come Zorzi), sarebbe ritratto in una fotografia scattata in piazza della Loggia subito dopo la strage. Con la condanna non verrà comunque estradato poiché il reato di cui è accusato secondo la legge elvetica è prescritto. "È una sentenza importante perché aggiunge un altro tassello alla ricostruzione dei fatti e amplia e conferma la responsabilità di Ordine Nuovo", così Federico Sinicato, legale che tutela gli interessi dei familiari delle vittime della strage di piazza della Loggia, commenta all'Adnkronos la sentenza. Inoltre dà anche un contributo, aggiunge l'avvocato Sinicato, "alla tesi accusatoria nel processo parallelo a carico di Zorzi in corso davanti alla Corte d'Assise di Brescia".
(Adnkronos) - A partire dal 1° giugno 2025, Raffaella Berardo arriverà nel Gruppo Velux con il ruolo di executive vice president della Regione Sud-Ovest, entrando anche nel comitato esecutivo del Gruppo. Proveniente da un incarico come ad di Miele per Belgio e Lussemburgo, porta con sé quasi 30 anni di esperienza in aziende multinazionali, avendo ricoperto ruoli di rilievo nei settori marketing, vendite e direzione generale, sia in contesti b2b che b2c. Nel suo precedente incarico, Raffaella Berardo ha guidato con successo la trasformazione di Miele in un’azienda leader di mercato, altamente redditizia e pluripremiata, attraverso l’implementazione di una chiara visione strategica, l’ottimizzazione operativa e la promozione di una cultura aziendale innovativa e collaborativa. “Sono profondamente ispirata dai valori di Velux, azienda che si impegna a portare luce naturale e aria fresca nella vita delle persone attraverso prodotti innovativi, in grado di offrire immediati benefici a chi li utilizza”, ha dichiarato Raffaella Berardo. “Vedo un grande potenziale per rafforzare ulteriormente la value proposition. Proseguire l’impegno nella sostenibilità e, al tempo stesso, promuovere la crescita: questo significa espandersi in nuove categorie, grazie ad applicazioni innovative e partnership orientate al cliente. Inoltre, proveremo ad individuare nuove opportunità nei diversi mercati in cui Velux opera”. “Provenendo da Miele, con una grande competenza nella trasformazione della cultura organizzativa e nel raggiungimento di importanti risultati commerciali, Raffaella credo sia perfettamente allineata ai nostri valori”, ha commentato Lars Petersson, ceo del Gruppo Velux. “Con una solida esperienza commerciale e capacità di guidare una regione in modo profittevole, il suo obiettivo principale sarà quello di continuare a far crescere e rafforzare la regione Sud-Ovest, strategica per il Gruppo, portando nuove idee, prospettive e capacità di leadership”. Raffaella Berardo guiderà la Regione Velux Sud-Ovest che comprende Belgio, Francia, Italia, Olanda, Portogallo e Spagna. Succede ad André Dot, che lascia l’incarico dopo cinque anni di ottimi risultati. Da oltre 80 anni, le finestre per tetti Velux portano luce naturale e aria fresca nelle case di tutto il mondo per creare ambienti di vita migliori. Offriamo una gamma di prodotti che comprende finestre per tetti e finestre modulari, tende interne, tende parasole e tapparelle, oltre a dispositivi di smart home automation. I nostri prodotti contribuiscono a creare ambienti luminosi, sani ed energeticamente efficienti per chi vive, lavora, studia e gioca sotto a un tetto. Lavoriamo a livello globale, con sedi commerciali e siti produttivi in 37 Paesi e circa 12.000 dipendenti in tutto il mondo. Il gruppo Velux fa capo a VKR Holding A/S, una società a responsabilità limitata di proprietà della Villum Foundation e di appartenenti alla famiglia Kann Rasmussen. Nel 2024, il Gruppo Velux ha registrato un fatturato totale di 2,96 miliardi di euro mentre Vkr Holding di 3,87 miliardi di euro. Nello stesso anno la Villum Foundation e la Velux foundation hanno donato 169 milioni di euro in beneficenza.
(Adnkronos) - Non solo la Marmolada, il ghiacciaio simbolo delle Dolomiti. Nei prossimi decenni potrebbero ridursi, fino a sparire, anche gli altri ghiacciai di queste montagne. A sostenerlo uno studio realizzato dall'Istituto di scienze polari del Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr-Isp) e dall'Università Ca' Foscari Venezia, appena pubblicato sulla rivista The Cryosphere. Hanno collaborato alla ricerca il Comitato Glaciologico Italiano, la Società Meteorologica Alpino-Adriatica, l'Arpa Veneto, il Servizio geologico di Danimarca e Groenlandia, l'Università tecnica della Danimarca, l'Università Roma Tre e l'Università del Quèbec a Montreal. "Le Dolomiti sono state oggetto di numerosi studi in ambito geologico, geomorfologico e sulla biodiversità. Tuttavia, i ghiacciai di questa regione sono spesso rimasti ai margini dell'esplorazione scientifica, ad eccezione del ghiacciaio della Marmolada, il più esteso della zona - spiega Renato R. Colucci, ricercatore del Cnr-Isp e coautore del paper - Nonostante le informazioni sui ghiacciai delle Dolomiti fornite dalle due edizioni dei catasti dei ghiacciai italiani del 1962 e del 2015, i dati disponibili in merito alla loro evoluzione nel corso del tempo sono stati finora estremamente frammentari, e spesso sono stati solo qualitativi, soprattutto per quanto riguarda le loro variazioni di volume. Il nostro è il primo lavoro a presentare una stima pluridecennale (dagli anni '80 al 2023) della variazione topografica e del bilancio di massa degli attuali ghiacciai montani presenti nelle Dolomiti". Un risultato raggiunto in due step: per il periodo dagli anni '80 al 2010 è stata impiegata la tecnica Structure from Motion (Sfm) applicata ad immagini aeree storiche; dal 2010 al 2023 invece si è fatto uso anche di immagini con droni (Uav) e acquisizioni Light Detection and Ranging (Lidar) da elicottero, che hanno permesso un'elevata risoluzione e accuratezza. Al 2023, ultimo anno preso in esame dallo studio, si contavano 9 ghiacciai, anche se la frammentazione del ghiacciaio della Marmolada in 4 corpi glaciali distinti, porta il numero totale a 12. "L'area totale di questi ultimi 12 ghiacciai è passata da poco più di 4 km quadrati negli anni '80 a poco meno di 2 km quadrati oggi, con una perdita del 56%, di cui il 33% dal 2010 - precisa Andrea Securo, dottorando dell'Università Ca' Foscari Venezia e coautore dello studio - Complessivamente abbiamo riscontrato una diminuzione della superficie topografica media dei ghiacciai di 28,7 metri dal 1980 al 2023, di cui il 33% tra il 2010 e il 2023. Il ghiacciaio che ha subito la riduzione maggiore è quello della Fradusta, che ha visto una diminuzione di spessore medio di 50 metri ed una riduzione areale del 90%". I dati sulle temperature sono stati elaborati per lo studio assieme ad Arpa Veneto che ha quantificato un aumento di +2.0°C, circa +0.5°C per decade negli ultimi 40 anni. Al contempo i dati mostrano anche un certo aumento delle precipitazioni nevose ma solo in alta quota, fenomeno che, avvertono i ricercatori, non è stato sufficiente a colmare la maggiore fusione dovuta a estati sempre più lunghe e più calde. In conclusione, lo studio mette in luce che in tutta l'area, il 66% dell'intera perdita di volume è attribuibile al solo ghiacciaio della Marmolada. "Oggi le aree di accumulo dei ghiacciai delle Dolomiti si trovano al di sotto della linea di equilibrio glaciale alpina, un indicatore del fatto che, nel giro di pochi decenni, questi ghiacciai scompariranno o si frammenteranno in piccoli corpi glaciali senza dinamica. Il loro destino appare purtroppo inevitabile anche assumendo una stabilizzazione del clima sui valori medi degli ultimi 30 anni (1991-2020)", concludono gli autori.