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Sesso, le misure contano davvero? Ecco l'effetto delle dimensioni su uomini e donne

(Adnkronos) - Nel sesso le misure non contano, si dice spesso, un po' per consolazione un po' per incoraggiamento. Ma è proprio vero? Non lo è secondo uno studio della biologa comportamentale ed evoluzionista Upama Aich della University of Western Australia, ...

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Pensione e ricalcolo dell'assegno, come funziona la neutralizzazione dei contributi?

(Adnkronos) - Negli ultimi anni prima della pensione, per molti lavoratori il percorso professionale si traduce in un demansionamento o in un passaggio al part-time, con una conseguente riduzione dello stipendio che, ai fini previdenziali, equivale a una ...

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Ue, studio: da Ets2 fino a 280 euro in più per auto e 600 euro per riscaldamento

(Adnkronos) - Rinviata di un anno ma per le imprese già oggetto di discussione, l’entrata in vigore dell’Ets2 che dal 2027, con effetti a partire dal 2028, comporterà a carico delle aziende costi che potrebbero incidere tra 2 e 15 mld di euro per il trasporto ...

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Sesso, le misure contano davvero? Ecco l'effetto delle dimensioni su uomini e donne

(Adnkronos) - Nel sesso le misure non contano, si dice spesso, un po' per consolazione un po' per incoraggiamento. Ma è proprio vero? Non lo è secondo uno studio della biologa comportamentale ed evoluzionista Upama Aich della University of Western Australia, pubblicato sulla rivista open access 'Plos Biology'. "Le dimensioni del pene umano influenzano l'attrazione femminile e la valutazione maschile dei rivali", è la conclusione di Aich e colleghi. In parole povere - sentenzia la biologia, che è meno romantica dell'amore - un pene grande attira le donne e intimidisce gli altri uomini. In relazione alle dimensioni corporee - spiegano i ricercatori - l'organo maschile umano è più grande di quello di altri primati, un'osservazione che ha interrogato a lungo i biologi evoluzionisti. Prima dell'invenzione dell'abbigliamento, il pene sarebbe stato una caratteristica importante che avrebbe potuto influenzare potenziali partner e concorrenti. Studi precedenti hanno scoperto che le sue dimensioni possono influenzare il successo riproduttivo, influenzando la probabilità di gravidanza. Ma un pene più grande potrebbe anche aumentare l'appeal di un maschio per le femmine o ridurre la probabilità di combattimenti con altri maschi, segnalando ad esempio livelli più alti di testosterone e quindi una maggiore capacità nell'agone. Per vederci più chiaro, gli autori del nuovo lavoro hanno chiesto a oltre 600 uomini e 200 donne di valutare figure maschili generate al computer, che variavano in altezza, forma del corpo e dimensioni del pene. Le donne erano chiamate a esprimersi sull'attrattività sessuale delle immagini prodotte al Pc, gli uomini a riferire quanto le trovassero minacciose sia in termini di abilità in un eventuale combattimento sia come potenziali rivali nell'accoppiamento. I partecipanti all'indagine, condotta attraverso un sondaggio online, hanno visionato figure a grandezza naturale o immagini in scala. E' successo che "le donne hanno valutato come più attraenti figure maschili più alte, con un rapporto spalle-fianchi più elevato (indice di un corpo 'a V') e un pene più grande", riportano gli autori. "Tuttavia - precisano - oltre un certo limite, ulteriori aumenti nelle dimensioni del pene, nell'altezza e nella larghezza delle spalle hanno mostrato benefici decrescenti" sul giudizio femminile. E gli uomini? I maschi interpellati "hanno valutato figure più alte, con un corpo più a V e un pene più grande come più intimidatorie in qualità di rivali sessuali e avversari di combattimento". A differenza delle donne, però, anche di fronte a misure esagerate "hanno costantemente classificato i maschi con tratti più accentuati come una minaccia sessuale maggiore", a indicare che gli uomini "tendono a sopravvalutare l'importanza di queste caratteristiche agli occhi delle donne". "I risultati suggeriscono che sia le preferenze femminili sia la competizione con altri uomini hanno favorito l'aumento delle dimensioni del pene, dell'altezza e della larghezza delle spalle nei maschi umani", commentano gli scienziati. "Lo studio - sottolineano - fornisce la prima prova sperimentale che i maschi considerano le dimensioni del pene quando valutano la capacità di combattimento e l'attrattività di un rivale. Tuttavia, l'altezza e la forma del corpo hanno avuto una maggiore influenza sul modo in cui i maschi percepiscono i rivali, suggerendo che l'aumento delle dimensioni del pene sia stato maggiormente favorito dall'evoluzione per il suo ruolo nell'attrarre una compagna", puntualizzano i ricercatori. "Gli uomini hanno valutato i rivali con un pene più grande come più minacciosi fisicamente e sessualmente competitivi", afferma Aich. "Sebbene il pene umano svolga principalmente la funzione di trasferire lo sperma - afferma Michael D Jennions, co-autore del lavoro - il nostro risultato suggerisce che le sue dimensioni insolitamente grandi si siano evolute come 'ornamento' sessuale per attrarre le femmine, piuttosto che come semplice simbolo di 'status' per spaventare i maschi, sebbene svolga entrambe le funzioni". In conclusione, con buona pace di chi preferisce illudersi del contrario, nel sesso le misure contano.

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Pensione e ricalcolo dell'assegno, come funziona la neutralizzazione dei contributi?

(Adnkronos) - Negli ultimi anni prima della pensione, per molti lavoratori il percorso professionale si traduce in un demansionamento o in un passaggio al part-time, con una conseguente riduzione dello stipendio che, ai fini previdenziali, equivale a una penalizzazione sull’importo finale dell’assegno pensionistico. Grazie alla neutralizzazione, è possibile 'cancellare' l’effetto negativo di quei contributi che, anziché aumentare la pensione, finiscono per ridurne l’importo. Ne parla all’Adnkronos/Labitalia, Andrea Martelli, fondatore e amministratore di MiaPensione, realtà specializzata nella consulenza previdenziale obbligatoria. “La neutralizzazione - spiega - serve a evitare che il prolungamento dell’attività lavorativa, dopo il raggiungimento della pensione, produca un risultato controproducente e paradossale: si versano più contributi, ma si percepisce una pensione più bassa, perché la retribuzione di fine carriera può risultare inferiore rispetto al passato. Lo strumento può essere richiesto anche da chi ha usufruito del pensionamento anticipato. Una volta raggiunta l’età prevista per la pensione di vecchiaia (67 anni), sarà possibile richiedere la cancellazione di quei contributi che erano stati necessari per accedere al pensionamento anticipato, qualora dovessero essere penalizzanti ai fini del calcolo dell’assegno”. “La neutralizzazione - sottolinea - riguarda unicamente le pensioni calcolate, in tutto o in parte, con il metodo retributivo o misto. Sono, invece, esclusi gli appartenenti al sistema interamente contributivo, per i quali l’importo dell’assegno dipende dal montante complessivo dei versamenti effettuati e dall’età di accesso alla pensione, non dalla media delle retribuzioni”. Un caso concreto seguito da MiaPensione aiuta a comprendere meglio il funzionamento dello strumento: “il nostro cliente è andato in pensione con Quota 100, ma con un’anzianità contributiva superiore rispetto a quanto richiesto dal trattamento stesso. Tra gli altri requisiti, l’assicurato ha registrato una serie di periodi di disoccupazione proprio negli ultimi 5 anni della sua carriera lavorativa. E' stato quindi possibile neutralizzare i periodi più penalizzanti, andando così ad aumentare l’assegno pensionistico ottenuto con Quota 100. Neutralizzare alcuni periodi ha, quindi, permesso all’assicurato di ottenere un aumento lordo mensile pari a 137,29 euro". “La neutralizzazione - avverte Martelli - non avviene in modo automatico, ma va richiesta espressamente, mediante domanda di ricostituzione della pensione da presentare all’Inps, indicando con precisione i periodi che si vuole escludere dal conteggio. Alla domanda andrà allegata anche la documentazione che attesti che la retribuzione sia effettivamente diminuita”. Un altro dettaglio poco noto, riguarda la disoccupazione: i periodi coperti da Naspi, infatti, vengono neutralizzati automaticamente dall’Inps ai fini della determinazione della retribuzione pensionabile. In questo caso non è necessario fare una richiesta specifica. Nel caso in cui la domanda venga accolta, i suoi benefici sono retroattivi, limitatamente al periodo stabilito dallo strumento stesso. “Risulta quindi importante conoscere perfettamente la propria situazione contributiva, ancor prima di uscire dal mondo del lavoro, per compiere scelte consapevoli a tutela dei propri interessi”, sottolinea Andrea Martelli.

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Ue, studio: da Ets2 fino a 280 euro in più per auto e 600 euro per riscaldamento

(Adnkronos) - Rinviata di un anno ma per le imprese già oggetto di discussione, l’entrata in vigore dell’Ets2 che dal 2027, con effetti a partire dal 2028, comporterà a carico delle aziende costi che potrebbero incidere tra 2 e 15 mld di euro per il trasporto stradale e tra 0,7 e 5 mld di euro per il residenziale al 2030. Forchetta che dipende dal range del prezzo delle quote CO2. Ne dà conto uno studio di Bip, multinazionale di consulenza strategica con consolidata esperienza nell’analisi degli impatti economici, industriali e regolatori delle politiche di transizione energetica, commissionato da Assogasliquidi-Federchimica. Dallo studio emerge come l’introduzione dell’Ets2 possa tradursi in un significativo incremento dei costi per famiglie e imprese della spesa annuale per il riscaldamento fino a 600 €/anno. Inoltre, nel settore della mobilità leggera la spesa annuale per la quota carburante potrebbe subire un incremento fino a 280 €/anno. “Dopo aver stimato l’impatto nei settori del trasporto pesante - ricorda Matteo Cimenti, presidente Assogasliquidi-Federchimica - abbiamo conferma che anche su trasporto leggero e residenziale l’Emission Trade System inciderà molto sull’economia italiana e il suo impatto si sommerà a quello della direttiva Red III; ciò suggerisce flessibilità e cautela in sede applicativa. Dalle analisi di Bip - prosegue Cimenti - emerge, nei diversi scenari di applicazione dell’Ets2, la capacità del Gpl di mantenere competitività economica rispetto alle altre fonti e vettori. Al tempo stesso risulta evidente anche l’urgenza di sostenere la crescita di disponibilità delle soluzioni bio e rinnovabili (bio Gpl e rDme). Perciò abbiamo chiesto di impiegare le risorse derivanti dalle aste per incrementare bioGpl e Dme rinnovabili e ridurre i costi generati dalla normativa sulle famiglie, con apposite compensazioni sul costo della bolletta energetica”. Lo studio Bip ha anche calcolato l’impatto dell’Ets2 sul Tco (Total Cost of Ownership), parametro indispensabile per conoscere il costo totale di un bene lungo tutto il suo ciclo di vita e le alimentazioni a Gpl registrano un Tco inferiore del 10-40% rispetto alle alternative. “Il Gpl si conferma tra le alimentazioni preferite dai consumatori - sottolinea Dario Stefano, presidente del Gruppo Gpl Autotrazione di Assogasliquidi-Federchimica - ma il comparto continua a essere penalizzato dalle incertezze che permangono a livello europeo in ordine ad una necessaria nuova fase. Il documento della Commissione europea sulla revisione del regolamento sulle emissioni di CO2, infatti, non garantisce ancora il pieno rispetto del principio di neutralità tecnologica, riservando ai biocarburanti un ruolo marginale e, peraltro, solo a partire dal 2035. È dunque necessario intervenire con rapidità e coraggio, per riconoscere da subito il contributo dei biocarburanti, invertire la tendenza e rilanciare le immatricolazioni, indispensabili per il rinnovo del vetusto parco auto circolante. Sul piano nazionale, riteniamo non più rinviabile l’adozione, da parte del governo, del rinnovo della misura di sostegno al retrofit a gas dei veicoli già in circolazione, in un’ottica triennale, come peraltro sembrerebbe emergere da una bozza di provvedimento allo studio del Mimit. Come pure, in vista del Tavolo Automotive del prossimo 30 gennaio, ci attendiamo segnali concreti e positivi per i consumatori e per un settore che rappresenta un’eccellenza industriale nazionale, riconosciuta ed esportata a livello globale. Non è più tempo di tentennamenti”. Anche nel residenziale off-grid, in termini di analisi del Tco, il Gpl si rivela soluzione più competitiva, inferiore del 30-50% rispetto alle alternative. “Nel settore residenziale l’entrata in vigore dell’Ets2 va a sovrapporsi all’applicazione della direttiva Epbd ('Case Green') - avverte Marco Roggerone, presidente Gruppo Gpl Combustione di Assogasliquidi-Federchimica - e delle sue linee guida applicative. In continuità con precedenti analisi condotte da Bip, emerge come le moderne caldaie a condensazione a gas, sempre più alimentate da gas rinnovabili, consentirebbero di raggiungere i target di decarbonizzazione indicati nella direttiva con costi di gran lunga più contenuti rispetto a una conversione 100% elettrica e senza disagi abitativi per i consumatori; ma l’attuale formulazione prevede ancora il bando della commercializzazione delle caldaie a partire dal 2040". "L’apertura della Commissione alla revisione del Regolamento Ecodesign sembra un passo importante verso il ripensamento dei limiti introdotti, che altrimenti presenterebbero un conto salato alle famiglie per il soddisfacimento dei loro bisogni primari di riscaldarsi, cucinare e produrre acqua calda sanitaria. E a proposito di bisogni primari, il GPL rappresenta da sempre una soluzione ideale per consentire alle fasce di popolazione che vivono in zone rurali o montane di riscaldarsi, cucinare e disporre di acqua calda sanitaria, a basse emissioni di CO2 e valori di inquinanti locali praticamente nulli”, dice Roggerone. Lo studio Bip si conclude con un’analisi degli impatti Ets2 anche sulle industrie presenti nelle zone off-grid e montane, dove il Gpl figura tra le fonti più competitive, garantendo un adeguato supporto energetico.

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