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Malen segna all'esordio, ma l'arbitro annulla: cos'è successo in Torino-Roma

(Adnkronos) - Gol ed episodi arbitrali in Torino-Roma. Oggi, domenica 18 gennaio, i giallorossi si sono visti annullare il primo gol con la maglia romanista di Donyell Malen, appena arrivato in prestito con opzione di riscatto dall'Aston Villa, per fuorigioco. Succede ...

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Italia-Cina, Brugnatelli: "Dialogo richiede impegno costante competenza e rispetto reciproco"

(Adnkronos) - Il Leone d’oro Filippo Nicosia per l’impegno nel promuovere il dialogo tra Italia e Cina. Questo il premio assegnato a Francesco Brugnatelli, avvocato dello studio Ichino Brugnatelli e associati, 'per l’eccellenza dell'operato giuridico ...

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Più caldo ed eventi estremi in Italia, come sarà il clima fino al 2100

(Adnkronos) - Più caldo e, insieme, una riduzione media delle precipitazioni entro la fine del secolo in tutto il bacino del Mediterraneo e in Italia dove questi cambiamenti saranno accompagnati da un marcato incremento della frequenza degli eventi estremi con temporali ...

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Malen segna all'esordio, ma l'arbitro annulla: cos'è successo in Torino-Roma

(Adnkronos) - Gol ed episodi arbitrali in Torino-Roma. Oggi, domenica 18 gennaio, i giallorossi si sono visti annullare il primo gol con la maglia romanista di Donyell Malen, appena arrivato in prestito con opzione di riscatto dall'Aston Villa, per fuorigioco. Succede tutto al 23' del primo tempo: Malen riceve palla da Dybala al vertine sinistro dell'area di rigore, coverge superando un difensore e batte Paleari sul palo lontano. La Roma esulta, l'arbitro Chiffi però viene richiamato dal Var, che sta controllando proprio la posizione di partenza dell'olandese. Le immagini infatti mostrano che, al momento del passaggio in profondità di Dybala Malen si trova di mezza spalla avanti rispetto all'ultimo difensore del Torino. Motivo per cui il direttore di gara annulla la rete per fuorigioco, tra il rammarico e le proteste di Gasperini. Poco male, con Malen che si rifà appena quattro minuti dopo, segnando di nuovo in un'azione fotocopia alla precedente. E questa volta in posizione regolare, per il vantaggio della Roma allo stadio Olimpico Grande Torino.

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Italia-Cina, Brugnatelli: "Dialogo richiede impegno costante competenza e rispetto reciproco"

(Adnkronos) - Il Leone d’oro Filippo Nicosia per l’impegno nel promuovere il dialogo tra Italia e Cina. Questo il premio assegnato a Francesco Brugnatelli, avvocato dello studio Ichino Brugnatelli e associati, 'per l’eccellenza dell'operato giuridico e per l’impegno esemplare nel promuovere il dialogo tra Italia e Cina. L'avvocato Brugnatelli incarna i valori di dedizione, apertura e umanità, contribuendo in modo significativo alla cooperazione bilaterale e alla costruzione di relazioni fondate sulla fiducia e sul rispetto reciproco'. "Lo considero - spiega in un'intervista all'Adnkronos/Labitalia - soprattutto come un riconoscimento a un lungo percorso di studio, relazioni e lavoro spesso anche poco visibili. Alcuni anni fa, quando Filippo era console a Chongqing (una megalopoli cinese poco nota agli italiani) ebbi un incontro in Consolato per presentare una guida al diritto del lavoro in italiano e cinese per gli investitori cinesi locali. Filippo Nicosia in quei giorni era impegnato a Chengdu (la vicina città nella regione dello Sichuan, a noi nota per la piccantezza dei suoi cibi) e così non ebbi la fortuna di conoscerlo. Ma tutti i miei numerosi amici in Cina che lo conobbero, mi parlarono di quanto fosse stato una persona straordinaria sotto ogni aspetto, nonostante la sua giovane età. E’ stato quindi un grande onore ricevere questo premio". "Più che un traguardo - commenta - lo vivo come una tappa che rafforza la responsabilità di continuare su questa strada. Il dialogo tra Italia e Cina è complesso, specie di questi tempi in cui la stampa italiana mainstream tende ad enfatizzare gli aspetti problematici e di possibile conflitto. Questo dialogo richiede impegno costante, competenza e rispetto reciproco. Come ho detto in cinese la sera della premiazione (citando due poeti cinesi): l’amicizia fra l’Italia e la Cina si nutre in modo silenzioso della rugiada portata dal vento di primavera". Il suo rapporto con la Cina nasce da un 'colpo di fulmine' personale e si trasforma poi in un percorso professionale strutturato: "Mio padre, avvocato Enrico (scomparso di recente dopo una carriera di oltre settant’anni), mi ha insegnato che la professione richiede impegno, apertura mentale e attenzione ai dettagli. Questa cosa l’ho ritrovata nello studio del cinese, che ha rafforzato questa attitudine. Il diritto poi , soprattutto in contesti interculturali, non è solo applicazione di norme, ma anche capacità di ascolto, di decodifica culturale e di costruzione di fiducia. Comprendere la lingua e i riferimenti culturali consente di cogliere bisogni reali, aspettative implicite e timori che difficilmente emergerebbero in un rapporto puramente tecnico. Questo ha reso il mio approccio sempre più attento alle persone, in grado di affrontare imprevisti e cambiamenti di rotta, senza perdere rigore giuridico e la ricerca del rendere un buon servizio a chi si affida a me ed al mio studio". Negli anni Francesco Brugnatelli ha affiancato imprese cinesi, progetti di investimento e joint venture italo-cinesi, occupandosi anche della gestione operativa dei rapporti cross-border. Qual è oggi la principale difficoltà - giuridica o culturale - nel dialogo tra imprese italiane e cinesi? "La difficoltà principale - sottolinea - non è tanto giuridica quanto culturale e comunicativa. Le imprese italiane e cinesi spesso parlano linguaggi diversi anche quando utilizzano gli stessi strumenti contrattuali. Differiscono i tempi decisionali, il modo di intendere il rapporto di fiducia, il peso attribuito alla relazione rispetto al documento scritto". "Senza una mediazione culturale adeguata - avverte - queste differenze rischiano di trasformarsi in incomprensioni operative o conflitti. Il diritto fornisce il quadro, ma è la gestione culturale del rapporto che ne determina la tenuta nel tempo. Per questo sono essenziali i ruoli di realtà come Infieri (realtà con la quale collaboro da diversi anni), che ha nel decodificare i diversi approcci culturali il proprio punto di forza e fa la differenza nelle varie offerte di servizi alle imprese di elevato livello". "Alcuni anni fa - afferma - seguivo un arbitrato internazionale per un’importante azienda cinese nel campo delle energie rinnovabili. Nonostante la loro posizione giuridica fosse a dir poco debole, riuscimmo a raggiungere un accordo transattivo assai favorevole per loro. Al momento di firmarlo però cominciarono a rimandare, rischiando di compromettere il risultato raggiunto. Presi un aereo, andai a Pechino e trascorsi tre giorni con loro. Ci furono anche delle riunioni in sede ma alla fine firmarono perché videro che mi muovevo con le biciclette a noleggio cinesi, il mio piatto preferito era lo zha jiang mian, degli spaghetti al sugo tipici di Pechino, cenavo e bevevo volentieri con loro. Insomma di questo laowai (straniero) potevano fidarsi quando consigliava di firmare". "L'aspetto culturale - osserva - oltre al diritto, nella costruzione di relazioni solide e durature tra i due Paesi conta in modo determinante. Il diritto è indispensabile, ma da solo non basta a costruire relazioni solide. Senza una reale comprensione dei codici culturali, dei valori e delle aspettative reciproche, anche il miglior contratto rischia di rimanere fragile. Fiducia ed empatia non sono elementi 'soft', ma veri e propri fattori strutturali del rapporto con la Cina, che incidono sulla credibilità personale e professionale. La conoscenza culturale consente di prevenire conflitti prima ancora che si pongano in termini giuridici". "Questo - assicura - riguarda innanzitutto il rapporto fra la persona o la società che ti affida un incarico. Lo fanno molto più volentieri se hanno modo di conoscerti, di vedere come ti comporti, se apprezzi la loro cultura, ovviamente oltre ad essere un avvocato affidabile. I primi incarichi mi sono giunti in modo inatteso da persone con le quali ero diventato amico e che inizialmente non sapevano nemmeno che fossi avvocato. Ma la fiducia riguarda anche le relazioni fra imprese. Puoi scrivere il miglior contratto del mondo ma per l’approccio cinese questo è più un punto di partenza che non di arrivo. La collaborazione dura nel tempo e diventa davvero profittevole per ambo le parti se ci si conosce, si affrontano i problemi in un’ottica di collaborazione prima che di diritti in senso stretto". Ma l'impegno di Francesco Brugnatelli va oltre la consulenza legale e tocca il sociale, in particolare nella comunità cinese di Milano. "Il contatto diretto con la comunità cinese - dice - mi ha insegnato quanto siano ancora forti, per molte persone, le barriere linguistiche, culturali e di fiducia nei confronti delle istituzioni. Ho conosciuto manager, baristi, insegnanti, ristoratori, artisti, operai, commesse, professionisti, addette alle spa o ai negozi di manicure. Alcuni perfettamente integrati (mi diverto a chiamare 'sino bauscia' il mio amico Francesco Wu, punto di raccordo culturale e politico con i milanesi), altri in grossa difficoltà". "Mi è capitato - ricorda - grazie al mio passato di educatore di strada in gioventù, di aiutare una ragazza che aveva un problema di iniziale dipendenza dallo shaboo (una droga molto diffusa fra i cinesi) a entrare in rapporto con il sert e poi a fare un cammino che l’ha portata ad uscire completamente da quel giro. Molto dipende anche dal contesto famigliare di provenienza: è assai diverso per esempio quello degli liu xue sheng (cioè degli studenti stranieri che arrivano da tutte le zone della Cina), rispetto al grosso della comunità proveniente dalla regione dello Zhejiang". "Sono importanti - sostiene - le figure capaci di essere punti di riferimento accessibili e credibili, come i professionisti 'di prossimità' che possono svolgere un ruolo essenziale nel facilitare l’accesso ai diritti e ai servizi, fungendo da ponte tra mondi che altrimenti resterebbero distanti".

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Più caldo ed eventi estremi in Italia, come sarà il clima fino al 2100

(Adnkronos) - Più caldo e, insieme, una riduzione media delle precipitazioni entro la fine del secolo in tutto il bacino del Mediterraneo e in Italia dove questi cambiamenti saranno accompagnati da un marcato incremento della frequenza degli eventi estremi con temporali intensi e alluvioni improvvise soprattutto durante la stagione autunnale sulle Alpi. È quanto emerge da uno studio Enea. “Abbiamo utilizzato proiezioni climatiche regionali ad altissima risoluzione (fino a 5 km) che, come una lente di ingrandimento, ci hanno permesso di conoscere con estrema precisione gli impatti attesi al 2100, soprattutto in relazione agli eventi estremi e ai fenomeni locali - spiega la coordinatrice dello studio Maria Vittoria Struglia, ricercatrice del Laboratorio Enea Modelli e servizi climatici - Le proiezioni climatiche regionali sono uno strumento estremamente utile per stimare in modo più affidabile gli impatti del cambiamento climatico su scala locale. Consentono inoltre di progettare strategie di adattamento mirate, che tengano conto delle specificità territoriali e stagionali”. Il team Enea ha realizzato simulazioni sia per il clima passato (1980-2014), utili a quantificare le variazioni già in atto, sia per il clima futuro (2015-2100), utilizzando tre scenari socioeconomici e climatici di riferimento. Gli scenari spaziano da quelli in cui vengono attuate politiche di sostenibilità ambientale a quelli in cui le politiche di decarbonizzazione non sono centrali nei modelli di sviluppo. Sulla base di queste proiezioni, sono stati stimati gli effetti del cambiamento climatico sulla temperatura superficiale e sulle precipitazioni in Italia. Secondo lo studio, nelle aree montuose si prevede un aumento delle temperature estive con punte fino a +4,5 °C e fino a +3,5 °C in autunno nello scenario a più elevato impatto. Si tratta di un riscaldamento significativo che, in queste zone, non è riprodotto dai modelli globali a bassa risoluzione. Sul fronte delle precipitazioni il clima tenderà a diventare generalmente più secco in tutte le stagioni, in particolare durante l’estate. Tuttavia, nei due scenari più critici, ci si attende un aumento della frequenza e dell’intensità degli eventi meteorologici estremi soprattutto sull’Italia settentrionale e, in particolare, nelle zone alpine e subalpine. Entrando nel dettaglio delle elaborazioni Enea, alla fine del secolo (2071-2100), in inverno si potrebbe verificare un aumento dell’intensità delle precipitazioni soprattutto nelle Alpi occidentali, a differenza delle Alpi orientali dove si registra una lieve diminuzione; mentre nell’Italia meridionale l’intensità diminuirà, con un calo particolarmente marcato sui rilievi principali della Sicilia. In primavera il quadro è simile a quello invernale, ma con un aumento più diffuso dell’intensità sull’intero arco alpino. In estate viene rilevata una diminuzione generalizzata dell’intensità delle precipitazioni estreme, soprattutto lungo le coste tirreniche. In autunno, nello scenario più severo, infine, si registra un aumento significativo dell’intensità delle piogge estreme su gran parte del territorio italiano, con incrementi più marcati nelle aree in cui gli impatti climatici previsti risultano già più intensi (Nord Italia). La simulazione regionale ad alta risoluzione mostra un cambiamento delle precipitazioni diverso - e in alcune aree persino opposto - rispetto a quanto previsto dal modello globale a bassa risoluzione. “Negli ultimi anni, lo sviluppo di tecnologie sempre più potenti ha reso possibile proiezioni climatiche regionali molto più dettagliate che hanno permesso di valutare gli impatti locali del cambiamento climatico e dei rischi connessi al clima, nonché supportare politiche di adattamento e mitigazione. Questo rappresenta un progresso significativo per la regione mediterranea, un hotspot climatico caratterizzato da una morfologia fortemente eterogenea (un bacino semi-chiuso circondato da rilievi montuosi alti e complessi), che richiede analisi ad alta risoluzione. La regione è infatti particolarmente vulnerabile agli impatti di fenomeni meteorologici estremi su scala locale, che possono influenzare in modo significativo il benessere e l’economia delle comunità locali”, conclude Struglia.

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