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Mercati finanziari, non si può investire senza geopolitica: le mosse di banche e imprese

(Adnkronos) - Il futuro del Venezuela e dell'Iran, gli sviluppo delle guerre in Ucraina e in Medio Oriente, gli equilibri e le sfere di influenza di Stati Uniti, Russia e Cina. Il Mondo è sempre più attraversato da tensioni e la geopolitica diventa un fattore ...

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(Adnkronos) - Trenta studenti internazionali provenienti dai Paesi dell’area adriatica transfrontaliera parteciperanno alla winter school su 'Politiche e pratiche per un turismo sostenibile' organizzata dal 12 al 21 gennaio dall’università Lum 'Giuseppe Degennaro'. La winter school è ...

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KilometroVerdeParma celebre traguardo storico, piantato 100.000esimo albero

(Adnkronos) - In viale Du Tillot è stato messo a dimora il 100.000° albero del progetto KilometroVerdeParma. Un Ginkgo biloba, specie longeva e straordinariamente resistente, scelto come simbolo di memoria, resilienza e continuità tra generazioni. L’albero segna anche ...

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Mercati finanziari, non si può investire senza geopolitica: le mosse di banche e imprese

(Adnkronos) - Il futuro del Venezuela e dell'Iran, gli sviluppo delle guerre in Ucraina e in Medio Oriente, gli equilibri e le sfere di influenza di Stati Uniti, Russia e Cina. Il Mondo è sempre più attraversato da tensioni e la geopolitica diventa un fattore chiave, anche e soprattutto per investire. E' diventato impossibile muovere denaro e farlo fruttare senza provare a comprendere i movimenti in corso e le conseguenze che ne deriveranno. Lo evidenzia, in un'analisi di contesto, un recente lavoro pubblicato da Bankitalia e lo conferma una tendenza che si sta affermando sia nelle banche sia nelle imprese: cresce la domanda di consulenza di alto livello per integrare l'analisi finanziaria con quella geopolitica. 'Rischio geopolitico, frammentazione, e movimenti di capitale', un recente paper di Marco Albori pubblicato dalla Banca d'Italia aiuta a identificare due tendenze significative. La prima è che "l'acuirsi delle tensioni internazionali e l'uso strategico delle leve economiche hanno riportato l'attenzione sugli effetti della geopolitica sulla finanza internazionale". Questo, perché "cresce la preoccupazione per la frammentazione finanziaria, ossia la riallocazione dei flussi di capitale lungo linee di prossimità politica e ideologica". La seconda considerazione è che "il rischio geopolitico riduce i flussi di capitale, soprattutto nei paesi emergenti, mentre la distanza politica tra Stati pesa sempre più sulle decisioni di investimento transfrontaliero". Nell'area euro, dopo l'invasione russa dell'Ucraina, "il fenomeno ha coinvolto sia gli investimenti diretti in uscita sia, in parte, quelli in titoli sovrani europei provenienti da paesi terzi". Una delle conseguenze principali dell'aumento delle tensioni geopolitica riguarda la percezione degli investitori. Come evidenzia l'ultimo 'Barometro delle apprensioni' di Ubs, "rispetto agli anni precedenti, nel 2025 i conflitti e le incertezze geopolitiche hanno un impatto molto più forte sull’opinione pubblica". Le tensioni internazionali "sono sempre più al centro dell’attenzione". Le preoccupazioni per il debito, la demografia e la deglobalizzazione "portano incertezza nell’economia e sui mercati finanziari". La politica dei dazi imposti dagli Stati Uniti e il conflitto tra Russia e Ucraina, per esempio, "continuano a provocare tensioni geopolitiche e hanno un impatto sulle relazioni commerciali, sui prezzi dell’energia e sulle decisioni di investimento". Nonostante le tante difficoltà, affrontare le trasformazioni e le conseguenze per i mercati finanziari "può ridurre l’incertezza e consentire di individuare opportunità per la propria strategia finanziaria". I cambiamenti "non comportano solo rischi, ma aprono anche opportunità per chi effettua investimenti adottando un approccio globale e flessibile". In un contesto in cui, rispetto agli anni precedenti, gli sviluppi geopolitici hanno un impatto più importante sullo slancio economico, "un’analisi attenta può aiutare a riconoscere tempestivamente le tendenze sul lungo periodo". Di fronte a questo scenario che cambia, servono competenze diverse. Sono sempre di più i consulenti esperti di geopolitica che entrano nei team delle banche per integrare le professionalità strettamente finanziarie e migliorare le capacità di comprensione dell'evoluzione dei mercati. Non basta più saper leggere tendenze storiche o maneggiare previsioni prodotte da algoritmi sempre più performanti. Per scrivere i 'market focus' e indirizzare gli investimenti della clientela, sono diventate indispensabili figure in grado di cogliere, possibilmente con ragionevole anticipo, i prossimi sviluppi e di collocare all'interno dei macro insiemi delle opportunità e dei rischi i singoli mercati. E se finora queste competenze sono state sviluppate all'interno dei team esistenti, la complessità di questi mesi sta accelerando gli innesti dall'esterno. Il quadro profondamente cambiato richiede nuove competenze, a tutti i livelli, anche per le imprese. Per le aziende che se lo possono permettere, quelle più grandi e strutturate, la figura che si sta affermando è quella del Chief Geopolitical Officer, uno specialista che si colloca stabilmente all'interno dell’organizzazione di vertice e opera, in sinergia con il Ceo, per definire come posizionarsi sui mercati internazionali e come allocare le risorse, aiutando l’azienda nel decidere come e dove investire. Le imprese più piccole, quelle che non hanno una prima linea strutturata e sufficientemente ampia, ricorrono sempre più spesso ad advisor esterni o, in alternativa, a consulenti forniti dalle associazioni di rappresentanza. (Di Fabio Insenga)

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Università Lum, al via Winter School su turismo sostenibile

(Adnkronos) - Trenta studenti internazionali provenienti dai Paesi dell’area adriatica transfrontaliera parteciperanno alla winter school su 'Politiche e pratiche per un turismo sostenibile' organizzata dal 12 al 21 gennaio dall’università Lum 'Giuseppe Degennaro'. La winter school è interamente finanziata nell’ambito del Tne international mobility programme – health education and advanced learning through collaboration, opportunities, networking and educational connections in Balkans and Ssian countries, promosso dal ministero dell’Università e della Ricerca e sostenuto dall’Unione europea attraverso il programma NextGenerationEu, con l’obiettivo di rafforzare la mobilità internazionale, la qualità della formazione avanzata e il dialogo tra sistemi accademici. I partecipanti saranno accolti lunedì 12 gennaio, alle ore 10.30, dai saluti istituzionali di Massimo Salomone, presidente della sezione turismo di Confindustria Bari e Bat, con un intervento su 'Il futuro del turismo nel basso Adriatico: sfide e visioni sostenibili', e dall’avvocato Antonella Rago, direttrice generale dell’università Lum. "Con questa iniziativa – sottolinea la professoressa Patrizia Guida – l’università Lum 'Giuseppe Degennaro' rinnova e rafforza il proprio ruolo nella cooperazione accademica internazionale e nella formazione avanzata sui temi del turismo. Desidero ringraziare in modo particolare il Comitato scientifico, di cui fanno parte, oltre alla sottoscritta, la prof.ssa Simona Attollino, il prof. Pasquale Del Vecchio e la dott.ssa Oriana Bellissimo, per il lavoro condiviso, il confronto costante e il contributo scientifico e progettuale che hanno reso possibile la costruzione di un percorso formativo solido e innovativo". Il programma della winter school prevede sessanta ore di attività formative articolate in lezioni frontali, laboratori applicativi, project work, visite di studio e incontri con operatori del settore. Le attività sul campo interesseranno alcuni dei contesti più rappresentativi della Puglia – Bari, Trani e la Valle d’Itria, con tappe a Locorotondo, Alberobello e Martina Franca – offrendo ai partecipanti l’opportunità di confrontarsi direttamente con modelli di ospitalità sostenibile, valorizzazione del patrimonio culturale e sviluppo turistico integrato. L’impianto didattico della winter school si fonda su un approccio interdisciplinare, fortemente orientato alle politiche europee e alle buone pratiche territoriali, e vede il coinvolgimento di un corpo docente internazionale, tra cui le professoresse Eliana Laçei, Mirela Papa, Alma Hafizi e Lindita Kazazi. Il coordinamento scientifico e didattico è affidato alla prof.ssa Patrizia Guida, prorettrice con delega all’internazionalizzazione e Direttrice scientifica della Scuola di alta formazione sul turismo della School of management Lum, e alla prof.ssa Simona Attollino, professoressa associata di diritto e religione e direttrice scientifica dell’executive master in 'Turismo religioso e gestione smart dei beni culturali'. Il programma della winter school affronta temi di grande attualità quali le politiche europee per il turismo sostenibile, la digitalizzazione e lo smart tourism, l’economia circolare, lo slow tourism e il turismo interculturale, proponendo una lettura integrata dei processi di trasformazione del settore. Un filone di particolare rilievo è dedicato alla valorizzazione del patrimonio religioso e degli itinerari di pellegrinaggio, con approfondimenti sulle migrazioni di fede, sul ruolo storico degli ordini religiosi nei territori e sugli strumenti innovativi per promuovere l’esperienza del pellegrinaggio in chiave contemporanea.

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KilometroVerdeParma celebre traguardo storico, piantato 100.000esimo albero

(Adnkronos) - In viale Du Tillot è stato messo a dimora il 100.000° albero del progetto KilometroVerdeParma. Un Ginkgo biloba, specie longeva e straordinariamente resistente, scelto come simbolo di memoria, resilienza e continuità tra generazioni. L’albero segna anche l’avvio di un arboreto urbano, concepito come museo a cielo aperto, che accoglierà 150 specie arboree provenienti da tutto il mondo, offrendo alla città uno spazio di conoscenza, cura e relazione profonda con la natura. La posa simbolica ha coinvolto bambini, soci, istituzioni, partner e cittadini, in un momento di partecipazione condivisa che restituisce il senso più autentico del progetto: prendersi cura oggi del territorio significa costruire benessere, qualità della vita e futuro per le generazioni che verranno. "Il Ginkgo che oggi piantiamo non è solo un albero. È un segno di continuità: ci ricorda che la vita, come il verde, cresce con lentezza e tenacia, e che ogni scelta di cura lascia tracce durature nel tempo e nello spazio", ha dichiarato Maria Paola Chiesi, presidente del Consorzio Forestale KilometroVerdeParma. Fondato il 6 maggio 2020, il Consorzio Forestale KilometroVerdeParma ha dato forma a un percorso strutturato di forestazione e rigenerazione ambientale, costruendo nel tempo un modello rigenerativo fondato su visione strategica, metodo scientifico e collaborazione stabile tra aziende socie, organizzazioni non profit, istituzioni e cittadinanza. La forestazione viene così interpretata come infrastruttura verde viva, capace di incidere positivamente sulla qualità dell’ambiente e sulla quotidianità delle persone. In cinque anni, il progetto ha portato avanti oltre 60 operazioni di forestazione urbana ed extraurbana, contribuendo alla mitigazione delle temperature estive, al miglioramento della qualità dell’aria, alla gestione delle acque meteoriche e alla creazione di spazi di socialità e benessere diffuso. Parallelamente, 14.000 studenti sono stati coinvolti in percorsi educativi che integrano la conoscenza scientifica con un’educazione più ampia alla cura del territorio, alla responsabilità ambientale e alla relazione tra persone e natura. A questo si aggiungono 100 eventi pubblici, che hanno reso il verde parte integrante della vita culturale e sociale della comunità parmense. Tra le numerose realizzazioni sviluppate sul territorio, l’AgriBosco Barilla rappresenta un esempio di forestazione di ampia scala, con 23 ettari e oltre 4.100 piante, destinati a produrre benefici ambientali duraturi nel tempo. Accanto a questo, il Bosco del Molino di Agugiaro & Figna, con 18.000 alberi su 13 ettari, contribuisce in modo significativo al rafforzamento della biodiversità e al riequilibrio ecologico del territorio. Il KilometroVerdeParma lungo l’autostrada A1, sviluppato grazie al contributo di Chiesi, Davines e Dulevo, conta circa 18.000 alberi e costituisce un ampio progetto di forestazione lineare integrato a un’infrastruttura viaria, con un ruolo rilevante nella riduzione degli impatti ambientali e nella ricucitura del paesaggio. Accanto alle iniziative di maggiore estensione, KilometroVerdeParma ha promosso una partecipazione civica diffusa. Il Bosco Parma Mia, grazie alla sottoscrizione di un patto di collaborazione di cittadinanza attiva con il Comune di Parma e finanziato interamente tramite crowdfunding con il coinvolgimento di 350 donatori, conta oltre 1.000 piante, mentre diverse rotatorie urbane, come quelle di Mutti, Fiere di Parma e Ghirardi - per citarne solo alcune - sono state trasformate in micro-oasi di biodiversità, restituendo valore ecologico e paesaggistico a spazi della quotidianità cittadina. Ogni bosco è certificato Pefc (Programme for endorsement of forest certification schemes) e supportato da solide basi scientifiche. Le ricerche condotte dallo spin-off universitario Vsafe evidenziano come, su un orizzonte di 30 anni, i benefici economici e ambientali dei boschi urbani e periurbani del Consorzio superino ampiamente l’investimento iniziale, grazie ai servizi ecosistemici generati: mitigazione del clima urbano, regolazione delle acque meteoriche, riduzione degli inquinanti atmosferici e valore ricreativo. In questo quadro si inserisce anche il progetto educativo WeTree, che dal 2020 ha coinvolto 613 classi e organizzato 243 uscite ed esplorazioni didattiche, contribuendo a costruire una consapevolezza ambientale solida, concreta e condivisa. KilometroVerdeParma è firmatario del Contratto Climatico della Città di Parma e dell’Alleanza Territoriale Carbon Neutrality, con l’obiettivo di ridurre le emissioni dell’85% entro il 2030. Ogni albero piantato viene mappato attraverso piattaforme europee come MapMyTree, rafforzando il ruolo di Parma come laboratorio avanzato di adattamento climatico, rigenerazione urbana e benessere collettivo. Il Ginkgo biloba di viale Du Tillot non rappresenta soltanto un traguardo numerico, ma l’inizio di una nuova fase: un luogo in cui natura, conoscenza e memoria si intrecciano, restituendo al verde il suo ruolo più profondo, quello di cura silenziosa, continua e lungimirante della città.

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