(Adnkronos) - "Abbiamo deciso di sostenere Milano Cortina 2026 perché i valori dello sport coincidono con quelli della nostra azienda e delle nostre persone. Gioco di squadra, competitività e capacità di restare uniti anche nelle difficoltà rappresentano ciò che facciamo ogni giorno". Così Giuseppe Ricci, Direttore operativo Trasformazione Industriale di Eni, a margine dell’inaugurazione di Oasi Life Experience - Casa Lombardia 2026, il grande spazio allestito in piazza Città di Lombardia che fino al 15 marzo 2026 ospiterà eventi, incontri, installazioni e iniziative dedicate allo sport alla cultura e non solo. Un impegno, quello di Eni, che si traduce anche in un percorso concreto di sostenibilità e innovazione. Protagoniste del Viaggio anche le torce ‘Essential’, realizzate da Eni e Versalis (società chimica di Eni e Official Supporter dei Giochi), così chiamate per via del design minimale che le contraddistingue. Sono le prime torce nella storia delle Olimpiadi ad aver ottenuto la certificazione di ReMade con classe di appartenenza A, per il contenuto di materiale riciclato con cui sono state prodotte, e sono alimentate con bio-Gpl, prodotto nella bioraffineria Enilive di Gela al 100% da materie prime rinnovabili, prevalentemente scarti e residui come oli esausti da cucina, grassi animali e residui dell’industria agroalimentare. "Portare la Fiamma in tutta Italia, toccando città, territori e stabilimenti, è motivo di grande orgoglio e un modo per unire il Paese", ha aggiunto Ricci.Nel quadro delle iniziative legate ai Giochi, Eni -Premium Partner dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 - è pronta ad inaugurare a Milano l’Eni Winter Village, un villaggio diffuso realizzato in collaborazione con la Regione Lombardia nell’area esterna di Piazza Città di Lombardia, trasformata per l’occasione in uno spazio dedicato al gioco, alla scoperta degli sport invernali e alle soluzioni per la sostenibilità dei Giochi. L’Eni Winter Village è stato progettato come un ambiente aperto e coinvolgente, con esperienze interattive dedicate a tutte le età: dal simulatore di discesa su snowboard alla pista urbana di sci di fondo realizzata con materiali innovativi prodotti da Versalis, fino a installazioni ludiche e immersive di Plenitude e Enilive che raccontano il legame tra sport, energia e sostenibilità.
(Adnkronos) - "Il welfare aziendale è stato per anni considerato come un insieme di servizi pensati per migliorare il clima in ufficio. Un’integrazione piacevole, ma non essenziale. Lo scenario economico attuale impone tuttavia un cambio di prospettiva radicale: in un contesto segnato dal costo della vita sempre più elevato, che continua a pesare sulle famiglie, e da rinnovi contrattuali che faticano a coprire l’aumento del costo della vita, il 2026 si conferma l’anno della svolta. Il welfare cessa di essere un semplice 'benefit' per diventare il pilastro portante di una nuova strategia salariale". A dirlo all'Adnkronos/Labitalia Andrea Guffanti, general manager di Coverflex in Italia. "I dati del Report sulla retribuzione 2025 di Coverflex - spiega - parlano chiaro: mentre gli stipendi base restano sostanzialmente stabili, le necessità dei collaboratori continuano a crescere. In questo scenario di stagnazione retributiva, le aziende non possono più limitarsi a guardare solo alla busta paga tradizionale". "L’evoluzione del rapporto tra azienda e lavoratore - avverte - passa per un modello di compensazione estesa. Non si tratta più di dare 'qualcosa in più', ma di gestire in modo intelligente il valore economico che l'azienda trasferisce ai propri dipendenti. Attraverso il welfare, l’impresa interviene direttamente sulla capacità di spesa quotidiana delle persone, coprendo costi che altrimenti graverebbero interamente sul netto in busta: dalla sanità alla scuola, dai trasporti al tempo libero". "Questa trasformazione - avverte - porta il welfare ad essere una vera e propria politica salariale. Le aziende che scelgono questa strada ottengono un doppio vantaggio: aumentano il valore reale percepito dai dipendenti e ottimizzano i costi legati alla tassazione del lavoro". “Il welfare aziendale ha smesso di essere una voce nel capitolo 'extra' per diventare il cuore pulsante della strategia di retention e remunerazione. Non stiamo più parlando di semplici agevolazioni, ma di uno strumento dinamico che restituisce potere d'acquisto reale in un momento in cui la busta paga tradizionale sembra aver raggiunto il suo limite fisico", aggiunge Andrea Guffanti. "Il passaggio dal vecchio concetto di premio a quello di salario integrativo - sottolinea - è ormai completato. Per le imprese, investire nel welfare oggi non è solo un modo per attrarre talenti, ma una necessità per garantire la sostenibilità economica dei propri collaboratori. In sintesi, il welfare è diventato la seconda gamba della remunerazione: uno strumento concreto, misurabile e indispensabile per proteggere il potere d'acquisto e costruire un legame solido e duraturo tra impresa e lavoratore".
(Adnkronos) - "Estrarre l’ultima goccia di olio dalle emulsioni oleose è la nostra missione quotidiana. La Bottari si occupa prevalentemente dalla nascita della raccolta e trasporto e lo smaltimento degli oli usati.” Così Davide Bottari, amministratore delegato di Bottari S.r.l, ha descritto a Roma l’attività della sua azienda, intervenendo alla presentazione della terza edizione del progetto di Legambiente “L’Italia in cantiere. Un Clean Industrial Deal Made in Italy”. L’incontro ha messo in luce le best practice italiane nella transizione ecologica e il ruolo delle imprese nazionali nell’implementazione di un’industria più sostenibile, innovativa e competitiva. “Ogni anno l’azienda raccoglie circa 60.000 tonnellate di emulsioni oleose, miscugli complessi di acqua e olio a bassa concentrazione, dai quali riesce a estrarre circa 7.000 tonnellate di olio, destinato alla rigenerazione industriale. Questo processo consente di evitare lo smaltimento per termodistruzione o altre soluzioni ad alto impatto ambientale.” “Il nostro contributo al Clean Industrial Deal Made in Italy non è solo tecnologico, ma anche culturale”, spiega Bottari. “Partecipiamo ai cantieri della transizione ecologica perché rappresentiamo un esempio concreto di come l’industria possa operare in maniera sostenibile, senza compromettere la competitività. Tutto il nostro processo è rigorosamente Made in Italy, dal macchinario alle procedure operative. L’azienda fa parte del Gruppo Italium, interamente italiano, che coordina diverse attività di raccolta e rigenerazione di materiali industriali complessi.”