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(Adnkronos) - Come pilastri d’azione, l’Agenda 2030 e la Conferenza di Parigi sul clima, con il piano d’azione globale contro i cambiamenti climatici. Poi, la direttiva Omnibus sulla rendicontazione della sostenibilità che va interpretata come un’opportunità, piuttosto che un freno. Sono alcuni dei punti che Elena Dimichino, Chief Sustainability Officer di EssilorLuxottica, colosso mondiale del lusso – 200 mila dipendenti in 150 Paesi – analizza in un'intervista a SostenibileOggi. Il contesto geopolitico in corso è un ostacolo per raggiungere i 17 obiettivi dello sviluppo sostenibile e per centrare gli obiettivi della Conferenza di Parigi? "Siamo un Gruppo internazionale in continua evoluzione, che deve necessariamente considerare la situazione geopolitica attuale e le sue evoluzioni. Nonostante ciò, come azienda di riferimento del nostro settore e non solo, abbiamo costruito una strategia di sostenibilità chiara e che si concretizza nel programma che abbiamo chiamato Eyes on Planet, integrando aspetti sia ambientali sia sociali. Nell’ambito di questa strategia, ci siamo posti obiettivi significativi in merito alla decarbonizzazione, che vogliamo raggiungere entro il 2030, con un focus sulla riduzione delle emissioni, non solo di Scope 1 e 2 – su cui abbiamo già fatto significativi progressi – ma anche di quelle di Scope 3, che coinvolgono la nostra catena di fornitura. Ridurre il nostro impatto ambientale è per noi una priorità, e siamo fermamente impegnati in questo processo". La direttiva Omnibus sulla semplificazione della rendicontazione sulla sostenibilità è un freno? "Abbiamo appena pubblicato il report di sostenibilità di EssilorLuxottica, secondo le linee guida della CSRD. La direttiva Omnibus, mira a fare chiarezza più che a semplificare e in EssilorLuxottica ha stimolato un confronto su come applicare al meglio le nuove normative. La CSRD ha introdotto un cambiamento significativo, stabilendo standard europei molto definiti. Se consideriamo gli obblighi di rendicontazione solo come un adempimento normativo, rischiano di diventare un ostacolo. Tuttavia, se li guardiamo come un’opportunità per dare un quadro completo e trasparente della performance di sostenibilità, integrata con le informazioni finanziarie, allora anche l’esecuzione e lo sviluppo della strategia di sostenibilità ne beneficia". L'intervista completa su sostenibileoggi.it
(Adnkronos) - Macfrut è molto più di una fiera: un viaggio nella filiera mondiale dell’ortofrutta lungo 365 giorni che trova il suo punto di incontro da martedì 6 a giovedì 8 maggio 2025 al Rimini Expo Centre. E che in occasione della 42ma edizione lancia un forte messaggio: la salute vien mangiando e l’ortofrutta è alla base della sana alimentazione. In altre parole, è 'Healthy food', come è stata chiamata la novità di Macfrut 2025, la grande arena insieme a esperti scientifici, chef e testimonial di fama nazionale che si fanno portavoce di questi valori a partire dalla campionessa olimpica Valentina Vezzali, presente quest’oggi alla conferenza stampa dell’evento. La presentazione di Macfrut 2025 è avvenuta questa mattina, presso Agenzia Ice a Roma, alla presenza di Francesco Lollobrigida, ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Matteo Zoppas, presidente Agenzia Ice, Sergio Marchi, direttore Ismea, Renzo Piraccini, presidente Macfrut, Valentina Vezzali, campionessa Olimpica e testimonial Healthy Food Show, Silvia Sabbadini, Ishs Biotechnology Symposium, Giancarlo Righini, assessore Agricoltura Regione Lazio, Marco Riccardo Rusconi, direttore Aics, Stefano Gagliardi, direttore Assoavi. Tutto questo nel contesto di una tre giorni fieristica ancora una volta con numeri in crescita: incremento dell’area espositiva (+6%), oltre 1.400 espositori, spiccata presenza internazionale al 40%, 1.500 top buyer da tutto il mondo interconnessi con gli espositori in una apposita piattaforma networking, vero e proprio fiore all’occhiello della manifestazione. E ancora: tre Simposi mondiali (Biotecnologie, Patata, Piante Aromatiche del Mediterraneo), Egitto Paese partner, Lazio Regione protagonista, Saloni tematici su trend e tendenze del settore coordinati da un team di esperti, un campo prova sull’innovazione frutticola e orticola, oltre un centinaio di eventi nel corso dei tre giorni. In contemporanea a Macfrut ci sarà Fieravicola manifestazione internazionale dedicata alla filiera avicunicola. Presentata poi una importante novità: l’edizione 2026 si svolgerà dal 14-16 aprile. La scelta della nuova data è dettata dalla necessità di usufruire di nuovi spazi nei padiglioni fieristici riminesi con l’obiettivo di sviluppare nuovi format innovativi. Con una presenza di espositori esteri superiore al 40%, Macfrut si conferma l’evento fieristico agrifood più internazionale del panorama italiano. Questo è possibile attraverso un ricco planning di presentazioni in giro per il mondo lungo tutto l’anno, accompagnato da una ricca attività di incoming buyer in collaborazione con Agenzia Ice. Paese partner sarà l’Egitto protagonista con una grande area con 40 aziende. Nel corso della tre giorni fieristica lo stato nordafricano sarà al centro di eventi, show cooking, incontri e presentazioni internazionali insieme a un’ampia delegazione istituzionale e di imprese. Sempre nel contesto del Continente Africano importanti sono le presenze dal Mali con una sessantina di aziende, Repubblica Democratica del Congo con oltre 30 e Ghana con 20 imprese. Tra le new entry la Tanzania con uno stand nazionale, così come l’Iraq presente con il supporto di Unido. Più in generale in ambito internazionale forte la presenza da Centro e Sudamerica: Costa Rica, Panama, Cile, Repubblica Dominicana, Cuba e la new entry Ecuador. Ampia anche la presenza dall’Europa dove si segnalano un nutrito gruppo di imprese di produzione dalla Spagna. In fiera saranno presenti oltre 1.500 top buyer da tutto il mondo, grazie all’importante supporto di Agenzia Ice, con un particolare focus sui grandi importatori ortofrutticoli europei e internazionali, in particolare dal Brasile divenuto uno dei grandi mercati di sbocco. Plus della manifestazione è la piattaforma di networking che consente agli espositori di programmare gli incontri con i buyer già prima dell’evento fieristico. La grande novità sarà The Healthy Food Show. Che la salute vien mangiando, infatti, Macfrut lo racconta con un format inedito nella grande arena appositamente realizzata. Protagonisti sono i prodotti ortofrutticoli innovativi ad alto valore nutrizionale presentati in un percorso esperienziale che unisce l’autorevolezza della trattazione scientifica con un linguaggio comprensibile al grande pubblico. Un percorso che mette insieme esperti scientifici, chef, aziende e undici testimonial conosciuti dal grande pubblico nei panni di 'ambasciatori' del mangiare sano: Manuela Arcuri, Matilde Brandi, Mirko Casadei, Mercedezs Henger, Daniele Lupo, Valeria Marini, Justine Mattera, Stella Menna, Annalisa Minetti, Raimondo Todaro, Valentina Vezzali. Cinque i talk in programma uniti dal fil rouge che il nostro benessere e la nostra salute sono strettamente influenzati da ciò che mangiamo. Macfrut sarà anche capitale mondiale delle biotecnologie applicate all’orticoltura. In fiera, infatti, per la prima volta sarà ospitato l’International Symposium on Biotechnological Tools in Horticulture, promosso dall’International Society of Horticultural Science (Ishs, società che promuove la ricerca su tutti i settori delle scienze orticole), in collaborazione il Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Ambientali dell'Università Politecnica delle Marche, con il coordinamento di Silvia Sabbadini, Angela Ricci, Luca Capriotti e Bruno Mezzetti. L’evento vede la partecipazione dei massimi esperti mondiali del settore per un’occasione di incontro tra la ricerca biotecnologica delle piante e la filiera produttiva. Nel corso dei tre giorni saranno presentati gli aggiornamenti tecnico scientifici sulle innovative tecnologie applicate alle colture vegetali: dalla propagazione in vitro alla creazione di nuove varietà resilienti e di elevata qualità, fino all'applicazione delle varie 'omiche' per la genotipizzazione/fenotipizzazione delle piante. Al momento circa 200 gli iscritti al Simposio provenienti da 37 Paesi da tutto il mondo. Il Lazio, con i suoi 11 prodotti Dop e Igp ortofrutticoli e le sue produzioni di qualità, sarà la Regione protagonista di Macfrut. Presentazioni, degustazioni, eventi di business saranno il filo conduttore della tre giorni per presentare al pubblico internazionale un comparto che vale oltre 1 miliardo di euro, in una regione conosciuta per la specializzazione dei suoi distretti produttivi di frutticoltura (10.000 ettari di Kiwi a Latina, 24.000 ettari di nocciola a Viterbo) e di orticoltura, con quasi 9.000 ettari in serra e oltre 18.000 ettari in pieno campo, tra Latina, Litorale Romano e Viterbese. La partecipazione della Regione Lazio a Macfrut avviene in collaborazione con Arsial, l’Agenzia Regionale per lo sviluppo e l’innovazione dell’agricoltura del Lazio. Centrali a Macfrut sono i Saloni tematici coordinati da un team di esperti per comprendere presente e futuro dell’ortofrutta. A partire da Plant Nursery area, il Salone dedicato all’innovazione della filiera vivaistica; Biosolutions International Event (Bie) pone l’attenzione ai prodotti naturali per la difesa, nutrizione e biostimolazione delle piante; alla filiera del pomodoro è dedicato Red Planet, mentre Spices&Herbs Global Expo si rivolge al mercato delle piante officinali, aromatiche e medicinali e dei loro derivati che in questa edizione ospita il Mesmap (Simposio Internazionale Mediterraneo sulle Piante Medicinali e Aromatiche). E ancora, il Salone dell’agrovoltaico in Agrisolar Systems&Technologies, mentre il risparmio idrico è al centro di Acqua Campus. Ritorna l’area dinamica con il campo prova di Macfrut Field Solutions. Tra le novità: The International Potato Symposium dedicato alla Patata, prodotto simbolo di Macfrut 2025; Romagna Business Matching iniziativa di networking e b2b per favorire l’incontro e i contatti tra aziende con Confindustria Romagna; Berry Area dedicata ai piccoli frutti.
(Adnkronos) - “Venezia è una capitale del mondo dentro una laguna, un caso unico, in un ambiente transeunte e mutevole. È l’opera dell’intelligenza di una comunità di pescatori e commercianti che hanno prodotto resilienza, cultura e potere proiettando questa città nel mondo. Oggi Venezia è anche la città costiera più sicura rispetto al fenomeno globale dell’innalzamento del medio mare, grazie al Mose, opera eccezionale frutto dell’intelligenza e dei saperi emersi da questo territorio che ora si pone come esempio per tutto il mondo”. Così Renato Brunetta, presidente della Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità - Venice Sustainability Foundation (Vsf) intervenendo oggi a Ca’ Giustinian, sede veneziana della Biennale, nel corso della presentazione del progetto speciale 'Intelligent Venice: la più antica città del futuro' per la Biennale Architettura 2025. “Nella Biennale di Architettura quest’anno raccontiamo la storia di Venezia e dunque della più grande opera architettonica del mondo con un progetto espositivo costituito da ore e ore di filmati, centinaia di cartografie, simulazioni e prodotti interattivi. Tutto ospitato all’interno di cinque absidi nella Tesa dell’Isolotto sulla Darsena Grande dell’Arsenale e visitabile a partire dal prossimo 10 maggio”, spiega.