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(Adnkronos) - "Il sistema dell'agroindustria e dell'agroalimentare sta dando soddisfazioni, così come anche la capacità di imporre la nostra qualità sui mercati internazionali, riuscendo a smentire i dati catastrofici che si prevedevano”. Lo ha affermato il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida all’edizione 2026 di Marca by BolognaFiere & Adm - Associazione distribuzione moderna, la fiera internazionale dedicata alla Marca del Distributore (MdD), oggi riconosciuta come appuntamento irrinunciabile per l’intero ecosistema della Private Label. “Nel complesso quadro geopolitico” in cui ci troviamo, “l'Italia riesce ad avere un export che cresce costantemente, creando lavoro e occupazione - aggiunge il ministro, che spiega come questo sia stato possibile anche grazie “al governo italiano, che sostiene un modello di interazione tra le istituzioni, il mondo imprenditoriale, l'associazionismo e le rappresentanze, oltre a riuscire a tornare leader non solo dal punto di vista commerciale e della produzione, ma anche dell'indicazione delle strade da seguire all'Unione europea”. A proposito del contesto geopolitico il ministro sottolinea infatti che “il sistema tariffario è molto complesso a livello mondiale, basti guardare ai dazi statunitensi e alla debolezza del dollaro. I dati oggi sono abbastanza confortanti perché non osserviamo una flessione marcata, come invece si annunciava. Restiamo dunque ottimisti. L’anno precedente ha visto un’impennata degli acquisti di alcuni prodotti” da parte delle aziende che, “in previsione di una mutazione del sistema tariffario, hanno stoccato molto in magazzino. La corsa al riempimento dei magazzini in vista dell’arrivo dei dazi, osservata nel 2025, potrebbe portare l’export italiano a “non avere la stessa tenuta” nel 2026, “ma sul biennio ci si aspetta un incremento dell'export anche verso gli Stati Uniti. La decisione presa insieme al nostro modello imprenditoriale, sostenendolo, prevede di custodire i mercati che abbiamo, consolidandoli, e di aprire nuovi mercati”. “Il Mercosur che si andrà a sottoscrivere non è quello dello scorso anno, che non avremmo sostenuto. l'Italia ha chiesto garanzie precise per il settore agricolo e le ha ottenute. Si passa infatti da un teorico taglio delle risorse al mondo dell'agricoltura del 23%, all'aumento delle risorse per gli agricoltori italiani. Ed è un primo dato oggettivo che rende il sistema più garantito rispetto alle prospettive che si andavano ad annunciare”. Spiega Lollobrigida. “Dall'altra parte abbiamo chiesto regole chiare a difesa degli agricoltori, in un quadro di accordi internazionali che è in linea con quello che è l'auspicio di tutti, ossia quello di aumentare la capacità di incidere sui mercati e il mercato sudamericano è un mercato importante e strategico - prosegue il ministro - Per il sistema Italia questo è sempre stato un buon accordo. La nostra industria, così come gran parte del mondo agricolo - da quello legato alla produzione del vino, ai formaggi fino l'olio, sono da sempre favorevoli perché” consentirebbe di avere maggiori garanzie “per le indicazioni geografiche più rilevanti e di tutelarci dall'italian sounding, sia sul piano delle produzioni sudamericane che su quello delle importazioni che arrivano da altre parti del mondo. Pensate al ‘Parmesan’ statunitense che, quando verrà applicato al Mercosur, non potrà più accedere ai mercati sudamericani”. “Eccezionalmente importanti, poi, anche alcune regole sulla reciprocità. Non si possono imporre regole in Europa che non vengono fatte rispettare ai prodotti che accedono ai nostri mercati, perché quelle regole fanno aumentare i costi di produzione da noi - puntualizza - Questo verrà impedito con controlli adeguati, sui quali vigileremo, e con regole attente sull'utilizzo di fitofarmaci e antibiotici che non sono consentiti in Europa e non devono essere consentiti nemmeno sui prodotti che accedono al mercato europeo, a garanzia delle imprese ma anche dei consumatori finali”.
(Adnkronos) - "I dati di settore presentano numeri importanti, con quote di crescita superiori al 30% e un tasso di crescita del fatturato in termine di volumi assoluti particolarmente rilevante. Questo ha sostenuto le vendite di tutte le catene distributive che aderiscono alla Adm - Associazione distribuzione moderna, che nel 2025 hanno dovuto affrontare un periodo di alta inflazione con consumi particolarmente contenuti in termini di quantità". Lo ha detto Mauro Lusetti, il presidente Adm - Associazione distribuzione moderna, alla 22ª edizione di Marca by BolognaFiere & Adm, la fiera internazionale dedicata alla Marca del Distributore, oggi riconosciuta come appuntamento irrinunciabile per l’intero ecosistema della Private Label. "La marca del distributore ha consentito a tutti noi di chiudere il 2025 in territorio positivo. Si tratta anche di un segno della fiducia che i consumatori riconoscono alla marca del distributore", aggiunge Lusetti. "La prima novità della fiera internazionale dedicata alla Marca del Distributore (MdD) è che siamo alla 22ª edizione, un risultato importante per una manifestazione come questa; la seconda riguarda la maggior estensione della superficie espositiva e la crescita del numero di espositori. Ci aspettiamo una presenza di oltre 25 mila persone in questi due giorni - illustra il presidente di Adm - l’altra novità è il raddoppio della crescita espositiva dei prodotti freschi. Inoltre abbiamo istituito l’Award per la MdD, per dimostrare la nostra particolare attenzione alle innovazioni di prodotto. Girando tra gli standard si percepisce che la marca del distributore in tutti questi anni si è evoluta e ha acquistato sia dal punto di vista della capacità produttiva che dal punto di vista del favore dei fornitori, uno spazio importante sui nostri scaffali", conclude.
(Adnkronos) - Nel 2025 i disastri naturali hanno causato perdite significative in tutto il mondo: complessivamente, i danni ammontano a circa 224 miliardi di dollari americani, di cui circa 108 miliardi sono stati coperti dagli assicuratori. E' quanto rivela il report di Munich Re, stando al quale il 2025 si aggiunge così alla lista, sempre più lunga, degli anni in cui le perdite assicurate hanno superato la soglia dei 100 miliardi di dollari, nonostante le perdite siano state inferiori rispetto all'anno precedente. Nel 2024, le perdite complessive al netto dell'inflazione ammontavano a 368 miliardi di dollari, di cui 147 miliardi erano stati assicurati. Le catastrofi meteorologiche hanno rappresentato il 92% di tutte le perdite del 2025 e il 97% delle perdite assicurate. Circa 17.200 persone hanno perso la vita in disastri naturali in tutto il mondo, un numero significativamente superiore a quello dell'anno precedente (circa 11.000), ma inferiore alla media decennale di 17.800 e alla media trentennale di 41.900. Stando all'analisi, nel 2025, il quadro generale è allarmante per quanto riguarda le inondazioni, le violente tempeste convettive e gli incendi boschivi. Un impatto crescente a lungo termine è attribuito a tali pericoli non di picco, che hanno portato a perdite totali pari a 166 miliardi di dollari lo scorso anno, di cui circa 98 miliardi erano assicurati. La distruzione causata da questi pericoli è stata superiore alle medie corrette per l'inflazione degli ultimi 10 e 30 anni (perdite complessive: 136 miliardi di dollari/90 miliardi di dollari; perdite assicurate: 60 miliardi di dollari/33 miliardi di dollari). "Alla luce di queste perdite estreme, è chiaro che nel 2025 il mondo è stato risparmiato da perdite potenzialmente molto più gravi solo per puro caso. Ciò vale in particolare per il fatto che nessun uragano ha colpito il territorio continentale degli Stati Uniti, sebbene vi si siano verificate forti tempeste", sottolinea lo studio. Gli incendi boschivi che hanno colpito l'area di Los Angeles nel mese di gennaio hanno costituito di gran lunga il disastro naturale più costoso dell'anno. Una combinazione pericolosa di siccità e forti venti invernali ha creato le condizioni ideali per lo sviluppo degli incendi. Le perdite complessive sono state pari a circa 53 miliardi di dollari, comprese le perdite assicurate per circa 40 miliardi di dollari. Si tratta del disastro causato da incendi boschivi più costoso mai registrato. Il secondo disastro naturale più costoso dell'anno in termini di perdite complessive è stato il forte terremoto di magnitudo 7,7 in Myanmar. In termini di danni assicurati, i violenti temporali che hanno colpito per diversi giorni gli Stati centrali e meridionali degli Stati Uniti nel mese di marzo hanno causato il secondo disastro naturale più costoso del 2025. Il 2025 per l'Europa ha visto perdite dovute a catastrofi naturali pari a circa 11 miliardi di dollari americani, di cui circa la metà era assicurata (media decennale: 35 miliardi di dollari/12 miliardi di dollari). Per Tobias Grimm, capo climatologo di Munich Re, "il riscaldamento globale aumenta la probabilità di catastrofi meteorologiche estreme. Dato che il 2025 è stato un altro anno molto caldo, gli ultimi 12 anni sono stati i più caldi mai registrati. I segnali di allarme persistono. Infatti, nelle circostanze attuali, il cambiamento climatico può peggiorare ulteriormente”. “L’anno è iniziato in modo difficile, con perdite molto elevate causate dagli incendi boschivi a Los Angeles. Solo per pura fortuna gli Stati Uniti sono stati risparmiati dagli uragani nel 2025. Tuttavia, il Paese è ancora al primo posto nelle statistiche sui sinistri, a causa della tendenza crescente a danni molto ingenti causati da pericoli non di picco. Dobbiamo essere realistici: adattarsi a questi rischi è essenziale. In linea con la nostra nuova strategia pluriennale Ambition 2030, Munich Re è pronta a mettere in campo la propria competenza e solidità finanziaria per assumersi ancora più rischi legati alle catastrofi naturali e rafforzare la rete di sicurezza assicurativa per l'economia globale", afferma Thomas Blunck, Member of the Board of Management.