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(Adnkronos) - “Venezia è una capitale del mondo dentro una laguna, un caso unico, in un ambiente transeunte e mutevole. È l’opera dell’intelligenza di una comunità di pescatori e commercianti che hanno prodotto resilienza, cultura e potere proiettando questa città nel mondo. Oggi Venezia è anche la città costiera più sicura rispetto al fenomeno globale dell’innalzamento del medio mare, grazie al Mose, opera eccezionale frutto dell’intelligenza e dei saperi emersi da questo territorio che ora si pone come esempio per tutto il mondo”. Così Renato Brunetta, presidente della Fondazione Venezia Capitale Mondiale della Sostenibilità - Venice Sustainability Foundation (Vsf) intervenendo oggi a Ca’ Giustinian, sede veneziana della Biennale, nel corso della presentazione del progetto speciale 'Intelligent Venice: la più antica città del futuro' per la Biennale Architettura 2025. “Nella Biennale di Architettura quest’anno raccontiamo la storia di Venezia e dunque della più grande opera architettonica del mondo con un progetto espositivo costituito da ore e ore di filmati, centinaia di cartografie, simulazioni e prodotti interattivi. Tutto ospitato all’interno di cinque absidi nella Tesa dell’Isolotto sulla Darsena Grande dell’Arsenale e visitabile a partire dal prossimo 10 maggio”, spiega.
(Adnkronos) - “Questo riconoscimento rappresenta il più importante di tutti, poiché la mia impresa è stata sempre ispirata ai principi di Vitruvio, che parla di solidità, bellezza e utilità. Il mio obiettivo, infatti, è stato costruire un’impresa solida, utile e bella, destinata a durare nel tempo". Così Brunello Cucinelli a margine della cerimonia di conferimento del dottorato di ricerca honoris causa in “Design per il made in Italy: identità, innovazione e sostenibilità” presso l’aula magna del rettorato dell’Università degli studi della Campania “Luigi Vanvitelli” di Caserta. Durante l’evento Cucinelli ha tenuto una lectio magistralis in cui ha condiviso una riflessione legata alle sue radici e alla filosofia che guida la sua visione imprenditoriale. Partendo dalla sua infanzia in un casolare di campagna, ha raccontato come la natura e i principi di armonia con il creato lo abbiano formato sia come uomo che come imprenditore. Il suo cammino intellettuale è iniziato nel dialogo con gli amici e con la filosofia, in particolare con il pensiero di Kant, che lo ha indirizzato verso un’umanità in cui l’individuo è un fine, non un mezzo. Cucinelli ha sottolineato anche come la sua terra, l’Umbria, sia stata una fonte di ispirazione spirituale, grazie alla presenza delle figure di San Benedetto e San Francesco, che lo hanno guidato nel rispetto del mondo e delle sue bellezze. La sua visione imprenditoriale è quella di un “capitalismo umanistico”, che mette al centro la dignità dell’uomo e il rispetto per la natura, combinando solidità, utilità, bellezza e grazia. “Siamo arrivati a un punto in cui abbiamo bisogno di tornare ad essere importanti”, ha dichiarato Cucinelli. “Abbiamo bisogno di persone gentili, educate e garbate che affronteranno questo secolo, e sono convinto che il germoglio di questa umanistica rivoluzione si vede e si sente”, ha detto. L’imprenditore umbro ha inoltre invitato i giovani a diventare custodi del creato e a vivere secondo principi di bellezza, speranza e amore per l’umanità esortandoli ad affrontare le sfide future, come l’intelligenza artificiale, con spirito aperto e un cuore umano, ribadendo che “i giovani sono uomini di qualità” e devono ritrovare i grandi valori della famiglia, della politica, della religione e della spiritualità. Per Cucinelli, i giovani sono i precursori di una nuova rivoluzione umanistica, che darà vita a un “tempus novum”.
(Adnkronos) - Un gruppo di allievi della Return Academy è stato protagonista di una doppia visita programmata nel percorso formativo a Roma: prima nella sede di Almaviva, big player italiano nell'Information&Communication Technology, poi al Dipartimento della Protezione Civile. Quello della Return Academy, con base a Napoli è un percorso formativo sviluppato nell'ambito del Pnrr - Progetto Return, attraverso la Fondazione Return presieduta da Andrea Prota, un progetto di ricerca e partenariato esteso con la presenza di soggetti pubblici e privati. Il progetto Return, di cui l'Università di Napoli Federico II è soggetto proponente, aggrega altre università, partner privati ed enti di ricerca ed è dedicato allo studio dei rischi ambientali, naturali e antropici e, quindi, alle modalità di riduzione di tali rischi, nonché di adattamento sociale alla coesistenza con i rischi stessi. Obiettivo dell'Academy è formare professionalità altamente qualificate "con lo sviluppo di competenze interdisciplinari - spiega Prota - in materia di disaster risk management, in contesti di cambiamento climatico". "Da rilevare - aggiunge - che gli allievi, provenienti da vari contesti nazionali, appartengono a vari ambiti disciplinari, non solo tecnici, ma anche umanistici, a conferma del carattere trasversale di questo percorso”. Durante la visita ad Almaviva, partner del progetto Return, è stata illustrata la Piattaforma Return, struttura informatica in cui vengono condivise le attività di ricerca del progetto. Successivamente, l'esperienza sul campo nel quartier generale del Dipartimento della Protezione Civile, con la visita alle varie sale operative e l'illustrazione delle procedure di monitoraggio e di alert sul territorio, nei vari ambiti (sismico, vulcanico, idrogeologico, meteorologico). Ad accompagnare gli allievi nella visita, i responsabili didattici dell'Academy: Mario Losasso (Università di Napoli Federico II) e Daniela Di Bucci (Protezione civile). "Questa missione a Roma - spiega Losasso - si inquadra nel secondo modulo dell'Academy, che dopo la fase delle lezioni teoriche in aula, punta su esperienze pratiche, con l'auspicio che i nostri allievi possano poi utilizzare fruttuosamente i contenuti acquisiti nei vari campi della loro attività professionale".