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(Adnkronos) - Nuova tensione nel caso di Denise Pipitone tra il padre biologico Antonino Pipitone e Pietro Pulizzi. A Mazara del Vallo, in provincia di Trapani, è scattata una diffida legale dopo un episodio avvenuto il 14 aprile 2026 in un’autofficina della città, che ha riacceso lo scontro tra le parti. A denunciarlo è il legale di Antonino Pipitone, Stefano Goiordano, che fa sapere di "avere notificato, in data 15 aprile 2026, un formale atto di diffida e intimazione al Sig. Pietro Pulizzi, residente in Mazara del Vallo, nell’interesse e su mandato del proprio assistito". "L’atto trae origine da quanto accaduto il 14 aprile 2026 presso un’autofficina di Mazara del Vallo, dove il Sig. Pulizzi — alla presenza di terzi del tutto estranei alle vicende familiari — ha avvicinato il Sig. Pipitone nonostante l’esplicito e reiterato diniego di quest’ultimo, instaurando un contatto fisico non consentito e pronunciando ad alta voce dichiarazioni gravemente lesive dell’onore e della reputazione del nostro assistito, ivi comprese affermazioni relative a questioni di paternità e di mantenimento dei figli, tuttora sub iudice in sede civile", spiegano i legali. "Le condotte descritte — secondo la valutazione della difesa — integrano molteplici fattispecie di rilievo penale (artt. 595, 610, 612-bis e 660 c.p.), oltre a configurare illecito civile risarcibile ai sensi dell’art. 2043 c.c. Con il predetto atto si è pertanto intimato al Sig. Pulizzi di cessare immediatamente e definitivamente ogni tentativo di contatto o avvicinamento al Sig. Pipitone, in qualsiasi forma e con qualsiasi mezzo, nonché di astenersi dal pronunciare o diffondere a terzi dichiarazioni concernenti la persona, la vita familiare, la capacità genitoriale e il mantenimento dei figli del nostro assistito. Si è inoltre dato atto che il contenuto della diffida è stato integralmente comunicato alle Forze dell’Ordine competenti per territorio". E ancora: "Ogni futura violazione delle intimazioni sarà immediatamente denunciata all’Autorità Giudiziaria, con contestuale richiesta di adozione delle misure cautelari più appropriate, ivi compresa la misura del divieto di avvicinamento ai sensi dell’art. 282-ter c.p.p. Il Sig. Pipitone si riserva sin d’ora ogni azione in sede civile per il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali subiti e subendi". Immediata la replica di Piera Maggio, moglie di Pulizzi e madre di Denise Pipitone, scomparsa nel 2004: "Respingiamo la ricerca di scalpore a fini meramente sensazionalistici, priva di fondamento. Il 14 aprile vi è stata soltanto una semplice richiesta di dialogo da parte di Pietro, che è stata rifiutata in maniera molto agitata. Nessun contatto fisico, nessuno scontro fisico né tanto meno "contatto fisico non consentito". Disponiamo di prove inconfutabili che produrremo nelle sedi competenti. Tutte le differenti e fantasiose ricostruzioni saranno perseguite nelle sedi giudiziarie", dice.
(Adnkronos) - Si sono concluse le preselezioni dei nominativi dei nuovi consiglieri aggiunti che potranno far parte della lista che il Consiglio nazionale uscente presenterà all’ VIII Congresso nazionale Int. La data è stabilita per il 9 ottobre a Roma, con l’ultima riunione del Consiglio nazionale l’8 ottobre, i delegati congressuali voteranno la nuova dirigenza nazionale per il triennio 2026-2029. Il Consiglio uscente ha ancora indicato Riccardo Alemanno come presidente nazionale e anche le altre cariche sono già attribuite, quindi i votanti conosceranno già i ruoli dei candidati. Nel corso del mese di giugno, sarà inviato a ciascun tributarista Int, il regolamento di partecipazione e anche le modalità di composizione di eventuali altre liste elettorali. Nell’ ultima riunione il Consiglio nazionale, su proposta del presidente, ha individuato il titolo del Congresso che sarà 'Io Tributarista' con sottotitolo a trent’anni dall’idea fondativa dell’ Istituto Nazionale Tributaristi. Sono infatti passati 30 anni da quando il Comitato promotore ha tracciato percorso, valori e ideali dell’ Istituto Nazionale Tributaristi, individuabile anche con l’acronimo Int. Da allora l’Int si è sempre distinto per correttezza nei rapporti interni ed esterni, negli ideali perseguiti ed acquisendo credibilità nei confronti delle Istituzioni, dando ai propri iscritti un valore aggiunto di serietà e competenza. Soddisfatto il presidente Alemanno che dichiara ironicamente: “Qualche anno fa un giornale mi aveva indicato come un ‘dinosauro della poltrona’, io avevo risposto che dinosauro mi stava bene, ma la poltrona no, perché quello su cui ero seduto era uno sgabello, spesso scomodo, ironia a parte, sono curioso di scoprire come mi definiranno per questa mia ennesima candidatura. Voglio ringraziare il Consiglio per l’unità dimostrata in questo triennio e ribadire che l’obiettivo è quello della sempre maggiore affermazione della categoria nel settore delle professioni, che è sempre stato prioritario senza dimenticare i valori etici che devono accompagnare la scelta di un percorso professionale e la tutela dell’utenza. L’Int era presente ed è stato determinante, per il raggiungimento di funzioni abilitanti come quella di intermediario fiscale o della rappresentanza del contribuente, senza dimenticare il supporto fattivo alla scritturazione della Legge 4/2013, nonché il sostegno delle professioni associative non organizzate in ordini o collegi e la difesa del libero esercizio della attività non riservate e che tali devono restare in ambito contabile e tributario, ma i tributaristi Int sono sempre stati in prima linea anche nell’assunzione delle responsabilità come per l’antiriciclaggio o per l’accettazione degli obblighi a tutela dell’utenza come quello di aggiornamento professionale o di sottoscrizione di polizza di r.c. verso terzi. Un percorso di crescita professionale costante che proseguirà, così come la crescita di Confassociazioni, la maggiore Confederazione di rappresentanza delle associazioni delle professioni ex Lege 4/2013, che l’Int ha contribuito a ideare e fondare.”
(Adnkronos) - Nel 2024 le emissioni nazionali di gas serra registrano una riduzione del 30% rispetto ai livelli del 1990 e in calo del 3,6% rispetto al 2023, attestandosi a poco più di 360 milioni di tonnellate di CO2 equivalente. Il risultato è legato alla crescente diffusione delle fonti rinnovabili, in particolare idroelettrico ed eolico, al miglioramento dell’efficienza energetica e alla progressiva sostituzione dei combustibili più emissivi con alternative a minor contenuto di carbonio. Sono alcuni dei dati elaborati da Ispra nell’ambito dell’Inventario nazionale delle emissioni dei gas serra e dell’Inventario delle emissioni atmosferiche, trasmessi agli organismi europei e internazionali, in particolare la Convenzione Quadro delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (Unfccc) e la Commissione Economica per l'Europa delle Nazioni Unite (Unece). Per il 2025 si prevede un lieve aumento delle emissioni (0,3%) dovuto soprattutto a un maggiore ricorso al gas naturale per la produzione di energia elettrica, anche in relazione a una riduzione della produzione idroelettrica. Prosegue invece il calo delle emissioni associate all’uso del carbone, in linea con gli obiettivi di decarbonizzazione. Non tutti i settori mostrano una riduzione nel 2024: le emissioni dei trasporti, responsabili del 31% del totale nazionale e per oltre il 90% legate al trasporto stradale, continuano a crescere e risultano superiori di oltre il 10% rispetto al 1990. Insieme ai trasporti, i settori della produzione di energia (18%), del residenziale (18%) e dell’industria manifatturiera (13%) contribuiscono complessivamente a circa l’80% delle emissioni nazionali. A partire dai primi anni 2000, poi, si osserva un progressivo disaccoppiamento tra crescita economica ed emissioni di CO2: dopo una breve ripresa post-pandemica, le emissioni tornano a diminuire mentre il Pil continua a crescere, rafforzando questa tendenza. Anche sul fronte degli inquinanti atmosferici si registrano riduzioni significative tra il 1990 e il 2024, grazie a efficienza energetica, rinnovabili, innovazione tecnologica, limiti emissivi più severi e combustibili più puliti, tra questi: ossidi di zolfo -96%; ossidi di azoto -75%; monossido di carbonio -77%; black carbon -67%; cadmio -64%; mercurio -65%; piombo -96%. Il settore energetico - spiega Ispra - resta la principale fonte di emissioni per molti inquinanti (oltre l’80%), mentre i processi industriali incidono soprattutto su particolato, metalli pesanti e inquinanti organici persistenti. Le emissioni di ammoniaca (NH3), derivano quasi esclusivamente dall’agricoltura (oltre il 90%) mentre il settore dei rifiuti, in particolare l’incenerimento, contribuisce in modo rilevante a black carbon, cadmio, esaclorobenzene e diossine. "I dati sulle emissioni di gas serra e sugli inquinanti atmosferici ci consegnano un messaggio chiaro: il percorso intrapreso sta producendo risultati concreti - spiega Maria Alessandra Gallone, presidente Ispra e Snpa - È un segnale incoraggiante, che dimostra come politiche mirate, innovazione tecnologica e comportamenti responsabili possano davvero fare la differenza. Allo stesso tempo, questi numeri ci ricordano che la sfida non è ancora vinta. Ed è proprio per questo che i progressi vanno letti come uno stimolo ad accelerare, non a rallentare. Come Ispra e come Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente abbiamo il compito di garantire dati solidi, trasparenti e tempestivi, perché è sui dati che si costruiscono decisioni efficaci e politiche credibili. Abbiamo le competenze, gli strumenti e la consapevolezza per continuare a ridurre le emissioni e migliorare la qualità dell’aria nel nostro Paese. Il futuro che vogliamo costruire è già in movimento: sta a noi consolidarlo, trasformando i segnali positivi di oggi in risultati strutturali e duraturi per l’ambiente e per la salute di tutti”.