INFORMAZIONIPhilip Abussi |
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(Adnkronos) - Diventa un caso il concerto di Laura Pausini in Perù. La cantante italiana ha interrotto improvvisamente lo show a Lima, lasciando il pubblico sorpreso e dando vita a un episodio diventato virale sui social. Durante l’esecuzione di uno dei suoi brani più celebri, Pausini ha fermato la musica e si è rivolta direttamente al pubblico. Nel mirino, le prime file sotto il palco, quelle con i biglietti più costosi. Secondo quanto riportato, molti spettatori non cantavano, né mostravano particolare coinvolgimento, in netto contrasto con l’entusiasmo del resto dell’arena. “Devo fermarmi un attimo”, ha detto l’artista, interrompendo l’esibizione e cambiando il clima del live in pochi secondi. La cantante non ha usato mezzi termini. Ha criticato apertamente alcuni spettatori delle zone vip, sottolineando la mancanza di coinvolgimento: "Pagano molto, ma non conoscono le canzoni". Un commento diretto che ha acceso il dibattito online. Pausini si è anche rivolta a un cameraman chiedendogli di inquadrare chi stava davvero cantando, cioè il pubblico più lontano ma visibilmente più entusiasta, piuttosto che chi resta immobile sotto il palco. L’episodio, avvenuto all’Arena 1 della capitale peruviana durante il tour 2026-2027 e il video del momento ha fatto rapidamente il giro del web, dividendo gli utenti. Da una parte chi applaude la schiettezza dell’artista, da sempre nota per il suo rapporto diretto con i fan; dall’altra chi ha giudicato il rimprovero eccessivo, soprattutto verso spettatori paganti. Non è la prima volta che Laura Pausini interagisce in modo deciso con il pubblico. Al di là della polemica, il gesto racconta molto del rapporto tra artista e pubblico nell’era dei concerti-evento: tra fan appassionati e spettatori “di status”, la differenza – almeno per Pausini – si misura ancora in una cosa semplice: cantare insieme
(Adnkronos) - Tornare a giurare sulla Costituzione, per ricordare - a sé stessi prima ancora che al Paese - che la dirigenza pubblica è al servizio della Nazione. È la proposta che emerge come atto politico fondativo dal primo congresso nazionale della sezione Ministeri di Cida Funzioni Centrali, svoltosi a Grottaferrata alla presenza di circa duecento dirigenti provenienti da tutti i ministeri e dalle principali amministrazioni centrali dello Stato. L'assemblea ha approvato all'unanimità la prima mozione della Sezione, che propone di reintrodurre il giuramento sulla Carta costituzionale come atto formale e simbolico dell'entrata in servizio dei dirigenti pubblici. Un richiamo esplicito al vincolo di fedeltà ai valori costituzionali quale guida dell'azione amministrativa, in un momento in cui il rapporto tra politica e amministrazione è al centro del dibattito istituzionale. Momento centrale dei lavori è stata l'elezione, per acclamazione, di Mariagrazia Di Iasi a segretaria nazionale della Sezione Ministeri. La neoeletta sarà affiancata da un direttivo nazionale composto da dodici membri, rappresentativi delle diverse amministrazioni, e da una segreteria nazionale di tre componenti. Il congresso ha affrontato i nodi strategici della funzione dirigenziale nell'attuale congiuntura: il profilo del dirigente pubblico, i temi della performance e delle riforme del Dipartimento per la Funzione Pubblica, il ruolo della dirigenza nei piani strategici delle amministrazioni, le questioni legate al benessere organizzativo e alle leve motivazionali. Su tutti i temi è emersa una convergenza netta: la dirigenza pubblica non è uno strumento di parte, ma una risorsa al servizio dell'intera collettività. "Il Congresso ha dimostrato che la dirigenza pubblica ha voglia di ritrovarsi, di condividere e di costruire una rappresentanza che sia all'altezza del momento. Unità e coesione sono la condizione per valorizzare pienamente la funzione dirigenziale", ha dichiarato Stefano Di Leo, presidente di Cida Funzioni Centrali, che ha presieduto i lavori. La direttrice di Cida, Teresa Lavanga, ha sottolineato il ruolo strategico della dirigenza nella definizione e nell'attuazione delle politiche pubbliche, "in una fase di profonda trasformazione del Paese in cui le competenze manageriali dell'amministrazione sono una risorsa non negoziabile". Il presidente di Fp Cida, Roberto Caruso, ha evidenziato il valore dell'appartenenza al sistema Cida: "La forza della rappresentanza è nella sua capacità di fare sistema. Più siamo uniti, più la nostra voce pesa dove le decisioni vengono davvero prese". Cida proseguirà il proprio impegno nei tavoli istituzionali, portando la posizione di una dirigenza pubblica unita, responsabile e orientata al servizio della Nazione.
(Adnkronos) - Si è svolta oggi presso l’Università Iulm di Milano la nuova edizione del “L’Oréal For The Future Day”, l’evento annuale di riferimento per L’Oréal Italia dedicato alla sostenibilità ambientale e sociale. La giornata ha riunito collaboratori, media, Ong, istituzioni, clienti, fornitori, partner, studenti e innovatori per fare il punto sui traguardi raggiunti dal Gruppo e tracciare la roadmap verso l’obiettivo Net Zero entro il 2050. Il programma "L’Oréal For The Future", lanciato nel 2020, affronta le sfide planetarie attraverso quattro pilastri fondamentali: clima, natura, circolarità e comunità, con obiettivi basati su criteri scientifici (Science Based Targets) e risultati tangibili. Come azienda leader nel settore del beauty, L’Oréal ha misurato l'impatto della propria catena del valore sull'economia italiana: un fatturato generato di 3,9 miliardi di euro e 20.950 posti di lavoro . A questo si aggiunge un forte impegno sociale: 1,2 milioni di euro investiti annualmente in iniziative che, solo nel 2025, hanno supportato oltre 40.000 persone. "Come azienda leader nel settore della bellezza in Italia, sentiamo forte la responsabilità di guidare il cambiamento. Il programma 'L'Oréal for the Future' non è per noi un semplice impegno ambientale, ma il cuore della nostra strategia d'impresa - ha affermato Ninell Sobiecka, presidente e ad di L'Oréal Italia -. Da oltre 25 anni percorriamo questa strada, consapevoli che oggi più che mai serve il coraggio di osare con l’innovazione e con progetti ambiziosi e che dobbiamo prenderci cura del pianeta e delle nostre comunità. Agire uniti con tutta la nostra filiera è l'unico modo per costruire un futuro della bellezza che sia non solo eccellente, ma profondamente sostenibile". L'innovazione è il motore della trasformazione dei materiali e dei prodotti. L’Oréal Italia sta potenziando il mercato del refill e la standardizzazione dei materiali per massimizzare la circolarità, intervenendo anche sull’efficienza dei materiali promozionali (Posm) a punto vendita. "Il futuro della bellezza si ridisegna insieme ai nostri partner strategici - ha sottolineato Simone Targetti Ferri, Sustainability Director di L’Oréal Italia -. Lavoriamo fianco a fianco con i clienti per incrementare le quote dei prodotti ricaricabili e per educare il consumatore a nuove abitudini di consumo. Innovare significa anche efficientare i materiali a punto vendita e ridurre i resi, rendendo ogni attivazione promozionale un veicolo di consapevolezza ambientale, specialmente in vista di appuntamenti chiave come la Milano Beauty Week". L’evento ha visto la partecipazione del ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che in un videomessaggio ha evidenziato: "La sfida della sostenibilità richiede un impegno corale tra istituzioni, imprese e cittadini. Il lavoro che il Ministero porta avanti ogni giorno per la tutela degli ecosistemi e la promozione dell’economia circolare ha bisogno di un sostegno convinto. In un contesto nel quale chi acquista è sempre più interessato a conoscere l’impegno sui temi ambientali e sociali delle aziende, iniziative come quella di L’Oréal vanno nella direzione giusta e ci ricordano che le nostre azioni possono fare la differenza". All'incontro sono intervenuti inoltre Elena Grandi, assessore all'Ambiente e al Verde del Comune di Milano, Alessandro Cantoni, presidente della VI Commissione Ambiente di Regione Lombardia, e la Rettrice della Iulm Valentina Garavaglia, confermando l'importanza del dialogo tra impresa, università e territorio. I traguardi di L’Oréal For The Future raggiunti nel 2025 sono stati diversi. Su lato energia, 100% di energia rinnovabile per tutti i siti gestiti e negozi diretti nel mondo. Il 56% dell'acqua utilizzata nelle fabbriche è riciclata o riutilizzata (lo stabilimento di Settimo Torinese è waterloop factory dal 2018); : Il 44% dei materiali proviene da fonti riciclate o bio-based; riduzione del 37% di plastica vergine rispetto al 2019. Infine, oltre 109.000 persone appartenenti a comunità svantaggiate hanno trovato impiego grazie ai programmi di Inclusive Sourcing. Gli obiettivi al 2030 puntano alla riduzione delle emissioni assolute Scope 1, 2 e 3 (rispettivamente del 57% e 28% rispetto al 2019), l'utilizzo al 100% di acqua riciclata nelle fabbriche e 90% di materiali bio-based approvvigionati in modo sostenibile, una riduzione del 50% dell'uso di plastica vergine per il packaging e avere 100% dei fornitori strategici che garantirà un salario dignitoso (Living Wage) ai propri dipendenti.