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(Adnkronos) - Torna 'Striscia la notizia'. Il tg satirico di Antonio Ricci torna in onda su Canale 5 da giovedì 22 gennaio, per cinque appuntamenti di prima serata. Al timone della nuova edizione, studiata ad hoc da Antonio Ricci per l'approdo in prime time, ci saranno i due conduttori storici del programma Ezio Greggio e Enzo Iacchetti. In attesa della presentazione ufficiale, prevista per venerdì, tutto è molto top secret: non trapelano altre certezze, tranne che il programma manterrà al centro quel mix tra satira e inchiesta che lo ha reso uno dei programmi di maggior successo della storia di Mediaset. Probabile, inoltre, che l'approdo in prima serata favorirà momenti più legati al varietà, sempre ammantati di quell'ironia che è da sempre un marchio di fabbrica del programma.
(Adnkronos) - "Come Regione Emilia Romagna, siamo molto contenti di ospitare la 22.ª edizione di ‘Marca’, un evento che cresce ogni anno, così come cresce il settore in una regione che è ancora il cuore agroalimentare dell'Italia, la Food Valley, con 44 prodotti Dop e Igp”. Lo ha detto Alessio Mammi, assessore all’Agricoltura e Agroalimentare della Regione Emilia Romagna, alla giornata inaugurale dell’edizione 2026 di Marca by BolognaFiere & Adm - Associazione distribuzione moderna, la fiera internazionale dedicata alla Marca del Distributore (MdD), oggi riconosciuta come appuntamento irrinunciabile per l’intero ecosistema della Private Label. “La nostra è una regione che ha le filiere, dalla produzione alla trasformazione fino alla commercializzazione. Siamo la terra delle filiere, del fare insieme. ‘Marca’ può essere un grande evento proprio per rafforzare la dimensione delle filiere e la collaborazione tra le varie componenti - aggiunge - Quando parliamo di grande distribuzione parliamo anche di agroalimentare: un settore che ha superato i 30 miliardi di euro ed è arrivato a 10 miliardi di euro di export”. “I dazi sono tasse che colpiscono le imprese e i cittadini, togliendo soldi all'economia reale. Questo ci preoccupa molto - spiega - perché siamo la Regione italiana che esporta di più sia nel mondo che negli Stati Uniti d'America. Naturalmente, nel 2025 gli importatori americani hanno riempito i magazzini e gli effetti dei dazi li vedremo in primavera. Qualche contrazione la stiamo già vedendo, soprattutto per produzioni come il vino, che è in un momento di grande difficoltà per problemi legati ai consumi e ai costi di produzione. Si tratta di un prodotto che esportiamo molto negli Stati Uniti e dunque in questo caso il dazio può colpire molto. Mi auguro - conclude - che ci possano essere dei ripensamenti futuri, come ci sono stati sulla pasta. Auspichiamo che questo avvenga anche per il vino e per altri prodotti”.
(Adnkronos) - "Fermiamo i botti di Capodanno, causa di shock e morte tra la fauna selvatica e di stress e panico tra cani e gatti domestici. Magari sostituendoli con opzioni a basso rumore oppure giochi di luci". Questa la richiesta del Wwf Italia in vista dei festeggiamenti di fine anno. I botti, spiega il Wwf, "provocano traumi, disorientamento, fughe caotiche e shock immediati negli animali selvatici, con conseguenze spesso mortali, ma anche effetti a lungo termine, come alterazioni comportamentali e danni al sistema riproduttivo. Causano panico, ansia e stress negli animali domestici. I botti in città possono danneggiare anche la vegetazione: le alte temperature e le scintille possono innescare incendi o provocare bruciature a chiome e tronchi di alberi, mentre i residui chimici ricadono sul suolo compromettendo la salute di alberi e aiuole urbane. A tutto questo si aggiunge un inquinamento atmosferico non trascurabile, per la presenza di metalli pesanti, particolato e perclorati". Da qui l'appello ai Comuni affinché "vietino, con una apposita ordinanza, i botti di Capodanno nel loro territorio, come Roma e altri Comuni hanno fatto negli ultimi anni, purtroppo con un livello di rispetto delle regole ancora troppo basso da parte dei cittadini". “Ogni inizio anno i notiziari ci raccontano di ferimenti e incidenti causati dai botti - dice Eva Alessi, responsabile Sostenibilità Wwf Italia - Le sofferenze degli animali difficilmente verranno raccontate ma sono ormai documentate. Basta vedere come reagiscono i nostri animali domestici, terrorizzati, con il cuore impazzito, mentre cercano rifugio sotto letti o tavoli. Ci vuole poco ad immaginare le conseguenze per la fauna selvatica. Per molti la fuga improvvisa si conclude con la morte. Come Wwf chiediamo ai Comuni di emettere con anticipo ordinanze di divieto di botti, petardi e fuochi pirotecnici, vigilando in anticipo per prevenire situazioni di pericolo”. Si stima - ricorda il Wwf - che ogni anno in Italia migliaia di animali muoiano a causa dei botti di fine anno. Di questi circa l’80% sono animali selvatici, soprattutto uccelli, tra cui rapaci che, spaventati, perdono l’orientamento e finiscono spesso contro ostacoli. Molti abbandonano improvvisamente il loro dormitorio invernale (alberi, siepi o tetti) e vagano al buio senza trovare riparo, morendo per il freddo a causa del dispendio energetico improvviso in una stagione caratterizzata da basse temperature e scarsità di cibo.