(Adnkronos) - Sarà il carcere femminile della Giudecca a ospitare il primo appuntamento veneziano della maestra Beatrice Venezi, dopo la sua nomina alla direzione musicale del Teatro La Fenice di Venezia. L'incontro è in programma mercoledì 11 febbraio, alle 12.30, e si svolgerà nella sala polifunzionale dell'istituto penitenziario, alla presenza delle detenute. L'evento, non aperto al pubblico e accessibile solo su accredito, sarà una conferenza di Venezi sul valore della musica come strumento per avvicinarsi alla bellezza. L'iniziativa è nata su invito della direttrice del carcere, Maurizia Campobasso, che ha contattato Venezi ritenendo l'arte e la musica strumenti capaci di creare spazi di confronto inclusivi e privi di barriere. L'incontro si terrà in uno degli spazi centrali delle attività rieducative del carcere, dove si svolgono iniziative culturali, teatrali e formative. Alla casa di reclusione della Giudecca sono attualmente ospitate circa 90 detenute, per metà italiane. L'iniziativa ha ricevuto il sostegno dell'amministrazione penitenziaria e del ministero della Giustizia. E' atteso anche un intervento da remoto del ministro Carlo Nordio. La presenza di Venezi nella città lagunare avviene però in un clima ancora segnato dalle tensioni al Teatro La Fenice, dopo la sua nomina a direttrice musicale stabile a partire dal prossimo ottobre, decisa dal sovrintendente Nicola Colabianchi senza un preventivo confronto con orchestra e coro e comunicata il 22 settembre scorso. Domenica 8 febbraio in occasione della prima della Traviata di Giuseppe Verdi, la protesta dei lavoratori del Teatro è tornata a manifestarsi. Prima dello spettacolo sono stati distribuiti al pubblico volantini e, durante l'esecuzione, orchestrali e coristi hanno indossato la spilletta gialla con la chiave di violino, simbolo della "protesta silenziosa" delle maestranze. Alla protesta ha aderito anche il direttore d'orchestra Stefano Ranzani, responsabile della parte musicale dello spettacolo, che ha indossato la spilletta sul palco. Un gesto significativo, considerando che Ranzani, come altri direttori ospiti che lo hanno preceduto, non è dipendente del Teatro. Al termine della Traviata dieci minuti applausi e una pioggia di volantini in platea. Le maestranze della Fenice ribadiscono la richiesta di revoca della nomina di Venezi e le dimissioni del sovrintendente Nicola Colabianchi, rivendicando maggiore autonomia delle istituzioni culturali dalla politica. Al momento non risultano ancora fissati incontri tra la direttrice d'orchestra e l'orchestra veneziana. (di Paolo Martini)
(Adnkronos) - "Con grande entusiasmo ho accettato l'invito ad aprire i lavori di questi due giorni dedicati alla Dirigenza dell'Inps. Questo incontro rappresenta un'opportunità preziosa per riflettere insieme e confrontarsi su cinque valori cardine, che possono fungere da bussola per ogni azione, decisione e interazione all'interno della comunità nazionale, con particolare riferimento alla vostra organizzazione. Questi valori non sono semplici parole, ma rappresentano la nostra identità collettiva. Attraverso di essi, possiamo costruire un linguaggio comune che favorisca una comprensione condivisa di cosa significhi operare con integrità ed equità”. A dirlo Marina Elvira Calderone, la ministra del Lavoro e delle politiche sociali, nel corso della Conferenza nazionale della Dirigenza Inps, dal titolo ‘La forza dei valori’, svoltasi a Roma. “Oggi e domani prenderà vita il progetto "La Forza dei Valori" - prosegue Calderone - un percorso concepito per e con la Dirigenza dell'Inps. Questi giorni di confronto e di visione strategica permetteranno di chiarire ancora meglio l'identità e le strategie dell'Istituto nel contesto attuale, proiettandolo verso un futuro innovativo e sostenibile, sostenuto da un’agenda che alla base ha l’etica e l’innovazione”. "Sono anche lieta di cogliere l'occasione per fare il punto sulle tante attività che stiamo costruendo insieme. Penso all'implementazione di strumenti come Siisl e Appli, quest'ultimo un assistente virtuale progettato per supportare i giovani nel loro percorso di orientamento formazione e inserimento lavorativo, che rappresenta un passo significativo verso l'inclusione e l'empowerment dei giovani, contribuendo a ridurre il numero di Neet nel nostro Paese". Il mondo del lavoro attraversa un momento particolare: "Viviamo in un’epoca in cui coesistono per la prima volta cinque generazioni al lavoro, e proprio la centralità del lavoro emerge come una priorità nella nostra strategia. È necessario delineare una visione chiara capace di rendere concreti obiettivi di inclusione, incrementare la produttività e migliorare le politiche retributive, affrontando al contempo la sfida del calo demografico. È essenziale rafforzare questa dinamica occupazionale, superando le logiche conflittuali e promuovendo un'alleanza intergenerazionale di competenze". Infine il ministro guarda al futuro: "È un onore per noi intraprendere questo percorso e affrontare insieme le sfide future. Il nostro impegno comune sarà fondamentale per garantire un futuro ricco di opportunità e crescita per tutte le generazioni. In un contesto complesso come quello attuale, lavoro e formazione sono diventati pilastri fondamentali per un nuovo modello di cooperazione e gestione dei flussi migratori. Stiamo costruendo un paradigma operativo che attira l'attenzione a livello internazionale, sottolineando l'importanza del nostro Sistema Paese e della sua capacità di adattarsi ai cambiamenti globali".
(Adnkronos) - Energia, bioeconomia, economia circolare, risorse idriche, agroecologia, velocizzazione degli iter autorizzativi, lotta all’illegalità, rafforzamento dei controlli. Sono i temi al centro del ‘Libro Bianco’ di Legambiente sulla riconversione green dell’industria italiana: 30 proposte per otto settori chiave con sei pilastri per rilanciare la manifattura italiana e renderla più competitiva e sostenibile. Un obiettivo: “dare gambe” al Clean Industrial Deal Made in Italy, fondato su lotta alla crisi climatica, innovazione e competitività. Per farlo, è necessario accelerare il passo avendo come come pilastri la decarbonizzazione, la circolarità, l’innovazione, la legalità, nuova occupazione green e inclusione. In questo quadro dunque, l’Italia, deve “colmare ritardi e vuoti normativi, superando iter troppo lenti e burocratici, alti costi energetici e il mancato rispetto delle norme ambientali, tutti ostacoli non tecnologici che ad oggi ne frenano il pieno sviluppo”. In particolare, spiega Legambiente, bisogna spingere sull’applicazione e il rispetto delle norme ambientali, come evidenziato anche dalla Commissione Ue nel suo recente riesame dell’attuazione delle politiche ambientali, che “possono far risparmiare all’economia europea ben 180 miliardi di euro annui (circa l’1% del Pil Ue)”. “Il Clean Industrial Deal è un’opportunità che l’Italia non deve assolutamente sprecare per varare una politica industriale all’altezza della sfida climatica e per far ridurre alle imprese i costi dell’energia, evitando, però, la pericolosa scorciatoia della deregulation ambientale”, ha evidenziato Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente, intervenuto stamattina alla terza edizione del forum ‘L’Italia in cantiere. Un clean industrial deal made in Italy’. “Investire in un’ambiziosa politica industriale significa favorire la competitività delle imprese, facendo occupare dall’Italia, prima degli altri Paesi, l’esponenziale mercato globale delle tecnologie green”, ha affermato, sottolineando che “con questo spirito abbiamo deciso di scrivere il nostro ‘Libro bianco’, pensato come un vero e proprio piano industriale per l’Italia, indirizzando delle proposte a governo e Parlamento e raccontando, con l’esperienza dei tanti campioni nazionali della transizione ecologica, quello che il Paese sta già facendo”.