INFORMAZIONILaura FièArgenta - Selecta Vending Group spa Commercio e Distribuzione Ruolo: HR Specialist - Recruiting, Training, Development Area: Human Resource Management Laura Fiè |
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(Adnkronos) - Donald Trump valuta il ridimensionamento dell'impegno militare degi Stati Uniti nella guerra contro l'Iran. Lo Stretto di Hormuz dovrà essere sorvegliato dai paesi che lo utilizzano. Il presidente americano per la prima volta, in maniera esplicita, fa riferimento ad un primo passo indietro dopo 3 settimane di conflitto innescato dagli attacchi del 28 febbraio. "Ci stiamo avvicinando sempre di più al raggiungimento dei nostri obiettivi mentre valutiamo la graduale riduzione dei nostri enormi sforzi militari in Medio Oriente in relazione al regime terroristico iraniano", dice Trump in un post su Truth social. L'affermazione, una novità nel diluvio di dichiarazioni e post del numero 1 della Casa Bianca, in realtà sembra in contrasto che le indiscrezioni relative alle operazioni in corso: il Pentagono sta trasferendo almeno 2.200 Marines nell'area del conflitto, dove dovrebbero giungere almeno altre 3 navi. Non proprio segnali di un imminente 'rompete le righe'. Per Trump, evidentemente, la missione è quasi conclusa. "Posso dire che abbiamo vinto a livello militare. Possiamo dialogare, ma non voglio un cessate il fuoco. Non si fa un cessate il fuoco quando si sta annientando completamente l'altra parte. Non hanno una marina, non hanno un'aviazione, non hanno equipaggiamento, non hanno vedette, non hanno difese aeree, non hanno radar. E tutti i loro leader sono stati eliminati, a tutti i livelli", ripete. Nel messaggio su Truth, il presidente elenca i 5 target che l'operazione Epic Fury ha consentito di raggiungere: "1. Demolire completamente le capacità missilistiche iraniane, i sistemi di lancio e tutto ciò che è collegato. 2. Distruggere la base industriale della difesa iraniana. 3. Eliminare la Marina e l'Aeronautica, compresi i sistemi di difesa aerea. 4. Non permettere mai all'Iran di avvicinarsi alla capacità nucleare e essere sempre in una posizione tale da consentire agli Stati Uniti di reagire rapidamente e con forza a una tale situazione, se si dovesse verificare. 5. Proteggere, al massimo livello, i nostri alleati mediorientali, tra cui Israele, Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Kuwait e altri", scrive il presidente snocciolando l'elenco, nel quale non viene menzionato il tema del 'regime change'. "Stiamo avendo difficoltà, vogliamo parlare con loro, ma non c'è nessuno con cui parlare", ironizza Trump davanti a microfoni e telecamere. "I loro leader sono tutti spariti -aggiunge- il gruppo successivo di leader è sparito e anche quello ancora successivo è quasi tutto sparito, Ed ora nessuno vuole più essere un leader. Non abbiamo nessuno con cui parlare e sapete, a noi piace che sia così". Quindi, Trump affronta - ancora una volta - il nodo relativo allo Stretto di Hormuz. La via del petrolio è di fatto bloccata di fatto dall'Iran, con la paralisi del traffico del greggio e con effetti dirompenti sui mercati. Gli Stati Uniti, che hanno ottenuto dal Regno Unito l'uso delle basi britanniche, potrebbero agire in tempi brevi per liberare lo Stretto: un'azione è un'ipotesi concreta a giudicare dai movimenti di navi e truppe verso la regione. Quando la situazione sarà stata risolta, "lo Stretto di Hormuz dovrà essere sorvegliato e controllato, se necessario, dalle altre nazioni che lo utilizzano. Gli Stati Uniti non lo usano. Se ci verrà chiesto, aiuteremo questi Paesi nei loro sforzi per la sicurezza dello Stretto di Hormuz, ma non dovrebbe essere necessario una volta eliminata la minaccia iraniana. È importante sottolineare che per loro sarà un'operazione militare semplice", dice. I paesi in questione comprendono gli alleati della Nato - definiti qualche ora prima "codardi" per il mancato sostegno agli Usa -, la Cina e il Giappone. "Sarebbe bello" se Pechino e Tokyo si unissero agli sforzi per riaprire lo Stretto. "Noi non ne abbiamo bisogno. L'Europa ne ha bisogno. La Corea, il Giappone, la Cina e molti altri ne hanno bisogno: quindi dovranno farsi coinvolgere".
(Adnkronos) - “Si tratta di una legge di bilancio che interviene in un contesto geopolitico complicato, con un contesto economico che dà segnali di recessione, quindi con delle restrizioni nei saldi di bilancio. Gli interventi sono limitati in alcuni settori: abbiamo il ripristino dell'iperammortamento, che segna un ritorno al passato con l'abbandono del meccanismo del credito di imposta e con un orizzonte temporale più ampio. La norma consentirà di agevolare gli investimenti fino al 2028”. A dirlo Giacomo Albano, Partner Tax di EY Italia, partecipando all’Ey Tax Talk 2026, l’evento che fornisce una panoramica dei principali temi di attualità in materia di fiscalità d’impresa, con un approfondimento sulle novità introdotte dalla riforma fiscale e dalla Legge di Bilancio, nonché sui più recenti sviluppi in ambito di fiscalità internazionale, organizzato a Roma. Nel corso della mattinata, insieme a esperti di settore e professionisti, sono stati presi in analisi anche le implicazioni dei dazi e delle politiche commerciali sulla supply chain e i principali trend in materia di verifiche fiscali, con focus specifico sull’impatto delle pronunce della Cedu e i profili di gestione del rischio nei rapporti di subappalto. “Uno degli interventi più significativi riguarda le modifiche al regime dei dividendi e delle plusvalenze su partecipazioni societarie. Fino ad oggi l'Italia aveva uno dei sistemi più ampi per l’applicazione della Pex, ma a partire dal 2026 vengono introdotte delle soglie al di sotto delle quali non sarà più applicabile il regime Pex”, conclude.
(Adnkronos) - Il biogas e il biometano sono visti positivamente dai decisori italiani: il 79% di loro, infatti, riconosce un impatto positivo del biogas e del biometano sullo sviluppo del Paese. Il dato è fornito dallo studio realizzato dal Cib, Consorzio Italiano Biogas, in collaborazione con YouTrend, sulla percezione che i decisori italiani hanno del biogas e del biometano, e presentato oggi a Roma nella seconda giornata di lavori di Biogas Italy. L’evento è stato aperto dal videomessaggio del Ministro dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida che ha ribadito il ruolo centrale dell’agricoltura e della filiera del biogas e biometano agricolo nella transizione. Secondo la ricerca, il biogas è visto positivamente da parlamentari e consiglieri regionali sotto diversi aspetti. Per il 79% di loro, infatti, l'impatto del biogas sullo sviluppo economico e sociale dell'agricoltura e del nostro Paese è positivo. Il 29% lo indica come molto positivo, solamente meno di uno su dieci lo giudica negativo. Un dato in linea con quello rilevato nella popolazione generale, che nel sondaggio Youtrend del 2025 giudicava l’impatto positivo nel 60% dei casi. Il sostegno dei decisori è trasversale rispetto all’arco parlamentare. L’88% dei decisori è favorevole agli impianti di biogas e il 38% si dichiara molto favorevole alla costruzione di impianti per la produzione di biogas. Per quanto riguarda il futuro del biogas, un decisore su due considera prioritaria la definizione di un nuovo quadro legislativo. Secondo gli intervistati, nei processi di realizzazione di nuovi impianti per la produzione di biogas ci vorrebbe più informazione e trasparenza verso la cittadinanza: solo il 17% ritiene infatti che i cittadini siano informati in modo adeguato. Interrogati sulle azioni prioritarie per coinvolgere le comunità locali, le opzioni ritenute più efficaci sono gli incentivi agli agricoltori locali per l'uso del digestato come fertilizzante naturale (39%) e il finanziamento di iniziative per il territorio da parte delle aziende costruttrici (34%). I decisori si mostrano quindi in piena sintonia con i cittadini, i quali nella rilevazione del 2025 avevano indicato le medesime priorità ai primi due posti. Accanto alla mappa dei decisori, Lorella Rossi, area tecnica CIB, ha illustrato l’evoluzione del potenziale produttivo di biometano italiano tracciando una mappa delle biomasse disponibili a livello provinciale, così come emersa dal recente studio SNAM-CIB. Con questa mappa si stima una evoluzione della produzione annuale di gas rinnovabile molto incoraggiante: ben 8,1 miliardi di Smc al 2030 e 15,3 miliardi di Smc al 2050. I territori (provinciali e regionali) con la maggiore disponibilità di biomasse connesse al settore agricolo e zootecnico sono proprio quelli in cui si stanno realizzando e si realizzeranno i numerosi progetti supportati dal Decreto PNRR. Non solo, a fronte di tale incremento, viene comunque confermata la disponibilità di matrici per proseguire nel raggiungimento del target richiesto. La centralità dell'agricoltura nello sviluppo del biometano - definita "indispensabile" - è stata ribadita da Emilio Gatto, Direttore Generale del Masaf: “Come Ministero, sosteniamo l'ammodernamento delle aziende e l'introduzione di tecnologie 4.0 per favorire la transizione agro-energetica e lo sviluppo delle rinnovabili. Serve tuttavia coerenza normativa per valorizzare l'intera filiera: stiamo lavorando per eliminare le contraddizioni sull'uso agronomico del digestato, permettendo l'impiego in digestione anaerobica di tutti i sottoprodotti agricoli, e puntiamo a ottenere la sua equiparazione ai fertilizzanti chimici superando gli ostacoli europei. Tutto questo deve avvenire garantendo la sostenibilità tramite procedure di certificazione semplificate, senza appesantire la burocrazia e i costi per le imprese, ed evitando qualsiasi competizione con le produzioni alimentari e mangimistiche.” Intorno al tema del potenziale agricolo e al suo ruolo nella transizione energetica si sono confrontati in una tavola rotonda esponenti del mondo politico e istituzionale, mettendo al centro il profondo legame del settore con il territorio: Luca De Carlo (Presidente Commissione Agricoltura Senato), Antonella Forattini (Commissione Agricoltura Camera), Antonella Galdi (Responsabile area Transizione Energetica ANCI), Giulio Gallera (Regione Lombardia), Alberto Luigi Gusmeroli e Luca Squeri (Camera dei Deputati). In particolare per la Galdi "occorre agire sulla conoscenza delle comunità locali coinvolgendole fin dall'inizio e evidenziando la qualità degli impianti che oggi, grazie all'innovazione tecnologica, è altissima. Dobbiamo lavorare insieme partendo dagli esempi positivi che ci sono evidenziando i benefici per tutti i componenti del territorio. Come associazione siamo a disposizione per lanciare anche dei progetti pilota per incentivare filiere locali che coinvolgano anche i giovani.” Il tavolo conclusivo ha visto la partecipazione delle associazioni agricole con Gabriele Carenini (Presidente Regionale CIA Piemonte), Massimiliano Giansanti (Presidente Confagricoltura) ed Ettore Prandini (Presidente Coldiretti), che hanno evidenziato il ruolo dell’agricoltura come motore per la transizione sottolineando la necessità di un piano normativo stabile, chiaro ed efficiente, nonchè coerente con le disposizioni comunitarie che devono tenere conto delle peculiarità del made in italy. Il Vice Presidente del CIB, Angelo Baronchelli, fondatore del Gruppo AB, ha sottolineato: “Sento il dovere di fare una riflessione sul percorso che ci ha portati fin qui. Quello che abbiamo condiviso in queste giornate è la raccolta di un lavoro fatto bene negli anni insieme a tutta la filiera, mantenendo sempre un atteggiamento profondamente propositivo. Guardando al nostro percorso, possiamo affermare che sono stati 20 anni di semina di cui oggi possiamo raccoglierne i frutti; tuttavia, la natura stessa del nostro lavoro ci impone di non fermarci a questo traguardo, ma di tornare nuovamente a seminare per le sfide che verranno. Dovremo continuare a farlo con la consapevolezza di dover conciliare gli interessi diversificati di tutta la filiera, un compito che ci assumiamo con la massima e profonda responsabilità nei confronti di tutti gli attori coinvolti.” L’edizione 2026 di Biogas Italy ha visto la partecipazione nel corso delle due giornate di oltre 1400 partecipanti, imprenditori, agricoltori, istituzioni e addetti ai lavori. L’evento ha visto il supporto di Ecomondo, Snam e Veolia come partner e il sostegno di Crédit Agricole e Italgas in qualità di Main Sponsor, cui si sono affiancati 11 Gold Sponsor e 43 Silver Sponsor .