L’altra parte del Forum: i volti dei protagonisti fuori dal dibattito
C’è chi arriva trafelato, chi quasi intimorito, chi rispettosamente chiede informazioni,
chi più spavaldo ti affronta quasi con sfida. Sono questi alcuni dei
volti che girano per i corridoi dell’Auditorium per partecipare al 3° appuntamento
del Forum delle Risorse Umane che quest’anno ha visto quasi 1200 tra
HR Manager, addetti ai lavori, laureandi e i molti interessati ai dibattiti
e al recruitment day che si sono svolti durante tutta la giornata. Tra tutti
questi, oltre 30 partner ufficiali e 82 relatori.
Numeri importanti e significativi di quanto sia “caldo” l’argomento per il Paese in questo particolar momento storico. E mentre i dibattiti entravano nel clou, fuori i ragazzi si accalcavano verso i desk delle aziende partecipanti al recruiting day, più perplessi che curiosi. Perché?
Certo, ci siamo passati tutti, chi tanti anni fa, chi in momenti più recenti, e non dovremmo mai dimenticare quello che abbiamo provato durante i nostri primi colloqui, impacciati e timorosi del confronto ma in fondo vogliosi di mettersi alla prova e di far vedere che valevamo e che l’azienda poteva puntare su di noi. E non solo. C’era anche un sogno ad alimentare quelle aspettative: un contratto, uno stipendio, una carriera e tutte le soddisfazioni della giovane età da togliersi nel frattempo. In mezzo c’era quel sogno, spesso già pronto ad accoglierci, che ha permesso di realizzarci con entusiasmo e fantasia. Ma adesso? Gli sguardi sono più impauriti che intimoriti dalla sfida, o meglio, sembra di vedere una sorta di sgomento che va oltre l’impaccio del principiante. Fa tenerezza, ma solo se si pensa a questi ragazzi come a coloro che si affacciano per la prima volta al mondo del lavoro. Cambia tutto se pensiamo invece a tutto quello che aspetta loro davvero, che solo in rari casi sarà il sogno della realizzazione.
I giovani che approcciano il mercato del lavoro, infatti, non hanno le stesse
chance che abbiamo avuto noi in passato. Sanno che difficilmente verrà proposto
loro un contratto non atipico. Sanno che dovranno passare anni, probabilmente,
perché possano iniziare a mettere qualcosa da parte.indian big boobs saari Sanno che ancora
per molto dovranno rimandare il sogno ed affidarsi, con frustrazione, alle più solide
spalle dei genitori. Il rischio è quello di creare una generazione che
salta e rimanda a data da destinarsi il suo appuntamento con la propria autoconsapevolezza
e realizzazione. Il rischio, oltre che economico, è quello di bloccare
gran parte di una generazione nello sviluppo di quello che dovrà essere
il motore di domani. Al di là dei pareri personali di ognuno, sappiamo
bene che la situazione non è rosea e questa non è sicuramente la
sede per discuterne. Valeva la pena però soffermarsi anche su questi rispettosi
protagonisti, che sono venuti anche da molto lontano per incontrare alcune aziende
e che hanno tutti un’alta formazione e la precisa consapevolezza di che
cosa hanno di fronte, spesso in modo più lucido, cinico e disilluso
di quanto si possa pensare, anche tra i più giovani. A loro, che iniziano
il loro percorso senza quella parte di sogno necessaria a creare una classe di
futuri manager e imprenditori brillanti e dinamici, dobbiamo quel rispetto e
quella riconoscenza che si deve a coloro che lavorano duro, durissimo per creare
il proprio futuro ed inventarsi il proprio sogno. Ecco, era doveroso raccontare
i loro sorrisi nonostante tutto, la loro gentilezza nonostante tutto, il loro
ascolto nonostante tutto e ringraziare anche loro della partecipazione e del
successo di questa edizione.









