Rainews24 in Parlamento.
Sembra lontanissimo il tempo in cui quando entravi in un ufficio e nell'angolo vedevi un televisore sintonizzato sul televideo Rai avevi l'impressione di essere in contatto diretto con il mondo.Quelle poche notizie, asciutte e controllate, davano una sensazione di modernità. Non erano proprio come avere le agenzie di stampa che battevano sulla vecchia telescrivente Olivetti, ma era un piacere veder scorrere le news dal modo davanti ai propri occhi.Poi, piano piano, la televisione ha occupato spazi sempre più ampi e, sull'onda delle esperienze d'oltre oceano, sono nate anche in Italia le Tv all news.Recentemente, nel corso di un'audizione presso la Commissione parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi il nuovo direttore di Rainews24, Corradino Mineo, ha svolto un'ampia carrellata sulla sua rete. Ho pensato che fosse utile renderla nota ai nostri lettori, che
quella televisione certamente guardano e apprezzano.La relazione è un po' lunga, ma la riportiamo comunque integralmente.CORRADINO MINEO, Direttore di Rainews24.Signor presidente, sono direttore di Rainews24 da otto mesi, cioè da novembre 2006. Rainews24 può essere definita come l'embrione di una all news della RAI; parlo di un embrione, in quanto le sue potenzialità sono molte, sebbene le possibilità di realizzarle siano ancora limitate.La prima caratteristica di Rainews24 - contenuta sia nel piano editoriale, sia nel progetto che ho inviato al direttore generale Cappon, appena è stato nominato - è quella di prestare grande attenzione alle grandi questioni internazionali e alla politica estera. Ciò costituisce un patrimonio importante, anche per quanto riguarda la capacità di compiere inchieste internazionali.
Tuttavia, a differenza delle grandi all news, si trasmette solamente in lingua italiana e ciò costituisce un primo limite. Come noto, Chirac volle istituire una televisione pubblica e privata all news, France24, che trasmette contemporaneamente in lingua francese, inglese, spagnola e araba. In verità, anche noi saremmo in grado di trasmettere almeno un notiziario in arabo, da diffondere nel quadro di Rai Med, di durata di tre o quattro ore, che noi stessi possiamo curare, in quanto traduciamo i prodotti nostri e quelli della RAI, anche se la traduzione spesso è penosa. Ritengo che un notiziario in arabo potrebbe dare un valore aggiunto e che i costi aggiuntivi tra i giornalisti sarebbero davvero limitati. Tuttavia, per il momento non è stata ancora compiuta la scelta che riguarda Rai Med, chi se ne debba occupare, quali siano le sinergie, se noi stessi possiamo condurre il notiziario ed altri possano svolgere la programmazione.
In verità noi stessi traduciamo alcuni dei nostri prodotti più pregiati in inglese e li inseriamo all'interno del sito www.rainews24.it, che per noi rappresenta qualcosa di prezioso in quanto ci consente di fornire agli spettatori il prodotto già andato in onda, l'intervista che deve rimanere. Poiché non abbiamo la possibilità dell'interazione, a differenza di Sky TG24 sulla piattaforma Sky, l'unica possibilità di riproporre un prodotto è di riproporlo in Internet dove è collocato il nostro archivio, che rappresenta un elemento importante.Riusciamo a trasmettere in tutta Europa, in Maghreb, in Medio Oriente, in Iraq, in Iran e in parte della Russia, cioè quanto è possibile raggiungere con il satellite geostazionario. Ciò rappresenta già una realtà importante; tuttavia non raggiungiamo alcune parti del mondo, l'Australia e in particolare
le Americhe, dove vi sono un elevato numero di italiani e persone che parlano la lingua italiana: fornire delle informazioni, una all news, in quei luoghi, potrebbe costituire un servizio pubblico.In realtà, ho chiesto subito al direttore generale per quale ragione non fosse possibile accompagnare al segnale di RAI International anche quello relativo al nostro progetto di all news. Se ne è parlato e se ne sta ancora parlando. Recentemente, il direttore di RAI International, Piero Badaloni, ci ha proposto di realizzare una sinergia, per conferire nell'ambito di una loro testata all news, l'80 per cento di prodotti nostri, il 20 per cento di telegiornali, qualcosa di euronews, e qualcosa prodotto anche da RAI International. Si tratta di una proposta interessante.Peraltro, si tenga presente che, da anni, la RAI ha chiesto a Rainews24 di coprire l'emergenza notturna. Pertanto, i nostri telegiornali della notte non sono costituiti
da un rullo, bensì da persone fisiche che ogni notte - fare i turni può essere faticoso - sono lì per aggiornare le notizie. Ciò significa che, mentre in Italia sono le ore 3 o 4 del mattino e negli Stati Uniti le 21 o 22 nella East coast o addirittura le 18 o 19 nella West coast, siamo in grado di fornire notizie aggiornate a chi parla in italiano. Ciò potrebbe avere anche un ritorno commerciale.Per indirizzare il nostro prodotto alle Americhe ci vuole dunque ben poco: basterebbero pochi euro, un paio di contratti, alcuni collegamenti e potremmo farlo. Spero che ciò vada avanti e si possano inviare, con «freschezza», notizie dall'Italia ai nostri connazionali ed a chi, pur non essendolo, parla la nostra lingua.Come è noto tale servizio sta iniziando a crescere. Anche a New York le persone che studiano l'italiano sono più numerose di un tempo e possono
avere interesse a tale prodotto. Basta nulla, è sufficiente volerlo e si può fare.Anche per quanto riguarda l'Italia, l'offerta è molto frammentaria. Infatti, per ventisette ore ogni settimana, dalle 2,30 del mattino fino alle 8, dal lunedì al venerdì, andiamo in onda, in chiaro, sulla terza rete. Si tratta di qualcosa di importante che si svolge solo dal lunedì al venerdì e fino alle 8, anche se a me piacerebbe molto arrivare fino alle 8,30. Si svolgono dibattiti che vanno in onda in parte sulla terza rete, in parte sul satellite. Tuttavia è qualcosa che si può vedere. L'orario di inizio è molto «ballerino»: alcune volte iniziamo alle 2, altre alle 2,15, altre ancora alle 3 del mattino, in base alla programmazione notturna di altri soggetti che operano tutti sulla terza rete.Tale programmazione rappresenta qualcosa di importante. Come ho detto poc'anzi
al presidente, in base agli ultimi dati, abbiamo circa il 7 per cento di audience. Si tratta di una nicchia, se confrontata con il 34 per cento del TG1 e con il 24 per cento di Canale 5 nella stessa fascia oraria; tuttavia è un dato importante, di parecchio più elevato rispetto a Omnibus, che pure è un'ottima trasmissione ed ha anche straordinari mezzi rispetto a Rainews24, non rispetto alla RAI in generale.Inoltre trasmettiamo sul satellite. Anche in tal caso i dati ci incoraggiano. Quando sono arrivato a Rainews24 il rapporto era circa di uno a dieci (uno spettatore per Rainews24 sul satellite, dieci per Sky TG24) oggi il rapporto è di uno a quattro (uno spettatore per Rainews24, quattro per Sky TG24), se vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno; se invece lo vogliamo vedere mezzo vuoto, il nostro ascolto è quattro volte, o tre volte e mezzo, più elevato. Si tratta di un dato importante.
In verità, il direttore generale ci ha chiesto di svolgere una competizione democratica e simpatica con Sky TG24. Stiamo facendo del nostro meglio. Tuttavia, mentre sulla politica è facile poter rimanere almeno a livello della concorrenza, maggiormente su quella estera, quando si tratta di cronaca è molto più difficile essere alla pari di Sky TG24, perché i mezzi di ripresa delle trasmissioni della RAI sono importanti ma pesanti e lenti. Siamo tra coloro che in RAI utilizzano maggiormente i corrispondenti dall'estero, più delle altre testate. Tuttavia l'utilizzo delle sedi regionali è complicato, perché i ritmi di tali sedi sono pensati con quelli del TG1, mentre i mezzi della RAI sono concepiti per grandi eventi.Se si svolge una grande manifestazione ove è presente il Presidente della Repubblica, la RAI può fornire un buon servizio, ma se si tratta di recarsi
subito in un luogo per raccontare un evento, l'accordo di Sky con British Telecom le conferisce delle posizioni di vantaggio francamente incolmabili. Tuttavia, facciamo quanto possiamo e lo faremo anche per quanto riguarda la piattaforma satellitare.Ancora più interessante è ciò che riguarda Internet, che per una all news rappresenta qualcosa di decisivo, innanzitutto in quanto ci avvicina al pubblico giovane. Uno dei problemi delle grandi televisioni in chiaro (RAI ma anche Fininvest, seppure in misura minore) è quello di parlare ad un pubblico che è nell'età media in Italia, cioè si muove verso i cinquant'anni d'età. Un pubblico giovane per noi rappresenta un enorme valore aggiunto; tale pubblico non si mette davanti alla televisione, non possiede l'abitudine di apprendere le notizie dalla televisione, le apprende in altro modo.Internet è un mezzo straordinario. Vi ho già parlato dell'archivio
e di alcuni prodotti pregiati. Oggi, tra le persone fisiche che si connettono ai siti della RAI - come sapete la RAI ha una grande quantità di siti, vi sono quelli delle testate, Rainet ed altri - un terzo si connette a Rainews24. Pertanto - è ridicolo dirlo in tal modo - in Internet rappresentiamo la corazzata della RAI. Tuttavia, anche in tal caso è necessario fare una scelta. Si può fare la IP television, ma occorre deciderlo, si possono sperimentare tante cose molto interessanti, di interazione anche con parte del pubblico - la civic television e la public television si basano su ciò - ma si tratta di scegliere, in quanto se bisogna presidiare molti avamposti (in chiaro, il satellite, Internet, l'estero, l'America) e non si sceglie su cosa concentrare il nostro lavoro, si rischia di raggiungere risultati meno importanti.Infine, vorrei parlare dell'innovazione. Al momento utilizziamo un server televisivo
acquistato otto anni fa e che, quindi, è un disastro. Non possiamo mantenere per oltre due ore un prodotto che abbiamo realizzato, perché la memoria si intasa. Pertanto, è necessario prima eliminarlo, poi, dopo 15 giorni, recuperarlo dall'archivio centrale della RAI. Non possiamo effettuare il montaggio, in quanto è molto faticoso. Un dato molto importante è che la RAI ha proceduto all'acquisto di un server nuovo. Dovrebbe trattarsi di un apparato software e hardware straordinario, prodotto dalla Sony, la quale intende fare insieme a noi una presentazione mondiale, ad Amsterdam, a settembre, cosa della quale siamo ben lieti.Ciò è molto importante per il futuro di Rainews24. Contemporaneamente, però, «scopre la coperta» dall'altro lato, perché rivela che possediamo non uno studio, bensì un sottoscala, in cui sono situati tre posti a sedere, due per i giornalisti e uno per l'ospite, e camere fisse,
non c'è un regista, né operatori in studio. Pertanto, chi si reca da noi deve abbassare e alzare la sedia, in base all'altezza, per non uscire fuori dalle telecamere. Inoltre vi è un problema di postazioni, che sono in numero minore rispetto ai giornalisti e collaboratori, per cui ci si contende il posto. Naturalmente la RAI, come noto, sta cercando di affrontare il problema e noi stessi ci stiamo battendo perché lo faccia.









