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La musica non cambia: nella XV legislatura ci si scatena in una nuova orgia provinciale.

13 Apr 2007

La musica non cambia: nella XV legislatura ci si scatena in una nuova orgia provinciale.Ridurre il costo della politica, razionalizzare l'apparato statale in ogni sua articolazione, anche con operazioni di dimagrimento, facendo salvi i principi del riformato Titolo V della Costituzione che devolve alle amministrazioni locali alcuni dei compiti ordinamentali da sempre in carico all'amministrazione centrale dello Stato.Belle parole che ogni tanto sentiamo girare ma che poche volte vengono prese alla lettera dal mondo della politica che talvolta va dalla parte opposta delle affermazioni di principio.Vediamo il caso delle province italiane, che sono ben 109 (più la Valle d'Aosta che è contemporaneamente provincia e Regione) e che, a detta di molti, potrebbero essere tranquillamente abolite, trasferendo a Comuni e Regioni tutte le loro competenze.Chi tra i nostri lettori ha imparato la geografia da ragazzino, magari ricordando le sigle delle targhe automobilistiche, deve stare attento alle domande dei nipotini: potrebbe sbagliare le risposte poiché nelle due ultime Legislature il Parlamento ha istituito un bel gruzzolo di province nuove. In qualche caso c'è una vera e propria città (Fermo, Crotone) in altri un'accoppiata di città (Olbia Tempio Pausania, Carbonia Iglesias) in altri una terna (Verbania-Cusio-Ossola, Barletta-Andria-Trani) in altri una città affiancata ad un pezzo di provincia, o ad una valle (Monza-Brianza) in altre una zona più o meno omogenea (Medio Campidano, Ogniastra).La Sardegna ha fatto la parte del leone, con l'istituzione, a partire dal 2001, di quattro nuove province: Olbia-Tempio (capoluoghi Olbia e Tempio Pausania), Ogliastra (capoluoghi Lanusei e Tortolì), Carbonia-Iglesias (capoluoghi Carbonia e Iglesias) e Medio-Campidano (capoluogo Sanluri). Le sigle sono rispettivamente OT, OG, CI e MD, e sono state adottate dal 2005.Nella passata Legislatura erano state proposte anche le seguenti 38 province ma non se ne era fatto più nulla. Queste erano le candidate: Provincia della Piana con capoluogo Palmi, Amalfi, provincia Vesuviana, Locri Siderno - Melito Porto Salvo, Fermo, Basso Lazio, Cilento-Vallo di Diano, Amalfitana-della Penisola Sorrentina, Ufita-Baronia-Calore-Alta Irpinia, Guidonia-Tivoli, Sulmona, Basso Jonio, Avezzano, provincia autonoma delle isole minori, Versilia, Venezia Orientale, Castrovillari, Sibaritide-Pollino, Vallecamonica, Cilento-Vallo di Diano, Busto Arsizio, Tigullio, Melfi, Nord Barese-Valle Ofantina, Aversa, Etruria, Avezzano, Crema, Valle Camonica, Bassano del Grappa, dell'Acipelago campano, delle isole di Ischia, Capri e Procida, Sibaritide-Pollino, Castelli Romani, Agro Nocerino Sarnese, Sepri e, buona ultima, Nola.Cambia maggioranza, cambiano i parlamentari ma non cambia la musica. Ed ecco che nella XV legislatura ci si scatena in una nuova orgia provinciale. E si confermano le richiesta fatte cinque anni prima, allargandole un pochino, sia da destra e sinistra l'istituzione delle seguenti 23 nuove entità amministrative: Ufita-Baronia-Calore-Alta Irpinia, Avezzano, Lanciano-Vasto-Ortona e della Frentania, Cassino-Formia-Sora, Sulmona, provincia dei Marsi, Sala Consilina, Sibaritide-Pollino, Aversa, Nola, provincia del Seprio, Melfi, Lamezia Terme, Castelli Romani, Guidonia-Tivoli, Civitavecchia, Cassino-Formia-Sora, provincia pedemontana di Bassano del Grappa, Canavese e delle Valli di Lanzo, Valcamonica, Venezia Orientale, Pinerolo e Busto Arsizio.Ma che cosa succede quando si istituisce una nuova provincia? Non è tanto chiaro. Una volta si procedeva all'istante ad aprire le assunzioni magari clientelari), ma oggi, con il cattivissimo Tommaso Padoa Schioppa che controlla tutto questa non sembra essere una strada in discesa. Il personale, semmai, viene spostato da altre amministrazioni provinciali che perdono pezzi del territorio ma, in fondo, un po' di allargamento va sempre fatto. E non solo: quando la nuova provincia non ha un vero e proprio capoluogo, ma è la somma (più o meno algebrica) di alcuni comuni che stanno sullo stesso piano di potere, si tratta di collocare le strutture spalmandole sul territorio. Succede cosi che il Consiglio viene messo in un paese, la Giunta provinciale in un altro, e gli Assessorati distribuiti qui e là sul territorio. Un guazzabuglio organizzativo ed amministrativo.Alcuni casi, relativi alle province istituite nella passata Legislatura sono eclatanti ed il Parlamento si trova ad affrontare il problema delle difficoltà applicative, ma soprattutto a dirimere i contrasti per la dislocazione degli uffici.E le difficoltà sono ben testimoniate nella interrogazione parlamentare presentata il 27 marzo scorso dalle onorevoli Giuseppina Servodio ed Alba Sasso, entrambe dell'Ulivo, che chiedono delucidazioni al Ministro dell'Interno circa la situazione di una delle nuove province, quella di Barletta-Andria-Trani. Vediamone il testo. Onorevole Ministro,la legge 11 giugno 2004, n. 148, ha istituito, nell'ambito della regione Puglia, la provincia di Barletta-Andria-Trani, la cui circoscrizione territoriale è costituita dai seguenti comuni: Andria, Barletta, Bisceglie, Canosa di Puglia, Margherita di Savoia, Minervino Murge, San Ferdinando di Puglia, Spinazzola, Trani e Trinitapoli;l'articolo 1 della citata legge n. 148 del 2004, al comma 3, stabilisce che il capoluogo della nuova provincia è situato nella città di Barletta, Andria e Trani e, al comma 4, demanda allo statuto provinciale l'individuazione della sede legale della provincia in una delle tre città capoluogo;l'articolo 4, comma 1, della medesima legge prevede che il Presidente del Consiglio dei ministri, sentito il Ministro dell'interno, adotti con proprio decreto, non oltre il termine di quattro anni dalla data di entrata in vigore della legge, i provvedimenti necessari per l'istituzione nella nuova provincia degli uffici periferici dello Stato, tenendo conto, nella loro dislocazione, delle vocazioni territoriali;per quanto concerne le sedi e le modalità di riunione degli organi di governo della provincia, la legge n. 148 del 2004 ne affida la determinazione allo statuto provinciale, mentre è rimessa a deliberazioni del consiglio provinciale, in base ai criteri stabiliti dallo statuto, la dislocazione degli uffici e dei servizi provinciali;sull'organizzazione della nuova provincia e sulla localizzazione sia degli organi e delle strutture provinciali sia degli uffici periferici dello Stato si è sviluppato sul territorio un ampio dibattito;il 28 luglio 2006 i sindaci dei comuni compresi nel territorio della nuova provincia hanno adottato un documento relativo all'assetto istituzionale della provincia di Barletta-Andria-Trani che, da un lato, individua, come obiettivi assolutamente condivisibili, un assetto policentrico del nuovo ente e una forte integrazione territoriale, e, dall'altro, formula, in relazione alle sedi dell'amministrazione provinciale e degli uffici periferici dello Stato, proposte che hanno suscitato vivaci contrasti e polemiche, in particolare nella città di Barletta;sono state adottate iniziative, a livello locale e anche con manifestazioni a Roma, per sostenere soluzioni contrastanti in ordine alla localizzazione delle strutture provinciali e degli uffici periferici dell'amministrazione statale, con particolare riferimento alla sede del consiglio e della giunta provinciale, alla sede della prefettura e a quella della questura;nella situazione che si è creata, appare necessaria un'apposita iniziativa del Governo che permetta di superare i contrasti emersi -:se il Governo intenda intervenire per promuovere un confronto tra tutte le istituzioni coinvolte, che permetta di individuare una soluzione condivisa, rispondente all'esigenza di tener conto, come previsto espressamente dalla legge n. 148 del 2004, delle vocazioni territoriali, vale a dire delle caratteristiche del territorio, della tradizione storica e culturale, nonché della disponibilità di edifici e di strutture idonee;in particolare, quali criteri si intendano individuare, anche attraverso il coinvolgimento degli enti locali, ai fini della predisposizione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri con il quale deve essere definita la dislocazione degli uffici periferici dello Stato;se il Governo ritenga di adottare apposite iniziative per sollecitare gli enti locali coinvolti a definire in modo concorde una dislocazione territoriale degli organi di Governo e dell'amministrazione della nuova provincia che soddisfi le diverse esigenze e aspettative manifestatesi. dig this""Ma questo è niente se pensiamo a cosa potrebbe succedere nella futura istituenda "Provincia autonoma delle isole minori". Il personale a Ustica, la presidenza sull'isola d'Elba, Il Consiglio provinciale alle Tremiti, l'assessorato alla Scuola a Pantelleria e quello all'agricoltura a Ventotene, dove ci sono delle fantastiche lenticchie.

Di Antonio Riva
Amministratore Delegato di Ferpress srl
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