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Quando le interrogazioni parlamentari chiedono spiegazioni...

14 Mar 2007

Quando le interrogazioni parlamentari chiedono spiegazioni...Mille ragioni spingono un parlamentare a presentare un'interrogazione o una interpellanza ed a farne uso per la propria attività politica o istituzionale. Talvolta si vuol sapere, talvolta si vuol sondare, altre volte si aspetta una notizia che già di è avuta da altre fonti per poter dichiarare ad un giornale : "io l'avevo detto ed ho avuto conferma". Non sempre le interrogazioni vengono fatte contro il Governo. Assai spesso se ne presentano di strumentali contro un ministro poco propenso a compromessi, o contro un collega della stessa coalizione. Ci possono essere, in sostanza mille sfumature e sfaccettature che spingono un deputato o un senatore a prender carta e penna e chiedere spiegazioni. C'è poi un'altra fetta di documenti di sindacato ispettivo, seppur minoritaria, che stuzzica in casa propria per le più varie esigenze. Vediamo un caso, proprio di questi giorni. Senato della Repubblica, maggioranza di centro-sinistra. Il senatore Cesare Salvi non è mai stato contento del suo posto di Presidente della 2ª Commissione permanente (Giustizia). È in Senato da cinque legislature e in fondo è stato capogruppo DS al Senato dal 1996 al 1999. È il coordinatore della "Sinistra DS per il Socialismo", area interna ai DS, è un importante esponente del partito ma non è della maggioranza del segretario Fassino. Un posto da ministro sarebbe stato nell'ordine delle cose ma non se ne è fatto nulla e la delusione deve essere stata grande. Lui non è per il Partito democratico subito, o forse non lo è per niente. E queste cose contano, soprattutto in un periodo di fibrillazione congressuale, resa ancor più calda dall'orizzonte tremolante del Partito democratico. Negli ultimi tempi il senatore Salvi è assai critico anche nei confronti del Governo: mette qualche bastone tra le ruote della proposta sui Dico e di queste cose, si sa, lui è un esperto perchè è professore universitario, ordinario di Diritto Civile e direttore dell'Istituto di diritto privato dell'Università di Perugia. Insomma: quando dice che la proposta Bindi-Pollastrini sulle unioni di fatto è pasticciata, ha argomenti in canna e qualcuno al Governo si sarebbe risentito perchè serve, come dicono ogni giorno gli uomini di Prodi la massima unità. Ma guarda che ti combina il senatore diessino il 6 marzo scorso: qualcuno lo contatta per partecipare come ospite ad una trasmissione sui Dico. Contatti e telefonate tra segreterie e poi, come d'incanto non se ne fa più nulla. Si cerca di capire e spunta una vocina cattiva che riferisce: "la strada per Saxa Rubra è lastricata di difficoltà per tutti coloro che sono contro il Partito democratico, e quindi, per chi al congresso dei Ds non vota per la mozione Fassino". Sei contro? Niente trasmissioni di punta. Cesare Salvi si rabbuia, prende carta e penna e chiede conto nientemeno che al Ministro delle Comunicazioni (Gentiloni, della Margherita) con una interrogazione a risposta scritta che, qui sotto, riportiamo per intero: Atto n. 4-01453 Pubblicato il 6 marzo 2007 Seduta n. 119 SALVI - Al Ministro delle comunicazioni. - Premesso che: nei talk-show del servizio pubblico radiotelevisivo, come "Ballarò" e "Porta a Porta", non è stata mai prevista la presenza di esponenti politici dei DS contrari alla formazione del cosiddetto Partito Democratico, impedendo in tal modo il contraddittorio con i sostenitori della tesi favorevole, ai quali invece è stata consentita la possibilità di esporre il proprio convincimento in argomento; è opinione diffusa che ciò derivi da pressioni, sui responsabili delle trasmissioni suddette, da parte dei dirigenti dei partiti interessati alla formazione del suddetto Partito Democratico, si chiede di sapere quale sia la valutazione del Ministro in indirizzo al riguardo, e in particolare se non ritenga che tra i compiti del servizio pubblico rientri anche quello di consentire alle diverse posizioni politiche di esprimersi in modo pluralista. La guerra è guerra, e durante i congressi non si risparmiano i colpi bassi. Ma questo - neppure noi vecchi frequentatori di questi ambienti - non ce lo saremmo mai aspettato.

Di Antonio Riva
Amministratore Delegato di Ferpress srl
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