È stata una vera e propria sorpresa. Il Quirinale ha diffuso un articolato comunicato stampa nel quale si danno informazioni sul suo bilancio di previsione del 2007.
Il Presidente Napolitano deve esser stato chiaro nelle indicazioni ai suoi funzionari: dobbiamo lavorare per una maggiore trasparenza dei conti della prima istituzione della Repubblica e cercar di fare il possibile per ridurre i costi della struttura dando il nostro contributo al contenimento delle spese della pubblica amministrazione. E proprio per questo, dice il comunicato della Presidenza della Repubblica diffuso il 27 gennaio, "il Segretariato Generale del Quirinale ha predisposto una nota illustrativa del bilancio di previsione per il 2007 dell'amministrazione della Presidenza della Repubblica, che rende per la prima volta pubbliche le scelte del bilancio interno, già da tempo sottoposto ad un Collegio dei Revisori indipendente, dando altresì conto degli obiettivi di contenimento della spesa che la Presidenza si propone di conseguire nel corso dell'esercizio 2007."
La spesa complessiva, si legge nel documento che accompagna il comunicato, "è pari a circa 235 milioni di euro, compensati per la parte eccedente la dotazione da entrate proprie quali gli interessi attivi sui depositi e le ritenute previdenziali, ed è destinata per l'87,6 per cento alla spesa per il personale (57,3 per cento per le retribuzioni e 30,3 per cento per i trattamenti di quiescenza), come è naturale per una struttura che svolge essenzialmente attività di supporto all'esercizio delle funzioni di un organo costituzionale." Gli economi del Colle ci dicono anche che: "la spesa per beni e servizi ammonta a circa l'11 per cento del totale ed è stata ridotta in misura pari al 3,87 per cento rispetto al bilancio assestato del 2006. In questa voce rientrano gli oneri connessi alle complesse attività di cerimoniale e rappresentanza istituzionale ed alla impegnativa manutenzione ordinaria del Palazzo
del Quirinale e del rilevante patrimonio storico artistico in esso contenuto, della tenuta di Castelporziano e del relativo parco naturale di rilevanza internazionale nonché della residenza di Villa Rosebery". Ma il Quirinale non è solo: già alla fine dello scorso anno, in piena bagarre finanziaria, le due assemblee legislative, anche su sollecitazione di diversi giornali (memorabili le inchieste di Gian Antonio Stella sul Corriere della Sera) avevano avviato i bilanci previsionali su un percorso "virtuoso" cercando di dare una sterzata e portar fuori Camera e Senato dall'alveo delle spese della passata Legislatura colmo di acquisizioni immobiliari nel centro storico di Roma e di allargamento dell'area dei benefit per tutti i parlamentari con almeno una carica. E proprio a fine anno, in un comunicato congiunto delle Presidenze, si è venuto a sapere che "anche in coerenza con gli indirizzi formulati
dal Governo in sede di presentazione delle leggi finanziarie per il 2006 e per il 2007, si sono fatti carico dell'esigenza di contribuire al contenimento della spesa pubblica per gli anni 2006, 2007 e 2008". "Infatti, - si diceva ancora - rispetto alle dotazioni originariamente previste, la Camera dei deputati ha operato una riduzione da 945,5 a 935,7 milioni di euro per il 2006, da 985,7 a 961,8 milioni di euro per il 2007 e da 1.027,6 a 992,5 milioni di euro per il 2008; il Senato della Repubblica una riduzione da 501 a 487 milioni di euro per il 2006, da 522 a 503 milioni di euro per il 2007 e da 552 a 519 milioni di euro per il 2008. Con una riduzione, quindi, complessiva per entrambe le Camere di oltre 135 milioni di euro per il triennio, pari a circa il 3% dell'importo complessivo delle dotazioni originarie. Con specifico riguardo al 2007 e al 2008, le riduzioni delle dotazioni sopra richiamate sono comprensive, oltre che del minor onere a carico dei bilanci interni
per effetto della riduzione delle indennità dei parlamentari, anche di significative ed effettive economie di spesa che entrambe le Camere si sono autonomamente impegnate a realizzare. Rappresentano quindi una risposta positiva, già deliberata dagli Organi competenti di questa Legislatura, agli indirizzi di contenimento espressi dalla manovra economica del Governo. A questo riguardo va segnalato che i documenti di bilancio dello Stato - la legge di assestamento 2006 ed il bilancio per il 2007 - non hanno evidenziato, presumibilmente per ragioni tecniche, le riduzioni delle dotazioni formalizzate per il 2006; sarebbe pertanto auspicabile, in sede di documenti di bilancio, una più adeguata rappresentazione della politica di riduzione della spesa nella quale sia la Camera dei deputati sia il Senato della Repubblica si sono particolarmente impegnati." Insomma, il 2007 delle tre maggiori istituzioni del Paese ci costa 1.700 milioni
di euro. Forse qualche sforzo potrebbe essere ancora fatto: qualche limatura, qualche auto in meno, qualche metro quadro in meno, qualche benefit da abolire si può sempre trovare. Passi in avanti negli ultimi tempi comunque se ne sono visti: basti pensare che il presidente della Camera ha recentemente cancellato il progetto di costruzione di un tunnel tra il palazzo di Montecitorio e palazzo Theodoli dove sono sistemati il Servizio Informatica, il Servizio Studi, la segreteria del Sito Internet e il Centro di informazione parlamentare. Sono distanti una dozzina di metri. In fondo non sarebbe stato impegnativo come il tunnel della Manica ed era certamente utile: con tutta l'acqua che viene giù a Roma spostarsi tra un posto e l'altro con l'ombrello è una vera seccatura.









