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Francesco Cossiga, da Presidente Picconatore a Senatore stakanovista.

14 Dic 2006

Francesco Cossiga, da Presidente Picconatore a Senatore stakanovista.Decine di proposte di Legge, decine di interrogazioni parlamentari e di risoluzioni. Un'attività forsennata dell'ex presidente della Repubblica che però non riesce ad ottenere le risposte che vorrebbe. Ed allora minaccia di dimettersi. Ma cosa vorrebbe sapere dal ministro dell'Interno Giuliano Amato. Andiamo a spulciare tra le carte che Cossiga ha depositato nei primi sei mesi di Legislatura.Certamente è una delle presenze più autorevoli, ma anche ingombranti, del Senato della XV Legislatura. E nonostante nelle scorse settimane abbia sostenuto di volersi dimettere, seguiterà a farsi vedere sui banchi assegnati ai senatori a vita. È il presidente emerito Francesco Cossiga, eletto deputato per la prima volta quasi cinquant'anni fa (era il 1958) quando approda a Roma proveniente dalla Sardegna iniziando (precocemente come succedeva in quell'epoca) un percorso politico che lo porterà in numerosi "Palazzi" da dove si governa la Repubblica Italiana.Laureato in giurisprudenza a soli 20 anni (nel '48) Cossiga è entrato nel governo dove è stato il più giovane sottosegretario alla difesa nel terzo governo Moro (23 febbraio 1966) e poi ancora il più giovane ministro dell' interno (il 12 febbraio 1976 a 48 anni); il più giovane presidente del consiglio (5 agosto 1979 a 51 anni); il più giovane presidente del Senato (12 luglio 1983 a 55 anni) e, infine, il più giovane inquilino del Quirinale, dove arrivò, a 57 anni, il 24 giugno del 1985, con una maggioranza schiacciante (752 voti) già alla prima votazione del Parlamento che non poteva certo far prevedere le polemiche che il secondo periodo del suo settennato, quello delle picconate, avrebbe provocato.La presenza nella Camera Alta di una personalità forte ed iperattiva, con una profonda esperienza di lavoro parlamentare e con un carattere nient'affatto facile, non può passare inosservata: basta scorrere superficialmente gli atti parlamentari per trovare decine e decine di suoi interventi ed iniziative.Nella primi sei mesi della XV Legislatura Cossiga ha presentato ben quattro mozioni in Aula, 35 interpellanze, 8 interrogazioni a risposta scritta e più di 60 Disegni di Legge: una mole di lavoro che vale la pena di guardare più da vicino.Moltissime proposte di Legge riguardano una materia su cui l'ex presidente è molto ferrato, la Giustizia. E vanno da quella sulla "punibilità per i reati di violazione del segreto delle indagini e del segreto istruttorio da parte di operatori dell' informazione" alle "Modifiche all'articolo 15 della Costituzione in materia di limitazioni alla riservatezza delle comunicazioni"; dalla "Riforma dei Servizi di informazione e di sicurezza" alla "Istituzione della Procura Superiore della Repubblica, nonché di servizi di informazione e di sicurezza". O ancora alla "Soppressione della Direzione Investigativa Antimafia".Ci sono poi le proposte di carattere squisitamente istituzionale come le "Norme sulla inviolabilità del Presidente della Repubblica" o sulle "Attribuzioni del Presidente della Repubblica"; e ancora quelle di "Integrazione dello status dei membri del Parlamento in materia di prerogative e immunità parlamentari" e sulle "Modifiche alle disposizioni relative alle competenze attribuite ai Presidenti delle Camere in materia di nomine a uffici pubblici. Devoluzione dei poteri al Governo" e su "Modifiche all' articolo 59 della Costituzione, in materia di senatori a vita" oppure - più esplicitamente - sulla "Abolizione dell' istituto dei senatori a vita e disposizioni relative agli ex Presidenti della Repubblica".Molta attenzione viene sempre posta sulle materie "spionistiche", vecchio amore dell'ex-presidente della Repubblica. Negli archivi del Senato c'è una proposta Cossiga per "Norme concernenti il personale appartenente alla disciolta struttura Stay Behind (più nota come Gladio - ndr) ed un'altra sulla "Concessione di amnistia per i reati di spionaggio, di terrorismo e di eversione dell' ordine democratico, commessi contro lo Stato italiano e gli Stati alleati e associati", oppure per avere un nuovo "ordinamento dei servizi di informazione e sicurezza" o l' "Istituzione e ordinamento della Gendarmeria militare e degli altri servizi di polizia militare" e via di seguito per altre dieci proposte di Legge.Ma è sulle interrogazioni parlamentari che Francesco Cossiga eccelle, anche se quasi mai i ministri pensano di rispondergli. E proprio le mancate risposte del Ministro degli Interni Giuliano Amato ad una raffica di richieste provocheranno le sue dimissioni da senatore a vita (irricevibili per la presidenza del Senato).Dallo scorso mese di giugno al centro dei suoi strali ci sono i giornalisti di Repubblica che hanno svelato i retroscena del caso di Abu Omar e dei voli segreti della Cia e c'è soprattutto il prefetto Gianni De Gennaro, direttore del dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell'Interno verso il quale l'ex inquilino del Quirinale deve avere una vera e propria antipatia.Il primo attacco arriva il 2 agosto scorso, quando con una interrogazione al ministro dell'Interno 2006, chiede "se il Ministero dell'Interno fosse al corrente che unità della DIGOS dipendenti dalla Direzione centrale della polizia di prevenzione del Dipartimento di Pubblica Sicurezza avevano posto sotto controllo fisico sedi e agenti del SISMI e ne intercettavano le comunicazioni".Lo stesso giorno ne presenta un'altra in cui si chiede "alla luce dell'articolo di Pier Luigi Battista sul quotidiano "Corriere della Sera", se corrisponda a verità l'ipotesi da detto autorevole giornalista formulata, e, pur considerando, se vera, la cosa assolutamente lecita, se nell'interesse delle tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica e della necessaria attività di informazione, disinformazione e controinformazione, i giornalisti Marco Travaglio e Giuseppe D'Avanzo siano a "libro paga", e per quale somma, del Capo della Polizia dott. Gianni De Gennaro, cui sono notoriamente legati da vincoli di amicizia e collaborazione, come dimostrato dalla loro campagna contro il SISMI".Passa l'estate e l'attacco prosegue. Il 7 novembre Cossiga chiede sempre ad Amato "se il conferimento di uno speciale premio da parte dell'FBI al Capo della Polizia e Direttore generale della Pubblica Sicurezza, prefetto Gianni De Gennaro, sia motivato per la sua attiva partecipazione alla persecuzione giudiziaria, da parte della Procura della Repubblica di Palermo, contro un uomo di governo democratico-cristiano, valorizzando "pentiti" utili alle indagini della "law enforcement agency" americana, o anche per le indagini compiute dalle DIGOS e che hanno portato all'incriminazione, da parte della Procura della Repubblica di Milano, di venti agenti della Central Intelligence Agency, che il Federal Bureau of Investigation da sempre considera sua avversaria".La settimana successiva, il 14 novembre, sempre Amato dovrebbe dirci "se il prefetto Gianni De Gennaro, Capo della Polizia e Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, la cui conferma il Ministro in indirizzo si appresta a proporre al Governo con l'appoggio del partito dei DS, fosse informato o meno dell'azione di spionaggio che le DIGOS di Roma e Milano - guidate da uomini di quella che è notoriamente la sua malefica "cordata" nella Polizia di Stato -, svolgevano contro uomini e infrastrutture del SISMI; se ne abbia informato il Ministro dell'epoca oppure lo abbia tenuto all'oscuro ed in questo caso quale sia il suo giudizio sul suo comportamento".Lo stesso giorno si chiede al presidente Prodi se "corrisponda al vero che sia intenzione del Governo della Repubblica confermare nell'ufficio di Capo della Polizia-Direttore Generale della Pubblica Sicurezza il prefetto Gianni De Gennaro pur nell'annunciato vasto rimpasto dei vertici delle forze di polizia e dei servizi d'informazione e di sicurezza" ma soprattutto "quali siano i motivi per i quali questa figura goda ancora di tanta forza da aver passato indenne, e nonostante le incriminazioni e le sanzioni amministrative dispensate a suoi dipendenti, la tragica sua gestione del Vertice del G8 in Genova, il cambio traumatico, avvenuto a quanto si dice forse non senza la sua mano, tra due Ministri dell'interno del Governo Berlusconi e il cambio di maggioranza successivo alle ultime elezioni politiche generali, non potendosi ritenere determinante l'appoggio a lui concesso da agenzie e uffici investigativi americani, concretatesi recentemente in un fantomatico e incomprensibile premio conferitogli dal Federal Bureau of Investigation su richiesta di una sua amica del Bureau che fu, sua o del Ministero, ospite alle Olimpiadi Invernali di Torino…".Prodi non risponde, Amato neppure e Francesco Cossiga, uomo politico con l'abitudine alle dimissioni le annuncia anche questa volta, ben sapendo che un senatore a vita ha una sola possibilità di dimettersi: l'ultima.

Di Antonio Riva
Amministratore Delegato di Ferpress srl
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