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Managers competenti anche senza fatturato da portare a casa.

30 Nov 2006

Managers competenti anche senza fatturato da portare a casa.È davvero incredibile il fermento che il mondo della formazione aziendale registra intorno alla costruzione di managers con competenze economico-gestionali espressamente finalizzate al Terzo Settore. L'attuale offerta di corsi sembra ancora molto limitata anche se esistono poche e selezionate organizzazioni profit, che curano tematiche di specifico interesse per il terzo settore, spesso con corsi tenuti da personaggi che la cooperazione in senso organizzato "l'hanno " inventata con le prime esperienze sul campo nei primi anni 90.Oggi le aziende non profit hanno acquisito una notevole capacità produttiva e quindi devono essere considerate quali volano economico-finanziario. In generale si può affermare che il Terzo Settore rappresenta un "attore" importante anche riguardo alla creazione di nuove opportunità di lavoro, in una logica di risposta ai bisogni reali delle persone e delle comunità. Il Terzo Settore, è un insieme composito e variegato, anche sotto il profilo della natura giuridica, di enti e organismi che non hanno fine di lucro, quali associazioni, mutue, organizzazioni di volontariato, enti morali, fondazioni, cooperative sociali, cooperative e imprese non profit tout court. La maggior parte di queste organizzazioni ha la vocazione di fornire beni e servizi e svolge, quindi, attività di natura economica: esse tendono tuttavia a differenziarsi dalle imprese classiche per l'assenza di scopi di lucro. Quesa è un'area dove è fondamentale anticipare i cambiamenti, spesso comprendere bisogni ancora non espressi, elaborando servizi tagliati sulle richieste del momento. Il personale impegnato in queste strutture si sta trasformando lentamente da volontari, che generosamente offrono il loro contributo, a giovani managers a cui sono richieste competenze molto ampie soprattutto per quanto riguarda le capacità relazionali, organizzative e specialistiche con il fund raising e la progettazione d'interventi umanitari e di cooperazione internazionale.Mi sembra che il mondo della formazione sia in ritardo anche se vediamo alcuni sforzi eclatanti che mirano a costruire nuovi percorsi formativi molto specifici trasferendo competenze manageriali dove economicità ed efficienza non sono garanzia di un output soddisfacente. Una visione più completa dell'universo cooperazione si può avere leggendo il "Manuale di cooperazione allo sviluppo" scritto dal presidente del VIS (Volontariato Internazionale per lo Sviluppo) Antonio Raimondi. Leggendolo si percepisce tutta la passione che investe questo settore in grande crescita. Da segnalare anche il grande interesse di A.I.F. (associazione italiana formatori) alle materie connesse, con la creazione di un gruppo di studio inteso ad avvicinare ulteriormente la formazione soprattutto alle ONG e alle cooperative sociali.Leonardo Frontani Per informazioni Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

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