Quando il medico è senza frontiere.
Dove come e quando interviene MSF?Medici Senza Frontiere (MSF) è una associazione umanitaria internazionale, senza alcun legame di tipo politico, economico o religioso. Con i suoi 35 anni di attività è oggi la più importante organizzazione privata per le emergenze di soccorso sanitario. Nel 2005, sono state oltre 2500 le partenze per il terreno di volontari di 45 diverse nazionalità. Attualmente MSF è presente in circa ottanta paesi, molti dei quali in stato di guerra. L'associazione conta su oltre due milioni di donatori privati nel mondo.MSF nasce nel '71 dall'idea di un gruppo di medici francesi scioccati dalla situazione sanitaria di cui erano stati testimoni durante la guerra del Biafra. Il loro sogno fu di fare un passo in più rispetto ai principi tradizionali dell'intervento umanitario. Neutralità sì, come diritto di chiunque a ricevere aiuto, al di là delle differenze
di fede, razza, convinzione politica. Ma anche testimonianza. Curare le vittime di catastrofi naturali o umane, di epidemie, della guerra o della fame rappresenta la sfida più importante di Medici Senza Frontiere; dare voce alle vittime di queste catastrofi attraverso la testimonianza delle sofferenze a cui assistiamo è per MSF l'indispensabile completamento dell'azione medica. Nel 1999 MSF riceve il Premio Nobel per la Pace in riconoscimento del lavoro umanitario per le popolazioni in pericolo, svolto in maniera neutrale e indipendente nel tentativo di restituire la salute e la dignità alle persone e rappresentando, per questo, una speranza di pace e riconciliazione. Gianfranco De Maio - responsabile medico della sezione italiana di MSF - ha partecipato a diverse missioni e parla di com'è organizzata l'associazione.Come è organizzata MSF?Medici Senza Frontiere è la più grande organizzazione privata
di soccorso medico. A livello internazionale esistono cinque sezioni "storiche" che gestiscono la gran parte dei progetti di MSF in oltre 70 paesi del mondo: Francia, Belgio, Olanda, Svizzera e Spagna. Negli anni, con la partecipazione alle iniziative di MSF di sanitari di nazionalità diverse, sono nate ben 14 sezioni-partner dell'associazione anche in altri Paesi (dagli Usa al Giappone, da Hong-Kong all'Italia). La sezione italiana di MSF, nata nel 1993, è cresciuta velocemente in termini di reclutamento di volontari, raccolta fondi e azioni di sensibilizzazione e dal 2005 è stata incaricata della gestione diretta di alcuni importanti progetti in Colombia, Perù, Haiti ed Etiopia. Sempre da Roma sono gestite anche le azioni di soccorso medico per gli stranieri irregolari e i richiedenti asilo che in Italia vivono, a volte, in condizioni paragonabili a quelle del Terzo Mondo.Dal punto di vista operativo MSF si distingue da altre organizzazioni di soccorso
medico perché nei suoi progetti punta sempre a raggiungere il maggior numero di persone attraverso la prossimità ai beneficiari: ogni volta che è possibile organizziamo centri di salute facilmente raggiungibili anche da parte di comunità che vivono in aree remote. Dove è più difficile arrivare ci muoviamo con "cliniche mobili" in grado di raggiungere i villaggi con una periodicità costante. Come si sostiene economicamente MSF? Il segreto della reale indipendenza politica è l'indipendenza economica. Non è possibile ricevere fondi da un governo o da multinazionali senza correre il rischio di dover, poi, tenere conto della politica che svolge quell'istituzione. In quest'ottica, l'80% dei fondi di MSF proviene da privati cittadini e solo il restante 20% è di provenienza pubblica. Questi ultimi sono fondi che offrono governi di nazioni che non hanno
interessi specifici nelle aree dove operiamo, oppure che vengono dalla Comunità europea. La provenienza privata garantisce l'indipendenza finanziaria di MSF e ci permette di scegliere liberamente dove e come intervenire, gestendo in prima persona le nostre risorse finanziarie.La nostra azione mira a ridurre al massimo i costi dei "quartieri generali": a oggi ben l'82% delle entrate complessive è utilizzato per sostenere i progetti sul terreno.Come si diventa Medico senza frontiere? Quella di entrare a far parte di MSF è una scelta individuale e volontaria. Il medico decide di intraprendere un percorso di vita per cui dedica una parte della sua vita ad una o più missioni. Per fare questo si organizza utilizzando quando può l'aspettativa per motivi personali, oppure si appella alla benevolenza del caposervizio; dopo di che viene impegnato per un periodo
di sei mesi, ad eccezione del chirurgo che, per il gravoso impegno al quale dovrà fare fronte, lavorerà per periodi più brevi.Dottor De Maio, cos'altro caratterizza l'azione di MSF?Dal 1999 abbiamo lanciato, investendovi tutti i soldi derivanti dall'assegnazione a MSF del Nobel per la Pace, una Campagna affinché le popolazioni in situazione precaria possano disporre dell'accesso alle cure e quindi dei farmaci essenziali di qualità al minor costo. I risultati sino ad ora ottenuti sono rilevanti e non perdiamo occasione di svolgere un'opera di sensibilizzazione sull'argomento. Da quest'anno, poi, è stato chiesto ai nostri medici di prendere parte, come docenti, a corsi universitari presso alcune facoltà di medicina e farmacia per far conoscere questa tematica che evidentemente è ritenuta di importanza fondamentale nei percorsi di formazione.
Gianfranco De Maio, nato a Cosenza il 13-03-60, laureato in Medicina e Chirurgia presso l'università cattolica del sacro Cuore il 29-10-1984, specialista in Neurologia dal 1988, diplomato in Medicina Tropicale presso l'IMT di Anversa nel 2001, volontario con MSF nel 2001-2002 in Repubblica Democratica del Congo e nel 2004 in Costa d'Avorio, responsabile medico della sezione italiana di MSF dal 2003, acting executive director di MSF-I dal settembre 2006.Info e contatti:
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Tel. 06.448692.23/65









