Comunicazione: sapere o saper fare.
Da oltre 30 anni, ovvero da quando è
apparso il libro "Pragmatica della comunicazione umana",
scritto da Paul Watzlawick, del quale chi scrive è stato allievo diretto
e poi unico collaboratore per oltre 15 anni, la comunicazione nel mondo delle
organizzazioni e delle relazioni interpersonali è divenuta il riferimento
costante.
Tuttavia, tra il parlare di qualcosa e il saper fare quella cosa c'è
una bella differenza. La osservazione disillusa di quello che avviene nel mondo
delle organizzazioni ci fa rilevare, purtroppo, che nella maggioranza dei casi
si parla tanto di comunicazione come veicolo fondamentale del cambiamento strategico,
ma davvero pochi sono quelli che oltre che parlarne sanno davvero utilizzarla.
In altri termini, società di consulenza, dirigenti, manager, etc, continuamente
parlano di comunicazione senza saper comunicare efficacemente. Il problema,
sembra risiedere nell'usuale atteggiamento accademico del parlare di qualcosa
senza essere in grado di fare quel qualcosa, ovvero, come afferma Karl Krauss
"chi non sa fare insegna".
Ritengo che ci siano pochi ambiti come quello della comunicazione nel quale
questa affermazione, così tagliente, appare davvero calzante.
Prendendo spunto da questa deliberatamente forte e prorompente citazione, si
ritiene che nell'ambito manageriale e aziendale sia fondamentale proporre modelli
di comunicazione effettivamente strategici, ossia, effettive strategie tattiche
e tecniche comunicative, che ogni singolo operatore possa apprendere in modo
sistematico e che effettivamente incrementino le sue capacità operative
all'interno della sua organizzazione.
A questo riguardo, basti pensare che, ad una delle interviste fatte ai 100 manager
più famosi al mondo, rispetto a quale fosse la loro più importante
competenza sul campo, il 93% di loro ha dichiarato essere la capacità
di comunicare efficacemente. Così come gli stessi hanno dichiarato di
spendere il 60% del loro tempo nella risoluzione di conflitti all'interno della
propria organizzazione.
Il lettore può, sulla scia di tali affermazioni, valutare quanto una
competenza concreta alla comunicazione strategica, ossia alla capacità
di saper influenzare sulla base degli obiettivi preposti, divenga una competenza
essenziale del manager.
Difatti, chi, come l'autore di queste righe, si occupa da circa 20 anni di comunicazione
strategica, in ambiti sia clinici che aziendali e che parte dal presupposto
che l'unica verifica di uno strumento è la sua efficacia operativa, nel
lavorare nel mondo aziendale troppo spesso rimane attonito nel rilevare quanta
supponenza, arroganza ed ignoranza si possa trovare nella maggioranza di coloro
che si propongono come "maestri" nel campo della comunicazione.
Sulla scia di questa rilevazione e riflessione ci si propone di presentare al
vasto pubblico di chi lavora all'interno delle organizzazioni una serie di contributi
selezionati relativi alla comunicazione strategica e ai suoi ambiti di applicazione.
Il progetto sarà quello di offrire concreti strumenti applicativi per
agire pragmaticamente in un campo ove troppo spesso fumose nebbie oscurano la
ricerca di effettive soluzioni ai problemi presenti o impediscono la realizzazione
di obiettivi futuri.
GIORGIO NARDONE
GIORGIO NARDONE
Fondatore insieme a Paul Watzlawick e Direttore del Centro di Terapia Strategica
(C.T.S.), vi svolge la sua attività di psicologo e psicoterapeuta, dirige
la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Breve Strategica presso il C.T.S.
in Arezzo e la Scuola di Comunicazione e Problem Solving Strategico ad Arezzo
e Milano. Docente di Tecnica di Psicoterapia Breve presso la Scuola di Specializzazione
in Psicologia Clinica all'Università di Siena. Coordinatore del Network
Europeo di Psicoterapia Breve Strategica e Sistemica e della Rivista Europea
di Psicoterapia Breve Strategica e Sistemica, è inoltre Direttore della
Collana "Saggi di Terapia Breve" Ponte alle Grazie Editore, Milano.
Da anni tiene conferenze, seminari clinici e manageriali in Italia e all'estero,
svolge consulenze e formazione per manager e aziende, inoltre è attualmente
considerato l'esponente di maggior spicco tra i ricercatori della Scuola di
Palo Alto, in virtù dei suoi numerosi e innovativi lavori che hanno ottenuto
molti riconoscimenti scientifici internazionali, grazie all'applicazione di
un rigoroso metodo di ricerca empirico sperimentale che ha permesso di creare
modelli evoluti di intervento clinico (Psicoterapia Breve Strategica), produzione
testimoniata dalle molte opere pubblicate tradotte in molte lingue straniere.
Il successo ottenuto, l'estrema flessibilità, l'aumento delle richieste
di supervisione manageriale, di formazione e consulenza nelle organizzazioni
hanno orientato la sua ricerca in contesti interpersonali sempre più
ampi. Da un'esperienza ventennale d'intervento risolutivo su problemi aziendali
è risultato un Modello di azione (Comunicazione e Problem Solving Strategico)
specifico per particolari patologie di problemi nell'ambito delle organizzazioni
e la messa a punto di tecniche, tattiche e strategie. Tale contributo scientifico
e applicativo rappresenta una propria "Scuola di Pensiero" seguita
in tutto il mondo da professionisti della psicoterapia, della formazione, della
consulenza e della comunicazione manageriale.
CENTRO DI TERAPIA STRATEGICA
Istituto di Ricerca,Training e Attività Clinica
Piazza S.Agostino, 11 – 52100 - Arezzo (Italy)
tel (+39) .0575.350 240 fax (+39) 0575.350 277
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