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Internet For Peace

02 Dic 2009

Con l'aumento della sua diffusione e della sua accessibilità, Internet ha ampiamente dimostrato di non essere solo una rete di computer collegati fra loro o un contenitore di pagine pornmobile.onlineweb navigabili dagli utenti, ma si offre come prezioso e potente strumento di comunicazione globale in grado di oltrepassare anche quelle distanze dettate da restrizioni di tipo politico e militare. Partendo dall'idea che Internet si costituisca soprattutto come strumento di democrazia fruibile da tutti, in grado di veicolare messaggi di solidarietà e civiltà, è nato il progetto di Wired Italia, Internet for Peace, che candida ufficialmente la Rete al prossimo Premio Nobel per la Pace.

Così Riccardo Luna, Direttore di Wired Italia, commenta Internet for Peace: "Dobbiamo guardare ad Internet come ad una grande community in cui uomini e donne di tutte le nazionalità e di qualsiasi religione riescono a comunicare, a solidarizzare e a diffondere, contro ogni barriera, una nuova cultura di collaborazione e condivisione della conoscenza. Internet può essere considerato per questo la prima arma di costruzione di massa, in grado di abbattere l'odio e il conflitto per propagare la democrazia e la pace. Quanto accaduto in Iran dopo le ultime elezioni e il ruolo giocato dalla Rete nella diffusione delle informazioni altrimenti prigioniere della censura sono solo l'ultimo esempio di come Internet possa divenire un'arma di speranza globale".

Il viaggio di Internet for Peace sulle pagine di Wired Italia partirà proprio dall'Iran e dalla rivolta di Teheran dopo le ultime elezioni presidenziali. Ogni mese infatti e fino a settembre 2010, il mensile di tecnologia e innovazione di Condé Nast dedicherà un approfondimento alle storie e alle esperienze di chi - con la Rete - ha provato e prova a fare crescere la pace.

Dall'Iran, infatti, arriva la prima firmataria del manifesto di Internet for Peace a cui Wired Italia ha voluto dedicare la copertina del numero di dicembre: Shirin Ebadi, prima iraniana musulmana a vincere il Premio Nobel per la Pace nel 2003, si è schierata a sostegno della candidatura di Internet per il prossimo Premio Nobel per la Pace e ha così dichiarato a Wired Italia: "Internet può essere usata anche per favorire guerre e terrorismo, come dimostra l'opera di proselitismo dei talebani. Ma il passaparola della sollevazione di Teheran - che ha viaggiato anche al ritmo di 220mila tweet all'ora - è stato troppo impetuoso per lasciare anche il minimo dubbio sul fatto che senza la Rete non sarebbe stato possibile. Non è un caso - prosegue la Ebadi - che ai primi processi contro i dimostranti il procuratore generale abbia accusato Google, Facebook e Twitter di complottare contro l'ordine costituito".

Insieme a Shirin Ebadi, in veste di ambasciatori di Internet for Peace, lo stilista Giorgio Armani e il Professor Umberto Veronesi, e le redazioni di Wired USA e Wired Uk.

Comunicazione Italiana come business social media condivide pienamente le idee e la visione alla base di Internet for Peace ed è per questo che intende sostenerla invitando tutti i manager del network a diventarne protagonisti sia come privati cittadini, sia come manager aziendali e rappresentanti delle istituzioni, sottoscrivendo la candidatura di Internet al Nobel per la pace 2010 sul sito www.internetforpeace.org e partecipando al dibattito che Internet for Peace sta generando nei milioni di internauti che ogni giorno diffondono attraverso la Rete il proprio bisogno di comunicare.




Di Fabrizio Cataldi
Co-Founder - Vicepresidente e Segretario Generale di Associazione For Human Community
Founder & Chairman di For Human Relations srl
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