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(Adnkronos) - Ci sono abiti che entrano nella storia non solo per la stoffa, ma per chi li indossa. E se parliamo di Valentino Garavani, la lista di donne che hanno fatto brillare il suo stile sulle passerelle del mondo è lunga e leggendaria. Dalla magia dei red carpet di Hollywood alle sale da gala più esclusive, Valentino ha vestito regine, attrici, modelle e dive, trasformando ogni apparizione in un momento indimenticabile di eleganza e glamour. Star tra le star, l’imperatore della moda aveva Nancy Reagan, Marella Agnelli e Liz Taylor come amiche. Sophia Loren, Aretha Franklin, Brooke Shields e Anne Hathaway erano alla sua corte. Tutte le supermodelle hanno sfilato per lui, a partire da C laudia Schiffer, Cindy Crawford e Naomi Campbell. Jackie Kennedy gli spalancò le porte degli Stati Uniti e sposò Aristotele Onassis indossando un suo modello: gonna plissé e corpetto di pizzo. Farah Diba volò via dalla Persia con un suo cappotto in zibellino. Ambizioni, talento e lusso. Ma anche follie e megalomanie. Un primato su tutti: almeno otto star hanno ricevuto un Oscar indossando una sua creazione. Quando Julia Roberts salì sul palco degli Academy Awards del 2001, il mondo della moda trattenne il fiato. L'attrice indossava un abito Valentino bianco e nero con drammatico strascico in tulle, un modello recuperato dagli archivi degli anni '90. Elegante, audace e perfettamente scenico, l'abito trasformò Julia in una delle icone di red carpet più memorabili di tutti i tempi. Valentino non creava semplicemente vestiti: disegnava momenti che restano nella memoria collettiva. Cate Blanchett non ha mai avuto paura di brillare. Sul tappeto rosso di Los Angeles nel 2005, sfoggiò un abito giallo pallido Valentino con cintura borgogna e dettagli ricamati, trasformando un colore solitamente timido in un simbolo di potere e femminilità luminosa. Ogni piega e ogni cucitura raccontavano la firma unica di Valentino: lusso sartoriale che parla più delle parole. Gwyneth Paltrow ha spesso scelto pezzi d'archivio Valentino per galà e premiere, incarnando un'eleganza senza tempo. Un abito rosso fuoco, drappeggiato con precisione e scollatura perfetta, mostrava come la maison potesse reinventare il vintage e renderlo contemporaneo, trasformando ogni star in un’icona moderna. Jennifer Lopez ha scelto Valentino per momenti pubblici e privati. Il suo abito nuziale in pizzo chantilly rimane una delle immagini più iconiche: una diva trasformata in musa eterna. Sul tappeto rosso, Valentino esaltava la silhouette della cantante e attrice con colori vibranti, tessuti preziosi e tagli teatrali, ricordando al mondo che J.Lo non passava mai inosservata. A Cannes, Sharon Stone incantò tutti con un abito dorato tempestato di perline Valentino, perfetto per la diva hollywoodiana che incarnava la femme fatale moderna. L'abito, scintillante sotto i flash dei fotografi, era più di un vestito: era un manifesto del glamour firmato Valentino, dove ogni dettaglio parlava di lusso, perfezione e audacia. Anne Hathaway ha spesso indossato Valentino per grandi eventi. Uno straordinario abito rosso intenso catturò tutti gli sguardi nel 2025, con pieghe perfette e una fluidità che esaltava ogni movimento. Valentino non vestiva solo l’attrice: valorizzava la sua presenza scenica, trasformando ogni apparizione in un evento mediatico e memorabile. Sophia Loren ha scelto Valentino per molte occasioni pubbliche e premi, vestendo abiti dai tagli raffinati e tonalità luminose, dal bianco all'oro. Ogni look sottolineava la silhouette della diva, trasformando ogni uscita in un manifesto di glamour italiano, celebrando femminilità e classe. Jackie Kennedy, simbolo di eleganza senza tempo, ha scelto Valentino per eventi diplomatici e privati. Il suo abito da sposa con Aristotele Onassis - gonna plissé e corpetto di pizzo - rimane uno dei modelli più iconici nella storia della moda americana. Jackie portava la couture italiana con naturalezza e regalità, facendo di Valentino il couturier preferito delle grandi dame. Quando Farah Diba lasciò la Persia, portò con sé un cappotto in zibellino Valentino, simbolo di eleganza e raffinatezza che non conosce confini. La regina dimostrò come Valentino fosse sinonimo di lusso globale, capace di vestire regine e dive con la stessa maestria sartoriale. Valentino ha trasformato ogni supermodella in musa vivente. Claudia Schiffer, Cindy Crawford e Naomi Campbell hanno sfilato con abiti che coniugavano audacia, perfezione sartoriale e glamour assoluto. Dal red carpet alle campagne pubblicitarie, ogni loro apparizione confermava che l’atelier italiano era la patria delle icone mondiali. (di Paolo Martini)
(Adnkronos) - “Il comparto dell'oreficeria, soprattutto per il distretto di Vicenza, ha dimostrato di avere dei numeri molto importanti, anche in controtendenza rispetto ad altre realtà nazionali. Pertanto, siamo orgogliosi di poterne far parte oggi e di incontrare chi tutti i giorni vive questa realtà. Sono qui anche per ascoltare le loro richieste e le loro prospettive. Si tratta di un settore capace di internazionalizzare ed è un fiore all'occhiello per il nostro territorio veneto”. Lo ha detto Alberto Stefani, presidente della Regione Veneto, all’inaugurazione di Vicenzaoro January 2026, la fiera dedicata all’eccellenza della filiera del settore orafo, gioielliero e orologiero in svolgimento fino al 20 gennaio nel polo fieristico della città veneta. In questo momento, il settore dell’oro vive alcune difficoltà che, secondo il presidente di Regione Veneto "sono da affrontare in sinergia. Proprio per questo motivo abbiamo aperto in Regione dei tavoli di confronto con il mondo dell'impresa - spiega - Il 26 gennaio sarà il primo giorno del primo tavolo sulla sburocratizzazione, ma ce ne saranno anche molti altri che verranno realizzati già nei primi giorni del prossimo mese”. “Vi è la necessità di guardare alle emergenze che hanno le imprese: tra le principali, si annovera la manodopera qualificata: entro il 2030, infatti, mancheranno in Veneto 280mila lavoratori qualificati. Per risolvere questa grande emergenza c'è la necessità di integrare sempre di più gli istituti di formazione professionale e gli istituti di formazione tecnica con il mondo delle imprese del nostro territorio - dichiara Stefani - Non è necessario laurearsi per forza nella vita: credo che un giovane possa essere valorizzato e possa sentirsi realizzato anche se fa parte di un percorso professionale e, soprattutto, grazie ad un percorso professionale o tecnico nella sua fase di studi superiore possa essere integrato nel mondo dell'impresa”. “Oggi, un giovane che entra all'interno del mondo dell'impresa contribuisce al benessere del proprio territorio e al progresso imprenditoriale di questo straordinario territorio. Pertanto, questa forma di integrazione, su cui già stiamo lavorando, è importante - continua - Oltre a questo stiamo accompagnando un percorso con i rettori delle università per lanciare un progetto di trattenimento dei talenti nel nostro territorio. Recentemente abbiamo aperto, infatti, un tavolo proprio con i rettori e continueremo questo lavoro nei prossimi giorni e nel corso del tempo lanceremo un programma di iniziative”.
(Adnkronos) - In viale Du Tillot è stato messo a dimora il 100.000° albero del progetto KilometroVerdeParma. Un Ginkgo biloba, specie longeva e straordinariamente resistente, scelto come simbolo di memoria, resilienza e continuità tra generazioni. L’albero segna anche l’avvio di un arboreto urbano, concepito come museo a cielo aperto, che accoglierà 150 specie arboree provenienti da tutto il mondo, offrendo alla città uno spazio di conoscenza, cura e relazione profonda con la natura. La posa simbolica ha coinvolto bambini, soci, istituzioni, partner e cittadini, in un momento di partecipazione condivisa che restituisce il senso più autentico del progetto: prendersi cura oggi del territorio significa costruire benessere, qualità della vita e futuro per le generazioni che verranno. "Il Ginkgo che oggi piantiamo non è solo un albero. È un segno di continuità: ci ricorda che la vita, come il verde, cresce con lentezza e tenacia, e che ogni scelta di cura lascia tracce durature nel tempo e nello spazio", ha dichiarato Maria Paola Chiesi, presidente del Consorzio Forestale KilometroVerdeParma. Fondato il 6 maggio 2020, il Consorzio Forestale KilometroVerdeParma ha dato forma a un percorso strutturato di forestazione e rigenerazione ambientale, costruendo nel tempo un modello rigenerativo fondato su visione strategica, metodo scientifico e collaborazione stabile tra aziende socie, organizzazioni non profit, istituzioni e cittadinanza. La forestazione viene così interpretata come infrastruttura verde viva, capace di incidere positivamente sulla qualità dell’ambiente e sulla quotidianità delle persone. In cinque anni, il progetto ha portato avanti oltre 60 operazioni di forestazione urbana ed extraurbana, contribuendo alla mitigazione delle temperature estive, al miglioramento della qualità dell’aria, alla gestione delle acque meteoriche e alla creazione di spazi di socialità e benessere diffuso. Parallelamente, 14.000 studenti sono stati coinvolti in percorsi educativi che integrano la conoscenza scientifica con un’educazione più ampia alla cura del territorio, alla responsabilità ambientale e alla relazione tra persone e natura. A questo si aggiungono 100 eventi pubblici, che hanno reso il verde parte integrante della vita culturale e sociale della comunità parmense. Tra le numerose realizzazioni sviluppate sul territorio, l’AgriBosco Barilla rappresenta un esempio di forestazione di ampia scala, con 23 ettari e oltre 4.100 piante, destinati a produrre benefici ambientali duraturi nel tempo. Accanto a questo, il Bosco del Molino di Agugiaro & Figna, con 18.000 alberi su 13 ettari, contribuisce in modo significativo al rafforzamento della biodiversità e al riequilibrio ecologico del territorio. Il KilometroVerdeParma lungo l’autostrada A1, sviluppato grazie al contributo di Chiesi, Davines e Dulevo, conta circa 18.000 alberi e costituisce un ampio progetto di forestazione lineare integrato a un’infrastruttura viaria, con un ruolo rilevante nella riduzione degli impatti ambientali e nella ricucitura del paesaggio. Accanto alle iniziative di maggiore estensione, KilometroVerdeParma ha promosso una partecipazione civica diffusa. Il Bosco Parma Mia, grazie alla sottoscrizione di un patto di collaborazione di cittadinanza attiva con il Comune di Parma e finanziato interamente tramite crowdfunding con il coinvolgimento di 350 donatori, conta oltre 1.000 piante, mentre diverse rotatorie urbane, come quelle di Mutti, Fiere di Parma e Ghirardi - per citarne solo alcune - sono state trasformate in micro-oasi di biodiversità, restituendo valore ecologico e paesaggistico a spazi della quotidianità cittadina. Ogni bosco è certificato Pefc (Programme for endorsement of forest certification schemes) e supportato da solide basi scientifiche. Le ricerche condotte dallo spin-off universitario Vsafe evidenziano come, su un orizzonte di 30 anni, i benefici economici e ambientali dei boschi urbani e periurbani del Consorzio superino ampiamente l’investimento iniziale, grazie ai servizi ecosistemici generati: mitigazione del clima urbano, regolazione delle acque meteoriche, riduzione degli inquinanti atmosferici e valore ricreativo. In questo quadro si inserisce anche il progetto educativo WeTree, che dal 2020 ha coinvolto 613 classi e organizzato 243 uscite ed esplorazioni didattiche, contribuendo a costruire una consapevolezza ambientale solida, concreta e condivisa. KilometroVerdeParma è firmatario del Contratto Climatico della Città di Parma e dell’Alleanza Territoriale Carbon Neutrality, con l’obiettivo di ridurre le emissioni dell’85% entro il 2030. Ogni albero piantato viene mappato attraverso piattaforme europee come MapMyTree, rafforzando il ruolo di Parma come laboratorio avanzato di adattamento climatico, rigenerazione urbana e benessere collettivo. Il Ginkgo biloba di viale Du Tillot non rappresenta soltanto un traguardo numerico, ma l’inizio di una nuova fase: un luogo in cui natura, conoscenza e memoria si intrecciano, restituendo al verde il suo ruolo più profondo, quello di cura silenziosa, continua e lungimirante della città.