INFORMAZIONIGerald Kahlke |
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(Adnkronos) - Crescono le pressioni in Europa su Giorgia Meloni perché "scelga da che parte stare" nella guerra commerciale con gli Stati Uniti, "mentre esercita un veto effettivo sulla spinta di alcuni grandi Stati membri affinché Bruxelles" risponda in maniera decisa ai dazi di Donald Trump. Lo scrive il Financial Times, secondo cui la premier italiana, che ha "legami amichevoli" con il presidente americano, "si sta opponendo alla spinta franco-tedesca per un'escalation della risposta Ue" alle tariffe reciproche del 20% annunciate sull'import di prodotti europei negli Stati Uniti. Dazi: Ft, crescono pressioni su Meloni perché 'scelga da che parte stare' (2) Il quotidiano britannico ricorda che Parigi e Berlino sono tra le capitali che stanno esortando la Commissione europea a colpite le esportazioni di servizi americani come la tecnologia. Ad una riunione ieri dei rappresentanti permanenti presso l'Unione Europea, Francia, Germania, Spagna e Belgio hanno sostenuto che i 27 "dovrebbero essere pronti a usare il loro 'bazooka commerciale', lo strumento anti-coercizione, per la prima volta in assoluto", hanno riferito due diplomatici europei. Ma il ricorso a questo strumento potrebbe essere bloccato da una minoranza ponderata e, "date le dimensioni, l'Italia sarebbe un membro decisivo del campo del no, del quale fanno parte anche Romania, Grecia e Ungheria", hanno sottolineato le fonti. "Ad un certo punto dovrà scegliere da che parte stare - ha detto un diplomatico al Financial Times - Si parla molto dei servizi come prossimo passo". Il quotidiano ricorda quindi l'intervista che ha fatto alla Meloni della settimana scorsa, durante la quale la premier ha definito "infantile" e "superficiale" l'idea che debba scegliere tra Ue e Trump.
(Adnkronos) - “La competitività e la produttività di un'impresa sono fortemente legati al benessere sul posto di lavoro.” Lo ha detto Antonio Calabrò, presidente di Museimpresa e Fondazione Assolombarda ospite oggi al Cirfood District di Reggio Emilia per l'incontro 'Nutrire il benessere: il valore della ristorazione aziendale'. “Nel corso della storia di questo Paese, la qualità delle architetture, la qualità dei luoghi in cui si lavora, ma anche la qualità dei posti in cui ci si ritrova insieme, una mensa, un bar, uno spazio aziendale, sono stati tratti distintivi della capacità tutta italiana di tenere insieme il lavoro industriale, ma anche il senso di comunità, il capitale e il capitale sociale", ha continuato Calabrò. Per Calabrò "mangiare bene significa stare bene insieme, significa avere un elemento di piacevolezza e la piacevolezza rispetto al lavoro è una caratteristica fondamentale. È finita da tempo la stagione della vecchia pesante catena di montaggio, e invece passa come elemento distintivo e dunque competitivo il riferimento allo stare bene insieme. Una mensa non è soltanto un posto in cui si va a mangiare, una mensa è un posto in cui si rafforzano i legami tra le persone, quindi la qualità dell'impresa", ha concluso.
(Adnkronos) - I bambini italiani, tra i 5 e gli 11 anni, soffrono di ecoansia. Il 95% è preoccupato per il futuro del Pianeta e il 40% riferisce di aver fatto un brutto sogno sul cambiamento climatico o sull’ambiente in pericolo con conseguenti difficoltà a dormire o mangiare. Nonostante il 95,6% del campione intervistato si senta responsabile di questa situazione, il 97,2% è convinto che il proprio impegno possa apportare un cambiamento significativo e fare la differenza. Queste sono alcune delle evidenze emerse dallo studio 'Ecoansia e nuove generazioni', promosso da Sanpellegrino e ScuolAttiva Onlus e condotto sotto la supervisione scientifica dell’Università di Pavia. I risultati della ricerca, unica nel panorama scientifico internazionale, sono stati illustrati oggi durante un evento organizzato presso la Sala Caduti di Nassirya di Palazzo Madama al Senato della Repubblica su iniziativa della Senatrice Simona Malpezzi, vicepresidente della Commissione Parlamentare per l’Infanzia e l’adolescenza. La ricerca è nata nel contesto del progetto educativo 'A Scuola di Acqua: sete di Futuro', portato avanti da nove anni dal Gruppo Sanpellegrino e ScuolAttiva Onlus per sensibilizzare i più piccoli sui temi dell’idratazione e della sostenibilità ambientale. Dalla ricerca emerge chiaramente che il fattore di stress percepito dai bambini è direttamente influenzato dalla comunicazione e dall’informazione sui temi del cambiamento climatico. Si evince anche l’importanza di coinvolgere in modo attivo le nuove generazioni nella salvaguardia dell’ambiente con iniziative di informazione e sensibilizzazione. Queste evidenze hanno spinto i promotori dello studio a formulare la proposta di un modello educativo innovativo, presentata oggi in Senato, con l’obiettivo di aiutare i più piccoli a gestire preoccupazione, tristezza e rabbia, alcune delle emozioni più frequenti che provano pensando al futuro del Pianeta. Sanpellegrino ha annunciato contestualmente l’impegno dell’azienda a sostenere la sperimentazione di questo modello educativo con un progetto pilota nelle scuole primarie dei Comuni di San Giorgio in Bosco (PD) e Cepina Valdisotto (SO), territori in cui è presente l’azienda con i suoi stabilimenti. Lo studio effettuato anche su cinquecento insegnanti ricalca specularmente i dati forniti dai ragazzi, seppur con qualche nota di maggiore pessimismo. La maggioranza crede però convintamente nel valore delle iniziative educative tese ad aumentare la sensibilità delle persone sul valore del proprio contributo individuale per combattere le sfide ambientali. “Penso che questo studio abbia due pregi: il primo di aver avuto il coraggio di toccare un argomento mai affrontato prima e in qualche modo sottovalutato rispetto alle possibili ripercussioni sui bambini e sulle bambine, il secondo di offrire delle possibili risposte metodologiche per affrontare il tema nelle classi non gravando ulteriormente sugli insegnanti ma inserendole nel curriculum già previsto. Quando dai un nome alle cose queste esistono. L’ecoansia esiste”, ha dichiarato la senatrice Simona Malpezzi. “Siamo lieti di avere contribuito a stimolare il dibattito sull'ecoansia nelle sedi parlamentari. Lo studio sviluppato dall'Università di Pavia è parte di un progetto più grande, ‘A Scuola di Acqua: sete di futuro’, con il quale da anni Sanpellegrino promuove iniziative per sensibilizzare i bambini a un consumo corretto e consapevole di acqua e alla tutela dell’ambiente. Siamo fermamente convinti che il nuovo modello educativo, presentato oggi, possa sensibilizzare senza creare preoccupazione, educando le nuove generazioni a un futuro più sostenibile. La crescente ansia per il futuro del Pianeta insieme alla convinzione presente nei più piccoli che il loro contributo possa fare la differenza, ci hanno spinto a implementare il progetto pilota in Veneto e Lombardia, nelle scuole di alcuni dei territori in cui la nostra azienda è presente. Crediamo, infatti, che la formazione rappresenti una leva fondamentale per costruire consapevolezza e dissipare i timori gettando le basi per un futuro più sostenibile”, ha dichiarato Fabiana Marchini, Head of Corporate Affairs Sustainability del Gruppo Sanpellegrino. Serena Barello, direttrice del laboratorio di Psicologia della Salute dell’Università di Pavia, ha sottolineato l’importanza dei risultati emersi dalla ricerca. "I dati raccolti - ha detto - mostrano come i bambini in età scolare abbiano sviluppato una consapevolezza significativa riguardo al cambiamento climatico, un aspetto che, dal punto di vista della psicologia della salute, merita particolare attenzione. Se da un lato questa consapevolezza è accompagnata da sentimenti di preoccupazione, dall’altro rappresenta una risorsa preziosa per promuovere il senso di autoefficacia e l’engagement attivo nelle strategie di mitigazione. Il fatto che i bambini non si percepiscano solo come vittime, ma come attori di un cambiamento possibile, sottolinea l’importanza di costruire interventi educativi che rafforzino il loro senso di controllo e li supportino nell’adottare comportamenti proattivi e salutari per sé e per l’ambiente". Livio Provenzi, direttore del laboratorio di Psicobiologia dello Sviluppo dell’Università di Pavia e Irccs Fondazione Mondino, ha aggiunto: "Questi risultati ci impongono una riflessione sulla necessità di ripensare le strategie educative, affinché possano supportare i bambini nel trasformare l’ansia in azione. È fondamentale progettare iniziative formative che valorizzino la collaborazione tra scuola e famiglia, costruendo ambienti in cui i più piccoli non siano solo spettatori, ma protagonisti di buone pratiche di sostenibilità. Solo così potremo aiutarli a sviluppare una consapevolezza responsabile, trasformando la preoccupazione in impegno concreto per il futuro del Pianeta". “L’ecoansia nei bambini è un segnale che non possiamo e non vogliamo ignorare: significa che le nuove generazioni sono consapevoli delle sfide ambientali, ma spesso prive degli strumenti per affrontarle in modo costruttivo. ScuolAttiva da oltre vent’anni è impegnata a sostenere la scuola italiana, proponendo strumenti che forniscano un approccio positivo all’educazione. Attraverso l’ideazione di un laboratorio partecipato con la metodologia Lego Serious Play, offriremo ai bambini uno spazio sicuro e creativo per esplorare le proprie emozioni legate all’ambiente. Giocando e costruendo insieme, trasformeranno l’ecoansia in soluzioni concrete, sviluppando pensiero critico e intelligenza collettiva”, ha dichiarato Simona Frassone, presidente di ScuolAttiva Onlus.