INFORMAZIONIElisa BoltriChi è: Lavora presso la casa di produzione cinematografica e televisiva Cattleya dal 2004. Attualmente è Responsabile Product Placement presso Cattleya. |
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(Adnkronos) - Sono oltre 2.000 le presenze qualificate alla quarta edizione della mostra-convegno europea Pipeline & Gas Expo, andata in scena dal 4 al 6 febbraio al Piacenza Expo. Sicurezza delle infrastrutture, innovazione tecnologica e transizione energetica al centro del confronto tra industria, istituzioni e mondo associativo. Organizzata da Mediapoint & Exhibitions, la manifestazione ha visto la partecipazione di tutti i major players con oltre 90 espositori qualificati, di cui 14 internazionali, distribuiti su circa 6.000 metri quadrati di superficie espositiva, “confermandosi come unico appuntamento fieristico di riferimento in Europa, interamente focalizzato sulle pipeline e sulle reti di trasporto e distribuzione dell’energia”, sottolinea la società. “Pge 2026 ha confermato il suo ruolo strategico per il settore delle infrastrutture energetiche: lo confermano i numeri registrati e la partecipazione crescente di operatori qualificati, professionisti e visitatori, superiore alle nostre più ottimistiche aspettative, sottolinea in una nota Fabio Potestà, direttore di Mediapoint & Exhibitions. “Anche i convegni - prosegue Potestà - hanno riscosso grande interesse, affrontando temi chiave come sicurezza, sostenibilità e innovazione tecnologica, con particolare attenzione alle tecnologie trenchless, ormai consolidate e sempre più supportate dalle amministrazioni locali per ridurre impatti sul territorio e garantire continuità dei servizi”. Questi risultati, spiega il direttore, “confermano che Pge rappresenta un’occasione unica per condividere competenze, soluzioni e best practice, contribuendo al rafforzamento di infrastrutture moderne, resilienti e interconnesse, pronte a rispondere alle sfide energetiche del futuro”. “Ci auguriamo che le prossime edizioni possano continuare a favorire il dialogo e l’innovazione nel settore, sostenendo lo sviluppo di reti efficienti, sostenibili e sicure per l’Italia e per l’Europa”, conclude. Nel ricco programma di conferenze e seminari svoltisi durante PGE 2026, sono stati approfonditi temi quali transizione energetica, tecnologie trenchless, sicurezza delle pipeline e soluzioni per le reti gas del futuro. Nel convegno promosso da IATT – Italian Association of Trenchless Technologies, dedicato alle tecnologie trenchless, è emerso l’enorme contributo delle metodologie senza scavo nel ridurre tempi, costi e impatti socio-ambientali, garantendo al contempo elevati standard di sicurezza e affidabilità delle reti. Il dibattito, arricchito dal contributo di UNI, CIG, Utilitalia e Italgas, ha approfondito il quadro regolatorio e le più recenti innovazioni tecnologiche, grazie a numerose case history. Nel convegno «Il progettista delle reti del sottosuolo: ponte strategico tra Pubblica Amministrazione e gestori per il rinnovamento sostenibile delle infrastrutture», promosso da AssoProReTI, il confronto ha posto l’accento sulla necessità di una pianificazione coordinata, su competenze trasversali e sul dialogo tra enti locali e operatori per accelerare il rinnovamento delle reti in chiave sostenibile e digitale. Anche in questa edizione del 2026, PGE – Pipeline & Gas Expo ha beneficiato del patrocinio di importanti enti istituzionali, tra cui il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, la Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, la Regione Emilia-Romagna, la Regione Liguria, l’Aeronautica Militare e il Comune di Piacenza, oltre al patrocinio internazionale di ProChile. La manifestazione si è inoltre avvalsa del patrocinio delle principali associazioni di riferimento per il settore tra le quali IPLOCA, associazione internazionale che rappresenta le imprese impegnate nella progettazione, costruzione e manutenzione di gasdotti e oleodotti a livello globale, G.I.S.I. - Associazione Imprese Italiane Di Strumentazione, H2IT-Associazione Italiana Idrogeno, AIPE-Associazione Italiana Pressure Equipment, Federacciai, IIS-Istituto Italiano della Saldatura e IATT, associazione nazionale di riferimento per il settore delle tecnologie No-Dig, dedicate alla messa in opera di reti distributive interrate per gas, acqua e telecomunicazioni. Tra le eccellenze presenti in fiera, massima attenzione al Polo Nazionale della Dimensione Subacquea e all’Aeronautica Militare, realtà che svolgono un ruolo significativo non solo nella difesa del Paese, ma anche nella gestione di infrastrutture energetiche strategiche e reti dedicate al trasporto di idrocarburi. PGE 2026 - si sottolinea dall'organizzazione - "ha evidenziato il potenziale dell’Italia come hub energetico internazionale, grazie a competenze consolidate, aziende leader e a una posizione strategica tra Nord Africa, Medio Oriente ed Europa. La manifestazione ha permesso a imprese, progettisti, gestori di rete, multiutilities e istituzioni di discutere temi strategici legati a sicurezza energetica, competitività e stabilità dei costi per famiglie e sistema produttivo". Sulla scia di questo successo, l’attività di Mediapoint & Exhibitions non si ferma e guarda al futuro. Infatti, Potestà, in chiusura del PGE 2026, ha già lanciato i prossimi appuntamenti di riferimento del calendario fieristico: GIC – Giornate Italiane del Calcestruzzo e degli Inerti da Costruzione e Demolizione, in programma dal 16 al 18 aprile 2026, Nuclear Power Expo, Hydrogen Expo e Cybsec Expo, che si svolgeranno dal 9 all’11 giugno 2026; T3 Expo e AGV Expo, previste dal 22 al 24 ottobre 2026. PGE – Pipeline & Gas Expo tornerà invece nel 2028.
(Adnkronos) - "Il welfare aziendale è stato per anni considerato come un insieme di servizi pensati per migliorare il clima in ufficio. Un’integrazione piacevole, ma non essenziale. Lo scenario economico attuale impone tuttavia un cambio di prospettiva radicale: in un contesto segnato dal costo della vita sempre più elevato, che continua a pesare sulle famiglie, e da rinnovi contrattuali che faticano a coprire l’aumento del costo della vita, il 2026 si conferma l’anno della svolta. Il welfare cessa di essere un semplice 'benefit' per diventare il pilastro portante di una nuova strategia salariale". A dirlo all'Adnkronos/Labitalia Andrea Guffanti, general manager di Coverflex in Italia. "I dati del Report sulla retribuzione 2025 di Coverflex - spiega - parlano chiaro: mentre gli stipendi base restano sostanzialmente stabili, le necessità dei collaboratori continuano a crescere. In questo scenario di stagnazione retributiva, le aziende non possono più limitarsi a guardare solo alla busta paga tradizionale". "L’evoluzione del rapporto tra azienda e lavoratore - avverte - passa per un modello di compensazione estesa. Non si tratta più di dare 'qualcosa in più', ma di gestire in modo intelligente il valore economico che l'azienda trasferisce ai propri dipendenti. Attraverso il welfare, l’impresa interviene direttamente sulla capacità di spesa quotidiana delle persone, coprendo costi che altrimenti graverebbero interamente sul netto in busta: dalla sanità alla scuola, dai trasporti al tempo libero". "Questa trasformazione - avverte - porta il welfare ad essere una vera e propria politica salariale. Le aziende che scelgono questa strada ottengono un doppio vantaggio: aumentano il valore reale percepito dai dipendenti e ottimizzano i costi legati alla tassazione del lavoro". “Il welfare aziendale ha smesso di essere una voce nel capitolo 'extra' per diventare il cuore pulsante della strategia di retention e remunerazione. Non stiamo più parlando di semplici agevolazioni, ma di uno strumento dinamico che restituisce potere d'acquisto reale in un momento in cui la busta paga tradizionale sembra aver raggiunto il suo limite fisico", aggiunge Andrea Guffanti. "Il passaggio dal vecchio concetto di premio a quello di salario integrativo - sottolinea - è ormai completato. Per le imprese, investire nel welfare oggi non è solo un modo per attrarre talenti, ma una necessità per garantire la sostenibilità economica dei propri collaboratori. In sintesi, il welfare è diventato la seconda gamba della remunerazione: uno strumento concreto, misurabile e indispensabile per proteggere il potere d'acquisto e costruire un legame solido e duraturo tra impresa e lavoratore".
(Adnkronos) - “L’economia circolare non è solo gestire i rifiuti per farli far diventare una risorsa, cosa pure importante. È un modo di pensare e di operare, una cultura che riguarda l’intero ciclo di vita dei prodotti. È qualche cosa di rivoluzionario”. A dirlo è Livio De Santoli, prorettore per la Sostenibilità all’Università Sapienza di Roma, che all’Adnkronos sottolinea la necessità di fare un cambio di mentalità, da parte sia delle persone che dei decisori. Per De Santoli, occorre infatti passare da un approccio consumistico e lineare (rifiuti come scarti) a una visione circolare (rifiuti come risorse) che integri ambiente, società ed economia, superando il greenwashing e assumendosi la responsabilità personale e collettiva per la crisi climatica. E occorre farlo applicando questo nuova “tipologia di vita”, a “tutto”. Intanto, lungo lo Stivale si stanno avendo “dei buoni risultati nel campo della gestione dei rifiuti — vedo che ormai le percentuali nelle città stiano veramente arrivando a dei valori elevati”, evidenzia il prorettore. L’economia circolare è in effetti un settore dove “l’Italia è sempre stata all’avanguardia” e dove “avrà sicuramente un grande ruolo”, sottolinea il prorettore. Per dare qualche cifra, secondo i dati Conai l’Italia nel 2024 ha riciclato il 76,7% di imballaggi immessi sul mercato, pari a 10,7 milioni di tonnellate. Nel dettaglio, sono state riciclate oltre 435.500 tonnellate di acciaio, 62.400 tonnellate di alluminio, 4.605 milioni di tonnellate di carta e cartone, 2.314 milioni di tonnellate di legno, 1.131 milioni di tonnellate di plastica convenzionale e 47.500 tonnellate di bioplastica compostabile – per un totale di 1.179 milioni di tonnellate – e quasi 2.103 milioni di tonnellate di vetro. Da segnalare il risultato del settore della plastica, che ha superato nel 2024 l’obiettivo del 50% di riciclo fissato dall’Unione Europea per il 2025. Sommando i dati relativi al recupero energetico a quelli relativi al riciclo, la quantità totale di imballaggi a fine vita recuperati supera i 12 milioni di tonnellate : l’86,4% degli imballaggi immessi sul mercato. Questi risultati non arrivano per caso. “L’Italia ha già una tradizione industriale e artigianale che favorisce l’efficienza, e questo può diventare un vantaggio competitivo”, osserva De Santoli. Il Paese è stato “pioniere anche sul fronte dell’efficienza energetica”: già dagli anni Settanta esistevano politiche avanzate, e oggi, sottolinea il prorettore, registriamo “una delle intensità energetiche più basse d’Europa, dimostrando che è possibile crescere consumando meno energia”. E a proposito di Europa: nell’ultimo anno, in nome della competitività, Bruxelles ha avviato un’opera di semplificazione che, partendo da una necessità su cui tutti concordano – recuperare terreno rispetto ai competitor, in primis Stati Uniti e Cina – rischia secondo alcuni di distruggere lo sforzo verso un mondo più verde, oltre al ruolo di leader globale della transizione energetica ed ecologica che l’Unione si è costruita negli ultimi anni. De Santoli è tra chi la pensa così: “Mi auguro che si trovi un equilibrio, perché non si può cancellare un lavoro di cinque anni”. “Siamo vicini al traguardo 2030 e dobbiamo continuare fino al 2050. Alcuni Paesi sono sulla buona strada, l’Italia un po’ meno, ma non ha alternative: seguire la transizione energetica e digitale è l’unico modo per garantire sviluppo industriale, riduzione dei costi e nuova occupazione”.