INFORMAZIONIAmbito5 srl Relazioni Pubbliche e Uffici Stampa Ruolo: Social Media & Digital PR Area: Communication Management Daniela Agoletti |
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(Adnkronos) - L'Agenzia delle Entrate invierà 45.000 lettere, tra il 2026 e il 2027, ai proprietari di casa che hanno effettuato lavori di ristrutturazione beneficiando dei bonus edilizi, ''per far emergere gli immobili non aggiornati in catasto e favorire la dichiarazione catastale da parte dei soggetti inadempienti''. Nel 'piano integrato di attività e organizzazione', pubblicato dall'Agenzia delle entrate nel 2025, si legge che ''il numero di segnalazioni per la regolarizzazione catastale degli immobili con interventi edilizi agevolati'', come il superbonus e gli altre agevolazioni fiscali previste per le ristrutturazioni edilizie, sono 20.000 quest'anno e 25.000 il prossimo, per un totale di 45.000 mila. L'azione dell'Agenzia delle Entrate per aggiornare il catasto non si ferma qui. In un altro documento, il 'Piano degli indicatori e risultati attesi di bilancio', pubblicato pochi giorni, si riportano altri obiettivi per il triennio: Il numero di segnalazioni per immobili che non risultano aggiornati al catasto, si legge, saranno 20.000 nel 2026, a cui si aggiungono 40.000 nel 2027 e 60.000 nel 2028, per un totale di 120.000. In questo caso però non si fa alcun riferimento alle agevolazioni fiscali. Nel documento del 2025 si assicura che andranno avanti ''le azioni di presidio del territorio, anche attraverso l’adozione di metodologie innovative di controllo, al fine di favorire la dichiarazione catastale da parte dei soggetti inadempienti relativamente agli immobili non aggiornati in catasto e alle unità immobiliari soggette a interventi di lavori agevolati dalle detrazioni fiscali mediante l’invio di comunicazioni volte a favorire la regolarizzazione spontanea da parte del contribuente''. Nel piano integrato si spiega che per ''rafforzare l’efficacia dei controlli nel settore catastale'', si punta a rafforzare le azioni di presidio del territorio, anche attraverso l’adozione di metodologie innovative di controllo. Gli indicatori strategici previsti per misurarne il grado di conseguimento sono 'Tasso di copertura degli immobili da controllare', stimato nel 36% per il 2026 e nel 37% l'anno successivo e 38% nel 2028, e il 'Tasso di immobili irregolari accertati a seguito di indagine territoriale ex lege 244/2007', rispettivamente pari all'87% e all'88%. A questi si affiancano due indicatori istituzionali: 'Numero di segnalazioni per immobili che non risultano aggiornati in catasto' e 'Numero di segnalazioni per la regolarizzazione catastale degli immobili con interventi edilizi agevolati'. La legge di bilancio 2024 ha stabilito, per le abitazioni che hanno effettuato lavori utilizzando l'ecobonus e il sismabonus al 110%, l'obbligo di presentazione della dichiarazione di variazione al catasto, da parte dei proprietari.
(Adnkronos) - Fondata il 26 settembre 1876, Henkel festeggia quest’anno il suo 150esimo anniversario e ricorda la storia che, dai primi passi mossi da Fritz Henkel, ha portato l'azienda a diventare un gruppo globale con circa 47.000 dipendenti in oltre 70 Paesi. Il motto 'Future? Ready!', scelto per accompagnare tutte le celebrazioni, esprime la fiducia nell’evoluzione continua e nel successo di Henkel, anche in un contesto segnato da forti tensioni geopolitiche, rapide trasformazioni tecnologiche e una crescente volatilità. Al centro dell’anniversario vi sono le qualità che hanno plasmato Henkel sin dalla sua fondazione, in particolare lo spirito pionieristico, la forza innovativa e il senso di responsabilità. "Festeggiamo un traguardo importante nella storia di Henkel, questi 150 anni per noi significano continuità, spirito pionieristico e coraggio di ripensare costantemente lo status quo -afferma la presidente del Consiglio di sorveglianza e del Comitato degli azionisti di Henkel, Simone Bagel-Trah - Siamo tuttora un’azienda a conduzione familiare, portiamo con noi una chiara responsabilità nei confronti dei dipendenti, della società e delle generazioni future. Siamo orgogliosi di come i nostri dipendenti in tutto il mondo continuino a incarnare lo spirito di Fritz Henkel e lo portino avanti ogni giorno. Il nostro purpose 'Pioneers at heart for the good of generations' riassume bene ciò in cui crediamo: creare valore e un impatto positivo grazie al nostro spirito pionieristico e imprenditoriale, tenendo sempre in considerazione il benessere delle generazioni presenti e future". "In questo anniversario speciale -aggiunge Carsten Knobel, ceo di Henkel- vogliamo riaffermare il valore delle nostre capacità, delle nostre persone, della nostra forza innovativa e della nostra cultura aziendale. Il motto 'Future? Ready!' segna un anno di celebrazioni in cui guardiamo con grande orgoglio alla nostra lunga storia e allo stesso tempo con fiducia al percorso che ci attende. Al centro ci sono i nostri dipendenti in tutto il mondo, poiché sono loro la chiave del nostro successo. Vogliamo coinvolgerli attivamente nelle celebrazioni attraverso opportunità concrete come vantaggi nel programma di azionariato, un giorno di ferie aggiuntivo e, naturalmente, una varietà di eventi globali per il compleanno dell’azienda, il prossimo autunno". Tra le iniziative riservate ai dipendenti in occasione dell’anniversario, Henkel offre a chi partecipa al programma di azionariato l’opportunità di integrare ogni investimento con un incremento del 41%, beneficiando in modo ancora più significativo del successo dell’azienda. I dipendenti che investono 100 euro in azioni Henkel riceveranno, ad esempio, azioni per un valore di 141 euro. Inoltre, tutti i dipendenti nel mondo potranno usufruire di un giorno di ferie aggiuntivo nel mese del proprio compleanno nel 2026. Nel corso dell'anno, presso i siti Henkel di tutto il mondo si terranno eventi e attività speciali per ripercorrere la storia dell’azienda in una prospettiva orientata al futuro. Il momento culminante sarà il 26 settembre, giorno della fondazione dell’azienda.
(Adnkronos) - In Italia piove meno ma in modo più violento. È questo il quadro delineato da un nuovo studio dell’Università di Pisa, firmato da Marco Luppichini e Monica Bini del Dipartimento di Scienze della Terra e pubblicato sulla rivista internazionale Atmospheric Research. La ricerca ha analizzato per la prima volta oltre 200 anni di dati pluviometrici provenienti da archivi storici e reti strumentali moderne per ricostruire l’evoluzione delle piogge in sei grandi aree climatiche italiane. Dai risultati emerge che le minori quantità di pioggia si registrano soprattutto in Pianura Padana e nell’Alto Adriatico, con tre grandi minimi storici attorno al 1820, 1920 e 1980. Gli eventi più estremi, cioè i picchi di maggiore intensità delle precipitazioni, emergono nella stessa area con valori massimi intorno al 1870, 1930 e 2003. Un aumento marcato dell’intensità delle precipitazioni riguarda anche le regioni liguri-tirreniche, comprese Toscana e Lazio, lungo tutto il periodo dal XIX secolo a oggi. Secondo lo studio, la causa principale di questo cambiamento è il riscaldamento globale, che sta modificando il modo in cui circolano le masse d’aria sopra l’Europa e il Mediterraneo. Le perturbazioni atlantiche arrivano meno spesso in Italia perché alcune grandi configurazioni atmosferiche, come l’anticiclone delle Azzorre, sono diventate più forti e bloccano le piogge. Allo stesso tempo, si è indebolito il sistema ciclonico del Golfo di Genova, che normalmente porta molta della pioggia nella penisola. Al quadro si aggiunge un Mediterraneo sempre più caldo che genera umidità ed energia a livello atmosferico: questo non fa aumentare la pioggia, ma rende le singole precipitazioni più intense e violente. “Questa combinazione, meno piogge ma più intense, delinea scenari futuri complessi - spiega Marco Luppichini - da un lato, il calo della precipitazione media riduce la capacità di ricarica delle falde, accentua la siccità estiva e mette sotto pressione i sistemi idrici, soprattutto nelle zone più popolate e agricole come la pianura Padana, le regioni tirreniche e l’entroterra appenninico. Dall’altro, l’aumento dell’intensità degli eventi meteorici amplifica la possibilità di frane, alluvioni improvvise e sovraccarichi delle infrastrutture urbane, con ricadute già oggi osservabili in molte aree del Nord-Ovest e del Tirreno centrale”. Nel dettaglio, negli ultimi due secoli l’andamento nelle sei grandi aree climatiche italiane è simile, anche se con intensità diverse. Nelle Alpi la quantità di pioggia è rimasta nel complesso stabile, ma sono aumentati gli episodi più intensi. La Pianura Padana e l’Alto Adriatico sono l’area dove il cambiamento è più evidente, con forti cali delle precipitazioni totali e un aumento continuo dell’intensità. L’Adriatico centro-meridionale ha visto una diminuzione delle piogge e una forte variabilità dell’intensità, che risale negli ultimi vent’anni. Le regioni liguri e tirreniche mostrano un leggero ma costante calo delle precipitazioni e un aumento regolare della loro intensità. Nell’Appennino centro-meridionale le piogge diminuiscono nettamente dal Novecento, mentre l’intensità cresce in modo irregolare. Anche il Sud e la Sicilia confermano il trend nazionale: dopo un primo aumento, le piogge totali si stabilizzano e calano negli anni Ottanta, mentre l’intensità cresce soprattutto negli ultimi decenni. “Comprendere queste dinamiche è fondamentale per progettare misure di adattamento efficaci - conclude Bini - A causa del riscaldamento globale, gli andamenti che abbiamo rilevato nelle serie storiche potrebbero accentuarsi nei prossimi decenni rendendo lo scenario futuro ancora più instabile, con meno piogge ed episodi più estremi”.