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Antonio Andreoli
Lavoro E Formazione Di Andreoli Antonio Internet e Portali Ruolo: Amministratore/CEO e Founder Area: Altro Antonio AndreoliChi è: Ceo e Founder di Tian Srl |
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(Adnkronos) - “L'iniziativa a cui diamo vita con Findus” che prevede la donazione di 25 porzioni di minestrone per ciascuna di quelle ritirate dai passanti in Piazza Gae Aulenti a Milano “per noi è molto preziosa perché si inserisce nel solco della collaborazione che abbiamo attivato da qualche anno. Banco Alimentare, infatti, è beneficiario delle eccedenze di produzione surgelate di Findus, che arrivano sulle tavole di persone e famiglie in difficoltà dando loro il conforto di un pasto caldo o di un pacco alimentare, anche grazie alla collaborazione con le tante organizzazioni che si occupano di questo sul territorio e collaborano con noi in rete”. Lo ha detto Giuliana Malaguti, responsabile comunicazione Fondazione Banco Alimentare Ets, alla conferenza stampa, organizzata da Findus a Milano, per celebrare il 60esimo anniversario del Minestrone Findus. “L'iniziativa è molto importante anche per il prodotto che verrà messo a disposizione - spiega Malaguti - perchè chi ha poca disponibilità economica rinuncia ad alcuni alimenti e, tra questi, ci sono anche le verdure. Pertanto, poter offrire il minestrone, oltre a dare un conforto caldo per chi lo riceverà, è importante anche dal punto di vista nutrizionale”. “Banco Alimentare è un'organizzazione che nasce nel 1989 in Italia proprio dall'intuizione di un imprenditore che operava nell'alimentare. Quindi, lavorare con le aziende del mondo profit è nel nostro Dna. Per noi è fondamentale ricevere sostegno perché viviamo di esso per poter operare sul territorio: donazioni di alimenti e di fondi. La sinergia che nasce con Findus in occasione di questo evento speciale, alla sua prima edizione, speriamo che trovi strada lunga e Findus che si confermi il nostro prezioso compagno di Banco”, conclude.
(Adnkronos) - "C'è bisogno di una grande azione che porti il risultato che vogliamo tutti: passare da 630 miliardi di export del nostro Paese a 700 miliardi nell'arco dei prossimi tre anni. E le fiere per il nostro Paese sono un veicolo raggiungibile, gestibile, di successo, che riesce con il proprio tipico sistema dell'aggregazione a sostenere tutto il sistema manifatturiero meglio di chiunque altro". Così, in un'intervista ad Adnkronos/Labitalia, Raffaello Napoleone, presidente di IT-EX, l'associazione che rappresenta le fiere italiane a valenza internazionale. Napoleone infatti ricorda che "la singola azienda, evidentemente grande o piccola che sia, riesce a fare le sue attività in base al fatturato che realizza, all'organizzazione, alla storia, all'heritage che si porta dietro, ma l'insieme delle capacità creative, qualitative, uniche del nostro sistema industriale, nel momento in cui c'è aggregazione e una buona rappresentazione, rappresentano il massimo. Tra l'altro uno dei grandi veicoli su cui sarà da lavorare è proprio il sistema delle ambasciate italiane, che stanno cambiando il loro ruolo aumentando rispetto a prima il ruolo di sostegno commerciale e di immagine alla nostra impresa, al made in Italy nei diversi Paesi del mondo", sottolinea il presidente di IT-EX. Per Napoleone quelle del made in Italy "sono capacità oggettivamente di leadership assoluta in alcuni settori e, attraverso le fiere italiane quando si fanno in Italia, e internazionali quando andiamo all'estero, riusciamo a rafforzare questa posizione. Per cui sempre più andare aggregati, in maniera qualitativa con progetti unici, e devo dire di gran qualità, ci permette di riuscire ad affermare questa leadership", spiega. Ruolo centrale sarà per le fiere quello delle nuove tecnologie. "Si parla tanto di intelligenza artificiale, si vedono degli esempi però è poco praticata, per una mancanza di know-how di conoscenze, di personale in grado a gestirla. Di certo le nuove tecnologie saranno parte integrante del settore in particolare nella gestione dei rapporti con i compratori, nella gestione dei rapporti con tutto il sistema che gira intorno al settore. E l'ia poi diventerà anche molto importante dal punto di vista della creatività se non altro per avere delle linee di riferimento di quello che sta succedendo. E' centrale però restare concentrati sull'Italia del saper fare bene le cose, fatte a mano e con grande qualità", conclude.
(Adnkronos) - “Da una decina d’anni l’olio di palma è stato oggetto di un vero e proprio attacco mediatico che ne ha determinato la demonizzazione sotto diversi aspetti. In Italia, in particolare, si è fatto leva su quello che è stato ritenuto l’elemento più sensibile per il pubblico: la salute. L’olio di palma è stato dipinto come un grasso sostanzialmente nocivo per chi lo consuma. Negli ultimi anni, le evidenze scientifiche si sono ulteriormente consolidate, portando a risultati inconfutabili che smontano completamente quelle che erano argomentazioni pretestuose utilizzate per demonizzare l’olio di palma”. Lo spiega Giorgio Donegani, tecnologo alimentare ed esperto di nutrizione, al seminario organizzato dall’Unione Italiana per l’Olio di palma sostenibile (Uiops) e dell'Associazione italiana dell'industria olearia (Assitol), nell’ambito del Sigep, il Salone internazionale dedicato a gelato, pastry&chocolate, coffee, bakery e pizza, a Rimini. Un incontro organizzato per presentare il Position Paper "Olio di palma sostenibile: nutrizione e sicurezza alimentare", recentemente adottato dal Comitato Tecnico Scientifico Uiops. L’esperto sottolinea come “la sostituzione dell’olio di palma con altri grassi, per motivi nutrizionali o salutistici, non comporta alcun beneficio. Anzi, ricerche molto recenti dimostrano che questo boicottaggio non è servito nemmeno a ridurre l’assunzione di grassi saturi nella popolazione italiana - sottolinea - nonostante la quasi scomparsa dell’olio di palma da molti prodotti, infatti, l’assunzione complessiva di grassi saturi è addirittura aumentata”, afferma. Davanti agli allarmismi, come quello che per Donegani ha interessato l’olio di palma, “il consumatore dovrebbe esercitare il pensiero critico e ricordare che esistono fonti autorevoli e accreditate a cui fare riferimento - suggerisce - il ministero della Salute, l’Istituto Superiore di Sanità, la Società Italiana di Nutrizione Umana, il Crea (il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l'analisi dell'economia agraria) che ha elaborato le Linee guida per una sana alimentazione della popolazione italiana. I documenti seri esistono - conclude - sono basati su evidenze scientifiche e non su suggestioni: basta consultarli e fidarsi di quelli”.