INFORMAZIONIAlessandro AgostiFindomestic Banca spa Assicurazioni, Banche e Finanza Ruolo: Hr Director Area: Human Resource Management Alessandro Agosti |
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(Adnkronos) - In collaborazione con David Lloyd Club Malaspina David Lloyd Leisure, gruppo leader in Europa nel settore della salute, dello sport e del benessere, annuncia il rilancio del David Lloyd Club Malaspina, situato nell’area est di Milano, a seguito di un importante intervento di ristrutturazione sostenuto da un investimento complessivo di 4 milioni di euro. Un'operazione strategica che si inserisce in una più ampia visione di consolidamento e sviluppo del brand in Italia, con l’obiettivo di elevare ulteriormente la qualità dei servizi e dell’esperienza proposta ai soci, in linea con gli standard internazionali del Gruppo. Il progetto di rinnovamento ha coinvolto numerose aree chiave del Club, rafforzando il ruolo di David Lloyd Malaspina come punto di riferimento per il wellness, lo sport e il tempo libero a Milano, e confermandone la vocazione a luogo di benessere integrato, dove allenamento, socialità e relax convivono in modo armonico. L’investimento da 4 milioni di euro ha permesso un ammodernamento profondo degli spazi, con interventi progettati per migliorare concretamente l’esperienza quotidiana all’interno del Club e rispondere alle esigenze di un pubblico sempre più attento a qualità, comfort e flessibilità. In particolare: Dl Kids ampliato e completamente rinnovato, con ambienti progettati su misura per i più piccoli e un’offerta di attività ancora più ricca e stimolante; nuova Clubroom, ripensata come hub centrale del Club, capace di accogliere famiglie e soci di ogni età, e arricchita da una family lounge confortevole e da un business hub dedicato al lavoro flessibile; restyling completo del ristorante e della terrazza, con nuovi arredi e spazi concepiti per favorire convivialità, relax e socialità in ogni momento della giornata; palestra ampliata e dotata di macchinari all’avanguardia, con un layout ottimizzato per garantire comfort, funzionalità e performance; nuova sala cycling attrezzata con le più moderne tecnologie per le lezioni di gruppo ad alta intensità; nuova sala Mind & Body, uno spazio dedicato alla cura del corpo e della mente, che ospiterà corsi di yoga, meditazione, pilates e l’innovativo Reformer Pilates, tra le novità più attese dai soci. "Questo intervento rappresenta un investimento concreto nella qualità dell’esperienza che offriamo ogni giorno ai nostri soci -commenta Giulia Mira, general manager del David Lloyd Malaspina-. Il nostro obiettivo è creare un ambiente contemporaneo e funzionale, in cui allenamento, benessere e tempo libero convivano in equilibrio, con una forte attenzione al comfort, alla socialità e alle esigenze delle famiglie". A soli 20 minuti dal centro di Milano, David Lloyd Malaspina si conferma una vera e propria oasi di benessere immersa nel verde. Il Club si sviluppa su una vasta area e offre un’ampia gamma di servizi premium, tra cui 15 campi da tennis, 4 campi da padel, piscine interne ed esterne, palestra e sale corsi, area spa e centro wellness, oltre a servizi dedicati ai bambini con aree gioco e attività Dl Kids. L’approccio family friendly resta un elemento distintivo della proposta David Lloyd, anche in questa fase di evoluzione, con l’obiettivo di garantire un’esperienza integrata, inclusiva e di alta qualità per tutti i membri della famiglia. Con il rilancio del David Lloyd Club Malaspina, David Lloyd Leisure conferma la propria volontà di investire in modo strutturato e continuativo nel mercato italiano, portando avanti un piano di sviluppo fondato su innovazione, qualità del servizio e centralità del benessere della persona. L’intervento su Malaspina si inserisce infatti in un più ampio progetto di crescita del Gruppo sul territorio nazionale, che prevede il rafforzamento della rete di Club esistenti e l’apertura di nuove strutture in aree strategiche del Paese nel corso del 2026. In quest’ottica, Milano continua a rappresentare un hub chiave per lo sviluppo di David Lloyd in Italia: dopo Malaspina, il Gruppo è pronto ad annunciare una nuova apertura nell’area milanese, prevista nei prossimi mesi, che andrà ad ampliare ulteriormente l’offerta David Lloyd sul territorio e a consolidarne la presenza in una delle città più dinamiche e strategiche d’Europa. Un percorso di espansione che conferma l’impegno del Gruppo nel portare anche in Italia il proprio modello di wellness premium, combinando sport, benessere e socialità all’interno di spazi innovativi e di alta qualità.
(Adnkronos) - Cassa Depositi e Prestiti ha pubblicato il bando per la messa a disposizione di nuovi posti letto per studenti, in base alla convenzione siglata con il ministero dell’Università e della Ricerca e in linea con quanto previsto dalla revisione del Pnrr, sancita in legge di Bilancio 2026. Il Mur ha affidato a Cdp l’attuazione nell’ambito del Pnrr, del nuovo investimento 'Fondo per gli alloggi destinati agli studenti' finanziato dall’Unione Europea – Next Generation Eu, a cui è assegnata una dotazione complessiva di 599 milioni di euro. L’obiettivo è raggiungere entro il 15 maggio 2027 la soglia di 60mila alloggi. Le candidature sono aperte a soggetti sia pubblici sia privati. (VIDEO) Per accedere ai contributi finanziari, le candidature potranno essere presentate attraverso il servizio telematico dedicato a partire dal 20 gennaio (alle ore 12.00) fino ad esaurimento della dotazione dell’investimento e in ogni caso non oltre il 29 giugno 2026 (alle ore 23.59). L’atto d’obbligo, con cui i candidati ammessi a ricevere il contributo si impegnano a garantire gli alloggi secondo le condizioni poste dal bando, dovrà essere inviato a Cdp entro il 15 luglio 2026. Gli interventi per rendere disponibili i posti letto dovranno concludersi entro il 15 maggio 2027. A seguito della messa a disposizione degli studentati, Cdp potrà erogare ai gestori delle strutture un contributo economico a fondo perduto entro il 30 giugno 2027. Ciascuna richiesta di ammissione dovrà prevedere almeno 18 nuovi posti letto per residenza, gli immobili dovranno trovarsi nel territorio di capoluoghi di provincia sede di ateneo o aree limitrofe. I gestori delle strutture saranno tenuti a garantire tariffe di almeno il 15% inferiori rispetto ai valori medi di mercato e riservare almeno il 30% dei posti letto, con prezzi ulteriormente contenuti, agli studenti fuori sede capaci e meritevoli anche se privi di mezzi. Inoltre, dovrà essere assicurata per 12 anni la destinazione d’uso prevalente degli immobili ad alloggio o residenza per studenti universitari. L’importo del contributo potrà essere fino a un massimo di circa 20mila euro per ogni posto letto. Cdp si avvarrà, oltre a Fintecna, della collaborazione con l’Agenzia del Demanio per tutte le verifiche sugli immobili. Un comitato di investimento composto da cinque membri esterni, di cui uno designato dal ministero con funzioni di presidente e quattro da Cdp, individuati tra soggetti di comprovata ed elevata qualificazione professionale, si occuperà del controllo di ammissibilità delle domande per l’accesso ai contributi e delle altre attività previste dal bando. Le modalità di partecipazione al bando saranno illustrate anche in un ciclo di webinar. Il primo appuntamento è previsto per il 4 febbraio. Maggiori informazioni sono disponibili sul sito web di Cassa Depositi e Prestiti.
(Adnkronos) - L’Italia presenta un significativo divario di copertura dei rischi. E sui nuovi rischi sociali e catastrofali, legati al cambiamento climatico, ha livelli di protezione nettamente inferiori alla media europea e Ocse. È questo il quadro che emerge dal workshop 'Insurance, Climate, Health, Financial Stability', dove la Fondazione Grins - Growing Resilient, INclusive and Sustainable, con le Università di Napoli Federico II e Università Ca’ Foscari Venezia, Ania e Eief, ha presentato studi e approfondimenti sul tema. Sul fronte dei rischi sociali di lungo periodo, come la non autosufficienza, la copertura assicurativa privata è marginale ma soprattutto emerge che meno di 4 italiani su 10 conoscono strumenti assicurativi dedicati e la protezione resta affidata quasi interamente alla famiglia e alla spesa pubblica, che copre solo una parte dei costi effettivi. Per i rischi climatici e naturali, il quadro è ancora più critico, solo una quota minima delle famiglie è assicurata contro alluvioni, terremoti e frane e tra le imprese, solo il 7% risulta coperto contro le calamità naturali, ma quello che più colpisce è che oltre l’80% delle microimprese non dispone di alcuna protezione. E le microimprese sono oltre il 99% delle imprese italiane. L’Italia è uno tra i Paesi più esposti d’Europa a eventi estremi e con una popolazione in rapido invecchiamento, la sottoassicurazione è evidente, con conseguente aumento di costi economici e sociali e della dipendenza da interventi pubblici emergenziali. Nel workshop 'Insurance, Climate, Health, Financial Stability', che ha riunito economisti, studiosi e rappresentanti delle istituzioni, Grins ha presentato nuove evidenze empiriche per comprendere perché la copertura resti così bassa e individuare possibili indicazioni di policy per rafforzare la resilienza del Paese. Al centro dei lavori, tre studi. Il punto di partenza poggia sul modello storicamente centrato sui rischi 'tradizionali' che deve essere innovato in quanto sempre meno adeguato a una società caratterizzata da invecchiamento demografico, cambiamento climatico e maggiore esposizione a shock sistemici. Il primo studio Grins analizza la disponibilità degli individui a pagare per l’assicurazione contro la non autosufficienza (Long-Term Care), utilizzando un esperimento su un campione rappresentativo della popolazione italiana. I risultati hanno scattato la seguente fotografia: la consapevolezza dei costi e dei rischi della non autosufficienza è molto limitata; fornire informazioni corrette su probabilità e costi aumenta la disponibilità a contribuire di circa il 15%, pari a circa 3 euro mensili in più; l’effetto è particolarmente forte tra i soggetti inizialmente meno informati, come donne e individui senza coperture assicurative; su scala nazionale, ne emerge un potenziale di raccolta pari a circa un terzo della spesa pubblica attuale per la long-term care, segnalando ampi margini per un ruolo complementare dell’assicurazione privata. Il secondo lavoro Grins esamina la propensione dei cittadini a sostenere finanziariamente politiche di prevenzione contro i rischi idrogeologici, sempre più frequenti. L’analisi evidenzia che oltre metà degli individui è favorevole, in linea di principio, a contribuire a un fondo pubblico per la prevenzione. La diffusione di informazioni sugli impatti umani ed economici delle catastrofi naturali aumenta di circa 9 punti percentuali la probabilità di adesione. La disponibilità a pagare cresce in media di circa 25-30 euro all’anno per individuo. Tuttavia, la percezione del rischio di 'free riding' e della mancata partecipazione altrui può ridurre il sostegno. Nel complesso, una campagna informativa strutturata potrebbe generare fino a 250-270 milioni di euro aggiuntivi l’anno per la prevenzione, mostrando come informazione e fiducia collettiva siano determinanti cruciali. Il terzo contributo Grins analizza la copertura assicurativa delle imprese italiane contro i rischi catastrofali naturali, combinando dati Ania, informazioni geografiche sui rischi fisici e dati di bilancio. I risultati indicano una copertura particolarmente bassa tra micro e piccole imprese, che sono anche le più vulnerabili; esiste un forte disallineamento tra rischio fisico effettivo e decisione di assicurarsi in quanto l’esposizione a rischi sismici o idraulici aumenta la probabilità di copertura, ma in misura molto limitata. Fattori dimensionali, settoriali e territoriali contano più del rischio oggettivo. L’analisi conferma l’esistenza di un persistente 'protection gap', che rende le imprese italiane esposte a shock potenzialmente sistemici. La legge appena entrata in vigore di obbligo catastrofale per le aziende italiane introdotta nella legge di bilancio 2024 dovrebbe aiutare a ridurre il gap. Dallo studio emerge prepotentemente l’esposizione delle piccole imprese su cui va posto un ombrello protettivo, perché costituiscono la componente largamente prevalente del tessuto imprenditoriale italiano e rappresentano l’ossatura portante di molte realtà più grandi. Nel loro insieme, i lavori presentati mostrano che la sottoassicurazione in Italia non dipende solo da vincoli di reddito o di offerta, ma anche da scarsa consapevolezza dei rischi; aspettative di intervento pubblico ex post, non considerando la potenziale crescita del debito pubblico o l’eventuale richiesta sotto forma di accise o eventuali prelievi per i casi più estremi; problemi di coordinamento e fiducia; limitata cultura assicurativa in tutta la sua interezza. Le evidenze Grins suggeriscono la necessità di rafforzare politiche di informazione e prevenzione; sviluppare schemi assicurativi pubblico-privati ma soprattutto offrono spunti per nuove azioni. “Il workshop conferma il valore della ricerca economica applicata nel supportare scelte di policy basate su evidenze. Il progetto Pnrr Grins ha contribuito al dibattito su come rafforzare la resilienza economica, sociale e finanziaria dell’Italia di fronte ai nuovi rischi offrendo evidenze e spunti di riflessione per nuove policy”, afferma Tullio Jappelli, Università di Napoli Federico II e coordinatore del gruppo di ricerca Grins dedicato alla resilienza delle famiglie. Per Monica Billio, Università Ca’ Foscari Venezia e coordinatrice del gruppo di ricerca Grins sui temi di finanza sostenibile, "il contributo informativo e di analisi del progetto Grins favorisce la riflessione su come promuovere meccanismi innovativi di gestione dei nuovi rischi, valutando non solo incentivi mirati ma strumenti mutualistici e soprattutto sottolineando la necessità di integrare assicurazione, prevenzione e adattamento climatico in una strategia coerente e comune”.