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(Adnkronos) - "La Groenlandia appartiene al suo popolo". Lo hanno affermato in una dichiarazione congiunta i leader di Italia (Giorgia Meloni), Francia (Emmanuel Macron), Germania (Friedrich Merz), Polonia (Donald Tusk), Spagna (Pedro Sánchez), Regno Unito (Keir Starmer) e Danimarca (Mette Frederiksen). Nella nota i leader affermano che "la sicurezza artica rimane una priorità chiave per l’Europa e per la sicurezza internazionale e transatlantica" e sottolineano che la Nato ha chiarito che la regione artica è prioritaria, con gli Alleati europei che "stanno intensificando la presenza, le attività e gli investimenti per mantenere l’Artico sicuro e scoraggiare gli avversari". Ricordano inoltre che "il Regno di Danimarca – inclusa la Groenlandia – fa parte della Nato" e ribadiscono che "la sicurezza nell’Artico deve essere ottenuta collettivamente, insieme agli alleati della Nato", compresi gli Stati Uniti, rispettando i principi della Carta delle Nazioni Unite, tra cui la sovranità, l’integrità territoriale e l’inviolabilità dei confini: "Questi sono principi universali, e non smetteremo di difenderli". I leader evidenziano anche il ruolo degli Stati Uniti come "partner essenziale in questo impegno", sia come alleato Nato sia attraverso l’accordo di difesa tra il Regno di Danimarca e gli Stati Uniti del 1951. Ribadiscono infine che "spetta alla Danimarca e alla Groenlandia, e solo a loro, decidere sulle questioni che le riguardano". Le rivendicazioni degli Stati Uniti sulla Groenlandia rappresentano la "posizione formale del governo Usa", ha intanto affermato alla Cnn Stephen Miller, vice capo dello staff del presidente Donald Trump, escludendo tuttavia la possibilità di un conflitto militare sull’isola artica. Secondo Miller, "nessuno combatterà militarmente gli Stati Uniti per il futuro della Groenlandia" e ha sostenuto che l’isola dovrebbe far parte degli Stati Uniti, sottolineando la necessità di controllarla per motivi di sicurezza nazionale e di influenza sull’Artico. Miller ha messo in dubbio la sovranità della Danimarca sul territorio, definendolo una possibile "colonia danese" e chiedendo su quali basi legali l’isola appartenga a Copenaghen. La Groenlandia, pur essendo parte del Regno di Danimarca, gode di ampia autonomia e non fa parte dell’Unione Europea; la sua posizione strategica è legata sia alle risorse naturali sia al controllo militare dell’Artico. L’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump starebbe lavorando a un possibile accordo diretto con la Groenlandia, valutando l’ipotesi di escludere la Danimarca dal negoziato, nel tentativo di rafforzare l’influenza americana sull’isola artica. Secondo quanto rivelato da The Economist, Washington avrebbe preso in considerazione la proposta di un "Compact of Free Association" ('Trattato di Libera Associazione") (Cofa), un’intesa già utilizzata dagli Stati Uniti con alcuni piccoli Paesi del Pacifico, che consentirebbe alle forze armate statunitensi di operare liberamente sul territorio in cambio di vantaggi economici e commerciali. L’accordo, descritto da funzionari americani come un’intesa "vantaggiosa" per la Groenlandia, garantirebbe accesso privilegiato al mercato statunitense e possibili investimenti, rafforzando al contempo la presenza strategica degli Stati Uniti nell’Artico. Secondo il quotidiano britannico, l’amministrazione Trump avrebbe cercato contatti diretti con il governo groenlandese, senza passare da Copenaghen, incontrando finora resistenze sia da parte delle autorità locali sia da parte danese. Da parte sua il primo ministro della Groenlandia, Jens-Frederik Nielsen, esortando nuovamente gli Stati Uniti ad affrontare in modo diplomatico la questione del territorio. "Devo ancora una volta sollecitare gli Stati Uniti a cercare un dialogo rispettoso attraverso i corretti canali diplomatici e politici, utilizzando i forum già esistenti e basandosi sugli accordi attualmente in vigore con Washington", ha dichiarato. "In una situazione in cui il presidente degli Stati Uniti ha ribadito che Washington è molto seria sulla Groenlandia, questo sostegno da parte dei nostri alleati della Nato è molto importante e inequivocabile", ha aggiunto Nielsen, riferendosi alla dichiarazione congiunta dei leader europei. Il premier groenlandese ha poi sottolineato che "il dialogo deve essere condotto nel rispetto del fatto che lo status della Groenlandia è radicato nel diritto internazionale e nel principio dell’integrità territoriale". Le dichiarazioni arrivano dopo la presa di posizione di diversi leader europei, tra cui la premier Giorgia Meloni e il presidente francese Emmanuel Macron, che in una dichiarazione congiunta hanno affermato che "la Groenlandia appartiene al suo popolo". Secondo Nielsen, il sostegno degli alleati della Nato "significa molto" ed è "un segnale chiaro che integrità territoriale, sovranità e regole internazionali continuano ad applicarsi e a essere rispettate". "La Groenlandia sembra ormai un problema risolto. L’Unione europea continuerà a fare ciò che i vassalli sanno fare meglio: 'osservare la situazione' e dimostrare doppi standard", ha scritto su X Kirill Dmitriev, rappresentante speciale del presidente russo per la cooperazione economica e gli investimenti internazionali e capo del Fondo russo per gli investimenti diretti, chiedendosi inoltre se "il Canada sarà il prossimo?". Commentando un post che mostrava una mappa del mondo divisa in sfere di influenza tra il presidente statunitense Donald Trump, il presidente russo Vladimir Putin e il presidente cinese Xi Jinping, Dmitriev ha aggiunto che "è l’epoca della ridistribuzione delle sfere di influenza, mentre l’Ue 'segue attentamente' la situazione".
(Adnkronos) - Si è concluso sabato 20 dicembre, a Salerno, il meeting di presentazione del Progetto 'Co-programmare con i giovani', iniziativa di rilevanza nazionale finanziata dal ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per l’annualità 2024 (ai sensi dell’art. 72 del D.lgs. n.117/2017), che vede l’ente del terzo settore Moby Dick Aps vestire il ruolo di capofila di un partenariato composto da 13 enti del terzo settore attivi su tutto il territorio nazionale. "Chiudiamo - afferma Francesco Piemonte, presidente di Moby Dick Aps - tre giornate di straordinaria intensità, ma soprattutto di grande concretezza. Il meeting 'Co-Programmare con i giovani' non è stato solo un evento, ma un vero e proprio laboratorio di cittadinanza attiva. Abbiamo posto le basi per abbattere le barriere che spesso separano le nuove generazioni dai luoghi decisionali, dimostrando che il terzo settore può e deve essere il collante tra le istituzioni e i sogni dei ragazzi". "In queste ore di confronto – prosegue il presidente - abbiamo ribadito un concetto fondamentale: la legalità non è un concetto astratto o meramente normativo, ma si costruisce creando opportunità. Non esiste contrasto all'illegalità senza la valorizzazione del talento. Quando offriamo ai giovani gli strumenti per esprimersi e per incidere sul presente, sottraiamo spazio all'indifferenza e a qualsiasi forma di devianza. Come Moby Dick Aps, portiamo a casa la consapevolezza che la 'co-programmazione' non è un'utopia burocratica, ma l'unica strada percorribile. I giovani non chiedono solo di essere ascoltati, chiedono di decidere insieme a noi. Da domani – conclude Piemonte - il nostro impegno sarà trasformare le idee emerse in questi giorni in azioni tangibili, perché il futuro non è qualcosa che si attende, ma qualcosa che si progetta insieme". L'ente del terzo settore Moby Dick Aps guida il progetto in qualità di capofila nazionale, con l'obiettivo dichiarato di coinvolgere operatori e giovani di tutte le regioni italiane in un percorso di partecipazione attiva e co-programmazione delle politiche giovanili. Al centro, l’esigenza di ascoltare i bisogni reali dei giovani, stimolare il dialogo con le istituzioni e favorire la nascita di idee e iniziative per comunità più inclusive, sostenibili e partecipative. Durante la giornata di chiusura sono stati affrontati due temi centrali per lo sviluppo del terzo settore: legalità e talento. Nel corso del talk sul tema 'Beni confiscati, quale futuro per gli Ets', sono intervenuti il prefetto Maria Rosaria Laganà, Direttore dell'Anbsc - agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata; Don Aniello Manganiello, Prete anticamorra; RevMan, Poliziotto Rapper; Anthony Lo Bianco, Presidente Valentia Aps; I Ragazzi di Via D’Amelio, Associazione Antimafia e di Promozione della Legalità. Nel panel successivo, l'attenzione si è spostata sul tema 'Generazione potenziale e talenti', con ospiti del mondo ecclesiastico a quello istituzionale, da quello dello sport a quello cultura, come: Michele Sciscioli, amministratore delegato dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato; Claudio Gubitosi, fondatore del Giffoni Film Festival; Don Roberto Faccenda, responsabile della pastorale giovanile della Diocesi di Salerno - Campagna – Acerno; Francesco Fiore e Roberta Borrelli, componenti della nazionale italiana di tennis per trapiantati; Pierluigi Gigante, Attore. Il meeting si è concluso con gli interventi di Ciro Castaldo, segretario Generale della Fondazione Banco di Napoli; Domenico Credendino, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio Salernitana; Francesco Piemonte, presidente di Moby Dick Aps. Con Moby Dick Aps capofila compongono il partenariato di 'Co-programmare con i giovani' le associazioni: Tdm 2000 (Sardegna), Associazione Valentia Aps (Calabria), Fattoria pugliese diffusa Aps (Puglia), Piazza Viva Aps (Trentino Alto Adige), Campus Salute Aps (Campania), Festival della Filosofia in Magna Grecia (Campania), Senza confini Aps (Liguria), Amici del Villaggio Aps (Veneto), Mo.d.a.v.i. Aps-RA (Lazio), Sciara Progetti Aps / Ets (Emilia Romagna), Opes Aps (Toscana).
(Adnkronos) - In viale Du Tillot è stato messo a dimora il 100.000° albero del progetto KilometroVerdeParma. Un Ginkgo biloba, specie longeva e straordinariamente resistente, scelto come simbolo di memoria, resilienza e continuità tra generazioni. L’albero segna anche l’avvio di un arboreto urbano, concepito come museo a cielo aperto, che accoglierà 150 specie arboree provenienti da tutto il mondo, offrendo alla città uno spazio di conoscenza, cura e relazione profonda con la natura. La posa simbolica ha coinvolto bambini, soci, istituzioni, partner e cittadini, in un momento di partecipazione condivisa che restituisce il senso più autentico del progetto: prendersi cura oggi del territorio significa costruire benessere, qualità della vita e futuro per le generazioni che verranno. "Il Ginkgo che oggi piantiamo non è solo un albero. È un segno di continuità: ci ricorda che la vita, come il verde, cresce con lentezza e tenacia, e che ogni scelta di cura lascia tracce durature nel tempo e nello spazio", ha dichiarato Maria Paola Chiesi, presidente del Consorzio Forestale KilometroVerdeParma. Fondato il 6 maggio 2020, il Consorzio Forestale KilometroVerdeParma ha dato forma a un percorso strutturato di forestazione e rigenerazione ambientale, costruendo nel tempo un modello rigenerativo fondato su visione strategica, metodo scientifico e collaborazione stabile tra aziende socie, organizzazioni non profit, istituzioni e cittadinanza. La forestazione viene così interpretata come infrastruttura verde viva, capace di incidere positivamente sulla qualità dell’ambiente e sulla quotidianità delle persone. In cinque anni, il progetto ha portato avanti oltre 60 operazioni di forestazione urbana ed extraurbana, contribuendo alla mitigazione delle temperature estive, al miglioramento della qualità dell’aria, alla gestione delle acque meteoriche e alla creazione di spazi di socialità e benessere diffuso. Parallelamente, 14.000 studenti sono stati coinvolti in percorsi educativi che integrano la conoscenza scientifica con un’educazione più ampia alla cura del territorio, alla responsabilità ambientale e alla relazione tra persone e natura. A questo si aggiungono 100 eventi pubblici, che hanno reso il verde parte integrante della vita culturale e sociale della comunità parmense. Tra le numerose realizzazioni sviluppate sul territorio, l’AgriBosco Barilla rappresenta un esempio di forestazione di ampia scala, con 23 ettari e oltre 4.100 piante, destinati a produrre benefici ambientali duraturi nel tempo. Accanto a questo, il Bosco del Molino di Agugiaro & Figna, con 18.000 alberi su 13 ettari, contribuisce in modo significativo al rafforzamento della biodiversità e al riequilibrio ecologico del territorio. Il KilometroVerdeParma lungo l’autostrada A1, sviluppato grazie al contributo di Chiesi, Davines e Dulevo, conta circa 18.000 alberi e costituisce un ampio progetto di forestazione lineare integrato a un’infrastruttura viaria, con un ruolo rilevante nella riduzione degli impatti ambientali e nella ricucitura del paesaggio. Accanto alle iniziative di maggiore estensione, KilometroVerdeParma ha promosso una partecipazione civica diffusa. Il Bosco Parma Mia, grazie alla sottoscrizione di un patto di collaborazione di cittadinanza attiva con il Comune di Parma e finanziato interamente tramite crowdfunding con il coinvolgimento di 350 donatori, conta oltre 1.000 piante, mentre diverse rotatorie urbane, come quelle di Mutti, Fiere di Parma e Ghirardi - per citarne solo alcune - sono state trasformate in micro-oasi di biodiversità, restituendo valore ecologico e paesaggistico a spazi della quotidianità cittadina. Ogni bosco è certificato Pefc (Programme for endorsement of forest certification schemes) e supportato da solide basi scientifiche. Le ricerche condotte dallo spin-off universitario Vsafe evidenziano come, su un orizzonte di 30 anni, i benefici economici e ambientali dei boschi urbani e periurbani del Consorzio superino ampiamente l’investimento iniziale, grazie ai servizi ecosistemici generati: mitigazione del clima urbano, regolazione delle acque meteoriche, riduzione degli inquinanti atmosferici e valore ricreativo. In questo quadro si inserisce anche il progetto educativo WeTree, che dal 2020 ha coinvolto 613 classi e organizzato 243 uscite ed esplorazioni didattiche, contribuendo a costruire una consapevolezza ambientale solida, concreta e condivisa. KilometroVerdeParma è firmatario del Contratto Climatico della Città di Parma e dell’Alleanza Territoriale Carbon Neutrality, con l’obiettivo di ridurre le emissioni dell’85% entro il 2030. Ogni albero piantato viene mappato attraverso piattaforme europee come MapMyTree, rafforzando il ruolo di Parma come laboratorio avanzato di adattamento climatico, rigenerazione urbana e benessere collettivo. Il Ginkgo biloba di viale Du Tillot non rappresenta soltanto un traguardo numerico, ma l’inizio di una nuova fase: un luogo in cui natura, conoscenza e memoria si intrecciano, restituendo al verde il suo ruolo più profondo, quello di cura silenziosa, continua e lungimirante della città.