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Vinitaly, la Campania protagonista con 170 aziende e uno sguardo all’America’s Cup 2027

(Adnkronos) - La Regione Campania sarà protagonista alla 58ª edizione di Vinitaly (12-15 aprile) con una collettiva di circa 170 aziende vitivinicole e un ampio programma di degustazioni, masterclass e talk rivolti a operatori, buyer e stampa specializzata. ...

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Ia, Int: su Regolamento Ue aggiornamenti più frequenti, formazione tecnica e deontologica

(Adnkronos) - Il presidente dell’Istituto nazionale tributaristi (Int), Riccardo Alemanno, ha partecipato alla consultazione pubblica aperta dalla Commissione Europea sull’aggiornamento del Regolamento europeo sull’IA del 2024 c.d. AI Act. Alemanno ha ...

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Il Salone della Csr arriva a Bologna, al centro le catene del valore

(Adnkronos) - Dopo l’avvio a Udine il 6 marzo scorso, la 14esima edizione del Salone della Csr e dell’innovazione sociale, il principale appuntamento italiano dedicato alla sostenibilità, prosegue il suo percorso con la tappa territoriale di Bologna, in programma martedì 31 ...

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Vinitaly, la Campania protagonista con 170 aziende e uno sguardo all’America’s Cup 2027

(Adnkronos) - La Regione Campania sarà protagonista alla 58ª edizione di Vinitaly (12-15 aprile) con una collettiva di circa 170 aziende vitivinicole e un ampio programma di degustazioni, masterclass e talk rivolti a operatori, buyer e stampa specializzata. Il Padiglione Campania (Padiglione B), esteso su 5.600 metri quadrati, ospiterà le eccellenze enologiche regionali in uno spazio rinnovato e unitario, realizzato dall’Assessorato all’Agricoltura e dall’Assessorato alle Attività Produttive, in collaborazione con Unioncamere Campania e la Camera di Commercio di Napoli. "Piazza Campania", al centro dell’area espositiva, ospiterà i sei Consorzi di Tutela Vino (Sannio; Irpinia; Vesuvio; Vita Salernum Vites; Vitica; Campi Flegrei) con degustazioni e oltre 20 eventi di approfondimento dedicati ai territori e ai vitigni autoctoni. Tema distintivo dell’edizione 2026 è il legame con la Louis Vuitton 38th America’s Cup, la più prestigiosa e antica competizione velica al mondo, in programma nel Golfo di Napoli nel 2027 e che coinvolgerà tutta la Campania. "Il vino in Campania – afferma l’assessora all’Agricoltura, Maria Carmela Serluca – è non solo un comparto produttivo strategico, ma anche un potente strumento di promozione del territorio. Grazie alla visione del presidente Roberto Fico, abbiamo costruito un connubio forte tra vino e vela: due mondi accomunati da radici antiche, passione, innovazione e costante ricerca del miglioramento. La grafica di quest’anno è ispirata all’America’s Cup, manifestazione che costituirà un’opportunità straordinaria per la promozione del territorio e anche dei nostri prodotti agroalimentari. Un’altra grande novità è l’unità visiva del sistema vino campano all’interno del Padiglione: per la prima volta un unico colore, il bianco, per tutte e cinque le province, superando le distinzioni ‘amministrative’ e raccontando la regione nella sua interezza, nel rispetto delle specificità, come condiviso con la Cabina di Regia Vino regionale. A Verona racconteremo una storia straordinaria, fatta di tradizione e innovazione, di una biodiversità ricchissima, del lavoro quotidiano di migliaia di viticoltori. Nei quattro giorni proporremo un programma molto ricco che coinvolge i protagonisti del comparto: dai Consorzi di tutela vini alle Camere di Commercio, fino alle associazioni di promozione del settore. Al Vinitaly 2026, nell’anno celebrativo delle donne agricoltrici, evidenzieremo anche il ruolo delle donne come imprenditrici, enologhe, sommelier, e storyteller delle nostre eccellenze". "Anche quest’anno – dichiara l’assessore alle Attività Produttive, Fulvio Bonavitacola – ci siamo impegnati con un forte investimento nell’evento di Vinitaly, in quanto rappresenta la più importante manifestazione promozionale del settore in Italia. Vetrina prestigiosa e appuntamento fondamentale per operatori, buyers ed esperti internazionali, punto di incontro delle tendenze e del business legato al vino, a cui partecipiamo ogni anno in sinergia con l’Assessorato all’Agricoltura ed il sistema camerale campano. Hanno risposto al nostro avviso pubblico ben 170 aziende, un segnale chiaro della vitalità e della forza produttiva del settore in Campania. La nostra produzione si distingue per qualità e varietà: circa 1,4 milioni di ettolitri nel 2024, con un livello del 6-8% superiore alla media storica, per un patrimonio di 29 vini a marchio Dop e Igp, che valorizza vitigni autoctoni. Il comparto vino in Campania è una attività produttiva di rilievo, capace di generare valore economico, occupazione e nuove opportunità di sviluppo per le nostre comunità. Con la partecipazione al Vinitaly 2026, la Regione intende favorire la promozione delle produzioni e l'incontro diretto con operatori economici qualificati per garantire, anche in questa fase, un sostegno concreto alle imprese vitivinicole, rafforzando la loro capacità di competere sui mercati nazionali e internazionali, in un periodo caratterizzato da molte tensioni internazionali”. Si parte venerdì 10 aprile con "Vinitaly and the city", il fuorisalone al centro storico di Verona, a cui la Regione Campania partecipa con degustazioni vini dei Consorzi di Tutela della regione al Cortile del Tribunale fino al 12 aprile. Sabato 11, la masterclass a cura di Tommaso Luongo e Paolo Massobrio nella sala lounge degli affreschi al Palazzo del Capitanio, e dalle 19.00 assaggi di pizza verace napoletana con prodotti 100% campani in collaborazione con l’Associazione Verace Pizza Napoletana presso lo stand Regione Campania al centro storico. Apertura del Vinitaly campano al Padiglione B presso spazio fiere di Verona domenica 12 aprile: conferenza stampa alle ore 12.00 con Fulvio Bonavitacola, Assessore Attività Produttive e Maria Carmela Serluca, Assessore Agricoltura. Tra i punti salienti del folto programma: quattro masterclass dedicate ai vini bianchi, rossi, rosati e alle bollicine campane (wine experts: Franco De Luca, Chiara Giannotti, Tommaso Luongo, Chiara Giovoni, Cristina Mercuri, Chiara Giorleo), degustazioni tematiche e territoriali, talk sul mercato e sull’export, momenti dedicati alla sostenibilità e alla leadership femminile nel settore, oltre a presentazioni di progetti innovativi con strumenti virtuali e appuntamenti di enoturismo. Alle 13 di mercoledì 15 aprile il tradizionale brindisi di chiusura con i produttori.

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Ia, Int: su Regolamento Ue aggiornamenti più frequenti, formazione tecnica e deontologica

(Adnkronos) - Il presidente dell’Istituto nazionale tributaristi (Int), Riccardo Alemanno, ha partecipato alla consultazione pubblica aperta dalla Commissione Europea sull’aggiornamento del Regolamento europeo sull’IA del 2024 c.d. AI Act. Alemanno ha dichiarato: “Sarà necessario proseguire sulla strada di un approccio basato sul rischio con grande attenzione non solo alla regolamentazione tecnologica, ma soprattutto all’uso che se ne fa. Certamente un Regolamento unico europeo sull’utilizzo dell’IA è estremamente apprezzabile, ma occorre una completa armonizzazione tra tutti gli Stati membri rispetto a leggi nazionali sull’IA (in Italia Legge 132/2025) e un coordinamento delle autorità nazionali per evitare conflitti di competenza e rallentamenti amministrativi”. Il numero uno dell’Int ha anche evidenziato la velocità di modifica dei sistemi generati dall’Ia; “Sarà necessario evitare il rischio di obsolescenza, poiché esiste una rischiosa differenza tra i tempi di evoluzione dell’innovazione tecnologica in particolar modo nell’ambito dell’utilizzo dell’Ia e i tempi legislativi ed amministrativi, con il risultato che il nuovo Regolamento terminato il percorso legislativo risulti già deficitario. E’ necessario un monitoraggio continuo sulle regole dell’utilizzo dell’Ia con cadenza almeno semestrale, evitando però una regolamentazione troppo rigida all’interno dell’Ue che potrebbe spingere investimenti nel settore verso paesi extra-Ue e comunque implementare costi sulle attività produttive”. Altro argomento affrontato dal presidente dell’Int è stata la formazione: “Nell’utilizzo dell’IA è fondamentale la conoscenza dei sistemi digitali e la consapevolezza da parte degli utilizzatori e a tal fine è fondamentale la formazione, già indicata dall’Ai Act all’art. 4 (alfabetizzazione), l’auspicio è che la UE, in coordinamento con i Paesi membri, supporti anche in termini finanziari percorsi di formazione, si tratterebbe di un investimento a favore del corretto utilizzo dei sistemi digitali e pertanto a beneficio della riduzione degli evidenti rischi per i cittadini consumatori. E’ essenziale una formazione di carattere tecnico-conoscitivo, ma anche etico-deontologico”. Alemanno ha poi affrontato il tema delle deep fake: “Relativamente ai rischi è fondamentale trasparenza e chiarezza, problematica affrontata nell’art. 50 del Regolamento che indica gli obblighi di trasparenza per i fornitori e gli utilizzatori (deployers) dei sistemi di Ia, si vuole evidenziare particolarmente la problematica correlata alle fake digitali contenute in video, immagini o testi di approfondimento, affrontata dal punto 4 del predetto art. 50 che li individua come deep fake, tale indicazione deve essere obbligatoriamente visibile e ben evidenziata in ogni forma di comunicazione scritta o visiva generata dall’Ia, rendendo prioritarie la chiarezza, la trasparenza e la veridicità rispetto al 'godimento dell’opera' come citato nel regolamento, riferimento che dovrebbe essere cancellato dal punto 4 dell’art. 50 poiché una deep fake non può essere considerata un’opera artistica o dell’ingegno, opere, quest’ultime, che anzi devono essere tutelate per i giusti diritti di scrittori, artisti ed editori, ma anche per impedire che vengano usate per addestrare i modelli di Ia generativa”. In chiusura una raccomandazione: “Occorrono a livello europeo, per uniformità tra i vari Stati membri, linee guida settoriali specifiche (es. sanità, finanza, fisco, ecc.) che devono essere omogenee per evitare difformità e incongruenze”.

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Il Salone della Csr arriva a Bologna, al centro le catene del valore

(Adnkronos) - Dopo l’avvio a Udine il 6 marzo scorso, la 14esima edizione del Salone della Csr e dell’innovazione sociale, il principale appuntamento italiano dedicato alla sostenibilità, prosegue il suo percorso con la tappa territoriale di Bologna, in programma martedì 31 marzo 2026. Come tutte le tappe territoriali del Salone, sarà un momento di confronto e valorizzazione delle esperienze locali, parte integrante di un viaggio attraverso l’Italia che si concluderà a Milano, dal 6 all’8 ottobre 2026, con l’edizione nazionale all’Università Bocconi. La tappa bolognese, in programma il 31 marzo dalle 10 alle 12.30, in presenza presso il Das - Dispositivo Arti Sperimentali (Via del Porto 11/2), è organizzata in collaborazione con Impronta Etica e Scs Consulting ed è dedicata al tema 'Oltre i confini: costruire catene di valore per superare le sfide', in linea con il filo conduttore dell’edizione 2026 del Salone della Csr e dell’innovazione sociale, dal titolo Andare oltre. Al centro dei lavori saranno le catene del valore, dimensioni complesse e sfaccettate che coinvolgono una molteplicità di soggetti e stakeholder legati da relazioni commerciali e strategiche. Le organizzazioni diventano così dei soggetti dinamici che interagiscono costantemente con il contesto in cui operano. Imprese, istituzioni e associazioni del Terzo Settore, insieme, possono dare vita a filiere virtuose, basate su rapporti di collaborazione e fiducia reciproca, in cui la condivisione di criticità ed esperienze diventi la base per un percorso di crescita responsabile e condivisa. “Creare filiere sostenibili è un obiettivo considerato strategico da molte imprese - commenta Rossella Sobrero del Gruppo promotore del Salone - perché aumenta l'interesse del mercato nei confronti di organizzazioni e prodotti con basso impatto ambientale e alto impatto sociale. Un cambiamento che porta a una maggior collaborazione tra le imprese di un territorio per creare sistemi di produzione sempre più efficienti e responsabili”. Il programma della tappa di Bologna si aprirà con i saluti istituzionali di Rossella Sobrero che inquadrerà il senso della tappa bolognese nel contesto più ampio dell’edizione 2026 del Salone, di Giuseppina Gualtieri, presidente di Impronta Etica, e di Simona Ceccarelli, Head of Area Sostenibilità di Scs Consulting. Di seguito, Matteo Mura, professore ordinario presso il Dipartimento di Scienze Aziendali dell’Università di Bologna e direttore del Centro per la Sostenibilità e i Cambiamenti Climatici di Bologna Business School, offrirà una lettura strategica del ruolo delle catene di valore come leva per affrontare le sfide della sostenibilità contemporanea. Seguiranno due tavole rotonde di confronto multistakeholder. La prima, dedicata al punto di vista delle imprese, sarà introdotta da Alice Molta, coordinatrice di Impronta Etica, e vedrà gli interventi di Elisa Dellarosa, Head of Corporate Governance and Sustainability di Crédit Agricole Italia, Matteo Zompa, Director di Philip Morris Manufacturing & Technology Bologna, e Myriam Finocchiaro, Communication, External Relations and Sustainability Manager di Granarolo, che porteranno esperienze concrete su sfide, buone pratiche e opportunità legate alla gestione sostenibile delle filiere. La seconda tavola rotonda, con un focus sulla dimensione territoriale, sarà introdotta e coordinata da Daniela Longo, Senior Manager Area Sostenibilità di Scs Consulting, e vedrà il contributo di Sergio Lo Giudice, capo di Gabinetto del sindaco del Comune di Bologna, Simone Fabbri, responsabile Relazioni Esterne e Sostenibilità di Legacoop Bologna, e Giovanni Melli, presidente di Civibo - Cucine Popolari, per approfondire il ruolo delle connessioni di filiera come leva strategica per lo sviluppo sostenibile dei territori. A chiudere la mattinata, la presentazione del report 'Catena del valore: la nuova frontiera della sostenibilità integrata', a cura di Giorgia Vernocchi, Project Manager di Impronta Etica, che illustrerà i principali risultati emersi dal laboratorio realizzato nel 2025 insieme a Scs Consulting con il coinvolgimento attivo delle imprese socie. Il laboratorio ha messo le imprese al centro di un percorso di lavoro condiviso, volto ad approfondire in modo concreto e operativo la gestione sostenibile delle filiere. Il report raccoglie i risultati di questo percorso, integrando contenuti teorici, strumenti metodologici ed evidenze emerse dai laboratori, e racconta un impegno comune per estendere la sostenibilità oltre il solo perimetro aziendale, nella consapevolezza che solo un’azione che coinvolga l’intera catena del valore può generare un impatto più ampio e duraturo. “Siamo immersi in tempi complessi, dove i rischi geopolitici connessi impongono nuovi equilibri e sfide sistemiche, la sostenibilità si afferma più che mai come una risposta solida e strategica alla costruzione di organizzazioni ed ecosistemi resilienti, responsabili e competitivi - commenta Giuseppina Gualtieri, presidente di Impronta Etica - Raggiungere questi obiettivi osservando solo la propria individualità non è più possibile: serve costruire catene del valore e filiere fatte di collaborazioni lungimiranti e condivisione di risorse. Per questo motivo la tappa bolognese del Salone della Csr decide quest’anno di esplorare questo tema cruciale, raccontando anche il lavoro svolto da Impronta Etica nell’ultimo anno con le proprie imprese socie, racchiuso nel report 'Catena del valore: la nuova frontiera della sostenibilità integrata'. Un percorso attivo che ha coinvolto aziende eterogenee, accomunate dalla volontà di guardare oltre le operazioni proprie ed ampliare l’impatto del proprio agire sostenibile”. Il lavoro realizzato da Impronta Etica, che quest’anno celebra i 25 anni di attività, ha permesso di far emergere numerosi aspetti cruciali per le organizzazioni di oggi: la necessità di superare una visione miope, guardando oltre le sole operazioni dirette e ampliando lo sguardo da monte a valle del processo produttivo, dall’approvvigionamento delle materie prime fino al fine vita del prodotto. Il report approfondisce inoltre il quadro normativo europeo, con particolare riferimento alla Csrd e alla Csddd, che introducono obblighi stringenti di rendicontazione e due diligence lungo l’intera catena del valore, ridefinendo il ruolo delle imprese nella prevenzione e mitigazione degli impatti negativi. “Dall'osservatorio di Scs Consulting è ormai chiaro che, in un contesto economico e sociale sempre più interconnesso, la capacità di operare in rete e di valorizzare il dialogo lungo l’intera value chain rappresenta oggi un fattore competitivo e strategico imprescindibile per imprese e istituzioni - afferma Simona Ceccarelli, responsabile Area Sostenibilità presso Scs Consulting - La collaborazione tra attori diversi come aziende, enti pubblici, organizzazioni del terzo settore e comunità locali consente di costruire filiere più resilienti, trasparenti e sostenibili, in grado di generare valore condiviso e di rispondere con efficacia alle nuove sfide ambientali e sociali. Promuovere un approccio fondato sul dialogo e sulla co-progettazione significa favorire innovazione, fiducia e responsabilità diffusa: elementi decisivi per accompagnare la transizione, rafforzare la competitività dei territori e creare impatti positivi duraturi nel tempo per le comunità”.

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