(Adnkronos) - "I risultati" conseguiti con la messa a terra dei fondi Pnrr "sono stati la costruzione di una rete di attori pubblici e privati: università, centri di ricerca e aziende che hanno lavorato in sinergia per ottenere risultati di una ricerca di tipo traslazionale, capace di trasformare le scoperte in possibilità di farmaci o protocolli di terapia genica". Lo ha detto Rosario Rizzuto, presidente Centro nazionale per lo sviluppo di terapia genica e farmaci con tecnologia a Rna di Padova, in occasione dell'evento 'Il futuro è adesso' che, oggi a Roma, segna la conclusione della fase Pnrr del Centro nazionale Rna presentando al Paese i risultati scientifici, le infrastrutture strategiche create e le garanzie per la continuità operativa post-2026. "Il centro - ha spiegato Rizzuto - continuerà a far correre questa filiera, investendo in una ricerca che abbia l'obiettivo di diventare rapidamente farmaco. In secondo luogo, vogliamo mettere queste infrastrutture a servizio di tutti, da chi si trova nel centro alle altre università, alle imprese che abbiano il desiderio di entrare in quest'area estremamente dinamica. Inoltre, vogliamo continuare nella formazione delle persone, perché il capitale umano è la forza maggiore di un Paese, quando vuole affrontare una sfida competitiva". Nel corso dell'incontro sono state presentate anche le infrastrutture create grazie ai fondi Pnrr, “perché queste tecnologie avanzate hanno bisogno di luoghi, strutture e strumentazioni molto complesse, che possono essere messe a disposizione dell'intera Italia", ha sottolineato Rizzuto. Sul fronte del capitale umano, "abbiamo creato un corso di dottorato di ricerca" unito a una "Academy che si inserisce nel mondo del lavoro permettendo la formazione di persone già presenti all'interno dell'operatività, ma che vogliono imparare l'utilizzo di queste nuove tecnologie". Nell'ultimo anno "abbiamo avuto la possibilità di cogliere alcuni di questi risultati di ricerca e farli diventare startup - ha precisato - rilanciando una biotecnologia che ha il doppio valore di essere da un lato, sviluppo economico e, dall'altro, tutela della salute in un settore di grande importanza". C'è la volontà, da parte del centro, di "dare un futuro alle giovani generazioni che abbiamo formato - ha rimarcato Rizzuto - dando loro la possibilità di continuare a svolgere attività di ricerca o di entrare in un mondo imprenditoriale nuovo, dinamico, fatto di tante piccole realtà, ognuna delle quali porta avanti un pezzo di ricerca: messe insieme, danno forza al Paese".
(Adnkronos) - La Vanvitelli per Giulio Regeni. Il 20 maggio, alle ore 9.30, presso il Rettorato di Caserta, in viale Ellittico, si terrà una proiezione speciale del documentario 'Giulio Regeni - Tutto il male del mondo', prodotto da Fandango e Ganesh Produzioni, accompagnata da un dibattito dedicato ai temi della libertà di studio e di ricerca. L’evento è organizzato dall’Università della Campania Luigi Vanvitelli nell’ambito dell’iniziativa “Le Università per Giulio Regeni”, promossa dalla Senatrice a vita e scienziata Elena Cattaneo a dieci anni dalla scomparsa in Egitto del giovane ricercatore: 76 università, 15mila persone coinvolte per due mesi di incontri e proiezioni sulla libertà di ricerca. L’iniziativa, presentata oggi in Senato durante una conferenza stampa a cui hanno preso parte, fra gli altri, la Senatrice Cattaneo, i genitori di Giulio Regeni, l’avvocata Alessandra Ballerini e il regista del documentario Simone Manetti, gli autori Emanuele Cava e Matteo Billi, consiste in un ciclo di eventi che si terranno fra aprile e maggio 2026 in ben 76 atenei in tutta Italia per un pubblico di oltre 15 mila persone, tra studenti, ricercatori, personale accademico e cittadini. All’evento parteciperanno rappresentanti della governance di Ateneo e delle associazioni a difesa dei diritti umani oltre a docenti e giovani dottorandi e dottori di ricerca dell’Ateneo. “Come Università abbiamo il dovere di difendere e promuovere la libertà della ricerca, valore fondante della nostra comunità accademica – dichiara Gianfranco Nicoletti, Rettore dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli – Aderire a questa iniziativa significa non solo ricordare Giulio Regeni, ma rinnovare un impegno concreto affinché ogni studioso possa svolgere il proprio lavoro senza paura, nel rispetto dei diritti umani e della dignità della persona”. “La storia di Giulio Regeni, grazie al coraggio e alla forza della sua famiglia - ricorda la Senatrice Cattaneo - non si è conclusa con il ritrovamento al Cairo del suo corpo senza vita, dieci anni fa: al contrario, Giulio continua a vivere e a ‘fare cose’ attraverso un movimento di persone che si riconosce nel valore fondamentale della libertà. Lo stesso che Giulio ha difeso da studioso”. “Siamo onorati e grati per questa iniziativa – hanno dichiarato i genitori di Giulio, Paola Deffendi e Claudio Regeni - che coinvolge numerose università, con professori, studenti e dottorandi che, ricordiamo, vanno sempre protetti. Dal documentario traspare sia la figura di Giulio ricercatore integerrimo ed appassionato che la violazione dei diritti che si sono compiuti su di lui.” L’iniziativa 'Le Università per Giulio Regeni' è sostenuta dalla Fondazione Elena Cattaneo ETS, in collaborazione con Fandango e Ganesh Produzioni.
(Adnkronos) - Si chiude un anno di crescita per il Davines Group, che consolida la propria presenza globale e rafforza un modello basato sull’equilibrio tra risultati economici e sostenibilità. Il gruppo si avvia verso i 306 milioni di euro di fatturato a cambi costanti nel 2025, confermando un trend positivo sostenuto dall’internazionalizzazione e dal mercato professionale. Alla base di questo percorso, una visione precisa. “L’incrocio tra sostenibilità e performance è la ragione del gruppo Davines di esistere”, spiega il presidente Davide Bollati. Un approccio che va oltre il prodotto e si inserisce in un contesto più ampio: “La cosmetica italiana riesce a entrare nel profondo degli stili di vita delle persone, rappresentando una modalità unica del sistema Italia”. (VIDEO) All’interno di questo ecosistema si colloca Comfort Zone, divisione skin-care del Gruppo, che celebra 30 anni di attività puntando su innovazione scientifica e longevità della pelle. Un anniversario che segna un’evoluzione del brand, oggi sempre più orientato verso soluzioni rigenerative e tecnologie avanzate. Il filo conduttore è il collagene, al centro di nuove formulazioni e dispositivi per viso e corpo. Tra le innovazioni, il sistema Thermo Sculpt per la ridefinizione tridimensionale, che utilizza infrarossi e massaggio vibrazionale, e Longevilift, dispositivo multi-tech che integra diverse tecnologie per trattamenti personalizzati. “Oggi il tema della longevità la fa da padrone: è importante invecchiare bene, lavorando non solo sul viso ma anche sul corpo”, sottolinea Davide Manzoni general manager Italia e Spagna Comfort Zone. “Per farlo, oltre ai prodotti dedicati al collagene, è necessario utilizzare anche nuove tecnologie come gli infrarossi, che ripristinano il microcircolo e migliorano la qualità della pelle”. Accanto alle tecnologie, anche nuove soluzioni skincare, come la Body Strategist Collagen Cream con collagene biotecnologico e peptidi, e il Longevity Collagen+ Serum, pensato per stimolare la produzione di collagene e contrastare l’invecchiamento cutaneo. Ma a fare la differenza è un insieme di fattori. “Non è solo il prodotto che distingue, ma la ricerca, le materie prime, il nostro Davines Group Village di Parma e soprattutto le persone”, aggiunge Manzoni. “Siamo una realtà che, dopo 30 anni, ha ancora molte delle persone con cui è partita”. Un modello che unisce innovazione, identità e visione internazionale, e che conferma il ruolo di Davines e Comfort Zone tra i protagonisti di un settore in continua evoluzione.