(Adnkronos) - Brutte scene fuori dallo stadio Bentegodi oggi, domenica 19 aprile, dopo Verona-Milan 0-1. Qualche ora dopo la fine della partita persa dai gialloblù, ora sempre più lontani dalla zona salvezza (la squadra di Sammarco è penultima, a -10 dalla Cremonese quartultima), Gift Orban se l'è presa con un tifoso e litiga con lui. Ma cos'è successo? L'attaccante nigeriano, molto nervoso dopo la sconfitta, ha rifiutato autografi e selfie ai tifosi, superandoli senza aprire il finestrino. Dopo una manata sulla sua auto, Orban è però sceso e ha attaccato uno dei sostenitori gialloblù con violenza in una scena bruttissima, ripresa dai cellulari dei presenti e diventata presto virale sui social. La 'rissa' è stata subito placata e Orban è poi andato via. Resta però un brutto gesto da parte del calciatore, non giustificabile in alcun modo con il nervosismo legato alla sconfitta di oggi.
(Adnkronos) - Il Registro Speciale dei Marchi Storici di Interesse Nazionale ha raggiunto il traguardo dei 1000 Marchi Storici iscritti: un ecosistema composto da 780 imprese titolari che generano un volume d’affari complessivo di 93,6 miliardi di euro e garantiscono l’occupazione di 363.201 addetti. È quanto emerge dal rapporto ‘L’Italia dei 1000 Marchi Storici di Interesse Nazionale. Numeri, territori e prospettive di un patrimonio industriale del Made in Italy’, presentato oggi a Palazzo Piacentini in occasione della giornata del Made in Italy, alla presenza del Ministro Adolfo Urso. L’evento è stato anche l’occasione per illustrare il nuovo strumento finanziario introdotto con la riforma del Fondo Salvaguardia Imprese, pilastro della nuova strategia della crescita e del consolidamento delle imprese Marchio Storico di Interesse Nazionale. "Celebriamo oggi il lavoro di generazioni di imprenditori che hanno contribuito a costruire l’identità economica e manifatturiera del nostro Paese. Un traguardo significativo aver raggiunto i Mille Marchi Storici di Interesse Nazionale. Un risultato che, peraltro, giunge a ridosso della Giornata nazionale del Made in Italy 2026 e ne rafforza il valore", ha dichiarato il ministro Adolfo Urso. "Parliamo, dunque, di un traguardo che va oltre il valore simbolico e conferma la vitalità del nostro patrimonio industriale e manifatturiero, capace di coniugare tradizione, qualità, innovazione e competitività, dimostrando come la storia produttiva italiana non sia un retaggio del passato, ma una leva strategica per affrontare le sfide di un contesto globale sempre più complesso”. “Il traguardo dei 1000 Marchi Storici di Interesse Nazionale rappresenta un risultato di grande valore per il sistema produttivo italiano. Non è solo un numero, ma il riconoscimento concreto di un patrimonio industriale che continua a generare occupazione, competitività e identità per il Paese”, ha commentato Massimo Caputi, presidente dell’Associazione Marchi Storici d’Italia. “In un contesto di tensioni protezionistiche e nuovi accordi internazionali come il Mercosur, i Marchi Storici sono tra gli asset più esposti: senza adeguate clausole di salvaguardia nei trattati europei che ne certifichino l’autenticità, rischiamo un’erosione della nostra identità e del valore del Made in Italy. In questa direzione, la nascita del nuovo Strumento Finanziario che favorisce la crescita dei Marchi Storici segna un cambio di paradigma, trasformandosi da strumento difensivo in leva di sviluppo industriale. Grazie alla possibilità di co-investire per acquisizioni intra-filiera, favoriamo la nascita di poli di Marchi Storici solidi e competitivi, capaci di rafforzare le filiere e mantenere il valore ancorato al territorio.” Il cuore pulsante di questo sistema è rappresentato dalle "4 A" del Made in Italy (Agroalimentare, Automazione, Abbigliamento, Arredo), che da sole valgono 76,1 miliardi di euro (l'81,3% del totale economico rilevato), con una netta prevalenza della filiera agroalimentare (53,7 mld euro). “Il Rapporto evidenzia con chiarezza che i Marchi Storici non sono solo un patrimonio identitario, ma una componente strutturale dell’economia italiana. Parliamo di imprese radicate nei territori, capaci di generare valore economico e occupazione e di presidiare le principali filiere del Made in Italy”, ha aggiunto, Gianluca Brozzetti, consigliere vicepresidente dell’Associazione Marchi Storici d’Italia. “Allo stesso tempo, emerge l’esigenza di accompagnare questo patrimonio in una nuova fase di sviluppo: le imprese chiedono maggiore visibilità, strumenti di valorizzazione condivisi e una più forte capacità di fare sistema, anche sui mercati internazionali. È su questo passaggio che si gioca la competitività futura dei Marchi Storici”. La distribuzione regionale conferma la forza dei poli manifatturieri del Nord: la Lombardia guida la classifica per fatturato (49,1%) e numero di marchi (28,3%), seguita da Veneto (14,2%) e Piemonte (12,9%). Emerge tuttavia un radicamento profondo in tutto il Paese, con sistemi regionali come l'Emilia-Romagna, il Veneto e la Toscana che mostrano un'incidenza delle "4 A" vicina o superiore all'80%. Sotto il profilo settoriale, il Registro ha una natura strutturalmente industriale: l’88% delle imprese opera nel manifatturiero, dove l'Agroalimentare (44% del totale) e l'Automazione-Meccanica (25%) mantengono il ruolo di pilastri economici e numerici. L’80% delle imprese assegna al Marchio Storico un valore strategico elevatissimo. Il 70% lo integra nei materiali istituzionali e il 46% direttamente sul packaging. Nonostante l’uso della versione internazionale "Italian Historical Trademark" sia ancora limitato al 25%, quasi la metà delle imprese (46%) ne prevede un utilizzo futuro, segnalando una forte volontà di crescita sui mercati globali come strumento di contrasto all'Italian Sounding. “Guardiamo al futuro dei Marchi Storici nel mondo: dobbiamo preservare una tradizione e allo stesso tempo renderla attuale”, conclude Armando De Nigris, vicepresidente vicario dell’Associazione Marchi Storici d’Italia e presidente gruppo giovani dei Marchi Storici. “Siamo fiduciosi sull’adozione sempre più diffusa dell’Italian Historical Trademark così come auspichiamo un sempre maggior ricambio generazionale che valorizzi l’heritage. I giovani imprenditori e manager hanno oggi la responsabilità di trasformare il patrimonio industriale italiano in una leva di sviluppo, con nuove competenze, nuovi linguaggi e una maggiore apertura internazionale. È così che i Marchi Storici possono continuare a essere protagonisti anche nei prossimi decenni”.
(Adnkronos) - Vetrine come purificatori d’aria: in un solo anno (da aprile 2025 fino ad aprile 2026), la tecnologia Airlite è stata applicata su oltre 10.400 metri quadrati di materiali installati nelle vetrine di più di 500 farmacie del gruppo Hippocrates Holding, neutralizzando fino a 770 grammi di ossidi di azoto (NOx) ogni 12 ore, l’equivalente delle emissioni medie prodotte dal passaggio di circa 64.200 auto Euro 6 a benzina. Così, in vista della Giornata mondiale della Terra (22 aprile), l’azienda fa il punto sull’intervento applicato alle superfici personalizzabili delle farmacie del Gruppo. “Il progetto nasce nel 2025 dalla volontà di Hippocrates Holding di rafforzare concretamente il proprio percorso di sostenibilità, integrando soluzioni innovative all’interno della rete ‘Lafarmacia.’. Oggi, il Gruppo detiene l’esclusiva per l’utilizzo di questa tecnologia nel canale delle farmacie organizzate - spiegano all’Adnkronos Davide Tavaniello e Rodolfo Guarino, Co-Ceo e Co-Founder di Hippocrates Holding - L’iniziativa si inserisce in una visione più ampia che vede la farmacia non solo come punto di erogazione di servizi sanitari, ma come presidio territoriale attivo per la salute pubblica e ambientale. In qualità di Società Benefit, il Gruppo ha scelto di investire in una tecnologia capace di generare un impatto positivo tangibile sulle comunità locali, contribuendo alla riduzione dell’inquinamento atmosferico. L’introduzione di Airlite rappresenta quindi un passo strategico per rafforzare il nostro ruolo di attore responsabile, impegnato nella promozione di un futuro più sostenibile per le persone e per il pianeta”. La pittura ecologica Airlite funziona come un purificatore d’aria naturale, sfruttando un principio simile alla fotosintesi clorofilliana - spiega Hippocrates Holding - Attivata dalla luce e dall’aria, è in grado di neutralizzare fino al 90% degli agenti inquinanti, tra cui gli ossidi di azoto (NOx), contribuendo a migliorare la qualità dell’aria negli spazi urbani. Inoltre, è realizzata con materiali ecologici e prodotta utilizzando energia 100% rinnovabile. La tecnologia è stata applicata sulle vetrine delle farmacie, trasformandole in vere e proprie superfici attive per la purificazione dell’aria esterna. In particolare, è stata applicata su quelle situate in Pianura Padana, considerata tra le aree più critiche in Ue per l'inquinamento atmosferico. “In un anno, le superfici trattate con tecnologia Airlite sono passate da circa 3.500 a oltre 10.400 metri quadrati, registrando una crescita di quasi il 200%. Guardando al futuro, il progetto punta a mantenere costante l’applicazione della tecnologia ad altre farmacie della rete e consolidare il monitoraggio dell’impatto ambientale, rendendo sempre più misurabili i benefici generati”, aggiungono Tavaniello e Guarino.