(Adnkronos) - "Come Regione Emilia Romagna, siamo molto contenti di ospitare la 22.ª edizione di ‘Marca’, un evento che cresce ogni anno, così come cresce il settore in una regione che è ancora il cuore agroalimentare dell'Italia, la Food Valley, con 44 prodotti Dop e Igp”. Lo ha detto Alessio Mammi, assessore all’Agricoltura e Agroalimentare della Regione Emilia Romagna, alla giornata inaugurale dell’edizione 2026 di Marca by BolognaFiere & Adm - Associazione distribuzione moderna, la fiera internazionale dedicata alla Marca del Distributore (MdD), oggi riconosciuta come appuntamento irrinunciabile per l’intero ecosistema della Private Label. “La nostra è una regione che ha le filiere, dalla produzione alla trasformazione fino alla commercializzazione. Siamo la terra delle filiere, del fare insieme. ‘Marca’ può essere un grande evento proprio per rafforzare la dimensione delle filiere e la collaborazione tra le varie componenti - aggiunge - Quando parliamo di grande distribuzione parliamo anche di agroalimentare: un settore che ha superato i 30 miliardi di euro ed è arrivato a 10 miliardi di euro di export”. “I dazi sono tasse che colpiscono le imprese e i cittadini, togliendo soldi all'economia reale. Questo ci preoccupa molto - spiega - perché siamo la Regione italiana che esporta di più sia nel mondo che negli Stati Uniti d'America. Naturalmente, nel 2025 gli importatori americani hanno riempito i magazzini e gli effetti dei dazi li vedremo in primavera. Qualche contrazione la stiamo già vedendo, soprattutto per produzioni come il vino, che è in un momento di grande difficoltà per problemi legati ai consumi e ai costi di produzione. Si tratta di un prodotto che esportiamo molto negli Stati Uniti e dunque in questo caso il dazio può colpire molto. Mi auguro - conclude - che ci possano essere dei ripensamenti futuri, come ci sono stati sulla pasta. Auspichiamo che questo avvenga anche per il vino e per altri prodotti”.
(Adnkronos) - "Il principio di base è che la sicurezza sul lavoro innanzitutto è una responsabilità di tutti. Ovviamente noi abbiamo una serie di professionisti che si occupano specificatamente di questo, ma poi tutti noi, io in primis con tutto il leadership team, siamo in campo per la sicurezza sul lavoro in azienda. E il principio di base è che la sicurezza è qualcosa che non si fa perché te lo chiede qualcuno al di fuori dell'azienda, ma perché diventa un'abitudine, un qualcosa che si fa naturalmente anche senza pensarci. Bisogna abbinare alcune cose ben codificate: innanzitutto la tanta legislazione sulla sicurezza insieme agli investimenti". Così, intervistato da Adnkronos/Labitalia, Antonio Fazzari, General Manager and Chief Operating Officer di Fater, player di rilievo nel mercato dei prodotti igiene casa e igiene persona, dal 1992 joint venture paritetica tra Angelini Industries e Procter & Gamble.
(Adnkronos) - Al via una nuova era per la moda circolare con il riciclo dei capi in fibre miste. Radici InNova, la divisione di RadiciGroup dedicata alle attività di ricerca&innovazione, ha sviluppato un innovativo processo di riciclo basato su una tecnologia di dissoluzione selettiva in grado di trattare i rifiuti tessili misti - provenienti, ad esempio, da costumi da bagno, collant e pantacollant - e recuperare da essi le fibre di nylon e di fibra Lycra, rendendole poi disponibili per la realizzazione di nuovi capi di abbigliamento. La collaborazione con The Lycra Company e Triumph ha consentito di validare il processo utilizzando le fibre recuperate per la realizzazione di un coordinato intimo 100% riciclato. “Grazie a questo progetto, il tema del riciclo nel settore tessile entra in una nuova dimensione, dimostrando per la prima volta che è possibile recuperare fibre tessili da tessuti misti e riutilizzarle per la produzione di nuovi capi di abbigliamento. Si tratta di un’innovazione senza precedenti, che apre rivoluzionari scenari di sviluppo per l’industria tessile. Come RadiciGroup, siamo orgogliosi di aver ideato ed essere riusciti a raggiungere, insieme ai nostri partner, questo importante traguardo e siamo pronti a intraprendere i prossimi passi”, dichiara Stefano Alini, Ceo di Radici InNova. “Questo progetto innovativo mette in evidenza il ruolo che l’elastan può avere nel contribuire a far progredire la circolarità nell’industria dell’abbigliamento. Lavorando a stretto contatto con Radici InNova e Triumph, The Lycra Company ha dimostrato che le fibre di Lycra possono mantenere le loro prestazioni di elasticità e di capacità di recupero della forma originaria che le hanno rese note a livello mondiale, fornendo comfort, vestibilità e libertà di movimento, pur essendo reintegrate nel ciclo di filatura", commenta Nicholas Kurland, Product Development Director, Advanced Concepts di The LycraCompany. Il progetto ha inizio quattro anni fa, quando Radici InNova avvia lo studio di un processo per la dissoluzione e la separazione delle fibre tessili miste. Dopo la messa a punto iniziale del processo, i successivi test consentono di recuperare campioni di fibra Lycra da tessuti contenenti più materiali, campioni che vengono poi inviati a The Lycra Company per verificarne la riciclabilità. Si passa poi al caso concreto per dimostrare la fattibilità: Triumph mette a disposizione il proprio surplus di produzione, tessuto contenente il 16% di fibra Lycra. Da questo materiale, Radici InNova riesce a recuperare la fibra Lycra e il nylon. La fibra Lycra viene quindi rifilata da The Lycra Company, mentre RadiciGroup lavora il nylon riciclato trasformandolo in nuovo filato Renycle. Con questi filati riciclati (fibra Lycra e Renycle) viene realizzato un tessuto nero di 60 metri che Triumph utilizza per produrre un coordinato intimo - reggiseno e slip - dimostrando concretamente la possibilità di chiudere il ciclo di recupero (close loop): da scarto tessile a nuovo capo. Il risultato ad oggi raggiunto da Radici InNova, The Lycra Company e Triumph è da considerarsi come un prototipo (concept garment), pensato per dimostrare la fattibilità tecnica del riciclo di tessuti misti, in grado di porre le basi per sviluppare una sua successiva industrializzazione. “Pur essendo ancora nelle sue fasi iniziali, Triumph è orgogliosa di contribuire a questa iniziativa pionieristica e di esplorare il potenziale di questa innovativa tecnologia di riciclo per future applicazioni. Il nostro prossimo passo si concentrerà sulla creazione di una capsule collection, lavorando al contempo su soluzioni in grado di garantire l'identificazione del prodotto, la sua tracciabilità e i sistemi di circolarità, per far sì che i capi rimangano in uso il più a lungo possibile e, una volta giunti a fine vita, possano essere riciclati nel modo più appropriato. In Triumph, ci impegniamo a promuovere i principi di innovazione e collaborazione in materia di sostenibilità. Far parte di questo progetto rafforza la nostra convinzione che la circolarità dei capi di abbigliamento composti da fibre tessili miste sia possibile e siamo orgogliosi di contribuire a trasformare questa visione in realtà", dichiara Vera Galarza, Global Head of Sustainability Triumph.