(Adnkronos) - A fine partita si è presentato negli spogliatoi del campetto di calcio di un oratorio di Osio Sotto, in provincia di Bergamo, e ha chiesto di un bambino di 8 anni, sostenendo di doverlo prelevare. Peccato che non conoscesse né il piccolo, né i genitori, né nessuna delle persone presenti. E così l'uomo, un trentenne pachistano incensurato e residente nella Bassa Bergamasca, è stato arrestato dai carabinieri per tentato sequestro di persona. L'episodio risale al pomeriggio di mercoledì 25 marzo. Dopo la richiesta dell'uomo, sconosciuto all'oratorio, gli adulti presenti hanno domandato al piccolo: "Lo conosci quel signore?". E il bambino, che in tutte le fasi del tentativo di sequestro non ha avuto alcun contatto con il trentenne, ha risposto di no. A quel punto l'allenatore ha impedito che potesse avvicinarsi. L'uomo però ci ha riprovato, continuando a ripetere il nome del bambino. Un secondo tentativo bloccato da altri adulti presenti, che nel frattempo avevano anche allertato i carabinieri. Giunti sul posto i militari hanno fermato, identificato e poi arrestato il trentenne. "Ho sbagliato, ho sbagliato", si è giustificato lui. Una ricostruzione che non ha convinto chi indaga, dal momento che l'uomo ha più volte ripetuto il nome del bambino che voleva prelevare e a lui in realtà sconosciuto. L'arresto è stato convalidato dal gip del tribunale di Bergamo, che ha disposto per il trentenne la custodia cautelare in carcere.
(Adnkronos) - “I risultati del credito d’imposta Zes e ora il caso della Transizione 5.0 dimostrano la medesima criticità: lo strumento agevolativo in Italia è da ripensare profondamente”. A dichiararlo all'Adnkronos/Labitalia è Ivo Allegro, ceo della società di consulenza Iniziativa, commentando il recente stallo sulle risorse destinate alle imprese rimaste escluse dal piano Transizione 5.0. L'esperto di programmazione europea, finanza agevolata e politica economica sposa la linea dura tracciata da Confindustria: “Condivido le parole del presidente Emanuele Orsini, che ha lanciato un monito severo al Governo: la mancanza di fondi per i cosiddetti 'esodati 5.0' mina la fiducia tra istituzioni e sistema produttivo. Quanto denunciato da Orsini è purtroppo la cronaca di un risultato annunciato”. Secondo Allegro, il problema è strutturale: “Le agevolazioni 'episodiche', che nascono e muoiono con scadenze contratte e annunci roboanti senza programmazione e solidi meccanismi attuativi, generano effetti perversi di lock-in e spiazzamento del time to market. Se lo Stato non garantisce stabilità e certezza, le imprese semplicemente smettono di investire perché viene meno la certezza del diritto e del rientro finanziario”. La nota di Confindustria diffusa ieri ha chiesto con urgenza il rispetto degli impegni assunti lo scorso 27 novembre, invocando un tavolo di confronto con i Ministri Giorgetti, Urso e Foti. “La programmazione – continua Allegro – sembra essere il tallone d'Achille della nostra politica industriale. In Italia si continuano a preferire le 'vampate' connesse a logiche di bonus emergenziali piuttosto che politiche certe in grado di rendere il territorio attrattivo nel lungo periodo. Uno dei miei 'mantra' per lo sviluppo è la programmazione pluriennale con risorse certe su un orizzonte di almeno 24/36 mesi”. Senza questa trasparenza, il rischio è di frenare proprio le aree più dinamiche: “Specialmente al Sud, dove Puglia e Campania hanno mostrato tassi di crescita superiori a Lombardia e Veneto nell'ultimo quadriennio, le imprese non possono pianificare investimenti in beni immateriali e digitale, pilastri del paradigma 5.0, senza conoscere le dotazioni finanziarie disponibili e i meccanismi effettivi di funzionamento di strumenti sulla carta automatici”. Allegro sottolinea poi la necessità di un cambio di passo nella Pubblica amministrazione: “Il Pnrr lascia una legacy importante avendo ridato alla Pa un ruolo da protagonista, ma i tempi burocratici sono ancora costruiti per 'andare piano' e centellinare le risorse. Per innescare lo sviluppo serve un cambio di paradigma: processi di carattere industriale in grado di dare certezze nella gestione delle agevolazioni e una reale integrazione tra pubblico e privato nell'implementazione e gestione delle infrastrutture. Il Partenariato Pubblico Privato (Ppp) potrebbe essere la chiave per liberare risorse pubbliche verso sfide più rischiose, lasciando al privato la gestione efficiente”. Il rischio, conclude il fondatore di Iniziativa, "è che questo ennesimo stop-and-go condanni il Mezzogiorno a un declino agonico proprio nel momento del suo rilancio come risorsa per il debito pubblico nazionale. Bisogna smettere di dare soluzioni semplici a problemi complessi. Suggerisco di superare definitivamente i click-day e le agevolazioni automatiche prive di certezze quando le risorse sono scarse. E' il momento di strumenti a logica mista: una base certa e un'agevolazione premiale legata alla qualità dei progetti. Solo così la politica industriale diventerà una leva stabile di competitività e non un semplice antidolorifico transitorio”.
(Adnkronos) - In occasione del World Water Day, Sanpellegrino, parte di Nestlé Waters & Premium Beverages, lancia Fonte - acronimo di Futuro, Origine, Natura, Territorio ed Ecosistemi - un programma dedicato alla tutela dell’acqua, alla salvaguardia degli ecosistemi e alla valorizzazione dei territori in cui è presente. L’obiettivo è dare continuità al proprio impegno nelle comunità che ospitano le attività del Gruppo. Negli ultimi cinque anni Sanpellegrino ha investito complessivamente circa 30 milioni di euro per rafforzare la collaborazione e affrontare le sfide del futuro. “Fonte nasce con l’obiettivo di dare continuità e una visione di lungo periodo ai progetti che Sanpellegrino ha sviluppato negli anni a beneficio delle comunità locali, rafforzando al tempo stesso la collaborazione con istituzioni, associazioni e partner privati. Vogliamo proseguire nel percorso intrapreso, mettendo a sistema investimenti e iniziative e consolidando il nostro impegno con un ulteriore investimento di 40 milioni di euro entro il 2030 - ha dichiarato Ilenia Ruggeri, direttore generale Sanpellegrino - Siamo convinti che i progetti di successo nascano dalla condivisione di idee e dalla collaborazione tra tutti gli attori coinvolti. Per questo adottiamo un approccio partecipato, che mette al centro ascolto, dialogo e confronto continui, con l’obiettivo di creare valore condiviso e duraturo per il territorio e le comunità”. In un contesto segnato dalle sfide del cambiamento climatico e dalla crescente pressione sulle risorse naturali, la tutela dell’acqua e della biodiversità richiede un impegno sempre più strutturato e condiviso. Un impegno che Sanpellegrino porta avanti da sempre con investimenti e iniziative concrete, come dimostra il conseguimento per tutti gli stabilimenti del gruppo della certificazione Aws (Alliance for Water Stewardship), uno standard internazionale che promuove una gestione sostenibile e condivisa dell’acqua, ne attesta il rispetto del bilancio idrico, la condivisione di conoscenze e la collaborazione con il territorio per preservare e migliorare la qualità dell’acqua disponibile. Si tratta di un percorso avviato nel 2020 e rinnovato attraverso audit annuali che verificano il mantenimento degli alti standard richiesti dalla certificazione. Oltre alla gestione virtuosa della risorsa acqua Sanpellegrino è impegnato a realizzare progetti concreti per i territori e le comunità in cui opera come il progetto Oasi di Gabbianello a Barberino del Mugello (FI), il progetto Vaia in Valdisotto (SO) e il progetto di ricarica della falda acquifera del fiume Brenta a Carmignano di Brenta (PD). Nel Comune di Barberino di Mugello (FI), Sanpellegrino ha sostenuto la rigenerazione dell’Oasi di Gabbianello, riconosciuta come Area Naturale Protetta di Interesse Locale dalla Regione Toscana. Sono stati realizzati interventi di riqualificazione idrologica ed ecosistemica dell’area umida, estesa su circa 25 ettari di cui 8 ettari di stagni, con l’obiettivo di contrastare gli effetti del cambiamento climatico e rafforzare la biodiversità del territorio. In Valtellina, Sanpellegrino è impegnata nel ripristino di parte delle aree forestali colpite dalla tempesta Vaia nel 2018, che nel Comune di Valdisotto ha distrutto circa 115 ettari di foresta, in particolare nella zona di Cepina. L’iniziativa, sviluppata insieme al Comune di Valdisotto, al Consorzio Forestale Alta Valtellina e all’Università degli Studi di Milano, prevede interventi di bonifica, riforestazione, opere di bioingegneria del suolo e azioni di messa in sicurezza del territorio che permetteranno di ridurre il rischio di frane ed erosione e aumentare al contempo il valore del patrimonio forestale. Nel Comune di Carmignano di Brenta (Pd), Sanpellegrino si è impegnata nel progetto di ricarica della falda acquifera del Brenta, realizzato in collaborazione con il Consiglio di Bacino del Brenta, il Consorzio di Bonifica del Brenta ed Etifor. Sono stati realizzati due bacini artificiali che, nei periodi di maggiore disponibilità idrica, ricevono l’acqua dal fiume Brenta attraverso una roggia, favorendone l’infiltrazione nella falda sotterranea. Il sistema permetterà di ricaricare ogni anno circa 750.000 metri cubi di acqua, contribuendo a rafforzare la disponibilità della risorsa idrica per il territorio e a sostenere le attività agricole nei mesi estivi. Non solo. Attraverso Fonte, che prevede ulteriori 40 milioni di euro fino al 2030 di investimenti, in collaborazione con le istituzioni e le comunità locali, Sanpellegrino realizzerà ulteriori progetti come, ad esempio, il Progetto Paradiso a San Pellegrino Terme dove sgorga l’acqua S.Pellegrino e la realizzazione dell’impianto Nossana. A San Pellegrino Terme (Bg), l’azienda ha avviato il Progetto Paradiso, un intervento di riqualificazione ambientale e ricettiva della storica area Paradiso, su una superficie di circa 6 ettari che comprende un’area boscata e due edifici storici oggi in stato di abbandono. L’iniziativa punta a valorizzare il patrimonio architettonico esistente nel rispetto del paesaggio, utilizzando materiali naturali e soluzioni progettuali integrate con l’ambiente circostante. Sanpellegrino ha poi avviato un altro importante progetto nella bergamasca per la realizzazione dell’impianto Nossana, un’opera pubblica che consentirà un approvvigionamento idrico costante a più di 300mila abitanti della provincia di Bergamo, anche in occasione di precipitazioni particolarmente abbondanti o di eventi atmosferici eccezionali. Una volta completato, l’impianto sarà donato da Sanpellegrino a Uniacque e sarà utilizzato a beneficio della collettività.