(Adnkronos) - "Il nuovo building di Filago attualmente ha una struttura di 27mila metri quadrati che verrà integrata entro la fine del 2026 da ulteriori 23mila metri quadrati, completando così l'intero immobile a nostra disposizione. Nella fase attuale la capacità di stoccaggio è di oltre 40mila posti pallet, ma con l'espansione prevista a fine anno ne raggiungeremo circa 80mila. Un hub di queste dimensioni ci permetterà di gestire volumi rilevanti, ottimizzando i processi operativi e sfruttando le economie di scala fondamentali nel settore della logistica". Così Monica Mutti, amministratore delegato di Euromed Pharma Services divisione logistica, descrive il nuovo hub logistico di Filago, Bergamo. L'azienda del Gruppo Petrone è una 3pl (Third-party logistics) e si occupa "della logistica distributiva per il settore farmaceutico e dei prodotti per la salute - spiega Mutti - La nostra proposta si basa sulla personalizzazione e sull'alta qualità del servizio. Oltre alle attività base di stoccaggio, preparazione ordini e distribuzione, abbiamo integrato servizi a valore aggiunto anche grazie alle sinergie con le altre società del Gruppo Petrone. Tra questi, ad esempio, il monitoraggio dei tender per le gare ospedaliere, la fatturazione conto terzi, un portale dedicato al tracking degli ordini. Il nostro obiettivo è rispondere sia alle esigenze esplicite del mercato, sia a quelle implicite del settore, con l'obiettivo di anticipare soluzioni utili per i nostri clienti". La struttura di Filago ha richiesto "un investimento di circa 40 milioni di euro e si inserisce nel piano di crescita strategica di Euromed Pharma Services", sottolinea Mutti. "Insieme alla proprietà - aggiunge - abbiamo delineato un piano focalizzato sulla crescita organica: negli ultimi anni abbiamo acquisito nuovi spazi, ampliato il portafoglio clienti, ampliato la service offering e rafforzato l'organizzazione con personale qualificato e strumenti idonei alla gestione del business. Il sito di Filago rappresenta il naturale compimento di questa logica di espansione". L'hub di Filago sarà un "centro innovativo dove l'automazione gestirà gran parte dei flussi - continua l'Ad - Abbiamo scelto di interconnettere diverse soluzioni tecnologiche con l'obiettivo di non rinunciare alla flessibilità e alla capacità di fornire soluzioni 'su misura', che consideriamo il nostro principale vantaggio competitivo. Per noi automazione non significa standardizzazione rigida, ma capacità di continuare a rispondere rapidamente alle esigenze dei clienti con processi più efficienti attraverso tecnologie avanzate. Implementeremo sistemi dedicati per tre diverse tipologie di movimentazione: la gestione del bancale intero, del collo standard e del pezzo sfuso". Operare nel comparto Healthcare richiede infrastrutture specifiche per la gestione del farmaco, a partire da sistemi avanzati di climatizzazione. "La porzione di magazzino già operativa è stata interamente climatizzata e ospita una cella con capacità superiore ai 2mila posti pallet - evidenzia Mutti - A breve completeremo l'installazione delle scaffalature per l'intera area logistica. Dal punto di vista tecnico, per permettere l'operatività dei carrelli automatici Agv (muletti senza uomo a bordo) stiamo intervenendo sulla planarità delle superfici, ricostruendo le corsie per garantire gli standard Vdma richiesti da queste tecnologie". Il polo logistico sarà dotato di tutte le certificazioni e autorizzazioni necessarie: "Dalla 219 per il farmaco alla 309/90 per gli stupefacenti, fino alle autorizzazioni per i prodotti alimentari e gli integratori - precisa la manager - Sarà inoltre presente un'officina farmaceutica a supporto delle attività già svolte nei siti di Grezzago e Pozzuoli, dedicata sia al prodotto finito per il commercio, sia ai prodotti per le sperimentazioni cliniche. Avremo inoltre l'autorizzazione come bonded warehouse per gestire, nazionalizzare e distribuire in Europa i farmaci provenienti da paesi extra-Ue". L'immobile di Filago è stato costruito secondo i più moderni criteri di sostenibilità, ottenendo la certificazione Breeam excellent. "Questo riflette la politica del Gruppo Petrone che da anni pubblica il bilancio sociale e investe in ambito ambientale, di governance e di responsabilità sociale. Come Euromed Pharma Services siamo attivamente coinvolti in progetti di solidarietà, collaborando come partner del Banco Farmaceutico e di Emergency, e promuovendo iniziative di volontariato aziendale che vedono la partecipazione diretta dei nostri dipendenti", conclude Mutti.
(Adnkronos) - A poco più di due mesi dall’entrata in vigore della Direttiva europea sulla trasparenza salariale, che introdurrà nuovi obblighi per le aziende, inizia a delinearsi un primo quadro sullo stato di attuazione della riforma. Se da un lato lavoratori e imprese esprimono un giudizio complessivamente positivo (per il 77%), dall’altro emerge ancora una conoscenza limitata del provvedimento da parte dei dipendenti (solo il 23% dichiara di conoscerlo molto o abbastanza). Allo stesso tempo, oltre sette aziende su dieci tra quelle interessate, ossia le realtà con più di 100 dipendenti, risultano ancora in ritardo nel percorso di attuazione. È quanto emerge da una ricerca condotta dalla società di recruiting Hays Italia insieme allo Studio Legale Daverio & Florio, specializzato in diritto del lavoro e della previdenza sociale, presentata oggi nel corso di un incontro dedicato. Nel complesso, la riforma presenta luci (tante) ma anche ombre: tra gli aspetti positivi, i lavoratori indicano soprattutto la possibilità di una maggiore equità retributiva (67%), mentre per le imprese contribuirà a migliorare la cultura aziendale (43%). Sul fronte opposto, gli hr temono che possa generare conflitti interni legati ai salari (75%) e un aumento delle richieste retributive da parte dei dipendenti (65%). Ma se il giudizio e le aspettative sono positive, entrando nel merito della direttiva emergono dubbi, incertezze e una diffusa mancanza di informazione da parte dei lavoratori. Oltre alla quota elevata che dichiara di conoscere poco o per nulla la Direttiva (77%), più di 7 lavoratori su 10 non sanno nemmeno se gli obblighi previsti dalla normativa saranno applicabili alla propria azienda. E sotto il profilo dell’informazione dei diritti in caso di discriminazione salariale? Anche in questo caso sono pochi i dipendenti che si sentono pienamente informati (30%). E non è un caso che quando arriva il momento di informarsi, i professionisti si affidano soprattutto ai media / social e alla comunicazione istituzionale, preferite di gran lunga alla comunicazione interna delle aziende. Guardando alla realtà aziendale, l’83% dei professionisti descrive l’approccio della propria organizzazione alla trasparenza salariale come del tutto assente oppure poco strutturato, a conferma di una sensibilità sul tema che, fino a oggi, è rimasta marginale. A che punto sono realmente le aziende? Oltre 7 su 10 (72%) ammettono di essere ancora molto indietro nel percorso di preparazione, non avendo ancora avviato alcuna attività specifica (26%) oppure trovandosi ancora in una fase preliminare di analisi (46%). Considerando le imprese più “virtuose” (solo il 21%), che sono quindi in una fase avanzata dell’adeguamento, tra le misure adottate in maniera diffusa compare la mappatura di ruoli e retribuzioni (68%), primo passo necessario verso l’implementazione della normativa. Seguono il calcolo preliminare del pay gap (45%) e processi di job evaluation gender neutral (35%). Permangono tuttavia degli aspetti poco chiari per le aziende. Tra questi, la possibilità di incorrere in sanzioni (per il 58%) e gli obblighi di reporting aziendale (53%). Seguono poi i dubbi su come calcolare il gender pay gap (per il 46%). Secondo la ricerca, per quasi 8 lavoratori su 10 la normativa avrà un impatto strategico sulla trasparenza salariale: per il 38% rappresenta un’opportunità di miglioramento organizzativo mentre per il 39% è uno strumento di employer branding. Tra i principali benefici individuati emergono una maggiore equità retributiva, la riduzione delle discriminazioni salariali e, di conseguenza, un aumento della fiducia nei confronti dell’azienda. Secondo i lavoratori, gli ambiti su cui la normativa avrà maggiore impatto saranno soprattutto la fase di selezione e assunzione (73%) e i percorsi di progressione e aumento salariale (68%). Anche dal punto di vista delle imprese, la direttiva viene associata a possibili effetti positivi. Tra questi, quasi la metà delle aziende evidenzia il potenziale impatto sulla diffusione di una migliore cultura aziendale, mentre il 28% sottolinea la possibilità di attrarre con maggiore efficacia i talenti. Allo stesso tempo permangono degli ambiti di preoccupazione. Tra questi, i conflitti interni sui salari (75%), l’aumento delle richieste retributive da parte dei dipendenti (65%) e la complessità amministrativa nell’adozione delle nuove misure (43%). “I risultati dell’indagine dimostrano come politiche di trasparenza salariale definite possano aumentare la capacità delle imprese di attrarre talenti – afferma Alessio Campi, people & Culture Director di Hays Italia –. E in un momento ancora complesso sul fronte del reperimento delle risorse, questo tema è sempre più centrale. La direttiva rappresenta quindi non solo un passaggio normativo rilevante, ma anche un’opportunità concreta per rafforzare la cultura aziendale, migliorare l’employer branding e costruire un rapporto di maggiore fiducia con i dipendenti. È un percorso che può fare da apripista per tutto il mercato e che ci auspichiamo, in futuro, coinvolga anche le organizzazioni di dimensioni più contenute”. Quanto ai principali timori delle aziende, a preoccupare non sono soltanto le eventuali sanzioni economiche (per il 36%), pur considerate rilevanti, ma soprattutto il rischio di contenziosi legali e cause di lavoro (57%) e i danni reputazionali (41%). Tra i dubbi più ricorrenti emerge inoltre il possibile obbligo di adeguamento retroattivo delle retribuzioni (37%), aspetto che contribuisce ad alimentare un clima di incertezza. In questo contesto, la trasparenza salariale si conferma un tema destinato a incidere profondamente sulle politiche HR e sull’organizzazione del lavoro. Affinché la direttiva possa tradursi in un’opportunità concreta di equità, fiducia e competitività, sarà fondamentale accompagnare aziende e lavoratori con maggiore informazione, consapevolezza e preparazione operativa. “La riforma introdotta dalla Direttiva europea sulla trasparenza salariale chiede alle imprese un cambio di passo culturale, oltre che organizzativo”, afferma l’avvocato Antonella Lo Sinno, dello Studio Legale Daverio & Florio. “La difficoltà non consiste solo nel rispettare nuovi obblighi (ad esempio, in ambito pre-assuntivo o nelle relazioni con i sindacati), ma nel costruire un sistema retributivo più trasparente, coerente e sostenibile nel tempo. Per molte aziende ciò significherà un’analisi dell’organizzazione aziendale con riferimento a ruoli, inquadramenti, criteri delle politiche salariali e delle progressioni d carriera, affrontando un percorso che richiederà, innanzitutto, analisi, metodo, chiarezza comunicativa a tutti i livelli aziendali e una governance più strutturata del tema”, conclude.
(Adnkronos) - È online il terzo episodio di "Amazing - idee e buone pratiche per una città sostenibile", il podcast realizzato da Ama e Adnkronos per una vita più green. Nel terzo episodio della serie, "Sicurezza e decoro urbano: l'evoluzione del presidio del territorio", si parlerà di quello che si nasconde dietro al degrado urbano: un sistema complesso, che va dalla semplice disattenzione fino a vere e proprie reti criminali che lucrano sullo smaltimento illecito. Verranno analizzate le strategie messe in campo da Ama e perché il decoro urbano è il primo pilastro per il controllo e la sicurezza del territorio. Gli ospiti di questo terzo episodio sono il direttore comunicazione, relazioni istituzionali e regolatorio di Ama Spa, Patrizio Caligiuri, e il primo dirigente della Polizia di Stato, dirigente del commissariato Viminale, Fabio Germani, che dialogheranno con Lorenzo Capezzuoli Ranchi, host del podcast. "Amazing", un progetto Ama e Adnkronos. Disponibile su tutte le piattaforme, su podcast.adnkronos.com e amaroma.it.