(Adnkronos) - In vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, Coca-Cola presenta un modello integrato per la distribuzione delle bevande che combina logistica sostenibile, innovazione nel packaging e sistemi avanzati di raccolta e riciclo. Un progetto pensato per affrontare la complessità di un evento diffuso su più territori, garantendo elevati standard di sicurezza ed efficienza operativa, e che punta su bottiglie in plastica 100% riciclata, trasporti a basse emissioni e infrastrutture dedicate al riciclo, lasciando un’eredità concreta alla filiera anche oltre i Giochi. Da decenni, Coca-Cola in Italia continua a lavorare nel ridurre l'impronta ambientale dei propri imballaggi e processi produttivi, investendo in innovazioni di formati e materiali per aiutare a ridurre i rifiuti, adottando soluzioni definite sulla base delle esigenze del mercato e delle condizioni di raccolta dei rifiuti del Paese. Dal 2023 in Italia tutte le bottiglie di plastica del portafoglio di bibite prodotte localmente sono, esclusi etichette e tappi, realizzate con il 100% di plastica riciclata (rPet). In occasione dei Giochi Invernali, Coca-Cola ha compiuto un ulteriore passo avanti sulla bottiglia da 500 ml di Lurisia Bolle Stille, Acqua Ufficiale dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, disponibile ora in 100% rPet, esclusi etichetta e tappo. Durante i Giochi Invernali di Milano Cortina 2026, il portafoglio di prodotti Coca-Cola offerto ai consumatori sarà composto da bottiglie realizzate, esclusi etichette e tappi, con il 100% di plastica riciclata. La scelta della plastica riciclata risponde alla necessità di coniugare i più elevati standard qualitativi e ambientali con le misure di sicurezza richieste per i grandi eventi sportivi. Inoltre, questo materiale, se correttamente conferito, può essere recuperato e potenzialmente riciclato in nuove bottiglie. A rendere possibile questo modello, lo stabilimento di Coca-Cola Hbc “CircularPET” a Gaglianico (BI), centro di eccellenza e innovazione per la lavorazione del PET riciclato. Grazie a un investimento di oltre 30 milioni di euro nel 2022, l’impianto ultramoderno è oggi in grado di trasformare ogni anno fino a 30.000 tonnellate di semplici scaglie di plastica post-consumo in nuovo PET 100% riciclato per le bottiglie di tutte le bibite Coca-Cola e di acqua Lurisia Bolle Stille servite durante i Giochi e distribuite nel Paese. “Lo stabilimento di Gaglianico trasforma il concetto di “rifiuto” in risorsa strategica” commenta Giangiacomo Pierini, Corporate Affairs & Sustainability Director di Coca-Cola Hbc Italia. “È la dimostrazione di come una visione sul lungo periodo, supportata da relativi investimenti, tecnologia, competenze e capacità produttiva, possa arrivare a stabilire un modello che può permettere alle bottiglie di ritornare ad essere tali, già efficace in Italia e ora in grado di sostenere anche grandi eventi di portata internazionale come i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026”. Per contribuire a guidare innovazioni che aiutino a gestire il nostro impatto ambientale anche a valle della filiera, Coca-Cola sta lavorando per intervenire anche sull’efficienza energetica dei punti vendita dei siti olimpici fornendo 1.200 frigovetrine di nuova generazione, ad oggi le più efficienti disponibili sul mercato1. Al termine dei Giochi Invernali, queste apparecchiature saranno fornite da Coca-Cola Hbc Italia ai punti vendita del Paese, come hotel, ristoranti o supermercati, lasciando una eredità concreta per lo sviluppo della filiera. La strategia di Coca-Cola prevede lo sviluppo di un modello di distribuzione, con l’obiettivo di migliorare i metodi di trasporto. Le bibite, prodotte localmente dalla fabbrica Coca-Cola Hbc Italia di Nogara (Vr), e le acque Lurisia, imbottigliate nel sito di Roccaforte di Mondovì (Cn), saranno gestite attraverso due hub logistici principali. Da qui, cogliendo la sfida logistica di un’Olimpiade diffusa, per i trasporti nelle aree urbane di Milano e Verona verranno utilizzati veicoli elettrici, mentre per le località montane saranno utilizzati mezzi alimentati a biocarburanti. All’interno delle diverse località di gara, accanto alla raccolta differenziata degli altri materiali, saranno implementati con il supporto di Coripet - un consorzio Epr (responsabilità estesa del produttore) volontario riconosciuto dal Mase per il riciclo delle bottiglie in Pet post consumo - dei cestini dedicati alla raccolta del sole bottiglie di plastica, per garantire un'efficace raccolta e facilitarne il riciclo. A questi, sarà affiancato l’utilizzo di ecocompattatori ovvero macchine dove depositare le bottiglie in Pet, che sono in grado di riconoscere, accettare e compattare i contenitori solo se sono effettivamente bottiglie in plastica. Per favorire un aumento della raccolta di tutte le confezioni e garantirne il corretto avvio a riciclo, Coca-Cola ha inoltre supportato attivamente il Comitato Organizzatore di Milano Cortina 2026 e Conai (Consorzio Nazionale Imballaggi), che ha sviluppato un piano di comunicazione. “Il modello per Milano Cortina 2026 non è un progetto isolato, ma l’evoluzione della nostra visione e del nostro percorso di sostenibilità. Nato da un lavoro di ascolto e di progettazione condivisa, coinvolgendo istituzioni, partner industriali e territori, per mettere a fattor comune competenze ed esperienze diverse”, racconta Cristina Camilli, Direttore Comunicazione, Relazioni Istituzionali e Sostenibilità di Coca-Cola Italia. “Creare l'infrastruttura e coinvolgere il pubblico per un avvio al corretto riciclo sono passaggi fondamentali per contribuire a ridurre i rifiuti di imballaggio e dare nuova vita alle nostre bottiglie”. Un approccio simile, per raccogliere e riciclare gli imballaggi delle bevande, è stato adottato anche in occasione del Viaggio della Fiamma Olimpica, durante il quale le bevande sono state distribuite in mini-lattine di alluminio. La raccolta e l’avvio a riciclo sono gestiti attraverso un sistema itinerante dedicato, sviluppato grazie al supporto di Cial (Consorzio Nazionale Imballaggi Alluminio).
(Adnkronos) - Domani, mercoledì 14 gennaio, alle ore 11, l’università Lum 'Giuseppe Degennaro' ospiterà un nuovo appuntamento di open day con Giorgio Perinetti e Michele Pennetti, co-autori del libro 'Quello che non ho visto arrivare. Emanuela, l'anoressia e ciò che resta di bello'. L’incontro rappresenta un’importante occasione di confronto e sensibilizzazione sui temi del disagio psicologico giovanile, oltre che un momento di approfondimento sulle attività e sugli strumenti di supporto che l’Ateneo mette a disposizione dei propri studenti. Dopo i saluti del Rettore, prof. Antonello Garzoni, introdurrà l’iniziativa il professor Leonardo Fazio, referente del servizio 'Lum Ascolta', che sarà presentato nel corso dell’evento come testimonianza dell’attenzione dell’università al benessere della persona e alla centralità dello studente.
(Adnkronos) - In viale Du Tillot è stato messo a dimora il 100.000° albero del progetto KilometroVerdeParma. Un Ginkgo biloba, specie longeva e straordinariamente resistente, scelto come simbolo di memoria, resilienza e continuità tra generazioni. L’albero segna anche l’avvio di un arboreto urbano, concepito come museo a cielo aperto, che accoglierà 150 specie arboree provenienti da tutto il mondo, offrendo alla città uno spazio di conoscenza, cura e relazione profonda con la natura. La posa simbolica ha coinvolto bambini, soci, istituzioni, partner e cittadini, in un momento di partecipazione condivisa che restituisce il senso più autentico del progetto: prendersi cura oggi del territorio significa costruire benessere, qualità della vita e futuro per le generazioni che verranno. "Il Ginkgo che oggi piantiamo non è solo un albero. È un segno di continuità: ci ricorda che la vita, come il verde, cresce con lentezza e tenacia, e che ogni scelta di cura lascia tracce durature nel tempo e nello spazio", ha dichiarato Maria Paola Chiesi, presidente del Consorzio Forestale KilometroVerdeParma. Fondato il 6 maggio 2020, il Consorzio Forestale KilometroVerdeParma ha dato forma a un percorso strutturato di forestazione e rigenerazione ambientale, costruendo nel tempo un modello rigenerativo fondato su visione strategica, metodo scientifico e collaborazione stabile tra aziende socie, organizzazioni non profit, istituzioni e cittadinanza. La forestazione viene così interpretata come infrastruttura verde viva, capace di incidere positivamente sulla qualità dell’ambiente e sulla quotidianità delle persone. In cinque anni, il progetto ha portato avanti oltre 60 operazioni di forestazione urbana ed extraurbana, contribuendo alla mitigazione delle temperature estive, al miglioramento della qualità dell’aria, alla gestione delle acque meteoriche e alla creazione di spazi di socialità e benessere diffuso. Parallelamente, 14.000 studenti sono stati coinvolti in percorsi educativi che integrano la conoscenza scientifica con un’educazione più ampia alla cura del territorio, alla responsabilità ambientale e alla relazione tra persone e natura. A questo si aggiungono 100 eventi pubblici, che hanno reso il verde parte integrante della vita culturale e sociale della comunità parmense. Tra le numerose realizzazioni sviluppate sul territorio, l’AgriBosco Barilla rappresenta un esempio di forestazione di ampia scala, con 23 ettari e oltre 4.100 piante, destinati a produrre benefici ambientali duraturi nel tempo. Accanto a questo, il Bosco del Molino di Agugiaro & Figna, con 18.000 alberi su 13 ettari, contribuisce in modo significativo al rafforzamento della biodiversità e al riequilibrio ecologico del territorio. Il KilometroVerdeParma lungo l’autostrada A1, sviluppato grazie al contributo di Chiesi, Davines e Dulevo, conta circa 18.000 alberi e costituisce un ampio progetto di forestazione lineare integrato a un’infrastruttura viaria, con un ruolo rilevante nella riduzione degli impatti ambientali e nella ricucitura del paesaggio. Accanto alle iniziative di maggiore estensione, KilometroVerdeParma ha promosso una partecipazione civica diffusa. Il Bosco Parma Mia, grazie alla sottoscrizione di un patto di collaborazione di cittadinanza attiva con il Comune di Parma e finanziato interamente tramite crowdfunding con il coinvolgimento di 350 donatori, conta oltre 1.000 piante, mentre diverse rotatorie urbane, come quelle di Mutti, Fiere di Parma e Ghirardi - per citarne solo alcune - sono state trasformate in micro-oasi di biodiversità, restituendo valore ecologico e paesaggistico a spazi della quotidianità cittadina. Ogni bosco è certificato Pefc (Programme for endorsement of forest certification schemes) e supportato da solide basi scientifiche. Le ricerche condotte dallo spin-off universitario Vsafe evidenziano come, su un orizzonte di 30 anni, i benefici economici e ambientali dei boschi urbani e periurbani del Consorzio superino ampiamente l’investimento iniziale, grazie ai servizi ecosistemici generati: mitigazione del clima urbano, regolazione delle acque meteoriche, riduzione degli inquinanti atmosferici e valore ricreativo. In questo quadro si inserisce anche il progetto educativo WeTree, che dal 2020 ha coinvolto 613 classi e organizzato 243 uscite ed esplorazioni didattiche, contribuendo a costruire una consapevolezza ambientale solida, concreta e condivisa. KilometroVerdeParma è firmatario del Contratto Climatico della Città di Parma e dell’Alleanza Territoriale Carbon Neutrality, con l’obiettivo di ridurre le emissioni dell’85% entro il 2030. Ogni albero piantato viene mappato attraverso piattaforme europee come MapMyTree, rafforzando il ruolo di Parma come laboratorio avanzato di adattamento climatico, rigenerazione urbana e benessere collettivo. Il Ginkgo biloba di viale Du Tillot non rappresenta soltanto un traguardo numerico, ma l’inizio di una nuova fase: un luogo in cui natura, conoscenza e memoria si intrecciano, restituendo al verde il suo ruolo più profondo, quello di cura silenziosa, continua e lungimirante della città.