(Adnkronos) - "Crediamo molto nella campagna 'Non scuoterlo' per informare sulle problematiche e le conseguenze, anche molto invalidanti, della pratica di scuotere i bambini, soprattutto quelli più piccoli, dalle 2 settimane ai 6 mesi di vita". Lo ha detto Valentina Vanzi, presidente della Commissione d'Albo per infermieri pediatrici della Fnopi-Federazione nazionale Ordini professioni infermieristiche, all'Adnkronos Salute in occasione della campagna che interesserà, l'11 e il 12 aprile, oltre 150 piazze italiane per le Giornate nazionali di prevenzione della sindrome del bambino scosso. L'iniziativa, promossa dalla Fondazione Terre des Hommes, segna il primo passo concreto dell'accordo sottoscritto tra la Fnopi e la Fondazione per promuovere attività di formazione e sostenere iniziative di sensibilizzazione e prevenzione sulle forme di maltrattamento e discriminazione nei confronti dei più piccoli. "Come infermieri e", in particolare, "infermieri pediatrici - spiega Vanzi - notiamo che spesso la 'shaken baby syndrome' non è connotata dall'intenzionalità: nasce come una reazione in eseguito all'esasperazione per un pianto inconsolabile, alla mancanza di sonno, a tutta una serie di fattori che sono estremamente stressogeni per i genitori che, quasi per calmare il piccolo, tendono a scuoterlo. Per questo c'è bisogno di fare una comunicazione e un'educazione a tappeto sugli esiti di una tale pratica”. E in questo gli infermieri "sono sicuramente in prima linea, anche perché la diagnosi è complessa - chiarisce - Bisogna attenzionare una serie di segni e sintomi: spesso non viene neanche presentato questo tipo di precedente quando magari i genitori portano il bambino all'attenzione del pronto soccorso perché notano una letargia, o - nei casi più importanti - una reazione di vomito incontenibile, un'irritabilità eccessiva o, addirittura, le convulsioni". Attualmente "non sappiamo quantificare quanta deve essere la forza meccanica e per quanto deve essere perpetuata per causare delle conseguenze nel piccolo - sottolinea Vanzi - ma sappiamo che a volte può essere sufficiente anche uno scuotimento energetico di 3-4 volte per qualche secondo per portare a dei danni invalidanti sui bambini". La casistica "in termini assoluti non è alta - precisa - Ma è alta la morbilità e la mortalità che ne può derivare: 1 caso su 4 di quelli che vengono diagnosticati come shaking baby syndrome può portare a esiti come il coma o la morte del neonato o del lattante. Nei primi mesi di vita - illustra l'esperta - il cranio non ha ancora tutta la muscolatura e le strutture osteocartilaginee sviluppate per resistere all'insulto meccanico: anche per questo c'è bisogno di una campagna di informazione". Domani e domenica, dunque, "a livello nazionale ci saranno degli info point sia a livello ospedaliero, per incontrare i genitori negli ambulatori, durante visite o ricoveri, ma soprattutto in territori 'laici': piazze, parchi, tutte quelle aree dove possiamo incontrare le famiglie, ma anche i nonni - particolarmente preziosi anche in questo contesto - per trasmettere le informazioni sugli effetti di questa pratica. Materiali informativi - conclude Vanzi - sono comunque disponibili anche sul sito di Terre de Hommes".
(Adnkronos) - A pochi giorni dall’Assemblea dei soci il Consiglio di amministrazione del Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia elegge alla guida del Consorzio di tutela vini Doc Sicilia Alessio Planeta. La decisione è stata presa oggi, venerdì 10 aprile, durante la prima seduta del nuovo CdA. L'assemblea ha inoltre riconfermato per il triennio i 12 membri del Consiglio di Amministrazione del Consorzio di Tutela Vini Doc Sicilia: il presidente eletto Alessio Planeta (amministratore delegato Planeta), il presidente uscente Antonio Rallo (amministratore delegato Donnafugata), Vincenzo Ampola (presidente Cantine Petrosino), Gaspare Baiata (presidente Cantine Paolini), Giuseppe Bursi (presidente Cantine Settesoli), Salvatore Chiantia (presidente Cantina La Vite), Rosario Di Maria (presidente Cantine Er-mes), Giuseppe Figlioli (direttore Cantine Birgi), Roberto Magnisi (direttore Duca di Salaparuta), Filippo Paladino (vicepresidente Colomba Bianca), Letizia Russo (direttore Feudo Arancio) e Alberto Tasca (presidente Tasca d’Almerita). La scelta del Cda conferma la volontà di proseguire con una governance orientata alla valorizzazione del patrimonio vitivinicolo siciliano, al rafforzamento delle attività di tutela e promozione e a uno sviluppo strategico sui mercati nazionali e internazionali. Il neopresidente Alessio Planeta, in una lettera aperta, scrive: "Vorrei esprimere, da un lato, la gioia per questo incarico così prestigioso, che rappresenta un grande onore per me, per la mia famiglia, per la nostra azienda e per tutti i nostri dipendenti. Dall’altro, desidero manifestare la mia gratitudine all’amico Antonio Rallo e a tutti i Consigli di amministrazione che hanno preceduto questa presidenza, per il lavoro straordinario svolto: prima la creazione del Consorzio, poi lo sviluppo di una struttura effi-ciente, fatta di persone e professionisti, capace di accompagnare e sostenere il vino siciliano sin dal 2012". "Sento -continua- un forte senso di responsabilità, legato alla complessità del momento che stiamo attraversando: siamo di fronte a grandi sfide, in un mercato sempre più complesso e in una congiuntura non facile, in cui il settore vitivinicolo è oggetto di pressioni e attacchi da diversi fronti, tra cambiamenti nei modelli di consumo, crescente attenzione, talvolta anche distorta, ai temi della salute, dinamiche internazionali instabili e una competizione sempre più globale. A tutto ciò si aggiungono tensioni sui costi, incertezze geopolitiche e una comunicazione che spesso non valorizza adeguatamente la cultura e il valore del vino, elementi che ci impongono lucidità, coesione e capacità di visione. Allo stesso tempo abbiamo davanti a noi straordinarie opportunità, che derivano dal vigneto più sostenibile d’Italia, da un patrimonio di varietà vastissimo, capace di rispondere alle esigenze del consumatore contemporaneo e di offrire basi solide su cui costruire i vini del presente, e dal crescente successo del turismo in Sicilia, che rappresenta un volano fondamentale per la crescita del comparto vitivinicolo".
(Adnkronos) - Seguire il viaggio di una mela, prodotto simbolo della Val di Non, per ritrovarsi nel cuore profondo delle Dolomiti. E' la proposta rivolta ai visitatori, condotti per la prima volta in un luogo solitamente impenetrabile. A idearla, a partire dall’11 aprile, il Consorzio Melinda che, in collaborazione con le Aziende per il Turismo (ApT) della Val di Non e della Val di Sole e con il supporto di Trentino Marketing, lancia un nuovo programma di esperienze turistiche aprendo al pubblico le sue celle ipogee, i magazzini sotterranei scavati nella roccia dove vengono conservati i frutti. Ad accogliere il pubblico sarà anche MondoMelinda, il rinnovato centro visitatori situato a Segno di Predaia (TN). Pensata come casa per i soci e per la comunità locale, la struttura è anche uno spazio dedicato al racconto della valle e delle sue tradizioni. Qui, il percorso di visita accompagna il pubblico alla scoperta della storia del Consorzio, delle varietà di mele e delle eccellenze agricole locali, restituendo l’immagine di un sistema territoriale basato su agricoltura e cooperazione. La proposta turistica del Consorzio prenderà il via in occasione dell’evento Fiorinda, la festa della fioritura in Val di Non, in programma l’11 e 12 aprile. Verrà infatti data l’opportunità al pubblico di partecipare ad una Special Edition inaugurale delle visite alle celle ipogee e alla Funivia delle mele, l’innovativa infrastruttura inaugurata alla fine dello scorso anno per garantire un trasporto della frutta a ridotto impatto ambientale. Situate all’interno della miniera di dolomia di Rio Maggiore, le celle si trovano a circa 300 metri di profondità. Non una semplice visita a un sito industriale, ma un vero viaggio nel sottosuolo delle Dolomiti. Durante il percorso, della durata di circa un’ora e mezza, i visitatori scopriranno l’origine di un’idea - trasformare una miniera in un grande frigorifero naturale - e gli aspetti tecnici che hanno consentito di concretizzarla. Ma anche i vantaggi offerti dalle particolari condizioni ambientali - bassa temperatura e impermeabilità - di questo luogo: minori consumi idrici ed energetici (il 30% in meno, per questi ultimi, rispetto ai magazzini di superficie), ridotte emissioni di CO2 ed eliminazione dei pannelli coibentanti tipici delle strutture industriali. Non solo. Da pochi mesi è attiva l’ormai famosa Funivia delle Mele, nata dalla visione di Melinda e finanziata in parte dal programma europeo Next Generation Eu gestito dal ministero dell’Agricoltura, impianto a fune dedicato al trasporto di frutta. Alimentato da fonti rinnovabili (idroelettrico), sfrutta il peso delle mele in discesa per contribuire alla riduzione dei consumi energetici. Dopo il weekend inaugurale, le esperienze entreranno stabilmente nella proposta turistica delle valli con tre percorsi principali. “Nei territori come il nostro agricoltura e turismo non sono semplicemente attività che convivono: sono espressioni diverse della stessa identità - afferma Ernesto Seppi, presidente del Consorzio Melinda - L’agricoltura disegna il paesaggio, custodisce la cultura e i valori delle comunità; il turismo ne diventa il naturale prolungamento, permettendo alle persone di entrare in relazione con questa storia. Oggi i consumatori chiedono sempre più autenticità: vogliono conoscere l’origine di ciò che mangiano, incontrare i luoghi e le persone che stanno dietro al viaggio delle nostre mele. Aprire le celle ipogee significa proprio questo: offrire un’esperienza che unisce innovazione, territorio e comunità, restituendo il senso profondo di una valle che da generazioni coltiva futuro”.