(Adnkronos) - Il futuro di Giacomo Raspadori è diventato, negli scorsi giorni, un piccolo 'giallo' di mercato. L'attaccante azzurro sembrava destinato a vestire la maglia della Roma, che aveva trovato l'accordo con l'Atletico Madrid per un trasferimento in prestito, ma ha scelto l'Atalanta, che ha messo sul piatto un'operazione a titolo definitivo. A spiegare l'evolversi della trattativa ci ha pensato Claudio Ranieri, senior advisor della Roma: "Cosa è successo con Raspadori? Non vorrei parlare di mercato però per quanto riguarda Raspadori, noi abbiamo cercato diversi giocatori e quando si è capito che lui non era interessato alla nostra chiamata, perché non ha mai voluto parlare con noi, allora abbiamo desistito e abbiamo capito che il ragazzo non voleva venire", ha detto ai microfoni di SportMediaset nel prepartita di Roma-Torino, valida per gli ottavi di finale di Coppa Italia. "Sarà stato per il fatto che lo avremmo preso in prestito e non a titolo definitivo, non lo so", ha concluso Ranieri.
(Adnkronos) - Staffetta generazionale, managerializzazione di 20mila pmi industriali e una riflessione sulla base fiscale del futuro: sono queste le tre leve strategiche indicate da Federmanager nel corso dell’evento 'Work shortage e sfida demografica: verso un nuovo paradigma del lavoro', promosso da Federmanager insieme all’Associazione Allievi della Scuola nazionale dell’Amministrazione. “L’Italia - ha spiegato Valter Quercioli, presidente di Federmanager - deve mettere in campo una vera staffetta generazionale per non perdere futuro. Il work shortage non è mancanza di competenze, ma incapacità di valorizzarle. Ogni manager che lascia il lavoro senza trasferire know-how è un pezzo di competitività che il Paese perde. Ora servono decisioni, non rinvii”. Nel suo intervento, Quercioli ha richiamato la necessità di una lettura strutturale del work shortage, legata all’andamento demografico che sta riducendo la forza lavoro e mettendo sotto pressione il sistema economico e sociale. Secondo le più recenti previsioni di Istat ed Eurostat, nei prossimi dieci anni l’Italia rischia di perdere oltre 4 milioni di lavoratori, con un impatto destinato a protrarsi fino al 2050. In questo contesto nasce la proposta di staffette generazionali strutturate, non episodiche, che consentano a management senior e giovani professionisti di lavorare insieme in percorsi programmati di mentoring, advisory, temporary management e flessibilità organizzativa. Un nuovo patto generazionale che permetta di mantenere attivo il capitale umano più esperto, accelerare la crescita delle nuove generazioni e ridurre la pressione sul welfare pubblico. Ma secondo Federmanager la risposta alla crisi demografica non può fermarsi al solo numero di occupati. “Con meno persone al lavoro - ha proseguito Quercioli - la sostenibilità del sistema dipenderà sempre di più dal valore aggiunto prodotto per addetto. Per questo proponiamo un programma di managerializzazione di almeno 20mila pmi industriali e di servizi alle imprese, oggi poco strutturate ma con alto potenziale di crescita. Attualmente solo il 5% delle imprese industriali italiane è managerializzato, ma produce la gran parte del valore del Made in Italy competitivo sui mercati internazionali, con livelli di produttività comparabili a quelli di Germania e Francia”. Questo quadro rende inevitabile una riflessione sulla base fiscale del futuro: “se una quota crescente di valore aggiunto sarà generata da automazione e sistemi digitali, senza tradursi in base occupazionale, diventerà necessario interrogarsi su come quel valore possa contribuire in modo equo e sostenibile al finanziamento del welfare, evitando che il carico ricada su un numero sempre più ristretto di lavoratori”. “La demografia agisce lentamente, ma i suoi effetti sul lavoro sono già qui e non ammettono scorciatoie - ha concluso Quercioli - Federmanager continuerà a portare la voce del management nel dialogo con le istituzioni, perché il futuro del lavoro si costruisce ora, con scelte tempestive, coerenti e durature”.
(Adnkronos) - Soddisfazione da parte dell’industria italiana del Gnl rappresentata da Assogasliquidi-Federchimica per l’avvenuta pubblicazione oggi del decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, datato 24 ottobre, che definisce criteri di riparto del Fondo da 590 milioni di euro per la strategia di mobilità pesante sostenibile. Il decreto era molto atteso dal comparto perché stabilisce l'entità delle risorse destinate al rinnovo del parco veicolare per il settore dell’autotrasporto merci nel quinquennio 2027-2031. "Il raggiungimento di questo obiettivo è il risultato di un'intensa e proficua attività di sensibilizzazione e confronto tecnico portata avanti con determinazione anche dalla nostra associazione, in sinergia con le associazioni rappresentative Anfia e Anita" commenta Matteo Cimenti, Presidente di Assogasliquidi-Federchimica. "Esprimiamo vivo apprezzamento – sottolinea Cimenti – per l’operato del Ministro Salvini e delle competenti Direzioni del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Il loro lavoro ha permesso di tradurre in realtà una visione strutturale del sostegno al settore dei trasporti". "Il decreto – aggiunge Costantino Amadei, Presidente del Gruppo Gnl di Assogasliquidi - rappresenta un tassello decisivo nell’opera di rappresentanza del settore del Gnl, attività che abbiamo avviato oltre dieci anni fa. L’adozione di una programmazione pluriennale e strutturale dei fondi risponde pienamente alle istanze presentate dall’Associazione a più riprese al decisore pubblico. Il provvedimento – continua Amadei - contribuirà in modo determinante alla ripresa sostanziale delle immatricolazioni di mezzi pesanti alimentati a Gnl e bioGnl, carburanti immediatamente disponibili e tecnologicamente maturi, decisivi per la politica energetica nazionale e per il conseguimento degli obiettivi europei di decarbonizzazione del trasporto pesante". Proprio per garantire che la misura sia indirizzata al rinnovo del parco a favore dei carburanti alternativi, in vista dei futuri passaggi normativi, Assogasliquidi richiama l’attenzione sulla necessità di prevedere, nei prossimi decreti attuativi, specifiche premialità per le imprese di autotrasporto che scelgono virtuosamente di investire nel rinnovo della flotta con mezzi alimentati a Gnl e bioGnl. "Siamo certi – conclude Amadei - che anche nella successiva fase attuativa non mancherà l’attenzione del Ministero dei Trasporti e del Governo tutto, verso le Imprese impegnate a investire nella crescita della disponibilità dei mezzi alimentati a Gnl e bioGnl e delle infrastrutture di stoccaggio e distribuzione di tali carburanti, una vera eccellenza industriale a livello internazionale".