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Milano Cortina 2026, Pamich: "Non sono stato abbandonato in strada dopo aver fatto il tedoforo"

(Adnkronos) - "Ci tengo a precisare che non è vero che io sia stato abbandonato dopo aver fatto il tedoforo a Vicenza, semplicemente non sono salito sul pullman dell'organizzazione perché mi sono venuti a prendere degli amici e sono andato via in ...

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Universitas Mercatorum, 1° ateneo telematico italiano riconosciuto 'research entity' a livello europeo

(Adnkronos) - Universitas Mercatorum è la prima università telematica italiana ad essere stata riconosciuta come 'research entity' a livello europeo, da parte di Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione Europea che inserisce l’ateneo tra ...

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“L’economia circolare non è solo riciclo, è una rivoluzione culturale”: De Santoli spiega perché

(Adnkronos) - “L’economia circolare non è solo gestire i rifiuti per farli far diventare una risorsa, cosa pure importante. È un modo di pensare e di operare, una cultura che riguarda l’intero ciclo di vita dei prodotti. È qualche cosa ...

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Milano Cortina 2026, Pamich: "Non sono stato abbandonato in strada dopo aver fatto il tedoforo"

(Adnkronos) - "Ci tengo a precisare che non è vero che io sia stato abbandonato dopo aver fatto il tedoforo a Vicenza, semplicemente non sono salito sul pullman dell'organizzazione perché mi sono venuti a prendere degli amici e sono andato via in macchina con loro. Sono rimasto sbalordito quando l'ho letto". Così all'Adnkronos il campione olimpico della 50 km di marcia a Tokyo 1964 Abdon Pamich, che lo scorso 20 gennaio a Vicenza ha portato la fiamma olimpica di Milano Cortina 2026. Pamich ha risposto così alle voci circolate sui social nelle ultime ore, che lo vedevano "abbandonato dall'organizzazione delle Olimpiadi di Milano Cortina" dopo i suoi 200 metri da tedoforo nel viaggio della fiamma olimpica. La leggenda azzurra ha aggiunto: "E' stata una bellissima esperienza fare il tedoforo, è stata la prima volta in 92 anni di vita. Mi ha fatto anche piacere di essere stato riconosciuto da tante persone, ho fatto selfie e firmato autografi, è stato un bel bagno di folla".

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Universitas Mercatorum, 1° ateneo telematico italiano riconosciuto 'research entity' a livello europeo

(Adnkronos) - Universitas Mercatorum è la prima università telematica italiana ad essere stata riconosciuta come 'research entity' a livello europeo, da parte di Eurostat, l’ufficio statistico dell’Unione Europea che inserisce l’ateneo tra le istituzioni abilitate a operare nel sistema della ricerca europea fondata su dati ufficiali. Lo status di research entity, attribuito dalla Commissione Europea-Eurostat, è riservato a un numero selezionato di università e centri di ricerca che soddisfano stringenti requisiti di qualità scientifica, affidabilità istituzionale, sicurezza dei dati ed etica della ricerca, ed è finalizzato allo svolgimento di attività basate sull’accesso ai microdati statistici europei. Grazie a questo accreditamento, l’ateneo si integra nel sistema europeo della ricerca fondata su dati ufficiali, con la possibilità di presentare progetti di ricerca e accedere in modalità controllata ai microdati Eurostat per analizzare fenomeni economici, sociali e territoriali di rilevanza strategica per le politiche pubbliche e per i processi di sviluppo. “Questo riconoscimento - dichiara Giovanni Cannata, rettore di UniMercatorum - conferma la nostra presenza nella ricerca europea basata su evidenze ufficiali. E' il risultato di un percorso costruito su rigore scientifico, responsabilità istituzionale e visione internazionale. Universitas Mercatorum dimostra di essere una università digitale capace di coniugare innovazione didattica e ricerca di alto livello, contribuendo in modo riconosciuto alla produzione di conoscenza a supporto delle decisioni pubbliche”.

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“L’economia circolare non è solo riciclo, è una rivoluzione culturale”: De Santoli spiega perché

(Adnkronos) - “L’economia circolare non è solo gestire i rifiuti per farli far diventare una risorsa, cosa pure importante. È un modo di pensare e di operare, una cultura che riguarda l’intero ciclo di vita dei prodotti. È qualche cosa di rivoluzionario”. A dirlo è Livio De Santoli, prorettore per la Sostenibilità all’Università Sapienza di Roma, che all’Adnkronos sottolinea la necessità di fare un cambio di mentalità, da parte sia delle persone che dei decisori. Per De Santoli, occorre infatti passare da un approccio consumistico e lineare (rifiuti come scarti) a una visione circolare (rifiuti come risorse) che integri ambiente, società ed economia, superando il greenwashing e assumendosi la responsabilità personale e collettiva per la crisi climatica. E occorre farlo applicando questo nuova “tipologia di vita”, a “tutto”. Intanto, lungo lo Stivale si stanno avendo “dei buoni risultati nel campo della gestione dei rifiuti — vedo che ormai le percentuali nelle città stiano veramente arrivando a dei valori elevati”, evidenzia il prorettore. L’economia circolare è in effetti un settore dove “l’Italia è sempre stata all’avanguardia” e dove “avrà sicuramente un grande ruolo”, sottolinea il prorettore. Per dare qualche cifra, secondo i dati Conai l’Italia nel 2024 ha riciclato il 76,7% di imballaggi immessi sul mercato, pari a 10,7 milioni di tonnellate. Nel dettaglio, sono state riciclate oltre 435.500 tonnellate di acciaio, 62.400 tonnellate di alluminio, 4.605 milioni di tonnellate di carta e cartone, 2.314 milioni di tonnellate di legno, 1.131 milioni di tonnellate di plastica convenzionale e 47.500 tonnellate di bioplastica compostabile – per un totale di 1.179 milioni di tonnellate – e quasi 2.103 milioni di tonnellate di vetro. Da segnalare il risultato del settore della plastica, che ha superato nel 2024 l’obiettivo del 50% di riciclo fissato dall’Unione Europea per il 2025. Sommando i dati relativi al recupero energetico a quelli relativi al riciclo, la quantità totale di imballaggi a fine vita recuperati supera i 12 milioni di tonnellate : l’86,4% degli imballaggi immessi sul mercato. Questi risultati non arrivano per caso. “L’Italia ha già una tradizione industriale e artigianale che favorisce l’efficienza, e questo può diventare un vantaggio competitivo”, osserva De Santoli. Il Paese è stato “pioniere anche sul fronte dell’efficienza energetica”: già dagli anni Settanta esistevano politiche avanzate, e oggi, sottolinea il prorettore, registriamo “una delle intensità energetiche più basse d’Europa, dimostrando che è possibile crescere consumando meno energia”. E a proposito di Europa: nell’ultimo anno, in nome della competitività, Bruxelles ha avviato un’opera di semplificazione che, partendo da una necessità su cui tutti concordano – recuperare terreno rispetto ai competitor, in primis Stati Uniti e Cina – rischia secondo alcuni di distruggere lo sforzo verso un mondo più verde, oltre al ruolo di leader globale della transizione energetica ed ecologica che l’Unione si è costruita negli ultimi anni. De Santoli è tra chi la pensa così: “Mi auguro che si trovi un equilibrio, perché non si può cancellare un lavoro di cinque anni”. “Siamo vicini al traguardo 2030 e dobbiamo continuare fino al 2050. Alcuni Paesi sono sulla buona strada, l’Italia un po’ meno, ma non ha alternative: seguire la transizione energetica e digitale è l’unico modo per garantire sviluppo industriale, riduzione dei costi e nuova occupazione”.

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