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(Adnkronos) - Il segreto di Jannik Sinner? La scaramanzia. A pochi giorni dall'inizio degli Australian Open, primo Slam della stagione al via il prossimo 18 gennaio, il tennista azzurro ha già 'prenotato' il suo armadietto negli spogliatoi della Rod Laver Arena, lo stesso che usava nelle due precedenti edizioni del torneo, vinte entrambe proprio da Sinner. "Ho sempre gli stessi armadietti nello spogliatoio di Melbourne, sono vicini alle docce", ha rivelato Sinner al canale YouTube degli Australian Open, "sono superstizioso a riguardo. Se le cose non vanno bene per un paio d'anni, allora cerco di cambiarle. Per esempio, ho modificato un paio di cose a Wimbledon l'anno scorso. Non le cambierò qui, finora sta andando bene". Sinner ha poi esternato tutta la sua felicità per l'inizio della nuova stagione, in cui dovrà rincorrere il primo posto nel ranking occupato da Carlos Alcaraz: "È fantastico essere di nuovo qui, è un posto speciale per me. Quando inizi una nuova stagione, hai sempre dei dubbi", ha spiegato, "non sai mai cosa succederà. Alcuni di noi non hanno ancora giocato partite ufficiali. Non vedo l'ora di iniziare". L'azzurro ha poi parlato del rapporto speciale che lo lega al suo allenatore, Simone Vagnozzi: "Lui ha la sua visione e il suo mondo", ha detto ridendo, "scherzi a parte, Simone è molto professionale e guarda più partite di tutti noi per darmi più feedback possibile. Lo prendo spesso in giro, ci conosciamo da molto tempo e abbiamo un legame profondo".
(Adnkronos) - Davvero dal 7 giugno potremo conoscere lo stipendio del nostro collega? Da tempo si parla della possibilità per i lavoratori di conoscere lo stipendio dei propri colleghi al fine di ridurre le diseguaglianze retributive. L’Europa ha confermato la data del 7 giugno, entro la quale dovrà essere recepita la direttiva Ue 2023/970 sulla parità di retribuzione tra uomo e donna attraverso la trasparenza salariale. "I lavoratori quindi avranno a disposizione nuovi strumenti per valutare se sussiste una potenziale disparità salariale - legata al genere - con i propri colleghi. Questo diritto all’informazione è stato stabilito dalla Direttiva Ue 2023/970 che dovrà essere recepita in Italia in coerenza alla legge delega del 21 febbraio 2024, n. 15. Tuttavia, tale diritto non dà la possibilità di conoscere lo stipendio di un singolo collega. Infatti, secondo l’articolo 7 della Direttiva, i lavoratori potranno richiedere al proprio datore di lavoro informazioni scritte relative al 'loro livello retributivo individuale' e ai 'livelli retributivi medi, ripartiti per sesso, delle categorie di lavoratori che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore'", spiega ad Adnkronos/Labitalia l’avvocato Antonella Lo Sinno, managing partner dello studio legale Daverio & Florio. L'esperta sottolinea che quindi "non si potrà quindi sapere quanto guadagna il singolo collega, ma si potranno chiedere dati aggregati, divisi fra uomini e donne, per categorie omogenee di lavoratori, in modo da ottenere un confronto oggettivo della propria posizione. Questo approccio bilancia l’esigenza di trasparenza sulle retribuzioni con il diritto alla privacy dei singoli dipendenti. Ciò è tanto vero che, laddove la divulgazione di informazioni comporti la comunicazione della 'retribuzione di un lavoratore identificabile', la Direttiva prevede che gli Stati membri della Ue possano decidere di fornire le informazioni solo a certe categorie di soggetti (ad esempio, a rappresentanti dei lavoratori o all’ispettorato del lavoro)", conclude Lo Sinno.
(Adnkronos) - Nel 2025 i disastri naturali hanno causato perdite significative in tutto il mondo: complessivamente, i danni ammontano a circa 224 miliardi di dollari americani, di cui circa 108 miliardi sono stati coperti dagli assicuratori. E' quanto rivela il report di Munich Re, stando al quale il 2025 si aggiunge così alla lista, sempre più lunga, degli anni in cui le perdite assicurate hanno superato la soglia dei 100 miliardi di dollari, nonostante le perdite siano state inferiori rispetto all'anno precedente. Nel 2024, le perdite complessive al netto dell'inflazione ammontavano a 368 miliardi di dollari, di cui 147 miliardi erano stati assicurati. Le catastrofi meteorologiche hanno rappresentato il 92% di tutte le perdite del 2025 e il 97% delle perdite assicurate. Circa 17.200 persone hanno perso la vita in disastri naturali in tutto il mondo, un numero significativamente superiore a quello dell'anno precedente (circa 11.000), ma inferiore alla media decennale di 17.800 e alla media trentennale di 41.900. Stando all'analisi, nel 2025, il quadro generale è allarmante per quanto riguarda le inondazioni, le violente tempeste convettive e gli incendi boschivi. Un impatto crescente a lungo termine è attribuito a tali pericoli non di picco, che hanno portato a perdite totali pari a 166 miliardi di dollari lo scorso anno, di cui circa 98 miliardi erano assicurati. La distruzione causata da questi pericoli è stata superiore alle medie corrette per l'inflazione degli ultimi 10 e 30 anni (perdite complessive: 136 miliardi di dollari/90 miliardi di dollari; perdite assicurate: 60 miliardi di dollari/33 miliardi di dollari). "Alla luce di queste perdite estreme, è chiaro che nel 2025 il mondo è stato risparmiato da perdite potenzialmente molto più gravi solo per puro caso. Ciò vale in particolare per il fatto che nessun uragano ha colpito il territorio continentale degli Stati Uniti, sebbene vi si siano verificate forti tempeste", sottolinea lo studio. Gli incendi boschivi che hanno colpito l'area di Los Angeles nel mese di gennaio hanno costituito di gran lunga il disastro naturale più costoso dell'anno. Una combinazione pericolosa di siccità e forti venti invernali ha creato le condizioni ideali per lo sviluppo degli incendi. Le perdite complessive sono state pari a circa 53 miliardi di dollari, comprese le perdite assicurate per circa 40 miliardi di dollari. Si tratta del disastro causato da incendi boschivi più costoso mai registrato. Il secondo disastro naturale più costoso dell'anno in termini di perdite complessive è stato il forte terremoto di magnitudo 7,7 in Myanmar. In termini di danni assicurati, i violenti temporali che hanno colpito per diversi giorni gli Stati centrali e meridionali degli Stati Uniti nel mese di marzo hanno causato il secondo disastro naturale più costoso del 2025. Il 2025 per l'Europa ha visto perdite dovute a catastrofi naturali pari a circa 11 miliardi di dollari americani, di cui circa la metà era assicurata (media decennale: 35 miliardi di dollari/12 miliardi di dollari). Per Tobias Grimm, capo climatologo di Munich Re, "il riscaldamento globale aumenta la probabilità di catastrofi meteorologiche estreme. Dato che il 2025 è stato un altro anno molto caldo, gli ultimi 12 anni sono stati i più caldi mai registrati. I segnali di allarme persistono. Infatti, nelle circostanze attuali, il cambiamento climatico può peggiorare ulteriormente”. “L’anno è iniziato in modo difficile, con perdite molto elevate causate dagli incendi boschivi a Los Angeles. Solo per pura fortuna gli Stati Uniti sono stati risparmiati dagli uragani nel 2025. Tuttavia, il Paese è ancora al primo posto nelle statistiche sui sinistri, a causa della tendenza crescente a danni molto ingenti causati da pericoli non di picco. Dobbiamo essere realistici: adattarsi a questi rischi è essenziale. In linea con la nostra nuova strategia pluriennale Ambition 2030, Munich Re è pronta a mettere in campo la propria competenza e solidità finanziaria per assumersi ancora più rischi legati alle catastrofi naturali e rafforzare la rete di sicurezza assicurativa per l'economia globale", afferma Thomas Blunck, Member of the Board of Management.