(Adnkronos) - Oggi, venerdì 4 aprile, è sciopero nazionale per scuola e studenti. In tutta Italia sono stati organizzati cortei di protesta. "Solo l'unione tra lavoratori e studenti può contrastare un sistema sempre più aberrante", ha affermato Usb Scuola, che ha aderito all'"Allarme Rosso" lanciato dalle rappresentanze studentesche contro la scuola del ministro Valditara e dell’Ue. Soddisfatti gli organizzatori: "Oltre 100 fra ricercatori e professori hanno firmato il nostro appello sull'Università, e alcuni di loro - raccontano - sono anche venuti in presidio stamane con noi. Più di 30 città stamane sono scese in piazza: studenti e lavoratori uniti nella lotta verso un governo che distrugge l'istruzione italiana. È stato di certo il più importante successo raggiunto in questo anno politico". Lo sciopero, promosso a livello nazionale da Usb Scuola, nasce dall’opposizione al rinnovo contrattuale giudicato penalizzante per docenti e personale Ata, alla chiamata diretta degli insegnanti di sostegno da parte delle famiglie e ai tagli all’istruzione a favore degli investimenti in armamenti. Contestate anche la riforma degli istituti tecnici e professionali, le nuove linee guida per il primo ciclo scolastico, definite classiste e discriminatorie, e il mercato dei titoli abilitanti. Usb Scuola sostiene inoltre l’assunzione dei precari in I fascia delle Gps e dei vincitori di concorsi pubblici. A promuovere la giornata di mobilitazione a Torino è il Fronte della Gioventù Comunista (Fgc), che denuncia, in particolare, le scelte del governo in materia di istruzione e la scelta del riarmo nel contesto internazionale dell'escalation bellica. "L’aumento delle spese militari è inaccettabile – hanno spiegato dal megafono i manifestanti - no mentre il governo continua a tagliare i fondi all’istruzione pubblica. Solo lo scorso anno, i finanziamenti per le università sono diminuiti di 170 milioni di euro. Scendiamo in piazza contro le riforme del governo in materia di istruzione, dalla riforma Valditara, all’alternanza scuola-lavoro.Vogliamo investimenti per l'istruzione pubblica, una didattica di qualità e diciamo basta alla propaganda reazionaria nelle scuole. Scendiamo in piazza, inoltre, per chiedere di fermare il genocidio in Palestina e contro il riarmo, noi vogliamo scuole per tutti non bombe". Ad aprire il corteo uno striscione che recita 'Soldi alla formazione non alla guerra' e due fantocci, un manichino con la foto del ministro Valditara con elmetto, giacca mimetica su cui è appuntata la scritta ‘sceriffo’ e un cartonato che raffigura un asino con la scritta ‘Bernini somara’. Una volta raggiunta la sede dell’Unione Industriali di Torino, alcuni manifestanti con mani sporche di vernice rossa hanno imbrattato i muri della sede degli industriali torinesi. Un’azione dimostrativa per protestare contro gli studenti rimasti vittime in questi anni nel corso di stage previsti dall’alternanza scuola lavoro. Le foto della bandiera Nato e del ministro dell'Istruzione, Giuseppe Valditara, sono state bruciate in strada. Poco prima foto del premier Giorgia Meloni, della Commissaria europea, Ursula von der Leyen, dei ministri Matteo Salvini e Valditara e dei leader di Pd è Azione, Elly Schlein e Carlo Calenda, erano state imbrattate con mani sporche di vernice rossa. Il corteo si è concluso in piazza Vittorio. "Oggi è stata una giornata bellissima - hanno sottolineato i manifestanti al termine dal megafono - migliaia di studenti sono scesi in piazza in tutta Italia per far sentire la loro voce perché non si arrendono e non si arrenderanno mai". "La lotta continua e non si fermerà perché la pace non si fa stanziando 800 miliardi per il riarmo. Questo momento non deve essere la fine della lotta ma un punto importante in cui gli studenti prendono consapevolezza che devono rispondere uniti alle barbarie di questo sistema", hanno concluso. Il corteo a Genova, organizzato da Genova e Cambiare Rotta Genova, è partito alle 9 da piazza De Ferrari e ha attraversato il centro cittadino, percorrendo via XXV Aprile, piazza Fontane Marose, piazza Portello, Galleria Nino Bixio, piazza Corvetto, via Serra, via de Amicis, via Fiume, Brignole e via XX Settembre, per concludersi intorno alle 11 in piazza Matteotti. Diverse scuole hanno aderito alla protesta, tra cui San Giorgio, Klee, Barabino, Coombo, Vittorio, Cassini, Pertini, Duchessa di Galliera, Deledda, Mazzini, Calvino, Bergese, Fermi, Gobetti, Gastaldi-Abba, Marco Polo, Luzzati e Da Vigo di Chiavari. Il presidente del consiglio regionale ed esponente di Fratelli d'Italia Stefano Balleari ha fatto sapere che durante il corteo degli studenti "il poster del Premier Giorgia Meloni e dei ministri Valditara e Bernini" sono stati "affissi in piazza Corvetto e fatti mira di lancio di oggetti da parte dei manifestanti". "Manifestare - ha detto - è un diritto, usare la manifestazione in modo violento e strumentale, è oltraggio alla democrazia. La condanna di quanto accaduto oggi a Genova deve essere trasversale: contro l'odio e la violenza, nessuna tolleranza". Si è concluso anche il corteo di Roma, organizzato dagli studenti di Cambiare Rotta e dell’Osa, insieme ad altre sigle sindacali. Cominciato alle 9 davanti al ministero dell'Università e della Ricerca, è terminato a Largo Argentina. Tra i cori durante la marcia 'Meloni stiamo arrivando' e 'Vogliamo studentati, vogliamo residenze'. Tra le tappe anche quella al ministero dell'Istruzione e del Merito, davanti al quale è stata bruciata una bandiera dell'Unione Europea. Il portone del Ministero della Giustizia invece è stato oggetto di un lancio di verdure e uova. Fra i cori scanditi "Noi la guerra non la paghiamo", "Anna Maria Bernini devi andartene", "Odio la Cgil, la Cisl e la Uil".
(Adnkronos) - "Dopo le recenti dichiarazioni del Presidente Trump e la firma dell’ordine esecutivo per l’introduzione di dazi 'reciproci' del 20% verso l’Unione europea, diventa fondamentale saper leggere tra le righe delle normative globali e trasformare le sfide in opportunità". Ad affermarlo Lucio Miranda, presidente di ExportUsa, società di consulenza che aiuta le imprese italiane a entrare, con successo, nel mercato americano. Secondo l'osservatorio di ExportUsa, la First Sale Rule - una disposizione ben nota nel contesto doganale statunitense - si conferma, oggi più che mai, uno strumento strategico per chi esporta verso gli Usa: "Questa regola - chiarisce Miranda - consente di calcolare i dazi doganali sul primo prezzo di vendita nella catena commerciale, il più basso, e non sull’ultimo prezzo pagato dal cliente americano. Il risultato? Riduzione del valore imponibile e, di conseguenza, dei dazi: un vantaggio competitivo tutt’altro che marginale". Ma c’è di più. "Tutto ciò che rientra - precisa - nella sfera dei servizi in generale e dei servizi digitali, software e piattaforme, non è soggetto a dazi. Un elemento che rende ancora più strategico per molte imprese italiane puntare sulla valorizzazione del proprio know-how immateriale. E torna in primo piano anche l’ecommerce diretto dall’Italia verso gli Usa: gli ordini con valore inferiore a 800 dollari sono esenti da dazi. Un'opportunità che diventa ancora più interessante se si considera che questa agevolazione non si applica più alla Cina, che oggi vede colpito anche l’e-commerce di basso valore (anche solo 5 dollari, ad esempio)". "Per l’Italia si apre così una finestra di opportunità concreta: possiamo essere più competitivi non solo nei prezzi, ma anche sul fronte della struttura commerciale. Per tutte le altre categorie merceologiche materiali, una mossa strategica oggi potrebbe essere quella di costituire una società negli Stati Uniti, in forma consortile tra più aziende dello stesso settore. Questa società agirebbe da importatore-distributore diretto, evitando il tradizionale ricarico del 30-35% applicato dai distributori terzi. In pratica, diventi l’importatore e il distributore di te stesso. Con tutti i vantaggi in termini di margini, controllo e rapidità di accesso al mercato che questo comporta. È il momento di muoversi con visione, coraggio e competenze internazionali. Non dimentichiamo che la conferenza stampa del Presidente americano ha ufficialmente aperto i negoziati. Non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza per avviare trattative bilaterali con visione e apertura reciproca", conclude.
(Adnkronos) - La Puglia si conferma una regione in continua trasformazione, capace di coniugare tradizione e innovazione, sviluppo economico e sostenibilità. In questo scenario di crescita e trasformazione, il 4 e 5 aprile, nei luoghi dello Spazio Murat e dell’Ex Mercato del Pesce a Bari, Bari diventa il fulcro dell’innovazione con la quarta edizione di Abcd - A Bari Capitale Digitale, un evento che riunisce studenti, professionisti e imprenditori, per esplorare i nuovi scenari del lavoro, della formazione e dello sviluppo professionale attraverso la partecipazione a panel, talk e momenti di networking con speaker di eccezione. Il focus di quest'anno sposterà l’attenzione dei partecipanti dai futuri probabili a quelli possibili, sfidando i limiti della realtà odierna e aprendo nuove prospettive: dalla digitalizzazione alla sostenibilità, dall’innovazione tecnologica al benessere, fino alla costruzione di carriere non convenzionali in un mondo in costante evoluzione. In questo contesto, la Regione Puglia sarà protagonista con la promozione della strategia #mareAsinistra, messa in campo dalle opportunità offerte dal Pr Puglia Fesr Fse+ 21/27. #mareAsinistra è la strategia di attrazione e valorizzazione dei talenti che, rientrando o restando, scelgono la Puglia per innovare, lavorare e costruire il proprio futuro, trasformandola in un ecosistema fertile per la crescita personale e professionale. Durante Abcd 2025, saranno raccontate esperienze di successo e testimonianze di chi ha investito sulla regione, sfruttando le opportunità che territorio e politiche regionali offrono. Verranno illustrate le azioni messe in campo per attrarre talenti, trattenere le menti brillanti e favorire il rientro di professionisti che hanno scelto di tornare nella propria terra d’origine. “Abcd si conferma per il 4° anno un appuntamento immancabile per Bari e la Puglia - dice Rocco De Franchi, direttore della Struttura Speciale Comunicazione istituzionale della Regione Puglia - Una 2 giorni di grande esposizione mediatica della città di Bari, un momento di confronto molto partecipato con una vastissima platea di giovani del Mezzogiorno e di tutta Italia che incontrano esperti, stakeholder e imprese del settore digital, del marketing e delle Ict a livello nazionale e internazionale. Siamo felici di mostrare al pubblico ciò che il nostro territorio è veramente: una regione pronta ad accogliere le opportunità che l’Europa offre, una regione modello per capacità di gestire, progettare, investire e distribuire sul territorio i finanziamenti dell'Unione Europea, la regione italiana che più di tutte ha usato i fondi europei Fesr (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) e Fse (Fondo Sociale Europeo) nel periodo di programmazione 2014-2020. La Puglia è una terra accogliente e aperta al futuro, che parla attraverso le facce di tutti i giovani che, con competenza, passione ed energia, animeranno questo weekend di studio, di riflessione e anche di spensieratezza”. Iniziativa editoriale cofinanziata dall'Unione Europea per la Regione Puglia con le risorse del PR Puglia FESR - FSE+ 2021-2027