INFORMAZIONIVincenza AlessioSchneider Electric Sustainability Business Elettrodomestici, Elettronica e Hardware, Energia, Acqua e Ambiente Ruolo: Communication Internal Area: Communication Management Vincenza Alessio |
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(Adnkronos) - Gli affezionati "lettori" di Lady Whistledown sono pronti per tornare nel mondo dell'alta società della 'Regency Era'. Oggi, giovedì 29 gennaio, Netflix rende disponibile la prima parte della quarta stagione di 'Bridgerton', una delle serie tv di maggiore successo della piattaforma streaming. L'appuntamento è alle 9 del mattino. A partire da quel momento su Netflix saranno disponibili gli episodi 1, 2, 3 e 4 della nuova stagione. È solo la prima parte di 'Bridgerton 4': per la seconda bisognerà attendere il 26 febbraio. Al centro della storia, la ricerca dell'amore di Benedict Bridgerton (Luke Thompson). Il bohémien secondogenito rifiuta di sistemarsi, nonostante le insistenti richieste della madre, la matriarca Lady Violet Bridgerton (Ruth Gemmell). Finché, al ballo in maschera organizzato da Violet, Benedict rimane folgorato da una misteriosa Dama d’Argento dal volto coperto. Con l’aiuto, seppur riluttante, della sorella Eloise (Claudia Jessie), Benedict si lancia in società per scoprire l’identità della giovane donna. Ma in realtà, la donna dei suoi sogni non appartiene affatto all’alta società: è una brillante cameriera di nome Sophie Baek (Yerin Ha), al servizio della temibile padrona di casa, Araminta Gun (Katie Leung). Quando il destino porta Benedict e Sophie a rincontrarsi, lui si trova diviso tra la realtà dell’affetto per questa affascinante domestica e la fantasia della Dama d’Argento, ignaro che siano in realtà la stessa persona. L’incapacità di Benedict di vedere che le due donne sono una sola rischierà di distruggere la scintilla innegabile che li unisce? E l’amore può davvero vincere tutto, persino un legame proibito dalla società per via della differenza di classe? A ispirare il percorso di Benedict ci sono anche i matrimoni dei suoi fratelli - tra cui Francesca (Hannah Dodd) con John Stirling (Victor Alli) e Colin (Luke Newton) con Penelope (Nicola Coughlan), che affronta nuove sfide ora che la sua identità di cronista mondana è stata resa pubblica. La serie, interamente girata a Londra, è prodotta da Shonda Rhimes, Betsy Beers, Tom Verica e Chris Van Dusen. Jess Brownell è showrunner e produttore esecutivo. "La trasformazione più significativa di Benedict avviene quando incontra Sophie: mette insieme tutte le parti della sua vita, quella più fantastica e quella più reale. Grazie a lei cresce, fa un passo avanti", racconta Thompson. L’attore ha riflettuto anche sulla rappresentazione della mascolinità, descrivendo Benedict come un uomo libero da rigidità e ansie identitarie: "Spesso - soprattutto per gli uomini - le dinamiche dell’amore e del sesso portano a suddividere la vita in compartimenti, a cercare di controllare le emozioni. In un momento della stagione anche Benedict rischia di farlo". Ma, aggiunge, "non vive con angoscia. La sua sessualità non lo definisce. È curioso, aperto, non cerca di controllare tutto. C’è una delicatezza in lui, una qualità spesso attribuita alle donne, ma che lui possiede profondamente. Ed è bello vedere un uomo rappresentato così". Se Benedict cambia grazie a Sophie, è perché Sophie stessa è un personaggio costruito su una forte identità. Yerin Ha la descrive come "una Cenerentola moderna", capace di parlare al pubblico contemporaneo grazie alla sua forza e alla sua autonomia: "Ha barriere molto alte intorno a sé, non si accontenta di un uomo solo perché le offre qualcosa. E poi c’è il suo percorso di scoperta di sé, della propria identità e di cosa significhi essere innamorati e condividere la vita con qualcuno".
(Adnkronos) - Trentacinque anni di storia e un nuovo piano industriale triennale. Ibg s.p.a. società benefit, leader nel settore del food & beverage e partner d’eccellenza di PepsiCo, ha presentato presso lo stabilimento di Buccino (Sa) i risultati conseguiti e le strategie future nel corso dell'evento corporate 'Back to the Future. Nuovi spazi per nuove sfide'. L'azienda ha ripercorso 35 anni di successi sotto la guida del ceo Rosario Caputo, delineando un nuovo piano industriale triennale focalizzato su sostenibilità, innovazione tecnologica e impatto sociale. Presso lo stabilimento produttivo di Ibg spa sb, nella zona industriale di Buccino (Sa), erano presenti personalità del mondo delle istituzioni e dell’imprenditoria, come: i vertici di PepsiCo, con Torben Nielsen, Gm vice president West Europe Foods e Paolo Rizzo, gm e ad PepsiCo Italia; i vertici di importanti istituti di credito nazionali come Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banco Bpm e Bnl; Valentino Valentini, viceministro al Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit); Fulvio Bonavitacola, assessore alle Attività Produttive e Sviluppo Economico della Regione Campania; Joseph Bagga-Taves, console all’ufficio politico-economico del consolato degli Usa a Napoli; Antonio D’Amato, cavaliere del lavoro e presidente di Seda international packaging group; Nicola Arnone, presidente di Società generale delle Acque Minerali S.p.A; Andrea Prete, presidente di Unioncamere; Antonello Sada, presidente di Confindustria Salerno. "Celebrare i 35 anni di attività del nostro stabilimento di Buccino – afferma Rosario Caputo, ceo di Ibg SpA Società Benefit - non significa solo guardare ai traguardi raggiunti, ma riaffermare il nostro legame indissolubile con questo territorio. Dal 1990 ad oggi abbiamo investito circa 70 milioni di euro per trasformare questa realtà in un polo d’eccellenza tecnologica e sostenibile, capace di competere ai massimi livelli nel mercato globale del beverage and food. Oggi, grazie anche al nostro nuovo piano industriale triennale da oltre 12 milioni di euro, guardiamo al futuro con la consapevolezza dei propri mezzi e il coraggio di innovare, poichè la velocità del cambiamento non è più un fatto eccezionale, ma una condizione strutturale per guardare con fiducia al futuro", sottolinea. "Per la nostra azienda – prosegue il ceo di Ibg spa sb - il futuro non è un luogo d’arrivo, ma il percorso incessante verso la linea dell’orizzonte. Il nostro cammino è chiaro, se il passato ci ha consegnato competenze e credibilità e il presente ci impone lucidità, il futuro ci chiede coraggio. Non abbiamo mai temuto i venti, nemmeno i più minacciosi. Non perché li sottovalutiamo, ma perché la nostra determinazione risiede nella capacità di adeguare le rotte e gli assetti organizzativi senza mai perdere di vista l'approdo. La solidità di un’impresa moderna non si misura evitando la tempesta, ma dimostrando di saperla attraversare: quando la meta è chiara, anche la tempesta diventa solo un banco di prova. Per confermare chi siamo e cosa sappiamo fare. Pertanto – conclude Caputo - continueremo a inseguire la linea del nostro orizzonte. Quella che ci porterà sempre più avanti”. 'Back to the Future', non è solo un titolo evocativo, ma un vero e proprio manifesto programmatico: tornare alle radici dei risultati ottenuti per governare consapevolmente la direzione futura. In un mercato globale in continua evoluzione che ha imposto e tuttora impone sfide difficili, Ibg spa sb ha saputo distinguersi trasformando le complessità del territorio in opportunità competitive, costruendo il proprio successo su quattro pilastri inossidabili: capacità di visione e di lettura del cambiamento; velocità di esecuzione e disciplina del fare; costruzione della fiducia; il valore del capitale umano.
(Adnkronos) - “L’economia circolare non è solo gestire i rifiuti per farli far diventare una risorsa, cosa pure importante. È un modo di pensare e di operare, una cultura che riguarda l’intero ciclo di vita dei prodotti. È qualche cosa di rivoluzionario”. A dirlo è Livio De Santoli, prorettore per la Sostenibilità all’Università Sapienza di Roma, che all’Adnkronos sottolinea la necessità di fare un cambio di mentalità, da parte sia delle persone che dei decisori. Per De Santoli, occorre infatti passare da un approccio consumistico e lineare (rifiuti come scarti) a una visione circolare (rifiuti come risorse) che integri ambiente, società ed economia, superando il greenwashing e assumendosi la responsabilità personale e collettiva per la crisi climatica. E occorre farlo applicando questo nuova “tipologia di vita”, a “tutto”. Intanto, lungo lo Stivale si stanno avendo “dei buoni risultati nel campo della gestione dei rifiuti — vedo che ormai le percentuali nelle città stiano veramente arrivando a dei valori elevati”, evidenzia il prorettore. L’economia circolare è in effetti un settore dove “l’Italia è sempre stata all’avanguardia” e dove “avrà sicuramente un grande ruolo”, sottolinea il prorettore. Per dare qualche cifra, secondo i dati Conai l’Italia nel 2024 ha riciclato il 76,7% di imballaggi immessi sul mercato, pari a 10,7 milioni di tonnellate. Nel dettaglio, sono state riciclate oltre 435.500 tonnellate di acciaio, 62.400 tonnellate di alluminio, 4.605 milioni di tonnellate di carta e cartone, 2.314 milioni di tonnellate di legno, 1.131 milioni di tonnellate di plastica convenzionale e 47.500 tonnellate di bioplastica compostabile – per un totale di 1.179 milioni di tonnellate – e quasi 2.103 milioni di tonnellate di vetro. Da segnalare il risultato del settore della plastica, che ha superato nel 2024 l’obiettivo del 50% di riciclo fissato dall’Unione Europea per il 2025. Sommando i dati relativi al recupero energetico a quelli relativi al riciclo, la quantità totale di imballaggi a fine vita recuperati supera i 12 milioni di tonnellate : l’86,4% degli imballaggi immessi sul mercato. Questi risultati non arrivano per caso. “L’Italia ha già una tradizione industriale e artigianale che favorisce l’efficienza, e questo può diventare un vantaggio competitivo”, osserva De Santoli. Il Paese è stato “pioniere anche sul fronte dell’efficienza energetica”: già dagli anni Settanta esistevano politiche avanzate, e oggi, sottolinea il prorettore, registriamo “una delle intensità energetiche più basse d’Europa, dimostrando che è possibile crescere consumando meno energia”. E a proposito di Europa: nell’ultimo anno, in nome della competitività, Bruxelles ha avviato un’opera di semplificazione che, partendo da una necessità su cui tutti concordano – recuperare terreno rispetto ai competitor, in primis Stati Uniti e Cina – rischia secondo alcuni di distruggere lo sforzo verso un mondo più verde, oltre al ruolo di leader globale della transizione energetica ed ecologica che l’Unione si è costruita negli ultimi anni. De Santoli è tra chi la pensa così: “Mi auguro che si trovi un equilibrio, perché non si può cancellare un lavoro di cinque anni”. “Siamo vicini al traguardo 2030 e dobbiamo continuare fino al 2050. Alcuni Paesi sono sulla buona strada, l’Italia un po’ meno, ma non ha alternative: seguire la transizione energetica e digitale è l’unico modo per garantire sviluppo industriale, riduzione dei costi e nuova occupazione”.