INFORMAZIONIVeronica E. Redusa |
INFORMAZIONIVeronica E. Redusa |
(Adnkronos) - Preoccupazione per i dazi, ma niente allarmismi. La premier Giorgia Meloni, in visita a Ortona alla nave scuola Amerigo Vespucci, ribadisce alle telecamere quanto dichiarato ieri sera al Tg1 dopo la scure sulle merci europee annunciata dal presidente americano Donald Trump. L'inquilina di Palazzo Chigi si definisce "ovviamente preoccupata" per i dazi, che rappresentano "un problema da risolvere" ma non "la catastrofe che sto ascoltando in questi giorni" e mette in guardia dall'"allarmismo che stiamo vedendo in queste ore". Gli Stati Uniti, sottolinea Meloni, sono "un mercato importante, che vale circa il 10% del nostro export. Non smetteremo di esportare negli Usa", ribadisce. La prossima settimana, ripete la leader di Fdi, il governo incontrerà i rappresentanti delle categorie produttive per cercare soluzioni "a livello italiano ed europeo", all'interno di una "trattativa con gli Usa" che punti "a rimuovere tutti i dazi, non a moltiplicarli". Dopodiché le trattative, ricorda Meloni, "si fanno in due". Un dialogo con gli Usa sui dazi "non è questione di speranza - risponde la premier - Io credo che sia quello che va fatto. Per l'interesse nostro, per l'interesse della nostra economia, per l'interesse europeo, per l'interesse occidentale e quindi perseguo quello che ritengo sia più giusto". "Non penso - aggiunge - che in una fase come questa sia più utile divaricare ulteriormente. Credo che la cosa utile da fare sia continuare a cercare delle soluzioni comuni perché alla fine altrimenti ci indeboliamo tutti. Poi, ripeto, sono valutazioni che si devono fare con altri interlocutori e vedremo anche qual è la posizione degli interlocutori". "In questo momento noi possiamo intanto fare alcune cose a livello europeo che sono molto importanti, perché se abbiamo una difficoltà quella difficoltà deve portarci a lavorare sulla competitività del nostro sistema produttivo, della nostra industria, delle nostre aziende", sottolinea la presidente del Consiglio. "C'è un tema aperto rispetto al patto di stabilità: c'è una norma che si chiama clausola generale di salvaguardia, che prevede una sospensione, una deroga al patto di stabilità. Forse dovremmo ragionare di quello, o di fare una valutazione ulteriore su come è stato indicato il patto di stabilità", dice la premier. Quanto all'automotive, "sappiamo che oggi è un settore colpito dai dazi in maniera importante - osserva - quindi forse dovremmo ragionare di sospendere le norme del Green Deal relative al settore dell'automotive". "Ragioniamo, intanto, anche su che cosa noi possiamo fare sfruttando una difficoltà per farla diventare anche un modo per fare passi avanti importanti in una fase che lo richiede", sottolinea Meloni. Poi il tema dell'energia. "C'è una materia energetica che è fondamentale. La riforma del mercato elettrico, per esempio, è una cosa importante, ma bisogna accelerare - dice la premier - Sull'energia forse bisogna essere un po' più decisi e coraggiosi".
(Adnkronos) - "La ristorazione aziendale è momento di scambio e network tra i lavoratori e non è solo un momento di nutrizione. Noi abbiamo realizzato il nuovo spazio mensa con l'obiettivo di creare un momento in cui si da ai propri dipendenti qualcosa in più a livello di benessere. Abbiamo puntano ad aumentare la qualità del servizio, con varietà di tipologie di menu, andando ad abbracciare varie necessità. C'è la pizza tonda fatta sul forno al momento, la fettina di carne e il pesce, cibi che magari a casa non si hanno la possibilità di fare. E poi abbiamo l'app per prenotare il pranzo, attraverso cui si possono vedere i valori nutrizionali o cose che mi piacciono o meno". Così Luca Marchezzolo, hr manager corporate De'Longhi Group, ha raccontato l'esperienza di ristorazione aziendale in De'Longhi nel corso dell’evento 'Nutrire il benessere. Il valore della ristorazione aziendale' svoltosi oggi al Cirfood District. Per Marchezzolo, "è centrale quando si mangia in azienda trovarsi in uno spazio bello, nel nostro headquarter abbiamo creato spazio che guarda all'esterno, fortemente identitario". "E il feedback è stato molto positivo, e stiamo ragionando per il futuro anche sulla possibilità di portarsi qualcosa a casa per la sera, con un'app prenoto e porto a casa. E per contrastare lo spreco stiamo provando a a vedere quello che non viene cucinato ma non porzionato, come riuscire a gestirli alla sera", ha concluso.
(Adnkronos) - Il terremoto avvenuto questa mattina in Myanmar si è verificato in "un'area altamente sismica. Nel secolo scorso ci sono state parecchie scosse di magnitudo superiore a 7: in soli 26 anni, dal 1930 al 1956, ce ne sono state 6 di magnitudo superiore a 7, quindi è un terremoto del tutto atteso in quell'area". Così all'Adnkronos il presidente dell'Ingv, Carlo Doglioni, dopo il violentissimo sisma che ha colpito l'Asia. Si tratta di "una zona del mondo dove la placca indiana si muove verso nord-nordest sotto l'Asia e in quella zona della Burma ha una componente obliqua, sono dei terremoti che hanno una componente compressiva ma anche di movimento laterale tra le placche quello che noi chiamiamo transpressione destra". E', dunque, l'"effetto di questa convergenza obliqua tra l'India e l'Asia di circa 4 cm all'anno, velocità 10 volte più grandi di quelle che abbiamo in Italia dove la deformazione è dell'ordine dei millimetri all'anno: questo spiega perché lì ci sono terremoti molto più energetici che da noi". Il sisma di questa mattina "è di energia simile a quella dell'evento di febbraio 2023 in Turchia, difficile immaginare che non ci siano grossissimi danni e molte vittime". "Se persino a Bangkok, che si trova a parecchie centinaia di chilometri di distanza, ci sono stati crolli, dentro l'area epicentrale ci sarà sicuramente grande distruzione, molte frane e fenomeni di liquefazione (lo scuotimento del suolo che sembra solido, si liquefa e se ci sono abitazioni sopra queste collassano e ci possono essere ulteriori danni)", spiega. Non ci sono indicazioni per un rischio tsunami. "Il terremoto è avvenuto a centinaia di chilometri dalla costa, non ha rotture sul fondo mare, quindi non c'è un rischio tsunami come quello dell'Indonesia o di Tohoku, in Giappone", chiarisce. Sull'evoluzione del fenomeno nelle prossime ore, l'esperto spiega che "è avvenuto ciò che definiamo un main shock, cioè una scossa principale. Può succedere che, a volte, queste scosse principali siano accompagnate da scosse di magnitudo simile, come nel caso della Turchia, a distanza di poche ore. E' possibile. D'altronde c'è una sequenza che decade nel corso dei giorni in termini di numero di scosse di magnitudo che diventano sempre più piccole e sempre più diradate. Ma se la discesa è iniziata in maniera definitiva non lo sappiamo perché se c'è un'ulteriore recrudescenza, con un altro main shock, si riazzera l'orologio ". (di Francesca Romano)