INFORMAZIONIValentina Dallari |
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(Adnkronos) - "La giornata di oggi è molto importante per il mondo universitario perché", con l'accordo con "la Fondazione, garantiamo a tutte le università italiane, partendo da Tor Vergata, visite gratuite ed occhiali gratuiti per le categorie più fragili di studentesse e studenti". Lo ha detto Anna Maria Bernini, ministro dell'Università e della Ricerca, a Roma all'evento in cui è stato siglato un protocollo d'intesa tra la Crui - Conferenza dei rettori delle università italiane e la Fondazione OneSight EssilorLuxottica Italia, all'interno del progetto 'Campus visivo' che offre visite e occhiali da vista gratuiti agli studenti dell'ateneo di Tor Vergata che si trovano in condizioni di difficoltà economica. "Il diritto allo studio - sottolinea Bernini - non è solamente fatto di borse di studio e studentati, è un percorso di valorizzazione degli universitari facendo in modo che tutti i problemi" che si incontrano "in università possano essere risolti".
(Adnkronos) - 'Sprint Rules - La nuova stagione della content economy', è l'evento promosso dall'Unione nazionale consumatori alla Camera dei Deputati, dedicato alle nuove regole dell’influencer marketing, la responsabilità nella comunicazione online e la tutela del pubblico. L’incontro è stato promosso su iniziativa dei deputati Giulia Pastorella e Antonio D’Alessio e organizzato nell’ambito del progetto Sprint, dedicato alla valorizzazione di creator, contenuti e storie di valore. L’appuntamento ha riunito istituzioni, professionisti del settore, esperti di comunicazione e creator per analizzare l’evoluzione della content economy e il ruolo delle regole nel consolidamento di questo mercato. Il confronto si è aperto con un focus sulla dimensione normativa e sul quadro regolatorio che si sta delineando anche in Italia per il mondo dell’influencer marketing. Sono intervenuti: Massimiliano Dona (presidente di Unc e content creator), Francesca Pellicanò (Agcom- Autorità per le garanzie nelle comunicazioni), Vincenzo Guggino (Istituto di autodisciplina pubblicitaria) e Jacopo Ierussi (Ace-Associazione creator economy). A introdurre i lavori un contributo video dell’europarlamentare Brando Benifei, dedicato alle priorità europee sul tema della regolazione delle piattaforme e della comunicazione digitale. Si è poi allargato lo sguardo alle implicazioni sociali e culturali della comunicazione online: dalla responsabilità dei contenuti pubblicati sui social media al tema della tutela dei più giovani e dell’esposizione pubblica nell’ambiente digitale. Ne hanno discusso: Federico Rognoni (vidosertalent), Gennaro Romagnoli, Valentina Fiorenza-The Blonde Lawyer e Matteo Flora con contributi che hanno offerto prospettive diverse sul fenomeno, tra media, psicologia, comunicazione digitale e professione dei creator. "Il fatto che - afferma l'onorevole Giulia Pastorella - Giorgia Meloni abbia partecipato al podcast di fedez certifica che il mondo dei content creator e influencer è entrato nel mainstrem come mezzo di comunicazione importante. Bene che per la seconda volta alla Camera si parli di questa professione e delle nuove regole che l’Italia, avanguardia europea, si è data per questo settore". “Negli ultimi anni la creator economy è cresciuta molto rapidamente e oggi rappresenta una parte sempre più rilevante dell’ecosistema dei media e della comunicazione”, spiega Massimiliano Dona, presidente Unc. “Per questo è importante aprire un confronto sulle regole che possono accompagnare questa crescita, rendendo più trasparente il rapporto tra creator, piattaforme e pubblico”. L’incontro vuole offrire uno spazio di dialogo tra istituzioni, professionisti del settore e protagonisti della comunicazione digitale per riflettere su come la creator economy stia evolvendo da fenomeno emergente a settore sempre più strutturato dell’economia dei media. Proprio in questi giorni arriva la notizia che l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha appena pubblicato le FAQ operative che traducono finalmente la normativa in indicazioni concrete. Da quando il Codice di condotta per gli influencer è entrato in vigore, i dubbi pratici si sono moltiplicati. Le norme c’erano, ma nella quotidianità dei creator restavano molte zone grigie. Agcom risponde ora con due documenti: uno pensato direttamente per i creator, organizzato per situazioni concrete, e uno più tecnico destinato a professionisti, agenzie e brand. L’impostazione è volutamente pratica: le risposte non si limitano a richiamare obblighi normativi, ma forniscono criteri chiari su come comportarsi nei casi più frequenti. L'Unc elenca i principali. 1) I tool delle piattaforme non bastano (da soli). Una delle domande più ricorrenti: 'Paid partnership' o 'Contenuti brandizzati' di Instagram sono sufficienti? Agcom chiarisce: questi strumenti possono essere utili, ma non sostituiscono la disclosure testuale (es. 'Pubblicità/ADV/Sponsorizzato da), che deve risultare subito visibile. Se il tool non è chiaramente percepibile, la dicitura va comunque inserita in sovraimpressione e/o in apertura di caption. 2) Dove mettere esattamente la dicitura. Nei post: all’inizio della caption, prima del tasto 'altro/more'. Se usi hashtag, la disclosure va entro i primi tre. Nei video (reel, TikTok, YouTube): in sovraimpressione nelle prime scene e in descrizione. Nelle stories: in sovraimpressione su ogni story promozionale. Nelle dirette: visibile in overlay e ripetuta durante la live. 3) 'In collaborazione con' non va più bene. Per rapporti di committenza, diciture come 'in collaborazione con' o 'in partnership with' non sono idonee perché non rendono chiara la natura pubblicitaria. Vanno usate: 'Pubblicità', 'Advertising', 'ADV' (anche 'ADV+Brand'). 4) Prodotti regalati: quando si può omettere la dicitura Regola generale: 'gifted by... / prodotto inviato da...' Si può omettere solo se sono rispettate tutte queste condizioni insieme: il prodotto non è il focus, non mostra loghi riconoscibili, non c’è collaborazione in corso, il prodotto non è stato già oggetto di contenuti 'adv/gifted', on si concede al brand il riutilizzo del contenuto. 5) Eventi: invited by o ADV? Con contratto o rapporto promozionale in corso: 'Pubblicità/ADV' + brand. Invitati senza contratto: '#invitedby'.../ invitato da...' 6) Contenuti post-evento: quanto a lungo dichiarare? Se pubblichi un recap giorni o settimane dopo, serve disclosure se il brand è ancora riconoscibile (loghi, tag, location). Per prudenza, se il contenuto resta collegato al brand della collaborazione, mantenere la disclosure almeno nei 3 mesi successivi. L'Unc precisa che" i giornalisti iscritti all’Albo non sono qualificabili come influencer rilevanti, perché il Codice deontologico esclude compensi per finalità promozionali. E' invece influencer chi crea contenuti controllando le scelte editoriali a fronte di corrispettivo in denaro, prodotti, servizi o benefici. L’elenco non è un albo professionale. Agcom chiarisce: 'l'Elenco degli influencer rilevanti non abilita all’esercizio della professione'. E' semplicemente un registro pubblico a fini di trasparenza".
(Adnkronos) - Nella prima giornata di Biogas Italy, l’evento annuale del Cib Consorzio Italiano Biogas, dedicato al biogas e biometano agricolo, giunto alla sua decima edizione, è stata tracciata la strada da percorrere per raggiungere il pieno potenziale produttivo di gas rinnovabile agricolo al 2030. L’evento è stato l’occasione per festeggiare insieme anche il ventennale del Consorzio, ripercorrendo la storia di successo attraverso le voci di coloro che hanno contribuito a costruire il sistema che oggi è divenuto un modello a livello europeo. La giornata si è aperta con un focus sull’attuale quadro geopolitico internazionale e sulla crescente attenzione ai temi di sicurezza e indipendenza energetica. In questo contesto, la filiera agricola è protagonista, offrendo opportunità importanti in termini di alimentazione, energia e fertilizzazione organica. A fornire una fotografia della finanza rinnovabile alla prova delle crisi globale è intervento in particolare Francesco La Camera, Direttore generale Irena sostenendo che: “Viviamo un momento in cui l’energia è tornata al centro del dibattito globale, non solo come questione climatica, ma come questione di sicurezza, stabilità economica e sovranità strategica. Le tensioni geopolitiche recenti lo confermano con estrema chiarezza: un sistema energetico dominato dai combustibili fossili è inevitabilmente esposto alla geopolitica. In questo scenario, le bioenergie assumono un ruolo strategico e l’Italia rappresenta un esempio particolarmente rilevante, assumendo il ruolo di leader tra i paesi europei nello sviluppo del biometano, grazie a una filiera agricola avanzata, a un forte coinvolgimento del settore privato e a politiche di sostegno mirate.” Restando sul piano sovranazionale, a tracciare la prospettiva Europea sul settore è intervenuta, in collegamento, Biljana Kulisic, Dg Ener della Commissione Europea, che ha sottolineato: "Le bioenergie rappresentano una via di uscita già pronta e disponibile per l’Europa, in grado di rispondere efficacemente alla crisi energetica e climatica. Come Commissione, potremmo far leva sui tripartite agreement per costruire un concreto percorso di sicurezza energetica nel breve periodo. Inoltre, strumenti come RepowerEu e direttive europee chiave come la Red3, appena recepita anche in Italia, aiuteranno il sistema a definire le nuove norme di supporto fondamentali per lo sviluppo del settore del biogas e del biometano in Europa”. Una prospettiva in linea con le azioni che sta portando avanti anche Eba - European Biogas Association per la quale è intervenuto il direttore Harmen Dekker dando conto dei diversi dossier su cui l’Associazione è impegnata a favore del settore a livello europeo. Sul fronte nazionale, se da un lato serve rendere effettivi tutti gli investimenti promossi dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), dall’altro occorre proseguire il percorso di crescita del settore definendo un piano razionale ed efficace di lungo termine, favorendo il raggiungimento della traiettoria delineata dal Pniec con la quale si prevede di traguardare i 5,7 miliardi di mc al 2030. Serve quindi attivare un piano strutturato di almeno 5 anni che consenta agli operatori agricoli e industriali di programmare e scadenzare gli investimenti, con un sistema flessibile per le connessioni alla rete del gas e una maggiore interoperabilità tra le reti di distribuzione e trasporto, senza dimenticare la corretta valorizzazione della programmabilità degli impianti che producono energia elettrica e termica da biogas. Sono queste le proposte principali che secondo il Cib sono i punti cardine per favorire l’utilizzo effettivo del potenziale produttivo reale proveniente dal mondo agricolo. Un potenziale di biometano che potrà coprire al 2040 fino al 30% dei consumi di gas naturale a livello nazionale. In risposta a queste traiettorie la posizione dei decisori è apparsa chiara. A partire dal Segretario di Presidenza della Camera e membro della Commissione Ambiente On. Francesco Battistoni che ha dichiarato: “Efficientare il sistema, sul piano burocratico e fiscale, e arricchire il mix energetico con tutte le fonti è la strada che il governo sta seguendo, nell’obiettivo di valorizzare le imprese dei comparti interessati. Sono stato il primo firmatario dell’emendamento al DL Rigassificatori che ha istituito un meccanismo di prezzi minimi garantiti basato sui costi di produzione effettivamente sostenuti per gli impianti biogas che beneficiano di incentivi in scadenza entro il 31 dicembre 2027 e che non possono convertire a biometano. Grazie a questa misura abbiamo dato un futuro certo a tutti quegli impianti che rischiavano di dover fermare la produzione a causa degli aumenti dei costi delle materie prime e della spinta inflazionistica degli ultimi tempi”. Federico Boschi, Capo dipartimento energia del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, intervenuto in collegamento, ha specificato che il Ministero è al lavoro per chiudere il dossier Pnrr e predisporre il decreto che contribuirà a proseguire lo sviluppo del settore almeno fino al 2030. Davide Valenzano del Gse, ponendo l’attenzione sul Dl Pnrr, in conversione in Parlamento, ha dichiarato che: “La misura biometano è evoluta da una logica di misura a performance a una logica a facility ossia finanziaria; un cambiamento sostanziale maturato da un lavoro finalizzato a salvaguardare tutte le progettualità selezionate tramite le procedure competitive. Sono 549 i progetti di biometano ammessi nelle 5 graduatorie, per complessivi 236 mila smc/h di capacità produttiva. Un cambiamento che alleggerisce la pressione su chi sta costruendo e concentra gli sforzi sulla formalizzazione sui rapporti contrattuali, infatti è in fase avanzata la stipula dell’accordo Gse - Mase. Le progettualità che hanno comunicato l’avvio dei lavori sono 323 impianti mentre 46 impianti sono già operativi.“ Il sistema, già oggi, sta dimostrando grande reattività e capacità progettuale in grado di rispondere all’esigenza di sicurezza e decarbonizzazione dei settori di difficile elettrificazione entro il 2050 come hanno dimostrato i dialoghi che si sono susseguiti nel corso della giornata. Se, come ha evidenziato Carlo Fidanza, Mep Commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale, a livello europeo risulta sempre più strategico arrivare sia a conseguire l’obiettivo vincolante di 35 miliardi di metri cubi di biometano, inserito anche nel RepowerEU, sia a riconoscere l’equiparazione del digestato su cui è in prima linea, a livello italiano si è già riusciti a definire un quadro regolatorio positivo, che ha consentito di sviluppare la filiera d’eccellenza del biogas e biometano. Questo tema è stato evidenziato anche da Giovanni Perrella, Presidente del Comitato biocarburanti del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Durante i dialoghi del panel “Reti e mercati. Connessioni di valore” si è affrontato inoltre nel concreto il tema delle infrastrutture, la necessità di semplificazione e della creazione dei presupposti per lo sviluppo armonico del mercato biometano e degli investimenti nella filiera. Ad arricchire la giornata sono intervenuti: Nicola Battilana, Executive Director Infrastructures Planning Snam, Lorenzo Romeo, Chief Strategy Officer Italgas, Andrea Andreuzzi, Senior Advisor per l’Energia e lo Sviluppo Sostenibile Confindustria; Mariarosa Baroni, Presidente NGV, Marta Bucci, Direttore Generale Proxigas, Emanuele Fontana, Agriculture Coordinator Crédit Agricole Italia, Maria Vittoria Pisante, Direttrice Strategia e Sviluppo Veolia Italia, Mattia Sica, Direttore Politiche e Regolazione Settore Energia Utilitalia, Andrea Stegher, Presidente International Gas Union (Igu). “Celebrare il ventennale del nostro Consorzio è un traguardo non scontato", sottolinea Piero Gattoni, Presidente del Cib. “In questo cammino abbiamo visto l'agricoltura trasformarsi in una risorsa inestimabile per il Paese, capace di generare beni comuni e restituire dignità a chi lavora la terra. Il contesto geopolitico complesso, ci impone una riflessione attenta sull’orientamento degli investimenti futuri. L’agricoltura è pronta a dare un contributo decisivo, senza arretrare sul percorso di transizione ecologica intrapreso, facendo leva su un ampio potenziale di produzione rinnovabile e su un patrimonio di impianti esistenti che non deve essere disperso.” Il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervenuto in chiusura della prima giornata, ha sottolineato il ruolo strategico del settore: “Mi impegno a migliorare le previsioni del Dl Bollette per consentire agli impianti di proseguire la produzione di biogas con tempi corretti per la conversione a biometano che non sarà più un impegno vincolante. Il mutato scenario internazionale ci impone di salvaguardare la produzione nazionale rispettando gli obiettivi del Pniec pari a 5,7 miliardi di smc che rappresentano il 10% della domanda attuale di gas”.