INFORMAZIONIValentina Avezzano |
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(Adnkronos) - ''Perdere un figlio è un trauma impossibile da superare, una ferita che non guarisce mai del tutto''. Così Lory Del Santo all'Adnkronos, a un mese dalla tragedia di Crans-Montana, esprimendo profonda vicinanza ai genitori coinvolti e richiamando il proprio vissuto personale segnato da perdite devastanti. L'attrice e produttrice ha perso tre figli: Conor di appena 4 anni e mezzo, nato dalla relazione con Eric Clapton, precipitato dal 53esimo piano di un grattacielo di New York nel 1991, un figlio nato da appena due settimane e Loren, morto suicida ad appena 19 anni nel 2018. ''Ci sono ferite che non guariscono mai - prosegue - puoi solo imparare a conviverci. Io mi definisco una sopravvissuta''. ''Anche chi ha figli ustionati, sfigurati, con ferite irreversibili, deve trovare dentro di sé la forza di dire che poteva andare peggio", sottolinea Del Santo, ribadendo che "è una sofferenza che non passa ma è l’unico appiglio per continuare a vivere''. Secondo l'attrice ed ex showgirl, dopo tragedie di questo tipo ''non esistono soluzioni fisiche, ma solo mentali e filosofiche. Punti interiori a cui aggrapparsi per riuscire a vivere''. E commentando quanto accaduto a Crans-Montana aggiunge: ''Molte madri non riescono mai a superare la perdita di un figlio e restano menomate per sempre dal dolore. È un fardello che ti porti dietro tutta la vita ed è ancora più ingiusto quando i responsabili vengono puniti dopo anni e anni. Se sei il proprietario di un locale e succede una tragedia del genere ci sono mille ragioni per essere colpevole''. Infine Del Santo lancia un messaggio di 'resistenza' rivolto ai genitori colpiti dalla tragedia di Crans-Montana: "La vita è preziosa anche quando cambia per sempre, anche se si vive su una sedia a rotelle o con limitazioni gravissime. La bellezza del mondo è talmente vasta che basta riuscire a credere nella forza della natura e del tempo. Bisogna soffrire fino in fondo, accettare il dolore e poi tentare una risalita'', conclude. (di Alisa Toaff)
(Adnkronos) - Tappa torinese del roadshow di Cdp e Confindustria per illustrare l’intesa siglata lo scorso settembre e finalizzata a sostenere le imprese del territorio. Obiettivo dell’incontro unire le forze per dare nuovo impulso allo sviluppo economico e sociale del Piemonte e rispondere alle sfide che le aziende devono affrontare, accorciando le distanze tra istituzioni e territori. Durante l’evento sono state illustrate le priorità dell’accordo, tra cui sviluppo delle infrastrutture per la transizione energetica e per l’economia circolare, supporto agli investimenti delle imprese in innovazione e digitalizzazione, rilancio del Mezzogiorno e rafforzamento dell’autonomia strategica nazionale della filiera aerospaziale e della difesa a cui si aggiunge il sostegno alla promozione dell’imprenditoria giovanile nonché a tutte quelle attività volte alla riduzione dei divari territoriali per uno sviluppo economico più equilibrato. Gli obiettivi verranno perseguiti da Cdp e Confindustria lavorando alla definizione di nuovi strumenti di finanza alternativa e di sostegno all’accesso al credito che prevedano anche l’impiego di risorse pubbliche e di terzi, oltre che di natura comunitaria. La collaborazione promuoverà inoltre l’utilizzo di strumenti di equity, rafforzando l’espansione del Private Equity e del Venture Capital, lo sviluppo di iniziative per il credito agevolato e il potenziamento del sistema nazionale di garanzia, oltre che soluzioni residenziali a condizioni sostenibili per i dipendenti a basso reddito e con esigenze di mobilità lavorativa. Cdp e Confindustria potranno poi condividere l’impegno per sostenere la crescita all’estero delle aziende piemontesi attraverso gli strumenti dedicati all’export e all’internazionalizzazione dando slancio alle principali filiere strategiche locali e nazionali. Infine, verrà promossa la partecipazione del tessuto imprenditoriale ai progetti dedicati alla cooperazione internazionale con particolare attenzione ai mercati del Continente africano. Alla tappa torinese del roadshow, che segue quelle di Roma, Cagliari, Bologna, Firenze e Bari, hanno partecipato il presidente e l’ad di Cdp, Giovanni Gorno Tempini e Dario Scannapieco, il vicepresidente di Confindustria per il Credito, la Finanza e il Fisco, Angelo Camilli, il presidente di Confindustria Piemonte Andrea Amalberto e il presidente dell’Unione Industriali Torino Marco Gay insieme a numerosi rappresentanti del mondo dell’imprenditoria locale.
(Adnkronos) - “I sistemi di trattamento dell'acqua possono risolvere tutti i problemi legati all'eventuale inquinamento. I sistemi di trattamento al punto d'uso, cioè quelli installati al rubinetto, vengono utilizzati principalmente per migliorare le caratteristiche organolettiche dell'acqua. Tuttavia, grazie all'adozione di particolari elementi filtranti, come i carboni attivi, membrane o microfiltri, possono anche rimuovere eventuali sostanze indesiderabili. L'importante, in questi casi, è la manutenzione periodica che deve essere effettuata e affidarsi per l'acquisto e la manutenzione ad aziende qualificate e a personale adeguatamente formato”. Sono le parole di Giorgio Temporelli, esperto in normativa e tecnologie per il trattamento delle acque, al talk organizzato oggi a Milano da Culligan, ‘L’acqua del futuro è smart’. “Va sfatato il mito che l'acqua calcarea, cioè l'acqua dura, faccia venire i calcoli renali, che è il pensiero più diffuso. I calcoli renali sono formati essenzialmente da ossalato di calcio, che è prodotto dal metabolismo della persona, piuttosto che ingerito attraverso cibi e vegetali, mentre il calcare presente nell'acqua è carbonato di calcio e non c'entra nulla. Calcio e magnesio fanno bene alla salute umana - spiega l’esperto Temporelli - Diverso è , invece, l’impatto del calcare sulla tecnologia. Sappiamo, infatti, che gli impianti soffrono per la presenza di calcare. Questa problematica l può essere ridotta con l’adozione di opportune tecnologie, come gli addolcitori”. “I Pfas sono considerati inquinanti eterni e da almeno dieci anni se ne parla in modo approfondito. Sono sostanze molto pericolose poiché estremamente persistenti nell'ambiente, grazie alla loro composizione, il legame fluoro-carbonio, che le rende praticamente indistruttibili. Essi permangono nell'ambiente e sono presenti ovunque, anche nelle fonti di alimentazione come cibi e acqua - illustra - Un dato che desta particolare preoccupazione. La nuova normativa li attenziona infatti con tre parametri. I Pfas si possono rimuovere efficientemente - e questo è stato visto dai gestori di acquedotto - con i carboni attivi o, per quelli con la catena ultra corta, con tecnologie più spinte, come l'osmosi inversa”. “Similmente ai Pfas, anche le microplastiche sono considerate inquinanti eterni e si accumulano nell'ambiente - sottolinea Temporelli - La loro presenza nell'acqua è accertata e ci sono molti studi che attestano che l'ingestione di microparticelle di plastica si aggira nell'ordine delle decine di migliaia all'anno. Per rimuoverle dall’acqua servono sistemi di microfiltrazione o ultrafiltrazione, dato che si tratta di particelle solide con dimensioni micrometriche”, conclude.