(Adnkronos) - Nel Regno Unito i casi di meningite nella contea del Kent sono saliti a 34, di cui 23 confermati e 11 in via di accertamento. I numeri arrivano dall'ultimo aggiornamento dell'Agenzia britannica per la sicurezza sanitaria. Restano fermi a due i decessi registrati. Dopo che una quinta scuola ha comunicato che il suo studente è risultato negativo al test, sono 4 gli istituti nell'area di Canterbury con casi confermati o sospetti: la Queen Elizabeth's Grammar School di Faversham, la Norton Knatchbull School di Ashford, la Simon Langton Grammar School for Boys di Canterbury e la Canterbury Academy. Centinaia di persone si sono messe in coda fin dalle prime ore del mattino per ricevere il vaccino, dopo l'apertura del quinto centro vaccinale nella contea, riporta oggi la 'Bbc' on line. Complessivamente, in "5.841 hanno ricevuto il vaccino" da mercoledì scorso, e in "più di 11.033 hanno ricevuto antibiotici" da domenica scorsa. Le autorità sanitarie locali continuano a raccomandare vaccinazioni e profilassi antibiotica per contenere la diffusione della meningite. Dall'Agenzia britannica per la sicurezza sanitaria trapela, però, ottimismo. Shamez Ladhani della Ukhsa ha dichiarato alla 'Bbc' di essere fiducioso che l'epidemia sia sotto controllo. "Si sta comportando esattamente come ci aspetteremmo da questo tipo di epidemie", ha affermato. L'esperto ha precisato che "non stiamo parlando di influenza o Covid, il cui il virus è progettato per diffondersi tramite tosse e starnuti. Il messaggio è che la popolazione generale è esposta solo a un rischio basale", ha rassicurato il funzionario. Una delle due vittime dell'epidemia di meningite del Kent registrate lo scorso fine settimana è Juliette Kenny, studentessa dell'ultimo anno della Queen Elizabeth's Grammar School di Faversham. La seconda è uno studente dell'università del Kent, di cui non è stato reso noto il nome, ricorda la Bbc. "Un focolaio di meningite simile a quello britannico non può essere escluso anche in Italia" avverte, parlando con l'Adnkronos Paolo Bonanni, professore di Igiene all'università degli Studi di Firenze e coordinatore scientifico del 'Calendario vaccinale per la vita'. "Per questo chiediamo da tempo un aggiornamento del calendario nazionale delle vaccinazioni. Dobbiamo garantire a tutti i ragazzi una protezione equa e omogenea. L'inserimento del vaccino contro il meningococco B in età adolescenziale nei Livelli essenziali di assistenza (Lea) non è più rinviabile". Il tipo B è stato confermato in un primo gruppo di contagi. "Negli ultimi anni In Italia si sono registrati in media circa 150 casi di meningite ogni anno, con un calo drastico durante la pandemia e un importante aumento dopo la sua conclusione", ricorda Bonanni. "Un numero - sottolinea - probabilmente sottostimato: alcune forme, infatti, possono presentarsi in modo atipico e non sempre vengono diagnosticate correttamente. Abbiamo sistemi di sorveglianza affidabili, sia routinari sia specifici per il meningococco, che ci permettono di seguire l'andamento della malattia nel tempo, anche se non di quantificare con precisione assoluta tutti i casi". La meningite interessa "soprattutto i bambini sotto i 5 anni, ma una quota significativa riguarda anche gli adolescenti. Questa fascia d'età è particolarmente rilevante perché i ragazzi sono sia più esposti alla malattia sia importanti trasmettitori del batterio", precisa Bonanni. I principali sierogruppi di meningococco sono A, C, W, Y e B. "Per i primi 4 è disponibile un vaccino quadrivalente, somministrato a partire dal secondo anno di vita con un richiamo tra i 12 e i 16 anni. Diverso il caso del meningococco B, oggi tra i più diffusi", rimarca lo specialista: "Esiste un vaccino efficace, somministrato nei primi mesi di vita (a 2 e 4 mesi, con richiamo al compimento dell'anno), ma la copertura non è uniforme sul territorio nazionale". "Il punto critico - chiarisce Bonanni - è che il vaccino contro il meningococco B non è ancora incluso nei Lea per gli adolescenti. Di conseguenza l'offerta varia da Regione a Regione. Attualmente la vaccinazione per gli adolescenti è garantita gratuitamente solo in 14 Regioni su 21. In altre - Toscana, Piemonte, Valle d'Aosta, Umbria, Abruzzo e parte della Sardegna - non è prevista, mentre in Friuli Venezia Giulia e nella Provincia autonoma di Bolzano viene offerta solo su richiesta. Le restanti Regioni la finanziano con risorse proprie". Per questo motivo, avverte l'esperto, "non possiamo escludere il rischio di un focolaio simile a quello britannico anche nel nostro Paese, e quindi dobbiamo proteggere finalmente i nostri ragazzi su tutto il territorio nazionale e con le stesse modalità".
(Adnkronos) - "Le sfide sono tante per quanto riguarda l'ente nazionale di previdenza e assistenza. Innanzitutto, la prima funzione che noi abbiamo è quella di controllare sempre, tenere ben sotto controllo la sostenibilità dell'ente, l'equilibrio, perché questa è la cosa principale di cui ci dobbiamo incaricare. Detto questo però, l'ente non significa solo 'elargire pensioni', come qualcuno può pensare: dobbiamo anche ideare iniziative importanti per far sì che ci sia una popolazione della nostra categoria che sia in continua evoluzione, e in particolare che vi sia un ricambio generazionale costante e continuo". Lo ha detto Stefano Dalla Mutta, neopresidente dell'Enpacl, intervenuto all'apertura dei lavori dell'assemblea dei Consigli provinciali dei consulenti del lavoro a Torino. "Per fare questo l'Enpacl ha la necessità -ha continuato- di stare al fianco della categoria e di tutti gli organi che la compongono, attraverso il sostegno concreto di tutte quelle iniziative volte a spingere verso le politiche attive di categoria per fare entrare i giovani, innanzitutto, e poi per farli restare in categoria, che come sappiamo è uno degli elementi più difficili in questo periodo. Il tema del calo demografico è annoso in tutte le categorie, noi fortunatamente teniamo, come numeri siamo stazionari". "Però questo non vuol assolutamente dire -ha avvertito- che abbassiamo la guardia, perché assieme alla demografia della categoria controlliamo anche l'indice di rapporto fra iscritti e pensionati. Questi due valori saranno sempre attenzionati, monitorati e studiati da parte del nostro Consiglio di Amministrazione", ha concluso.
(Adnkronos) - E.On drive infrastructure (Edri), società del Gruppo E.On specializzata nella realizzazione e gestione di infrastrutture pubbliche di ricarica, ha inaugurato oggi a Melzo, presso l’Hotel Gama, una nuova stazione di ricarica 'ultra fast' per veicoli elettrici. Il punto di Melzo è equipaggiato con due colonnine Alpitronic hypercharger da 300 kW, una delle soluzioni tecnologiche più avanzate oggi disponibili in Europa, per un totale di quattro punti di ricarica. Questa tecnologia consente a un moderno veicolo elettrico di aggiungere circa 350 km di autonomia in meno di 30 minuti, offrendo tempi di ricarica ridotti e un’esperienza semplice e intuitiva grazie a un’interfaccia user-friendly. L’energia erogata dalla stazione è certificata da fonte rinnovabile tramite garanzie di origine, contribuendo concretamente alla riduzione delle emissioni legate alla mobilità e allo sviluppo di un ecosistema di trasporto più sostenibile. Il nuovo sito si inserisce nella strategia di sviluppo della rete pubblica di ricarica di E.On drive infrastructure, che punta alla realizzazione di corridoi energetici on-the-go, con infrastrutture ad alta potenza posizionate in punti strategici del territorio. L'obiettivo è garantire continuità di ricarica lungo le principali direttrici di traffico e abilitare gli spostamenti a media e lunga percorrenza in modo rapido, affidabile e sicuro. In questa prospettiva, Melzo rappresenta uno snodo particolarmente rilevante per la mobilità dell’area metropolitana milanese: l’Hotel Gama, storica struttura ricettiva della provincia, si trova infatti in una posizione strategica alle porte di Milano e costituisce un punto di collegamento naturale con l’area Est dell’hinterland e con le principali vie di scorrimento della zona. Questa collocazione rende il sito un tassello essenziale nel corridoio energetico in costruzione nell’area milanese. "Questa stazione -spiega Michele De Gaspari, managing director di E.On drive infrastructure (Edri)- rappresenta un ulteriore passo avanti nello sviluppo della nostra rete di ricarica pubblica in Italia, in continuità con quanto stiamo costruendo negli altri Paesi europei. La nostra strategia è chiara: costruire una rete Hpc continua, affidabile e ad alta potenza, posizionando le infrastrutture in punti realmente strategici del territorio per garantire una ricarica veloce e sempre disponibile lungo le principali direttrici di traffico. Progetti come quello di Melzo sono possibili grazie alla collaborazione con partner locali, Comuni e istituzioni. Il nostro obiettivo è costruire una rete connessa e coerente, in grado di accompagnare gli utenti nei loro spostamenti e contribuire in modo concreto alla transizione energetica del Paese". Lo sviluppo di infrastrutture di ricarica pubbliche ad alta potenza rappresenta uno dei pilastri della strategia del Gruppo E.On per la mobilità elettrica. Attraverso E.On drive infrastructure, il Gruppo realizza e gestisce la rete di ricarica sul territorio, integrandola con soluzioni energetiche dedicate ai clienti domestici e alle imprese, come la ricarica intelligente e la gestione digitale dei consumi. In questo contesto, offerte come E.On luce drive smarty permettono ai clienti di programmare la ricarica dell’auto elettrica nelle fasce orarie più convenienti, ottimizzando consumi e costi domestici, e completano così l’ecosistema di mobilità ed energia integrata promosso dal Gruppo. L’obiettivo è costruire un ecosistema energetico integrato in cui mobilità ed energia dialogano tra loro: dalla ricarica domestica alla ricarica pubblica lungo le principali arterie stradali del traffico, fino alla gestione flessibile della domanda energetica. "La transizione energetica richiede un sistema capace di integrare in modo efficiente produzione rinnovabile, flessibilità e nuovi modelli di utilizzo dell’energia”, ha dichiarato -afferma Luca Conti, ceo di E.On Italia-. Per questo il Gruppo E.On continua a investire nello sviluppo di infrastrutture di ricarica ad alta potenza nei punti strategici del territorio e, parallelamente, in soluzioni di ricarica intelligente e gestione digitale dell’energia per clienti domestici e imprese. L’elettrificazione della mobilità è parte di una trasformazione più ampia: permette di integrare pienamente i veicoli elettrici nel sistema energetico, valorizzare le rinnovabili e contribuire a una maggiore flessibilità complessiva. Nel tempo, questo approccio può rendere l’energia più accessibile e sostenibile, a beneficio dell’intero sistema".