(Adnkronos) - Centomila euro per sostenere le cure domiciliari di Ail in tutta Italia: è il risultato concreto dell’iniziativa solidale che vede insieme Tigotà e l'Associazione italiana contro leucemie, linfomi e mieloma. Alla cerimonia di consegna sono intervenuti Giuseppe Toro, presidente nazionale Ail e Marco Scattolin, responsabile marketing Tigotà. Da metà ottobre a metà gennaio - informa una nota - in oltre 750 punti vendita Tigotà, è stato possibile acquistare l’agenda 2026, ideata e realizzata dal Gruppo Gottardo, per sostenere le cure domiciliari Ail nel nostro Paese. Per ogni agenda venduta Tigotà ha devoluto 1 euro all’Associazione. La consegna è avvenuta presso la sede della sezione Ail Ferrara (Arcispedale Sant’Anna di Ferrara - Azienda ospedaliero-universitaria di Ferrara) alla presenza di Gian Marco Duo, presidente sezione Ail Ferrara, e di Antonio Cuneo, direttore Uo di Ematologia - Aou Arcispedale Sant'Anna di Ferrara. Migliorare la qualità di vita del malato e delle loro famiglie è un obiettivo prioritario di Ail. Il servizio di cure domiciliari, per adulti e bambini - riprota una nota - ha l’obiettivo di evitare il ricovero in ospedale a tutti i pazienti che possono essere curati nella propria casa. Sin dalla prima diagnosi della malattia i pazienti onco-ematologici e i caregiver intraprendono un difficile percorso durante il quale il benessere e la qualità della loro vita sono messi a dura prova. Per questo Ail supporta, in sinergia con il Ssn, un servizio fondamentale per facilitare la continuità terapeutica tra centro ematologico e casa: le cure domiciliari. Le cure a domicilio migliorano concretamente la qualità di vita dei pazienti, evitano le difficoltà di spostamento verso gli ospedali e favoriscono la vicinanza ai familiari. Sono 34 le sezioni provinciali AIL che erogano il servizio per adulti e 6 che erogano il servizio di cure domiciliari pediatriche; con 2.326 persone seguite ogni anno, di cui 1.948 adulti e 378 bambini, per un totale di 24.005 accessi per adulti e 3.607 accessi pediatrici effettuati. "La diagnosi di un tumore del sangue ha spesso un impatto molto difficile sulla vita del paziente e di chi gli sta vicino – afferma Giuseppe Toro, presidente nazionale Ail - Oltre allo sconvolgimento emotivo, il paziente deve anche affrontare una serie di difficoltà pratiche, che si aggiungono allo stress per le cure. Migliorare la qualità di vita dei malati e delle loro famiglie è uno degli obiettivi della nostra Associazione, e lo facciamo ogni giorno da 55 anni, grazie ai nostri 18.000 volontari e alle 83 sezioni territoriali Ail che operano in tutto il Paese. Uno dei servizi Ail in grado di dare risposte concrete a pazienti e caregiver è rappresentato quindi dalle cure domiciliari, che consentono di evitare il ricovero in ospedale a tutti i pazienti che possono essere curati nella propria casa. Tigotà, grazie al progetto dedicato all’agenda 2026, conferma la sua vicinanza ad Ail e siamo molto lieti di poter dare ulteriore impulso alla nostra attività anche grazie a questa importante iniziativa solidale". "Desideriamo esprimere la più sincera gratitudine a tutti i nostri clienti – dichiara Marco Scattolin, responsabile Marketing Tigotà - Grazie alla loro partecipazione e sensibilità, siamo riusciti a raggiungere un obiettivo importante. Insieme, ancora una volta, abbiamo fatto la differenza, donando risorse preziose al progetto cure domiciliari Ail. L’acquisto dell’agenda Tigotà non è stato solo un atto di generosità, ma un vero segno di solidarietà".
(Adnkronos) - Nel 2025 il comparto delle cucine conferma una sostanziale tenuta e, dopo anni di crescita particolarmente sostenuta, supera i 3 miliardi di euro di fatturato (+1,5%). A livello nazionale, la crescita è trainata dal mercato italiano, superiore ai 2 miliardi di euro (+5%), mentre dopo un triennio caratterizzato da un certo dinamismo le esportazioni registrano una flessione (-5%, per un valore che sfiora il miliardo di euro), risentendo di uno scenario internazionale più complesso, col rallentamento dei principali mercati esteri, tra cui Francia (-5,1%), e Stati Uniti (-11,8%), che comunque rimangono il secondo mercato di rifermento dopo la Francia e il primo paese extra Ue, secondo i dati del Centro Studi FederlegnoArredo. “Il rallentamento sui mercati esteri è legato soprattutto alla frenata dello sviluppo immobiliare internazionale - commenta Edi Snaidero, consigliere incaricato del gruppo Cucine di Assarredo di FederlegnoArredo - Allo stesso tempo, il mercato domestico mostra segnali di vitalità, confermando il ruolo centrale della cucina all’interno della casa contemporanea, sempre più integrata con gli spazi living e pensata come ambiente multifunzionale. In un contesto complesso, alcuni mercati emergenti sono riusciti a mantenere una crescita positiva, compensando parzialmente la flessione nelle altre aree”. In particolare, aggiunge, "il mercato spagnolo ha visto una solida ripresa (+10,6%), trainata da un buon andamento dell’economia e da un contesto politico stabile, mentre il mercato degli Emirati Arabi Uniti ha mostrato una crescita impressionante, con un aumento del 39,8% nel 2025, consolidandosi come il sesto mercato di esportazione per le cucine italiane". Il settore guarda con crescente interesse a nuove aree di sviluppo: India e Sud America. Le Marche si confermano uno dei pilastri del settore: con un saldo commerciale di 660 milioni di euro, oltre 1.800 imprese e 18.700 addetti - di cui il 74% impiegato nella produzione di mobili - il territorio si distingue per una produzione di eccellenza, che rappresenta il 26% del fatturato nazionale (fonte: Centro Studi FederlegnoArredo). La regione marchigiana ha raggiunto un fatturato di circa 3,7 miliardi di euro, posizionandosi al quarto posto sia per fatturato che per valore esportato nella filiera Legno-Arredo, con poco più di 894 milioni di euro (-0,7% la variazione rispetto al 2024). Nonostante le sfide globali, le Marche mantengono una posizione di rilievo nelle esportazioni di mobili: il settore vale 603 milioni di euro (-2,2% sul 2024) e copre il 67% del export di tutta la filiera legno-arredo. Nel 2022 gli Stati Uniti avevano superato la Francia diventando la prima destinazione delle esportazioni di mobili marchigiani; nel 2025, nonostante un -11% si confermano il primo mercato, con un valore esportato pari a 109 milioni di euro. Stabile (-0,4%) la Francia, al secondo posto, con 96 milioni di euro. Positive le esportazioni verso Regno Unito (+10,2% per 44 milioni), Germania (+10,9% per 41 milioni), Spagna (+19,8% per 30 milioni) e Emirati Arabi Uniti (settimo mercato a +12,6% per 16 milioni di euro). Nella produzione di mobili, Pesaro Urbino è la più rilevante tra le province marchigiane con 561 aziende che impiegano 8.936 addetti e un fatturato pari a circa 1,8 miliardi di euro. E' anche la provincia che esporta più mobili (310 milioni di euro) nonostante chiuda il 2025 in flessione (-7,5% sul 2024). Seguono Ancona(178 milioni di euro), Macerata (85 milioni di euro), Ascoli Piceno (22 milioni) e Fermo, tutte positive. Anche se in calo (-19,1% la variazione rispetto al 2024) i mobili pesaresi vengono esportati principalmente negli Stati Uniti: 61 milioni di euro il valore nel 2025. Sul fronte dell’offerta, continua l’evoluzione del prodotto sia in termini tecnologici sia progettuali. “C’è grande attesa per il Salone del Mobile.Milano e EuroCucina / Ftk – Technology For the Kitchen, con 106 brand da 17 paesi: cresce l’integrazione tra arredo ed elettrodomestici, mentre il design risponde a nuove esigenze abitative puntando su flessibilità, personalizzazione e continuità tra gli ambienti. La domotica integrata consente di gestire illuminazione, clima, suono e persino profumazioni, dando vita a spazi personalizzati e dinamici. La cucina diventa così un ambiente intelligente, capace di apprendere dalle abitudini di chi la vive, adattarsi e anticiparne le esigenze”, aggiunge Snaidero. "Allo stesso tempo, conserva la propria essenza più autentica: l’Unesco ha recentemente inserito il cibo italiano tra i Patrimoni Culturali Immateriali dell’Umanità, riconoscendo il ruolo centrale della cucina come spazio di tradizione, espressione e condivisione. Le aziende italiane raccolgono questa eredità investendo in ricerca e progettazione consapevole, creando cucine che esprimono identità locale ma dialogano con un linguaggio innovativo e internazionale”, conclude.
(Adnkronos) - Si chiude un anno di crescita per il Davines Group, che consolida la propria presenza globale e rafforza un modello basato sull’equilibrio tra risultati economici e sostenibilità. Il gruppo si avvia verso i 306 milioni di euro di fatturato a cambi costanti nel 2025, confermando un trend positivo sostenuto dall’internazionalizzazione e dal mercato professionale. Alla base di questo percorso, una visione precisa. “L’incrocio tra sostenibilità e performance è la ragione del gruppo Davines di esistere”, spiega il presidente Davide Bollati. Un approccio che va oltre il prodotto e si inserisce in un contesto più ampio: “La cosmetica italiana riesce a entrare nel profondo degli stili di vita delle persone, rappresentando una modalità unica del sistema Italia”. (VIDEO) All’interno di questo ecosistema si colloca Comfort Zone, divisione skin-care del Gruppo, che celebra 30 anni di attività puntando su innovazione scientifica e longevità della pelle. Un anniversario che segna un’evoluzione del brand, oggi sempre più orientato verso soluzioni rigenerative e tecnologie avanzate. Il filo conduttore è il collagene, al centro di nuove formulazioni e dispositivi per viso e corpo. Tra le innovazioni, il sistema Thermo Sculpt per la ridefinizione tridimensionale, che utilizza infrarossi e massaggio vibrazionale, e Longevilift, dispositivo multi-tech che integra diverse tecnologie per trattamenti personalizzati. “Oggi il tema della longevità la fa da padrone: è importante invecchiare bene, lavorando non solo sul viso ma anche sul corpo”, sottolinea Davide Manzoni general manager Italia e Spagna Comfort Zone. “Per farlo, oltre ai prodotti dedicati al collagene, è necessario utilizzare anche nuove tecnologie come gli infrarossi, che ripristinano il microcircolo e migliorano la qualità della pelle”. Accanto alle tecnologie, anche nuove soluzioni skincare, come la Body Strategist Collagen Cream con collagene biotecnologico e peptidi, e il Longevity Collagen+ Serum, pensato per stimolare la produzione di collagene e contrastare l’invecchiamento cutaneo. Ma a fare la differenza è un insieme di fattori. “Non è solo il prodotto che distingue, ma la ricerca, le materie prime, il nostro Davines Group Village di Parma e soprattutto le persone”, aggiunge Manzoni. “Siamo una realtà che, dopo 30 anni, ha ancora molte delle persone con cui è partita”. Un modello che unisce innovazione, identità e visione internazionale, e che conferma il ruolo di Davines e Comfort Zone tra i protagonisti di un settore in continua evoluzione.