(Adnkronos) - Due uomini, uno di loro è Andrea Sempio. E' questa l'indicazione che la difesa di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di carcere per l'omicidio della fidanzata Chiara Poggi, fornisce alla Procura di Pavia. Nell'esposto del 27 luglio 2023, firmato dagli avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis, si adombrano sospetti sull'amico del fratello della vittima, attualmente indagato per omicidio in concorso (con Stasi o con altri sconosciuti) e già archiviato dalla stessa Procura otto anni fa. Nelle due pagine di denuncia - di cui l'Adnkronos è in possesso - la difesa del condannato fa riferimento a un'intervista rilasciata dal genetista Francesco De Stefano, il perito a cui la Corte d'Assise d'Appello di Milano si rivolge nel processo bis contro Stasi, in cui si apprendono "per la prima volta circostanze fino ad allora sconosciute, su tutte l'asserita ri-eluizione dell'estratto, non menzionata in perizia", da tradursi nella tecnica utilizzata per acquisire le tracce genetiche sulle unghie della vittima. Per la difesa sembra doveroso, - nonostante il tema sia già stato affrontato con il primo tentativo di indagare su Sempio (procedimento archiviato nel 2017) - approfondire "lo stato di degradazione del Dna" tenuto conto dell'evoluzione scientifica nel campo. Gli avvocati si rivolgono a due esperti: il genetista Ugo Ricci e Lutz Roewer, esperto internazionale di profili Y (maschili, ndr). A loro spetta il compito di analizzare il Dna che la stessa difesa di Stasi si era procurata 'rubando' a Sempio una tazzina, un cucchiaino e una bottiglia d'acqua in un bar. Si sostiene nella consulenza difensiva che "i dati genetici cristallizzati nella perizia del professor De Stefano del 2014 risultano sicuramente 'utilizzabili per esami comparativi' e che dunque il Dna trovato sulle unghie della vittima possa essere confrontato con quello di chi frequentava casa Poggi. Una traccia a cui va dato il giusto peso visto che le sentenze precisano che la ventiseienne non ha provato a difendersi dall'aggressore. Il software - che restituisce una percentuale sull'ipotesi che una certa traccia faccia parte di un campione misto (come in questo caso Dna di Chiara Poggi più ignoto) - esclude Stasi da qualunque contatto con la mano della vittima e, invece, individua due Dna maschili, uno ancora ignoto. La difesa Stasi ritiene che su un'unghia della mano destra "vi è un supporto forte all'ipotesi di identificazione che Andrea Sempio (assunto che vi sia un altro uomo sconosciuto nella traccia) abbia contribuito alla formazione della traccia" mentre su un'unghia della mano sinistra "vi è un supporto moderato all'ipotesi di identificazione che Andrea Sempio (assunto che vi sia un altro uomo sconosciuto nella traccia) abbia contribuito alla formazione della traccia". Le conclusioni sono state di recente condivise (in gran parte) dalla stessa Procura di Pavia che si è affidata all'esperto Carlo Previderé, il quale sostiene la compatibilità tra il materiale genetico trovato sulle unghie della vittima e quello dell'ipotetico Andrea Sempio. Si può parlare solo di presunto match perché la Procura non ha mai avuto un Dna 'ufficiale' del sospettato, ma ha utilizzato quello fornito dalle indagini difensive del condannato. Ed è per questo che Sempio è stato sottoposto, lo scorso marzo, al prelievo: la sua traccia genetica acquisita in modo lecito sarà ora confrontata con la formula dell'incidente probatorio. La consulenza Previderè precisa, però, anche un'altra cosa: il cromosoma Y estratto dai frammenti delle unghie della vittima non riconosce una singola persona, ma identifica la linea paterna e quindi caratterizza nello stesso modo tutti i parenti di quel ramo. Vista l'ipotesi di "un altro uomo sconosciuto nella traccia" c'è già chi - in vista degli approfondimenti che si svolgeranno alla presenza delle parti - si prepara a chiedere Dna a tappeto su tutti gli uomini (cromosoma Y) che frequentavano la villetta di via Pascoli a Garlasco. Non si potrà escludere come ipotesi di contaminazione chi è entrato a soccorrere, chi ha varcato la soglia per fare le prime indagini, ma anche familiari e amici. Una sorta di 'mini' ricerca a tappeto sulla scia di quanto fatto per cercare l'assassino di Yara Gambirasio, con la differenza che l'autore non era in carcere e che sul corpo della vittima c'era un profilo identificativo del killer. I sospetti di Stasi, condannato oltre ogni ragionevole dubbio, non cambiano la sua condizione: senza una formale richiesta di revisione alla Corte d'Appello di Brescia resta lui l'unico assassino di Chiara Poggi, nonostante chi provi a buttare fango anche su nomi su cui si è fatta già chiarezza da subito dopo il delitto del 13 agosto 2007.
(Adnkronos) - "Cirfood è un'impresa di persone per le persone. Quando progettiamo le mense aziendali lo facciamo sempre pensando sempre alla customer experience di persone che quei luoghi vivranno e che fruiranno dei nostri servizi. Il benessere delle persone è progettare offerte alimentari che valorizzino il rapporto tra cibo e salute". Lo ha detto Marcello Leonardi, regional sales director di Cirfood, intervenendo all'evento 'Nutrire il benessere. Il valore della ristorazione aziendale', in corso oggi al Cirfood District. Per Leonardi, nella ristorazione aziendale centrale è il valore "del concetto di inclusività e anche di convivialità". "Noi promuoviamo soluzioni di servizio che siano a basso impatto ambientale. E poi il continuo miglioramento dei nostri format, anche attraverso lo stimolo che arriva dall'esterno dai nostri clienti, che sono per noi fondamentali. E poi l'uso della tecnologia, che ci permette oggi di offrire sempre più servizi personalizzati", ha concluso.
(Adnkronos) - Rifiuti elettronici, raccolta in crescita: sono quasi 360mila le tonnellate di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee) domestici avviati a corretto riciclo in Italia nel 2024 (+2,5% rispetto all’anno precedente). Lo rileva il nuovo Rapporto Annuale del Centro di Coordinamento Raee che dal 2008 sintetizza i risultati della raccolta complessiva effettuata in Italia da tutti i sistemi collettivi dei produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche consorziati. A partire dal 2022 questi risultati sono comprensivi anche dei dati della raccolta diretta effettuata dalle aziende di raccolta rifiuti nell’ambito di accordi con il CdC Raee e gestita nel sistema ufficiale. In forza di questo perimetro, il report fotografa l’andamento della raccolta di Raee domestici nella sua totalità a livello nazionale. Più nel dettaglio, nel corso dello scorso anno i sistemi collettivi consorziati del Centro di Coordinamento hanno gestito complessivamente 358.138 tonnellate di rifiuti elettronici, circa 9mila in più rispetto al 2023. A questo dato si deve poi aggiungere la raccolta volontaria effettuata dai singoli consorzi, che ammonta a 964 tonnellate. Si tratta di un dato positivo che riferisce di una ripresa della crescita della raccolta dopo la flessione emersa nel biennio precedente. L’incremento si lega soprattutto alle buone performance dei rifiuti di elettronica di consumo e piccoli elettrodomestici (raggruppamento 4) che riescono finalmente a contrastare il perdurante calo fisiologico dei volumi di Tv e monitor avviati a riciclo (raggruppamento 3) che risentono ancora degli effetti legati all’erogazione del Bonus Tv dal 2021. Come conseguenza dei maggiori volumi avviati a riciclo, la raccolta media pro capite raggiunge i 6,07 kg per abitante (+2,5%). Come già evidenziato, i Raee di R4 - IT e Consumer Electronics, apparecchi di illuminazione, Ped e altro hanno registrato la maggiore crescita nei volumi di raccolta rispetto al 2023 che si traduce in un incremento del 7,5% per un totale di 82.471 tonnellate avviate a riciclo. Di conseguenza, l’incidenza sul totale raccolto sale al 23%. Cresce anche la raccolta dei Raee di grandi dimensioni, a partire da R2 - grandi bianchi che registra il +4% per un totale di 126.903 tonnellate, pari al 35% della raccolta totale, seguito dai Raee di R1 - Apparecchi per lo scambio di temperatura con fluidi con il +3,3% per un totale di 104.407 tonnellate, con un’incidenza del 29% sui volumi di raccolta complessivi. Calano (-10,9%) al contrario i quantitativi di R3 - Tv e monitor per un totale di 42.476 tonnellate. Pressoché stabili (-0,2%) infine i volumi di raccolta di R5 - sorgenti luminose, pari a 1.881 tonnellate. Una valutazione positiva dei risultati di raccolta 2024 emerge anche dall’analisi a livello di singole regioni che mostra che quasi tutti i territori regionali registrano un incremento, o comunque una stabilità, nei volumi raccolti, con variazioni superiori al 5% in cinque di esse. Si tratta di Valle d’Aosta (+8,7%), Lombardia (+7,8%), Friuli Venezia Giulia (+6,3%), Veneto (+6,2%) e Basilicata (+5,9%). Fanno eccezione tre regioni: Molise (-17,7%), Emilia Romagna (-3,2%) e Calabria (-1,9%). L’analisi in termini di macroaree mostra invece che a trainare la raccolta nazionale è stato il Nord Italia con un incremento del 4,1% rispetto al 2023, seguito dal Centro Italia con il +1,8%. In leggero calo (-0,2%) invece il contributo del Sud Italia. Le regioni del Nord consolidano il primato per volumi di raccolta complessiva, pari a 188.860 tonnellate, che porta al 52,7% l’incidenza sulla raccolta nazionale, e nella raccolta pro capite (6,87 kg/ab), superiore alla media nazionale. La raccolta del Centro Italia raggiunge le 81.261 tonnellate, con un’incidenza del 22,7% sulla raccolta nazionale. Quanto al sud Italia, i volumi di questa macroarea si consolidano a 88.017 tonnellate, pari al 24,6% dei quantitativi complessivi avviati a corretto riciclo. “Sebbene ancora lontano dagli obiettivi di raccolta fissati dall’Unione europea, questo risultato è la conferma, se mai ce ne fosse bisogno, che il sistema ha tutte le carte in regola e le risorse per contrastare dinamiche fisiologiche e per continuare a migliorare le proprie performance di raccolta - commenta Giuliano Maddalena, presidente del Centro di Coordinamento Raee - Gli ottimi risultati registrati dai piccoli Raee sono infatti la dimostrazione dell'efficacia delle attività di microraccolta e comunicazione che vede impegnati ormai da diversi anni in modo diretto e indiretto i produttori di Aee e i loro sistemi collettivi tramite l’erogazione di contributi economici previsti negli Accordi di programma. Investimenti che sono stati stanziati anche nel corso del 2024, a cui si aggiungono finanziamenti mirati all'efficientamento del sistema destinati ai Comuni per un totale complessivo di oltre 29 milioni di euro”.