(Adnkronos) - Quando si parla di sistemi software autonomi basati su modelli di linguaggio (Llm) si tocca "uno degli argomenti più caldi, una novità che sta offrendo nuove possibilità per automatizzare i processi. Questa automatizzazione in ambito sanitario è particolarmente preziosa, perché sappiamo quanto il fardello burocratico e amministrativo pesi sulle spalle dei nostri professionisti. Questo può quindi essere il modo per coinvolgere e portare a bordo i medici, i soli in grado di identificare i problemi quotidiani, della clinica, da risolvere". Lo ha detto Luigi De Angelis, presidente Siiam, la Società italiana di intelligenza artificiale in medicina che a Roma ha promosso l'incontro 'Ai & cybersecurity in sanità: orizzonti strategici e impatti verticali', insieme a Confassociazioni Digital. De Angelis evidenzia la complessità di questi ultimi anni, segnati da un costante progresso tecnologico, individuando nella "multidisciplinarietà" l’unica via per affrontare le sfide imposte dall’innovazione. Per il presidente di Siiam occorre “mettere insieme professionisti con background diversi, capaci di ridisegnare collettivamente il futuro della sanità”. Per questo "la formazione è importante a tutti i livelli, a partire dal personale sanitario”. A tale proposito, "una delle strategie possibili è quella di formare i formatori, coinvolgendo i colleghi neo-specialisti più vicini alla tecnologia per ottenere un effetto moltiplicatore - suggerisce De Angelis - Dobbiamo ripensare la formazione del personale, perché non potrà più esistere la professione del medico senza l'ausilio di strumenti di intelligenza artificiale al proprio fianco. Ciò pone nuove sfide - conclude - e la necessità di esercitare uno spirito critico per interagire con tali strumenti nella maniera più consona".
(Adnkronos) - Alla fiera internazionale 'Alimentaria' di Barcellona, uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati all’industria agroalimentare in programma dal 23 al 26 marzo, andrà in scena il gemellaggio gastronomico tra la mozzarella di bufala campana Dop e il prosciutto jabugo Dop, uno dei salumi più pregiati della tradizione spagnola, proveniente dalla Sierra de Huelva Aracena y Picos de Aroche, in Huelva, Andalusia e ottenuto da suini iberici allevati allo stato brado. L’incontro tra due eccellenze certificate, promosso dai rispettivi Consorzi di Tutela, rappresenta molto più di una semplice degustazione: è un dialogo tra territori, tradizioni produttive e culture gastronomiche che condividono una forte identità e un riconoscimento europeo. L’alleanza ha infatti l’obiettivo di migliorare il concetto di qualità certificata per un pubblico internazionale, creare un’esperienza esclusiva che celebri il legame tra i due Paesi e rafforzare la cultura dei prodotti a denominazione di origine come elementi-chiave dell’economia agricola europea. Due gli eventi congiunti in programma ad 'Alimentaria', dove il Consorzio di tutela mozzarella di bufala campana Dop torna nell’ambito della collettiva organizzata dalla Regione Campania, posizionata al Padiglione 2 – Stand C61 e D61. 'Tapas o aperitivo, il gemellaggio perfetto: mozzarella di bufala campana Dop e Jamon Jabugo Dop' è il titolo scelto per l’iniziativa. Il primo incontro si terrà martedì 24 marzo alle ore 12.30 nell’area Talk della Regione Campania. Si replica il 25 marzo alle ore 12.30 nello stand della Dop Jabugo, con buyer e produttori. Saranno proposti abbinamenti inediti tra il sapore lattico della Bufala Campana e la complessità aromatica del prosciutto iberico. Inoltre, lunedì 23 marzo alle ore 12, la mozzarella Dop sarà protagonista di un altro percorso di degustazione in purezza, alla scoperta del suo territorio di origine, e poi, in serata, nel cuore di Barcellona, sarà regina dell’evento fuori salone promosso dalla Regione. “Il gemellaggio rappresenta un esempio concreto di diplomazia gastronomica europea: un modo per promuovere le eccellenze attraverso la collaborazione, piuttosto che la competizione. In un mercato globale sempre più attento all’autenticità e alla qualità certificata, l’unione tra mozzarella di bufala campana e prosciutto Jabugo dimostra che le denominazioni d’origine non sono solo marchi di tutela, ma veri ambasciatori culturali dei territori da cui provengono”, dichiara il presidente del Consorzio di tutela mozzarella di bufala campana Dop, Domenico Raimondo. “L’iniziativa ha un carattere di particolare unicità per diversi motivi. Innanzitutto, il dialogo tra filiere diverse. Non si tratta di un incontro tra prodotti simili, ma tra due categorie molto differenti – un formaggio fresco e un salume stagionato – che tuttavia condividono una forte identità territoriale. In secondo luogo, la dimensione internazionale, perché il gemellaggio mette in relazione due Consorzi di tutela di Paesi diversi, rafforzando la cooperazione tra sistemi di qualità europei e creando nuove opportunità di promozione congiunta. Infine, la valorizzazione culturale del cibo, visto che l’evento racconta storie di paesaggi, tradizioni contadine, allevamenti e tecniche di lavorazione tramandate da generazioni”, sottolinea il direttore del Consorzio, Pier Maria Saccani.
(Adnkronos) - Dalle acque reflue di Milano nascono risorse preziose per l’agricoltura e l’industria. Sono i primi, importanti, risultati di tre progetti su cui Mm Spa, azienda partecipata al 100% dal Comune di Milano e gestore dell’intero servizio idrico cittadino, sta lavorando. In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, promossa dall’Onu e in calendario per domenica 22 marzo, Mm Spa rilancia l’impegno per una gestione efficiente e innovativa della risorsa idrica e racconta la sperimentazione in corso per trasformare scarti biologici e fanghi di depurazione in risorse preziose per agricoltura e industria grazie all’adozione di tecnologie innovative. “Milano è un modello virtuoso di gestione efficiente della risorsa idrica - ha ricordato Francesco Mascolo, amministratore delegato di Mm Spa, a margine del suo intervento questa mattina al 'Forum Valore Acqua' organizzato da Teha Group (The European House - Ambrosetti) in corso di svolgimento a Roma - Con perdite ridotte a meno dell’11%, a fronte di una media nazionale di oltre il 37%, e una forte propensione all’innovazione. Stiamo infatti investendo in progetti di ricerca e sperimentazioni orientate allo sviluppo di nuove tecnologie per supportare un percorso virtuoso di economia circolare nell’ambito idrico. In questa direzione procedono i progetti finalizzati all’estrazione di materia ed energia dall’acqua”. Nello specifico, la ricerca coinvolge i depuratori Mm di Nosedo e San Rocco e vedono la collaborazione con poli universitari di eccellenza, come Politecnico di Milano, Politecnico di Torino e Università di Bologna, nonché partner industriali, tra cui A2A Ambiente, Gruppo Cap e Re-Cord. Il progetto Neofos, finanziato dal ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, ha come capofila il Gruppo Cap e mira al recupero del fosforo dalle acque reflue e dai fanghi di depurazione. Il progetto Thelma è sostenuto dal bando europeo Rfcs (Research Fund for Coal and Steel) e testa su scala industriale un processo per trasformare fanghi e scarti verdi in biocarbone e fertilizzante a base fosforo, già conformi alle norme End-of-Waste. Il progetto Fosforo, capofila A2A Ambiente, è invece finanziato dalla Regione Lombardia e ottimizza l’estrazione di fosforo e altri nutrienti dai fanghi e dalle ceneri derivanti dalla depurazione. “Questi progetti . ha ricordato Mascolo, anche nella sua veste di vicepresidente di Ape (Aqua Publica Europea), l’associazione europea dei gestori pubblici del servizio idrico - posizionano Mm sulla frontiera dell’innovazione in ambito nazionale ed europeo per la trasformazione di rifiuti in risorsa. In parallelo siamo impegnati nel difficile ma virtuoso percorso verso la neutralità energetica. Rendere autosufficienti i nostri impianti di depurazione da un punto di vista della produzione energetica è l’altro tassello che rafforza il nostro percorso di sostenibilità”. La progettazione e costruzione di un impianto fotovoltaico presso il depuratore di Nosedo, che va ad aggiungersi a quello già operativo presso il depuratore di San Rocco, rappresenta un passo concreto verso l’autoproduzione di energia e la riduzione delle emissioni climalteranti.