(Adnkronos) - L'Oréal Italia ha svelato ieri 'The beauty circle', l’opera artistica di upcycling e recycling realizzata dal giovane artista Riccardo Lucii, vincitore del contest creativo lanciato dall’azienda cosmetica in partnership con Istituto Marangoni. L’obiettivo del contest era ambizioso: dare una 'seconda vita' ai prodotti che non potevano più essere commercializzati riflettendo l'impegno dell’azienda verso la sostenibilità, in linea con i principi del programma 'L'Oréal for the future', e la creatività. Il contest, condiviso con la community di Alumni di Istituto Marangoni, ha raccolto più di 60 proposte creative; ognuna di loro ha cercato di interpretare l’anima di L'Oréal Italia attraverso diverse forme, dalla scultura all’installazione. Tra le tante proposte ricevute, 'The beauty circle' di Riccardo Lucii ha saputo incarnare perfettamente i cinque valori fondamentali del Beauty hub: bellezza, italianità, sostenibilità, wellbeing e people. Quest'opera, esempio di upcycling, è una dimostrazione tangibile di come L'Oréal Italia intenda dare un concreto supporto al talento di artisti emergenti. Guardando da vicino l’installazione si può notare come i flaconi dei prodotti cosmetici dei brand del Gruppo L'Oréal si siano evoluti in tasselli di un’opera corale che parla di sostenibilità, italianità e benessere. Riccardo ha saputo trasformare ciò che non aveva più una funzione commerciale in qualcosa di prezioso e rigenerativo. Ninell Sobiecka, presidente e ad L'Oréal Italia commenta: "L'opera 'The beauty circle' di Riccardo Lucii, esposta nella hall della nostra sede e visibile a tutti, rappresenta perfettamente i valori di Bellezza, Innovazione e Sostenibilità che definiscono l'identità del nostro Beauty hub. In L'Oréal Italia crediamo fermamente nel potere della creatività. Supportare il lavoro di giovani talenti significa per noi investire in sguardi capaci di ripensare il futuro trasformando i principi della sostenibilità in un linguaggio visivo capace di trasmettere un messaggio di rispetto per l’ambiente". "La partnership con L'Oréal Italia -sottolinea Stefania Valenti, Istituto Marangoni managing director- rappresenta per Istituto Marangoni un incontro di visioni con una realtà di assoluto prestigio, che da sempre coniuga innovazione, responsabilità e leadership nel mondo della bellezza. L'opera artistica vincitrice è una testimonianza concreta di come i nostri studenti sappiano trasformare i valori di sostenibilità e consapevolezza in espressioni artistiche autentiche, pienamente coerenti con il nostro modello formativo. Progetti come questo confermano quanto arte, creatività e bellezza siano leve fondamentali per sostenere e promuovere i talenti di domani, offrendo loro occasioni reali di dialogo con l’industria e contribuendo a costruire un futuro più responsabile e ispirato". "Volevo che quest'opera non fosse solo esteticamente bella, ma che spingesse chi la guarda a riflettere -spiega Riccardo Lucii, creative art director e vincitore del contest-. La circolarità e il riuso non sono solo concetti tecnici, sono motori di cambiamento. Ogni prodotto che ho utilizzato porta con sé la sua storia e ora, insieme agli altri, contribuisce a un racconto collettivo più grande".
(Adnkronos) - Il contesto internazionale sta modificando in modo concreto il mercato turistico. Guerre, tensioni commerciali, incertezza valutaria e instabilità geopolitica influenzano le scelte dei viaggiatori e ridisegnano i flussi verso destinazioni percepite come più sicure, accessibili e affidabili. "Le intenzioni di viaggio per il 2026 restano elevate, ma i turisti mostrano una maggiore attenzione al contesto politico e sociale delle mete", spiega Francesco Zorgno, presidente di CleanBnB, principale property manager italiano. "Oggi, cresce sempre più il peso della sicurezza percepita nella scelta della destinazione, insieme alla ricerca di autenticità, patrimonio culturale e qualità dell’esperienza. Sono elementi che rafforzano l’appeal dell’Italia e che possono tradursi in nuove opportunità per il mercato della ricettività in appartamento", avverte. Uno degli aspetti più interessanti di questi nuovi flussi riguarda gli Stati Uniti. "Secondo un’indagine Ipsos -riferisce CleanBnB - l'aggressività commerciale e retorica dell’amministrazione Trump sta producendo un effetto boomerang: gli Usa sono entrati tra i primi cinque paesi che i viaggiatori di tutto il mondo dichiarano di voler evitare per ragioni politiche. Questo spostamento delle preferenze può favorire le destinazioni europee e, in particolare, quelle italiane. Milioni di europei che in altri anni avrebbero preso un volo per New York o Miami stanno cercando alternative. Mete come Toscana, Lago di Como e i centri storici delle città d’arte continuano oggi più che mai a rappresentare un punto di riferimento per chi cerca soggiorni di qualità in contesti ricchi di identità e attrattività". "Parallelamente, resta rilevante - prosegue - il contributo del turismo americano in ingresso. Il calo delle tariffe aeree transatlantiche rende oggi l’Europa più accessibile per i viaggiatori statunitensi, che continuano a distinguersi per un’elevata capacità di spesa. I turisti americani hanno una spesa media che si attesta a 184,7 euro per notte, quasi il doppio degli altri turisti stranieri. Per il mercato italiano degli affitti brevi questo dato rappresenta un fattore di interesse concreto, soprattutto nelle destinazioni ad alta vocazione turistica e negli immobili in grado di offrire standard elevati di accoglienza e gestione". Per Zorgno, quindi, "l’Italia ha tutte le caratteristiche per rafforzare il proprio posizionamento e gli affitti brevi gestiti in modo professionale possono intercettare una domanda molto interessante". A rendere più interessante il quadro c’è anche la riduzione dell’offerta. Gli annunci attivi sulle principali piattaforme risultano in calo rispetto all’anno scorso e in alcune città la contrazione è ancora più evidente. Il progressivo aumento degli adempimenti normativi, sostiene CleanBnB, e l’introduzione del Codice Identificativo hanno contribuito a selezionare il mercato, favorendo gli operatori più strutturati e i proprietari che hanno scelto di affrontare il settore con un approccio professionale. L'81% delle strutture ha ottenuto il codice identificativo, ma una parte del mercato ha scelto di non affrontare la complessità burocratica e i costi aggiuntivi. In questo scenario, la gestione professionale assume un ruolo sempre più centrale. "Un mercato più selettivo, con ospiti più esigenti e comportamenti di prenotazione meno prevedibili, richiede competenze specifiche: pricing dinamico, distribuzione su più canali, organizzazione operativa, presidio normativo e attenzione costante alla customer experience. Per il singolo proprietario non è semplice governare tutti questi aspetti con continuità ed efficacia", aggiunge Zorgno. È su questo terreno che la voce di CleanBnB si fa ancora più autorevole. La società ha chiuso il 2025 con 19,9 milioni di euro di ricavi consolidati, in crescita del 7% rispetto all’anno precedente. I soggiorni gestiti sono stati 135.414, in aumento dell’8%, mentre il portafoglio ha raggiunto 3.115 appartamenti, pari a una crescita del 6%, distribuiti in oltre 100 località italiane. Il gross booking ha superato i 51,7 milioni di euro. Numeri che raccontano non solo una crescita dimensionale, ma anche la capacità di leggere il mercato e presidiare il territorio con una logica industriale. Elementi decisivi per cogliere le opportunità che si stanno aprendo.
(Adnkronos) - Il ruolo delle proteine animali nell’evoluzione umana, il loro valore nutrizionale, ma anche sociale e l’importanza che esse rivestono nella tutela di quel rapporto sempre più fragile fra uomo, nutrimento e ambiente: questi i temi discussi durante l’incontro che si è tenuto oggi al Parlamento europeo organizzato dal think tank Competere in partnership con l’associazione Carni Sostenibili. Al centro dell’evento il volume “A spasso con Lucy. Perché mangiamo come parliamo. Virtù e valore delle proteine animali” (Guerini e Associati) scritto da Pietro Paganini con la collaborazione di Carola Macagno. Il libro è un viaggio lungo l’evoluzione umana per scoprire l’importanza delle proteine animali nella storia dell’uomo e per dimostrare che se l’uomo è diventato ciò che è, questo è accaduto anche grazie alla carne. Compagna d’eccezione in questo percorso Lucy, la nostra paleo-antenata vissuta più di 3 milioni di anni fa. (VIDEO) All’evento insieme all’autore del volume, Pietro Paganini, ha partecipato Elisabetta Bernardi, biologa nutrizionista, specialista in scienze dell’alimentazione e docente di Biologia della nutrizione presso l'Università degli studi di Bari. Intervenuti durante la tavola rotonda sui temi del volume anche gli eurodeputati Stefano Cavedagna, Benoît Cassart, Carmen Crespo Díaz e Dario Nardella. Ha aperto l’evento l’eurodeputato Carlo Fidanza. Ha moderato l’evento il giornalista ambientale, Andrea Bertaglio. La carne come “motore” dell’evoluzione. Nel corso dei secoli la carne ha contribuito all’evoluzione della specie umana: l’alimentazione onnivora e adattiva dei nostri antenati ha portato ad un aumento della massa cerebrale, ha contribuito allo sviluppo della postura eretta e all’implementazione del linguaggio, ha concorso alla nascita delle comunità e all’uso di precisi strumenti, in una parola il modo in cui l’uomo si è nutrito ha avuto un ruolo determinante nella nascita della civiltà. Oggi però, una delle caratteristiche proprie dell’uomo, l’essere onnivoro, viene messa in dubbio e con essa anche il valore delle proteine animali. Sul ruolo della carne e sulla necessità di rimettere al centro del dibattito la scienza, senza cedere ai pregiudizi è intervenuto Pietro Paganini: "Lucy, la nostra antenata più nota, ci accompagna in un viaggio alle origini dell’alimentazione umana, ricordandoci il ruolo cruciale delle proteine animali nello sviluppo del cervello e della nostra specie. Oggi, paradossalmente, questo patrimonio viene messo in discussione. Ridurre il cibo a ‘buono’ o ‘cattivo’ non è scienza, è semplificazione. Con ‘Lucy’ riportiamo il dibattito su evidenze, evoluzione e libertà di scelta". Il libro non trascura neppure gli aspetti ambientali connessi alla produzione di carne e li affronta da una prospettiva scientifica grazie al contributo di Giuseppe Pulina professore di Etica e Sostenibilità degli Allevamenti all’Università di Sassari e presidente di Carni Sostenibili. “L’agricoltura, e perciò anche la zootecnia che le appartiene, rappresenta da sempre l’unica attività produttiva che contemporaneamente emette gas climalteranti, e li rimuove dagli ecosistemi. È importante notare a questo proposito che le filiere delle produzioni agroalimentari in Europa hanno ridotto il proprio impatto da gas serrigeni di oltre il 18% tra il 1990 e il 2021 - spiega nel volume Pulina - e questo è stato possibile grazie al miglioramento tecnologico che ha garantito maggiore efficienza dei sistemi produttivi primari e un minore consumo di risorse sia per unità funzionale che globalmente e, pertanto, assicurando un parallelo abbattimento dei carichi ambientali”. Sul valore della carne nell’alimentazione umana, Elisabetta Bernardi ha aggiunto: “La sua introduzione nella dieta ha rappresentato un passaggio importante perché ha aumentato la densità nutrizionale dell’alimentazione, cioè la quantità di nutrienti essenziali disponibili per unità di cibo. Questo ha reso disponibili amminoacidi essenziali, ferro eme, vitamina B12 e zinco in forma altamente biodisponibile”. E sulla cosiddetta “transizione proteica”, cioè sull’idea che le proteine animali possano essere sostituite con quelle vegetali senza alcun effetto sul valore e l’apporto nutrizionale, Bernardi ha spiegato “il rischio è di ridurre una realtà biologicamente complessa a una semplice sostituzione tra alimenti. L’essere umano si è evoluto in un contesto onnivoro, senza escludere alimenti, ma integrandoli". Durante la tavola rotonda l’eurodeputato Stefano Cavedagna è tornato sul valore culturale della carne “Oggi più che mai assistiamo a una cultura del sospetto verso la carne e le tradizioni alimentari consolidate, promossa da ideologie ultra-ambientaliste che dimenticano l’equilibrio tra scienza, salute e rispetto dell’ambiente. Da emiliano-romagnolo conosco e sono fiero delle nostre filiere ed eccellenze; leggere “A spasso con Lucy” significa riscoprire le radici della nostra civiltà e comprendere come l’alimentazione, in particolare le proteine di origine animale, abbia plasmato l’uomo e le comunità nel corso della storia". Un richiamo alla necessità di momenti di incontro che rimettano al centro la verità scientifica è arrivato, invece, dall’eurodeputato Dario Nardella "Il cibo non può diventare terreno di battaglia ideologica. Il libro 'A spasso con Lucy' riporta la scienza al centro: le proteine animali fanno parte della storia evolutiva dell'umanità e oggi continuano a svolgere un ruolo essenziale in una dieta equilibrata e sana. È proprio per questo che la presentazione di questo libro al Parlamento europeo è un momento importante: abbiamo bisogno di spazi in cui la scienza possa dialogare con la politica, lontano dai dogmi e dalle semplificazioni". Nel corso dell’incontro si è affrontato anche il rapporto fra uomo, ambiente e nutrizione, e la necessità di tornare a sostenere e promuovere un “cibo naturale”, come valore della nostra cultura e come antidoto a un’alimentazione che rischia di perdere definitivamente il legame con la terra. Su questo tema Benoît Cassart, allevatore, deputato europeo e presidente dell’Intergruppo Sustainable Livestock, ha detto: “Cucinare elementi provenienti dalla natura è una delle prime attività dell’umanità. Eppure, oggi abbiamo in gran parte perso il legame con l’origine dei nostri alimenti. Molti bambini non sanno più, per esempio, che il pane deriva dal grano. Parallelamente, il consumo di alimenti ultra-processati continua ad aumentare. Questa evoluzione è accompagnata anche da una crescente messa in discussione delle proteine animali, come il latte e soprattutto la carne. Diventa essenziale ristabilire un legame con l’origine della nostra alimentazione e valorizzare una cucina più semplice e consapevole”.