(Adnkronos) - Svolta nelle indagini sulla morte della 32enne Fabiana Chiarappa, morta mercoledì 2 aprile in un incidente con la sua moto nel Barese. Indagato un sacerdote per omicidio stradale e omissione di soccorso. Il prete, a bordo di un'auto, avrebbe urtato la moto e non si sarebbe fermato. Soccorritrice del 118 in servizio alla postazione di Turi e giocatrice di rugby, la donna era nel suo giorno libero ed era a bordo della sua moto Suzuki SV 650 con cui stava tornando a casa, a Cellamare. A trovarla morta i suoi stessi colleghi, arrivati sul posto dopo la segnalazione di una persona uscita di strada e finita contro un muretto. Nella ricostruzione dei fatti, i carabinieri della locale stazione hanno acquisito le immagini di telecamere della zona da cui sarebbe emerso l'impatto tra un'automobile e la moto. Il sacerdote che guidava l'auto è ora indagato, in base alle immagini che ritraggono il veicolo si è risaliti alla sua identificazione. La Procura ha disposto l'autopsia sul corpo della vittima. Ai fini dell'accertamento irripetibile, l'indagato può nominare i propri periti di parte. Tanti i messaggi di cordoglio. "Attoniti e devastati dal dolore ci stringiamo intorno ai genitori e a tutta la Famiglia per la prematura scomparsa della nostra Amata Fabiana Chiarappa" scrive la Capurso Rugby Club sulla propria pagina Facebok, postando la foto della ragazza. "Ciao Faby insegna agli angeli il nostro Sport che amavi tanto e continua a lanciare le tue magiche Touch. Noi non smetteremo mai di pensarti". "In questa immagine sono rappresentate due tra le tue più grandi passioni: il rugby e il volontariato sanitario come soccorritrice, poi divenuto il tuo lavoro. Oggi siamo tutti tristi...Ci macherai Fabiana" scrivono sulla loro pagina i volontari del soccorso e protezione civile di Cellamare.
(Adnkronos) - “Il comparto agroalimentare campano ha raggiunto un valore di esportazioni di 5,49 miliardi di euro, in crescita del 5,4% rispetto al 2022. È un trend positivo che dura da oltre un decennio, ma le tensioni commerciali globali rappresentano una seria minaccia. Se le esportazioni verso gli Stati Uniti dovessero calare significativamente, l’intero comparto ne risentirebbe”. E' preoccupato per il futuro del settore agroalimentare campano Fabrizio Marzano, presidente di Confagricoltura Campania, intervistato da Adnkronos/Labitalia, dopo l'annuncio di ieri dei dazi Usa. “L’imposizione dei dazi da parte degli Stati Uniti -sottolinea- è un duro colpo per un comparto che negli ultimi anni ha consolidato una forte presenza sul mercato americano. Parliamo di un export che supera i 200 milioni di euro all’anno, con prodotti di eccellenza come la mozzarella di bufala campana Dop, il vino e l’olio extravergine d’oliva. Il rischio concreto è una contrazione delle vendite, con effetti negativi su tutta la filiera, dalla produzione alla distribuzione”. E Marzano ricorda che “secondo le analisi di Svimez, il nostro export potrebbe subire una contrazione superiore all’11%, con oltre 3.000 posti di lavoro a rischio immediato. Inoltre, si stima che l’impatto complessivo sull’economia campana possa raggiungere i 500 milioni di euro. Il settore agroalimentare è un pilastro dell’economia regionale e queste misure rischiano di comprometterne la crescita”. Quali prodotti saranno maggiormente penalizzati? “Proprio quelli che meglio rappresentano l’identità e la qualità dell’Italia e, nel nostro caso, della Campania. Beni apprezzati negli Stati Uniti, ma un aumento dei prezzi al consumo a causa dei dazi potrebbe ridurne la competitività, favorendo alternative di altri paesi", sottolinea. E per Marzano è necessario che "come avvenne nel 2018 per il contenimento dei dazi, serve un’azione diplomatica forte per scongiurare l’entrata in vigore di questi dazi o almeno per ridurne l’impatto. Inoltre, il sostegno agli agricoltori e alle aziende attraverso misure di compensazione potrebbe aiutare a limitare i danni”. E il messaggio agli imprenditori agricoli è chiaro. "Restare uniti e continuare a lavorare sulla qualità e sull’innovazione. Ma anche aprire ai nuovi mercati come gli Emirati Arabi, l’India e il Brasile che stanno emergendo con forza. L’agroalimentare è un’eccellenza riconosciuta a livello internazionale, e questo non cambierà. Serve però il supporto delle istituzioni per affrontare questa sfida e garantire che le nostre imprese possano continuare a crescere”, conclude.
(Adnkronos) - Rifiuti elettronici, raccolta in crescita: sono quasi 360mila le tonnellate di rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (Raee) domestici avviati a corretto riciclo in Italia nel 2024 (+2,5% rispetto all’anno precedente). Lo rileva il nuovo Rapporto Annuale del Centro di Coordinamento Raee che dal 2008 sintetizza i risultati della raccolta complessiva effettuata in Italia da tutti i sistemi collettivi dei produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche consorziati. A partire dal 2022 questi risultati sono comprensivi anche dei dati della raccolta diretta effettuata dalle aziende di raccolta rifiuti nell’ambito di accordi con il CdC Raee e gestita nel sistema ufficiale. In forza di questo perimetro, il report fotografa l’andamento della raccolta di Raee domestici nella sua totalità a livello nazionale. Più nel dettaglio, nel corso dello scorso anno i sistemi collettivi consorziati del Centro di Coordinamento hanno gestito complessivamente 358.138 tonnellate di rifiuti elettronici, circa 9mila in più rispetto al 2023. A questo dato si deve poi aggiungere la raccolta volontaria effettuata dai singoli consorzi, che ammonta a 964 tonnellate. Si tratta di un dato positivo che riferisce di una ripresa della crescita della raccolta dopo la flessione emersa nel biennio precedente. L’incremento si lega soprattutto alle buone performance dei rifiuti di elettronica di consumo e piccoli elettrodomestici (raggruppamento 4) che riescono finalmente a contrastare il perdurante calo fisiologico dei volumi di Tv e monitor avviati a riciclo (raggruppamento 3) che risentono ancora degli effetti legati all’erogazione del Bonus Tv dal 2021. Come conseguenza dei maggiori volumi avviati a riciclo, la raccolta media pro capite raggiunge i 6,07 kg per abitante (+2,5%). Come già evidenziato, i Raee di R4 - IT e Consumer Electronics, apparecchi di illuminazione, Ped e altro hanno registrato la maggiore crescita nei volumi di raccolta rispetto al 2023 che si traduce in un incremento del 7,5% per un totale di 82.471 tonnellate avviate a riciclo. Di conseguenza, l’incidenza sul totale raccolto sale al 23%. Cresce anche la raccolta dei Raee di grandi dimensioni, a partire da R2 - grandi bianchi che registra il +4% per un totale di 126.903 tonnellate, pari al 35% della raccolta totale, seguito dai Raee di R1 - Apparecchi per lo scambio di temperatura con fluidi con il +3,3% per un totale di 104.407 tonnellate, con un’incidenza del 29% sui volumi di raccolta complessivi. Calano (-10,9%) al contrario i quantitativi di R3 - Tv e monitor per un totale di 42.476 tonnellate. Pressoché stabili (-0,2%) infine i volumi di raccolta di R5 - sorgenti luminose, pari a 1.881 tonnellate. Una valutazione positiva dei risultati di raccolta 2024 emerge anche dall’analisi a livello di singole regioni che mostra che quasi tutti i territori regionali registrano un incremento, o comunque una stabilità, nei volumi raccolti, con variazioni superiori al 5% in cinque di esse. Si tratta di Valle d’Aosta (+8,7%), Lombardia (+7,8%), Friuli Venezia Giulia (+6,3%), Veneto (+6,2%) e Basilicata (+5,9%). Fanno eccezione tre regioni: Molise (-17,7%), Emilia Romagna (-3,2%) e Calabria (-1,9%). L’analisi in termini di macroaree mostra invece che a trainare la raccolta nazionale è stato il Nord Italia con un incremento del 4,1% rispetto al 2023, seguito dal Centro Italia con il +1,8%. In leggero calo (-0,2%) invece il contributo del Sud Italia. Le regioni del Nord consolidano il primato per volumi di raccolta complessiva, pari a 188.860 tonnellate, che porta al 52,7% l’incidenza sulla raccolta nazionale, e nella raccolta pro capite (6,87 kg/ab), superiore alla media nazionale. La raccolta del Centro Italia raggiunge le 81.261 tonnellate, con un’incidenza del 22,7% sulla raccolta nazionale. Quanto al sud Italia, i volumi di questa macroarea si consolidano a 88.017 tonnellate, pari al 24,6% dei quantitativi complessivi avviati a corretto riciclo. “Sebbene ancora lontano dagli obiettivi di raccolta fissati dall’Unione europea, questo risultato è la conferma, se mai ce ne fosse bisogno, che il sistema ha tutte le carte in regola e le risorse per contrastare dinamiche fisiologiche e per continuare a migliorare le proprie performance di raccolta - commenta Giuliano Maddalena, presidente del Centro di Coordinamento Raee - Gli ottimi risultati registrati dai piccoli Raee sono infatti la dimostrazione dell'efficacia delle attività di microraccolta e comunicazione che vede impegnati ormai da diversi anni in modo diretto e indiretto i produttori di Aee e i loro sistemi collettivi tramite l’erogazione di contributi economici previsti negli Accordi di programma. Investimenti che sono stati stanziati anche nel corso del 2024, a cui si aggiungono finanziamenti mirati all'efficientamento del sistema destinati ai Comuni per un totale complessivo di oltre 29 milioni di euro”.