(Adnkronos) - Il lupus eritematoso sistemico rappresenta una patologia complessa non solo dal punto di vista clinico, ma anche sul piano sociale e psicologico. "La priorità è una presa in carico globale e multidisciplinare" del paziente. "Noi specialisti ci occupiamo solo di una parte delle problematiche, mentre molte altre devono essere gestite da professionisti diversi, lavorando in modo coordinato". Così Luca Moroni, internista immunologo presso l'Irccs ospedale San Raffaele di Milano, commenta all'Adnkronos Salute i risultati del progetto di ascolto 'Italian Systemic Lupus Erythematosus (Sle) Patients: Overview of Their Quality of Life and Unmet Needs', appena pubblicato sul 'Journal of Clinical Medicine', che per la prima volta descrive in modo strutturato l'impatto sociale, funzionale ed emotivo della patologia in Italia. L'importanza della presa in carico multidisciplinare ha a che fare con un aspetto centrale della malattia: la cronicità. "Chi vive con una patologia cronica spesso tende ad attribuire tutti i sintomi alla malattia stessa - spiega Moroni - Nel caso del lupus la stanchezza, i disturbi del sonno o quelli dell'umore, tra cui ansia e depressione, non sempre sono legati direttamente all'attività della malattia, ma, come emerge anche dai nostri studi e da numerose ricerche internazionali, rappresentano spesso il peso maggiore nella vita quotidiana dei pazienti". La stanchezza, in particolare, è uno dei sintomi più complessi da interpretare. "La fatica è un'esperienza comune nei pazienti con lupus - sottolinea l'esperto - ma non è detto che sia sempre dovuta all'infiammazione. Può essere legata a danni d'organo o alla presenza di disturbi dell'umore, come la depressione. Questo rende la valutazione clinica difficile anche dal punto di vista diagnostico". In alcuni casi, inoltre, "i disturbi psicologici possono precedere la diagnosi stessa della malattia. Spesso nei pazienti con lupus esiste una coesistenza di disturbi dell'umore che può essere anche premorbosa e che contribuisce a complicare il quadro clinico", precisa lo specialista. Un nodo cruciale che emerge anche dai dati raccolti riguarda l'uso del cortisone, che "è stato un farmaco rivoluzionario e continua a salvare vite, soprattutto nelle fasi acute della malattia - rimarca Moroni - Tuttavia oltre il 60% dei pazienti intervistati, seguiti presso centri di tutta Italia, utilizza ancora questa terapia in modo cronico e, con la disponibilità attuale di farmaci biologici e terapie innovative, questo non è più accettabile. E' una responsabilità del sistema sanitario e della comunità medica garantire ai pazienti l'accesso alle cure più moderne". Secondo l'esperto, il cortisone dovrebbe essere considerato principalmente come "una terapia ponte per controllare rapidamente l'infiammazione e proteggere gli organi nelle fasi acute, ma non dovrebbe rappresentare un trattamento cronico, se non in casi selezionati". Un'altra priorità evidenziata dal report riguarda la riduzione dei tempi per la diagnosi. "La consapevolezza della classe medica è sicuramente migliorata, ma non abbastanza - osserva l'esperto - Il ruolo della medicina territoriale è cruciale: il medico di medicina generale deve poter indirizzare rapidamente il paziente allo specialista o al centro di riferimento più appropriato. Questo permette di ridurre il ritardo tra l'insorgenza dei sintomi e la diagnosi, ma anche di intercettare precocemente eventuali danni d'organo. Un esempio particolarmente rilevante è il coinvolgimento renale, che può svilupparsi anche in pazienti già diagnosticati. Individuare precocemente questi segni - avverte Moroni - è fondamentale per prevenire danni irreversibili". Il lupus "può coinvolgere praticamente qualsiasi organo - chiarisce lo specialista - ma tra le figure più importanti nel team multidisciplinare ci sono sicuramente il nefrologo, il dermatologo, il neurologo e il ginecologo ostetrico esperto nelle gravidanze a rischio. Non va poi dimenticato il ruolo dello psicologo, fondamentale per gestire l'impatto emotivo della malattia". Ricordando che la patologia colpisce prevalentemente donne in età fertile e che il tema della gravidanza rappresenta spesso una preoccupazione per le pazienti, l'esperto rassicura: "Nella maggior parte dei casi le donne possono affrontare la gravidanza, purché seguite con controlli più attenti e, se necessario, con terapie adeguate". Infine, sul modello organizzativo, Moroni precisa: "Non dobbiamo immaginare una struttura fisica dedicata. La 'lupus clinic' è un modello funzionale, una rete di specialisti che conoscono la malattia, con agende dedicate, percorsi di accesso rapidi e momenti periodici di confronto sui casi clinici. E' soprattutto - conclude - una questione di connessione tra competenze".
(Adnkronos) - C'è anche un po' di Austria a Cortina in occasione dei Giochi Olimpici, e non solo per gli atleti in gara. L'Austria c'è con i suoi paesaggi innevati, a poca distanza e facilmente raggiungibili dalla 'Perla delle Dolomiti', con l'atmosfera unica delle sue montagne e dello stile di vita alpino e con la passione con cui gli eventi di sport invernali vengono tradizionalmente seguiti. Ma, soprattutto, con la sua ospitalità all’insegna del 'Lebensgefühl', quell’inconfondibile attitudine alla vita tipicamente austriaca, che è diventata anche il claim nella comunicazione di Austria Tourism, l'ente di promozione turistica del paese. Austria Tourism è partner premium del Comitato Olimpico Austriaco alle Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026, per accogliere atleti e ospiti internazionali proprio con il calore del 'Lebensgefühl'. Per Austria Tourism, infatti, i Giochi sono un’occasione per presentare a livello internazionale il proprio marchio, e l'Austria come una destinazione turistica alpina autentica, per ispirare gli appassionati di sport invernali di tutto il mondo e per sottolineare l’impegno per il futuro dello sci rivolto alle prossime generazioni. Fulcro della presenza di Austria Tourism ai Giochi Olimpici è l’Austria House, la 'Casa Austria' a Cortina d’Ampezzo: dopo un'indimenticabile estate olimpica a Parigi, l'Austria House come luogo di incontro, di ospitalità e di eccellenza torna all'insegna dei 'cinque cerchi' più suggestiva che mai. E ha aperto le sue porte a Cortina nella tradizionale Jägerhaus, di fonte a uno degli scenari invernali più spettacolari d'Europa. A inaugurare Austria House una serata-evento domenica sera, che ha visto la partecipazioni dei più alti rappresentanti istituzionali, a partire dal Cancelliere federale austriaco, Christian Stocker, il ministro degli Affari economici, Wolfgang Hattmannsdorfer, il segretario di Stato con delega al Turismo, Elisabeth Zehetner, l'ambasciatore d'Austria in Italia, Michael Rendi, e due campioni austriaci come la medaglia d'argento nello slittino Jonas Müller e la leggenda dello sci Franz Klammer. A fare gli onori di casa Astrid Steharnig-Staudinger, Managing Director di Austria Tourism. "Con questa serata - ha affermato nel suo discorso di benvenuto - celebriamo l'Austria non solo come nazione di sport invernali, ma anche come una destinazione turistica davvero di primo piano sia in inverno sia in estate. L'Austria è conosciuta internazionalmente come destinazione invernale, ma ha così tanto in più da offrire: una cucina pluripremiata con le stelle Michelin e altri importanti riconoscimenti, un'eredità culturale apprezzata in tutto il mondo e la nostra cosiddetta 'Lebensgefühl', quel modo di vivere austriaco espresso in questo termine che non si può tradurre, non si può spiegare, deve essere sperimentato. E questo è esattamente ciò che stiamo portando qui su questo palcoscenico internazionale insieme con i nostri partners". Per il presidente del Comitato Olimpico austriaco, Horst Nussbaumer, "Austria House è un posto in cui le Olimpiadi hanno un impatto che va oltre lo sport e che riguarda gli incontri, il dialogo, il rendere l'Austria visibile in tutta la sua diversità, attraverso risultati sportivi di eccellenza e i valori olimpici ad essi associati". Grandi protagonisti i colori rosso-bianco-rosso della bandiera austriaca per una serata aperta dal cosiddetto 'Heartbeat Moment' con un concerto in stile Coldplay, all'insegna dello scambio tra rappresentanti delle istituzioni, del mondo imprenditoriale, del turismo e dello sport. L'Austria House, infatti, durante il periodo delle Olimpiadi, vuole essere un luogo d'incontro per atleti, rappresentanti dei media e ospiti internazionali, con l’obiettivo di celebrare la partecipazione e i successi sportivi e di offrire agli ospiti internazionali un assaggio dello stile di vita austriaco. Chi visiterà l'Austria House potrà vivere l'Austria con tutti i sensi. Ospitalità, cucina e convivialità saranno al centro dell'attenzione. Una vera attrazione è la grande installazione creata per l’occasione dall'artista tirolese Patricia Karg che accoglie visitatori e visitatrici sul piazzale antistante l'Austria House: a forma di un cuore pulsante e fluttuante per rendere 'visibili' le emozioni che si vivono in occasione dei Giochi Olimpici. All’interno, fra le proposte culinarie spiccano un cocktail appositamente creato per l'occasione dal nome 'Lebensgefühl' e la merenda 'Brettljause', che prende spunto dai taglieri tradizionali serviti nei rifugi alpini, in una versione innovativa. Il vero focus è sulle cosiddette 'hidden gems', quelle gemme nascoste dell'offerta turistica regionale austriaca che ne fanno una destinazione per tutto l'anno. E tra le vere 'gemme nascoste' non poteva mancare la cucina, vero elemento centrale della serata grazie alle preparazioni esclusive dello chef salisburghese Vitus Winkler, due stelle Michelin, quattro forchette Falstaff e 'Chef dell'anno 2026' per Gault Millau. "La cucina austriaca è forte della sua autenticità e della straordinaria diversità dei suoi territori. Fiumi, laghi, pascoli e foreste danno forma a ciò che cuciniamo. La qualità culinaria si raggiunge quando rispetti queste origini e lavori con le stagioni, tutto l'anno. I prodotti regionali, le erbe fresche e lo stretto legame con la natura sono sempre le basi, anche in inverno", ha spiegato lo chef. Un approccio sintetizzato nel suo piatto di mezzo ‘F(r)ischfeld - char, sauerkraut, oxymel and watercress': più che una portata, una narrazione delle origini, del territorio e dell'artigianalità. In ricordo dell'evento proprio una 'Hidden Gem Box' contenente non solo selezionati prodotti tipici ma anche un QR code che 'conduce' ad altre destinazioni ed esperienze meno conosciute. Un invito, insomma, a scoprire l'Austria non in una volta sola, ma piano piano, passo dopo passo.
(Adnkronos) - Al via la sesta edizione del Premio Demetra, il riconoscimento dedicato alla letteratura ambientale promosso da Comieco - Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica - in collaborazione con SalernoLetteratura Festival. Il bando è aperto alle opere pubblicate da editori indipendenti tra il 1° gennaio 2023 e il 31 gennaio 2026 (con un periodo più esteso per la graphic novel: dal 1° gennaio 2022 al 31 gennaio 2026). Le candidature possono essere inviate fino al 31 marzo 2026 attraverso la procedura indicata sul sito www.comieco.org. Il Premio si articola in quattro sezioni: saggistica, narrativa, graphic novel (italiana e tradotta) e libri per ragazzi. Il vincitore di ciascuna categoria riceverà un premio in denaro di 1.500 euro. I riconoscimenti per saggistica, narrativa e graphic novel saranno assegnati a giugno nell’ambito di SalernoLetteratura, mentre il premio per la sezione dedicata ai ragazzi verrà consegnato a luglio durante l’Elba Book Festival, confermando la continuità tra i due appuntamenti culturali. Giunto alla sua sesta edizione, il Premio Demetra ha raccolto finora oltre 300 opere candidate e premiato 24 autori, contribuendo alla valorizzazione della letteratura dedicata a ambiente e sostenibilità. Dopo cinque anni, ospitati dall’Elba Book Festival – dove il premio ha consolidato identità e comunità – l’edizione 2026 approda a Salerno, ampliando pubblico e prospettive senza interrompere il legame con le sue origini. L’edizione 2026 si svolge con il supporto di: Seda International Packaging Group (Main Sponsor), Fondazione Symbola, Salerno Pulita, 100% Campania, Boccia Industria Grafica S.p.A. e Banco di Lucca e del Tirreno S.p.A. La giuria del Premio Demetra è composta da: Ermete Realacci (Presidente), Carlo Montalbetti (Comieco), Duccio Bianchi (Responsabile scientifico), Ilaria Catastini (editore, Albeggi Edizioni), Giorgio Rizzoni (Responsabile didattico) e Paolo Barcucci (curatore di mostre).