(Adnkronos) - Roma, 6 ottobre 2010. Davanti a Montecitorio va in scena una delle rappresentazioni più surreali e insieme più rivelatrici della Seconda Repubblica: una tavolata pubblica, piatti fumanti, cori da stadio e un leader che fino a pochi giorni prima aveva definito i romani “porci” seduto a mangiare con il sindaco della Capitale. È il giorno passato alla storia come “il patto della polenta”. O, dalla prospettiva romana, quello della pajata e della coda alla vaccinara. Tutto nasce da una battuta, di quelle che Umberto Bossi, scomparso oggi, aveva trasformato in marchio politico, sull’acronimo Spqr: “Sono porci questi romani”. Una frase che scatena una reazione trasversale e immediata: dal sindaco Gianni Alemanno alla neo presidente della Regione Lazio Renata Polverini, fino al centrosinistra e a pezzi della stessa maggioranza. Il contesto è quello del governo Berlusconi IV, con la Lega Nord tornata forza strutturale dell’esecutivo e protagonista della stagione del federalismo. Roma, però, è il simbolo dell’opposto: il centro del potere, della spesa pubblica, della “Roma ladrona” contro cui la Lega aveva costruito la propria identità. La crisi stava per diventare politica. Serviva una soluzione visibile, teatrale, immediata. La risposta è un pranzo. Pubblico. In piazza. Polenta, rigatoni con la coda alla vaccinara, cicoria, parmigiano e vino dei Castelli: Nord e Sud nello stesso menu, nel solco del patto della crostata tra D’Alema e Berlusconi (1997, a casa di Gianni Letta), del patto del caciocavallo tra Craxi e De Mita negli anni Ottanta. Bossi e Alemanno brindano davanti alle telecamere, seduti a una lunga tavolata montata davanti alla Camera dei deputati. Attorno, una platea che è metà pubblico e metà curva da stadio: militanti leghisti che gridano “Padania libera” e romani divisi tra ironia, rabbia e incredulità. Beatrice Lorenzin (all’epoca in Forza Italia) gira la polenta, Roberto Cota, presidente del Piemonte, sorseggia vino dei Castelli. Ci sono Maurizio Gasparri e Rosi Mauro con una fetta di salame, Roberto Calderoli che ispeziona gli stand arrivati dal profondo Nord per firmare la tregua. I lanci Adnkronos dell’epoca raccontano la scena come una vera “riconciliazione” sancita da un brindisi e da un piatto condiviso. “La pace è fatta”, dirà Bossi a fine pranzo. Ma il momento che trasforma quell’evento in icona è un altro: Renata Polverini che imbocca Bossi. Una scena che fa il giro d’Italia e dei media internazionali. La leader sindacale diventata presidente della Regione Lazio che nutre il capo della Lega: Roma che accoglie, il Nord che si lascia “integrare”, la politica che diventa gesto. Intorno, la protesta dei deputati del Partito democratico, che distribuiscono volantini “Benvenuti al Sud” e Bersani che liquida tutto come “spettacolo disdicevole”. entinaia di militanti di ogni colore politico, una bolgia che vede un giornalista parlamentare aggredito. I vox populi raccontano gente venuta per la polenta, per protestare, o solo per curiosità. Quella giornata è molto più di un episodio folkloristico. Riassume la politica italiana di quegli anni: il conflitto che non viene risolto non in una sede istituzionale, ma in una piazza trasformata in palcoscenico; la Lega di Bossi che riesce a tenere insieme la retorica anti-Roma e la partecipazione piena al potere centrale. Roma è il centro contro cui si costruisce il consenso, ma anche il luogo in cui si esercita il potere. Quel giorno, le due dimensioni si incontrano, e si neutralizzano, a tavola. Gianni Alemanno è oggi in carcere, da dove si spende per i diritti dei detenuti. Renata Polverini nel 2022 lascia il parlamento e nel 2025 ha lasciato Forza Italia per Noi Moderati, il movimento di Maurizio Lupi. Roberto Cota, dopo l’annullamento da parte del Consiglio di Stato delle elezioni che lo avevano visto eletto presidente del Piemonte, nel 2014 torna alla professione di avvocato. Oggi è responsabile giustizia di Forza Italia in Piemonte. Rosi Mauro, indagata nelle inchieste per le “spese pazze” nel 2012, viene espulsa dalla Lega, ma sarà poi archiviata nel 2014, con la motivazione che le spese effettuate potevano essere considerate attività “in un certo qual modo routinarie” nelle funzioni di rappresentanza.
(Adnkronos) - Assotende partecipa per il terzo anno consecutivo al Global shading day, la giornata promossa dalla European solar shading organisation (ES-SO) per sensibilizzare sull’importanza delle schermature solari e sui benefici che queste tecnologie garantiscono in termini di comfort e riduzione dei consumi energetici. Il tema dell’edizione 2026 – 'Shading makes a difference' – mette in evidenza come tende esterne, e sistemi di schermatura dinamica, soprattutto se integrati con soluzioni motorizzate e automatizzate, contribuiscano a contrastare il crescente surriscaldamento degli edifici. Con estati sempre più lunghe e ondate di calore frequenti, queste tecnologie permettono di controllare il carico da irraggiamento solare, gestire la luce naturale e favorire il raffrescamento passivo, riducendo il ricorso alla climatizzazione meccanica. "Assotende sostiene e partecipa al Global shading day, iniziativa che ogni 21 marzo valorizza il lavoro che le nostre aziende svolgono ogni giorno al fianco dei professionisti del progetto per contribuire a edifici più efficienti dal punto di vista energetico", afferma Gianfranco Bellin, presidente di Assotende di Federlegnoarredo. "L’Europa guarda con crescente attenzione all’efficienza energetica del patrimonio edilizio e ES-SO sostiene questi obiettivi promuovendo l’impiego delle schermature solari" sottolinea Marco Parravicini, rappresentante di Assotende all’interno dell’associazione europea. Il tema assume particolare rilevanza alla luce della revisione della Direttiva europea Epbd (Energy performance of buildings directive), nota anche come direttiva 'Case Green', entrata in vigore il 29 maggio 2024 e che gli Stati membri, tra cui l’Italia, dovranno recepire entro il 29 maggio 2026. La direttiva punta a migliorare le prestazioni energetiche del patrimonio edilizio europeo, responsabile di circa il 40% dei consumi energetici complessivi. "E' importante ricordare - prosegue Bellin - che la direttiva Epbd promuove l’adozione di tecnologie e soluzioni in grado di ridurre i consumi e prevede esplicitamente anche le schermature solari, comprese quelle integrate nei sistemi di gestione intelligente degli edifici . In questo quadro, le schermature assumono un ruolo fondamentale: oltre a migliorare il comfort e la qualità degli spazi, rappresentano uno strumento concreto per favorire soluzioni abitative più sostenibili". Per consentire a queste soluzioni di esprimere appieno il loro potenziale, è essenziale una corretta progettazione e installazione. "La progettazione, l’installazione e la manutenzione delle schermature solari - precisa - richiedono competenze altamente specializzate . Solo l’intervento di professionisti qualificati garantisce prestazioni energetiche coerenti con le normative europee e nazionali, valorizzando al contempo sicurezza, durabilità ed estetica architettonica". Il comparto rappresentato da Assotende riunisce le aziende italiane attive nella produzione di tende, schermature solari, sistemi di comando e automazione e tessuti tecnici. Un settore di eccellenza del Made in Italy che, secondo i dati del Centro Studi FederlegnoArredo, nel 2025 ha registrato un fatturato alla produzione superiore a 1,8 miliardi di euro, con il mercato nazionale che assorbe il 94% della produzione complessiva.
(Adnkronos) - Il Gruppo Davines - azienda attiva nel settore della cosmetica professionale con i marchi per l’haircare Davines e per lo skincare 'comfort zone', B Corp dal 2016 - annuncia, per il terzo anno consecutivo, l’apertura delle candidature per 'The Good Farmer Award' 2026. Realizzato in collaborazione con la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, è il primo premio in Italia a sostenere i giovani agricoltori che guidano la transizione ecologica attraverso pratiche di agricoltura biologica rigenerativa e agroecologiche, con un approccio sistemico e anche sociale. Anche per questa edizione è stata rinnovata l’estensione del bando alle aziende agricole dedite all’allevamento e impegnate a migliorare il benessere e la salute animale con pratiche che includono, tra le altre, il pascolo all’aperto e la conseguente riduzione dell’uso di farmaci veterinari. Il bando si rivolge ad agricoltori e agricoltrici di età inferiore o uguale a 35 anni al 31 luglio 2026 che gestiscano imprese con certificazione biologica in corso di validità. I due progetti più innovativi e avanzati riceveranno dal Gruppo Davines 10mila euro ciascuno per l’acquisto di materiali e per interventi finalizzati al miglioramento e allo sviluppo delle attività agroecologiche. Le candidature possono essere inviate dal 10 marzo fino al 15 maggio 2026 compilando il modulo online. La cerimonia di premiazione si terrà il 27 novembre 2026 presso il Davines Group Village a Parma. Requisiti necessari per accedere al bando sono l’avere una certificazione biologica in corso di validità e applicare i principi dell’agricoltura biologica rigenerativa e dell’agroecologia. In particolare i giovani agricoltori e le loro aziende dovranno dimostrare di utilizzare almeno tre tra le strategie e le pratiche di agricoltura biologica rigenerativa e agroecologia identificate dal regolamento, tra cui la rotazione colturale, il minimo disturbo del suolo, l’utilizzo di fertilizzanti organici, la coltivazione di alberi associata a campi seminativi o a pascoli, l’uso di colture di copertura come le leguminose e la pacciamatura del terreno (ossia la copertura del terreno con materiale organico come paglia o foglie). La Commissione che valuterà e selezionerà i progetti è composta da otto membri, fra professori universitari ed esperti in temi di agricoltura, agroecologia e sostenibilità. Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile, è il presidente della Giuria. Gli altri membri sono: Davide Bochicchio, ricercatore del Crea Zootecnia e Acquacoltura; Dario Fornara, direttore di Eroc (European Regenerative Organic Center); Angelo Gentili, responsabile nazionale Agricoltura di Legambiente; Paola Migliorini, docente presso l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo; Alessandro Monteleone, dirigente di Ricerca del Crea, Centro Politiche e Bio-economia; Camilla Moonen, professoressa associata presso l’Istituto di Scienze delle Piante, Università Sant’Anna di Pisa; Francesca Pisseri, medica veterinaria esperta in agroecologia, Associazione Italiana di Agroecologia.