INFORMAZIONISilvia CafagnaAstraZeneca spa Cosmesi, Chimica e Farmaceutica Ruolo: Member of Digital Ready for Board / Head of Customer Engagement Area: Marketing Management Silvia Cafagna |
INFORMAZIONISilvia CafagnaAstraZeneca spa Cosmesi, Chimica e Farmaceutica Ruolo: Member of Digital Ready for Board / Head of Customer Engagement Area: Marketing Management Silvia Cafagna |
(Adnkronos) - Come sono state raccontate le Olimpiadi e le Paralimpiadi invernali Milano Cortina dai media televisivi italiani? Quali immagini, linguaggi e protagonisti emergono nella narrazione mainstream dei Giochi? Donne e uomini sono rappresentati allo stesso modo? A queste domande risponde la ricerca “Parità di genere e rappresentazione nei media: da Parigi 2024 a Milano Cortina 2026” promossa da Comitato Olimpico Internazionale e Fondazione Bracco, in collaborazione con Fondazione Milano Cortina 2026. Da sempre, i Giochi Olimpici e Paralimpici rappresentano una piattaforma globale, che contribuisce a plasmare il modo in cui lo sport viene raccontato e percepito. La ricerca, realizzata dall’Osservatorio di Pavia – istituto di ricerca indipendente specializzato nello studio dei contenuti dell’informazione – analizza come lo sport e i suoi protagonisti vengono raccontati nei telegiornali italiani, con un’attenzione specifica alla presenza e narrazione delle atlete nell’informazione sportiva. Concepito come un vero e proprio percorso di osservazione nel tempo, lo studio ha analizzato la copertura mediatica in diverse fasi, concentrandosi sulla rappresentazione televisiva nazionale tra luglio 2024 e marzo 2026: dai Giochi di Parigi, passando per un anno di informazione ordinaria, fino ai Giochi di Milano Cortina 2026. Ciò ha permesso di ottenere, per la prima volta, una visione organica e approfondita del racconto mediatico. Il risultato non è soltanto una fotografia accurata del presente, ma anche una preziosa eredità di conoscenze e buone pratiche, per contribuire a orientare le future edizioni dei Giochi Olimpici e Paralimpici. “Di queste Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano e Cortina porterò sempre nel cuore soprattutto i volti delle tantissime atlete azzurre che hanno vinto con merito e impegno un numero straordinario di medaglie”, ha affermato Diana Bracco, Presidente di Fondazione Bracco. “È stata una grande emozione ammirare le gesta delle nostre campionesse a iniziare da Chiara Mazzel, sciatrice paralimpica che ha vinto 1 oro e 3 argenti, dando un contributo decisivo al record di podi della squadra italiana; ma naturalmente ho esultato anche per le straordinarie imprese di Federica Brignone, Francesca Lollobrigida, Sofia Goggia, Arianna Fontana e Lisa Vittozzi. Ragazze coraggiose, che con tenacia, grinta, sacrificio, determinazione hanno scritto pagine memorabili dello sport invernale italiano. E che, sostenute da una incrollabile passione, hanno saputo imporsi anche all’attenzione dei media”. “I Giochi Milano-Cortina 2026 hanno registrato uno dei più alti livelli di partecipazione femminile nelle Olimpiadi invernali: il 47,9% degli atleti erano donne, protagoniste assolute del medagliere”, ha ricordato il Sottosegretario allo Sport e ai Giovani, Federica Picchi. “La Lombardia esprime grande orgoglio per le atlete olimpiche e paralimpiche italiane, da Federica Brignone a Chiara Mazzel, da Francesca Lollobrigida ad Arianna Fontana. Proprio Fontana, pattinatrice di short track, donna, giovane, valtellinese, con 14 medaglie è tra i campioni – uomini e donne – più vincenti nella storia dei Giochi invernali. Un fenomeno anche la collega Lollobrigida che, con due ori a Milano-Cortina 2026 in tasca, e suo figlio in braccio durante la vittoria, ha raccontato il sostegno ricevuto dalla FISG durante la maternità, auspicando che tutte le Federazioni facciano lo stesso. Per questo, con Regione e CONI Lombardia stiamo creando un fondo per favorire la conciliazione tra carriera sportiva e maternità, lo stesso impegno che stiamo mettendo nella realizzazione di percorsi dual career con tutti i CUS Lombardi”. “Grazie all'insieme del movimento Olimpico, abbiamo raggiunto i Giochi Olimpici Invernali più equilibrati dal punto di vista di genere nella storia con oltre il 47% di atlete”, ha sottolineato Charlotte Groppo, Responsabile per l’uguaglianza di genere, la diversità e l’inclusione del Comitato Olimpico Internazionale. “Questo progresso è più di un semplice dato statistico: è il riflesso di opportunità che si ampliano, di barriere che continuano a cadere e di un futuro in cui ogni ragazza può vedersi sul campo di gioco.” “Abbiamo appena vissuto la straordinaria esperienza di Olimpiadi e Paralimpiadi, che Milano ha accolto con grande capacità di risposta, e portiamo negli occhi e nel cuore le immagini delle grandi atlete protagoniste di prove di talento”, ha dichiarato la delegata del Sindaco alle Pari opportunità di genere, Elena Lattuada. “Ci auguriamo che questa presenza venga mantenuta nel tempo, perché, come evidenziato dall’Osservatorio di Pavia, alla grande copertura mediatica durante le competizioni segue spesso il silenzio. Proprio per la capacità e il coraggio dimostrati, questo silenzio non deve più esserci”, sottolinea Lattuada. “Se le Olimpiadi hanno avuto ampio risalto, le Paralimpiadi hanno ricevuto minore attenzione, nonostante le storie di grande coraggio e determinazione. L’invito è a non dimenticare questo evento e a valorizzare chi fa dello sport espressione di talento, resilienza e forza, soprattutto tra atleti e atlete con disabilità.” “La Fondazione Milano Cortina 2026 fin dalla fase di candidatura ha deciso di profondere un forte impegno nella promozione della parità di genere all’interno dell’organizzazione e verso tutti gli stakeholder esterni, riconoscendola come una componente fondamentale di un cambiamento duraturo e significativo.”, ha affermato Diana Bianchedi, Chief Strategy Planning & Legacy Officer, Fondazione Milano Cortina 2026. “Sono stati sviluppati dei progetti lungo tutto il percorso di avvicinamento ai Giochi. Grazie anche al supporto del CIO, i Giochi Olimpici Invernali 2026 hanno segnato un record storico, con una partecipazione delle atlete più alta di sempre e il numero più alto di ufficiali e capi missione donne. Ci auguriamo che questi risultati possano fungere da ispirazione per le future generazioni. Solo lavorando tutti insieme potremo raggiungere obiettivi ancora più grandi e significativi.” I risultati dello studio sono stati presentati in anteprima presso la Sala Stampa di Palazzo Regione Lombardia alla presenza di Diana Bracco, Presidente di Fondazione Bracco, Charlotte Groppo, Responsabile per l’uguaglianza di genere, la diversità e l’inclusione del Comitato Olimpico Internazionale, Attilio Fontana, Presidente di Regione Lombardia, Federica Picchi, Sottosegretario con delega Sport e Giovani di Regione Lombardia, Elena Lattuada, Delegata del Sindaco del Comune di Milano alle Pari opportunità di genere, Andrea Monti, Chief Communications Officer, Fondazione Milano Cortina 2026, Greta Barbone, Human Rights Manager, Fondazione Milano Cortina 2026, Valentina Marchei, atleta olimpica, Head of Ambassador Programme di Fondazione Milano Cortina 2026, Presidente della Commissione Atleti del Coni, e Monia Azzalini, Responsabile settore Diversità, Equità e Inclusione dell’Osservatorio di Pavia. Realizzata dall’Osservatorio di Pavia, la ricerca analizza il racconto delle Olimpiadi e Paralimpiadi nelle principali testate televisive, esaminando immagini, linguaggi e voci coinvolte nelle notizie dedicate allo sport, da un punto di vista quantitativo e qualitativo. La ricerca indaga come il sistema mediatico contribuisca a modellare il racconto dello sport, valutando se e quanto le narrazioni televisive riescano a essere inclusive e sensibili al tema della parità di genere. Avviato in occasione dei Giochi di Parigi 2024 e sviluppato fino alle Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano Cortina 2026, il monitoraggio traccia le principali tendenze nella copertura mediatica dello sport, evidenziando progressi, criticità e nuove prospettive. Durante i Giochi di Parigi 2024 la copertura dei telegiornali italiani (a cui sono dedicate il 75% delle notizie) ha mostrato un’attenzione relativamente equilibrata tra sport femminili e maschili e una presenza significativa delle atlete nella narrazione dell’evento. In quei giorni, discipline, storie e protagonisti che raramente trovano spazio nell’informazione sportiva quotidiana sono entrati nel racconto mediatico, contribuendo ad ampliare lo sguardo del pubblico sullo sport. Anche l’analisi dei Giochi Paralimpici di Parigi 2024 ha restituito indicazioni preziose su come lo sport venga rappresentato nei media. Pur in presenza di una copertura più limitata, l’attenzione dedicata alle Paralimpiadi 2024 ha permesso di osservare dinamiche narrative specifiche, tra cui la persistenza di stereotipi legati alla disabilità o al genere, che pongono con forza il tema della qualità del racconto mediatico. Nel cosiddetto tempo ordinario, cioè quando l’attenzione si sposta dai grandi eventi allo sport “ordinario”, il quadro cambia. L’analisi dell’anno successivo ai Giochi di Parigi ha mostrato come la copertura televisiva torni a concentrarsi su poche discipline dominanti e su protagonisti già consolidati nel sistema mediatico. In questo contesto specifico, la presenza dello sport femminile e delle sue protagoniste tende nuovamente a ridursi, segnalando come l’effetto di apertura e di maggiore visibilità generato dai Giochi non sempre riesca a tradursi in un cambiamento realmente strutturale nel modo in cui lo sport viene raccontato I Giochi Invernali Milano Cortina 2026 riportano al centro dell’attenzione lo sport femminile con un incremento della visibilità delle atlete (58% vs. il 42% degli atleti) e delle discipline sportive femminili all’interno dei telegiornali italiani. Inoltre Milano Cortina 2026 è stata l’edizione dei Giochi olimpici invernali più bilanciata di sempre, con il 47% di donne e il 53% di uomini e la rappresentanza femminile italiana è stata del 47%, perfettamente in linea con la quota internazionale. La copertura tra competizioni femminili e maschili è stata equilibrata. La maggior parte dei servizi analizzati ha raccontato le competizioni senza una netta prevalenza di genere: il 53% delle notizie ha coperto discipline sia maschili sia femminili, mentre il 24% ha riguardato competizioni femminili e il 23% competizioni maschili. Anche le voci femminili e maschili sono state bilanciate: 49% le donne intervistate vs. 51% degli uomini. Il linguaggio è stato correttamente declinato (84% delle notizie utilizza un linguaggio correttamente declinato secondo il genere) sebbene in alcuni casi la narrazione abbia insistito su elementi biografici o familiari (la maternità come chiave ricorrente). Si evidenziano metafore estranee al campo sportivo che finiscono per attribuire il successo a una dimensione simbolica piuttosto che alla competenza tecnica. Accanto a queste rappresentazioni, alcuni servizi televisivi hanno proposto anche narrazioni che mettono in discussione stereotipi tradizionali legati al genere. In particolare, alcune cronache hanno dato spazio alle emozioni degli atleti, mostrando momenti di commozione o di forte coinvolgimento personale dopo le gare. Diversamente il racconto dei Giochi Paralimpici di Milano Cortina 2026 si sviluppa all’interno di uno spazio informativo limitato e si caratterizza per una forte selettività nella costruzione dei contenuti. All’interno di questo quadro, la distribuzione della visibilità evidenzia la presenza di gerarchie marcate. Le atlete, che rappresentano solo il 26% dei partecipanti, vedono ulteriormente ridotta la loro presenza nel racconto mediatico, dove si fermano al 14% delle notizie. In questo contesto, la copertura delle competizioni si concentra in particolare su tre discipline - lo sci alpino, lo sci di fondo e lo snowboard - all’interno delle quali solo le prime due offrono spazio alle gare femminili. Ne deriva una rappresentazione in cui la presenza delle atlete risulta non solo limitata, ma anche fortemente dipendente dalla struttura stessa delle discipline più raccontate e dai risultati conseguiti. In sintesi, il percorso di osservazione ha messo in evidenza una dinamica ricorrente: la visibilità delle donne nello sport tende ad ampliarsi in coincidenza con i momenti di maggiore attenzione mediatica. In queste occasioni il racconto si apre a una maggiore pluralità di discipline, storie e protagoniste, contribuendo ad arricchire lo sguardo del pubblico sul mondo delle competizioni femminili. Una ultima nota di attenzione riguarda l’impostazione del racconto sportivo. In diversi casi l’attenzione si sposta infatti verso dimensioni collaterali alla prestazione agonistica, soffermandosi su elementi personali, estetici o simbolici che ridimensionano la centralità delle competenze e dei risultati sportivi. Le Olimpiadi hanno dimostrato che lo sport italiano, femminile e maschile, ha fatto importanti passi avanti. Ora la sfida è costruire una narrazione ancora più equa per chi racconta il mondo dello sport.
(Adnkronos) - “Si tratta di una legge di bilancio che interviene in un contesto geopolitico complicato, con un contesto economico che dà segnali di recessione, quindi con delle restrizioni nei saldi di bilancio. Gli interventi sono limitati in alcuni settori: abbiamo il ripristino dell'iperammortamento, che segna un ritorno al passato con l'abbandono del meccanismo del credito di imposta e con un orizzonte temporale più ampio. La norma consentirà di agevolare gli investimenti fino al 2028”. A dirlo Giacomo Albano, Partner Tax di EY Italia, partecipando all’Ey Tax Talk 2026, l’evento che fornisce una panoramica dei principali temi di attualità in materia di fiscalità d’impresa, con un approfondimento sulle novità introdotte dalla riforma fiscale e dalla Legge di Bilancio, nonché sui più recenti sviluppi in ambito di fiscalità internazionale, organizzato a Roma. Nel corso della mattinata, insieme a esperti di settore e professionisti, sono stati presi in analisi anche le implicazioni dei dazi e delle politiche commerciali sulla supply chain e i principali trend in materia di verifiche fiscali, con focus specifico sull’impatto delle pronunce della Cedu e i profili di gestione del rischio nei rapporti di subappalto. “Uno degli interventi più significativi riguarda le modifiche al regime dei dividendi e delle plusvalenze su partecipazioni societarie. Fino ad oggi l'Italia aveva uno dei sistemi più ampi per l’applicazione della Pex, ma a partire dal 2026 vengono introdotte delle soglie al di sotto delle quali non sarà più applicabile il regime Pex”, conclude.
(Adnkronos) - Italia più vicina agli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell'Agenda 2030 grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr) anche se resta ancora un ampio divario da colmare. Il dato emerge dal Rapporto dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS Ets), realizzato con il sostegno e il contributo scientifico della Fondazione Enel (come Knowledge Partner) e Unioncamere, che analizza il contributo del Pnrr al percorso dell’Italia verso l’attuazione dell’Agenda 2030. Il Rapporto è stato presentato oggi a Roma al Consiglio dell’Economia e del Lavoro (Cnel), nel corso dell’evento 'L’impatto del Pnrr sugli Obiettivi di sviluppo sostenibile', con la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, del mondo economico e della ricerca. Se a livello nazionale, nel 2021 si rilevava una distanza media dagli obiettivi analizzati pari al 78%, nel 2026, grazie al Pnrr, tale valore scende al 39%, cosicché per centrarli entro il 2030 sarebbero necessari circa 20 miliardi di euro di investimenti aggiuntivi, un valore pari al 14% degli investimenti del Pnrr diretti a specifiche Regioni/Pa e a 338 euro pro capite. L’analisi, sviluppata dall’ASviS utilizzando una metodologia innovativa applicata alle singole Regioni e Province Autonome, evidenzia in primo luogo come gli investimenti del Pnrr si concentrino soprattutto su alcuni ambiti dello sviluppo sostenibile. Le quote più rilevanti di spesa riguardano l’energia (circa il 25% delle risorse), l’innovazione, le infrastrutture e il sistema produttivo (20%), e le città sostenibili (14%). Rilevanti sono anche gli investimenti destinati a salute e istruzione, che assorbono ciascuno circa l’11 % dei fondi. Al contrario, risultano molto limitati o quasi assenti gli investimenti direttamente orientati agli Obiettivi dell’Agenda 2030 riguardanti la parità di genere, la riduzione delle disuguaglianze, la tutela della biodiversità e la partnership globale. “Questo Rapporto, basato su un approccio metodologico molto innovativo, mostra come il Pnrr abbia rappresentato un passaggio importante per sostenere la trasformazione dell’Italia verso uno sviluppo più sostenibile, grazie alla forte spinta impressa agli investimenti pubblici e privati lungo linee progettuali in gran parte coerenti con gli Obiettivi dell’Agenda 2030 - osserva Marcella Mallen, presidente dell’ASviS - Ma ancora molta strada resta da fare. Da questo punto di vista la prossima programmazione europea può consentire, se ben orientata, un ulteriore passo avanti per migliorare la qualità della vita delle persone e la competitività delle nostre imprese”. Dall’analisi emergono significative differenze territoriali: tra le Regioni che beneficiano maggiormente del contributo del Pnrr in termini di progresso verso gli Obiettivi figurano Abruzzo, Marche e Basilicata, mentre all’estremo opposto si collocano Provincia autonoma di Bolzano, Liguria, Provincia autonoma di Trento e Umbria. Per colmare il divario residuo, il Rapporto stima i fabbisogni finanziari aggiuntivi per raggiungere gli 11 Obiettivi considerati, fabbisogni molto differenti tra le Regioni anche in funzione della loro dimensione demografica: si va da circa 30 milioni di euro per la Valle d’Aosta a 42 milioni per il Molise a oltre tre miliardi per la Lombardia e il Lazio. “La sfida ora è guardare oltre il Pnrr e rafforzare la capacità del Paese di programmare politiche pubbliche coerenti con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile - dichiara Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’ASviS - Il modello sviluppato dall’ASviS può essere utilizzato dalle istituzioni europee, nazionali e territoriali anche per programmare le politiche successive al 2026, contribuendo a ridurre i divari esistenti e ad accelerare il percorso dell’Italia verso uno sviluppo più sostenibile, anche in vista della definizione delle priorità del bilancio europeo per il periodo 2028-2034”. “Questo lavoro fotografa a livello regionale e in diversi casi anche provinciale la distanza dagli obiettivi di Agenda 2030 - sottolinea il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tripoli - L’Italia ha ricevuto a questo riguardo una spinta importante dal Pnrr. Certo non erano sufficienti le pur ingenti risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza per raggiungere tutti gli obiettivi Onu di sviluppo sostenibile. Con questo rapporto, però, i decisori pubblici avranno uno strumento che consentirà loro di capire come, su cosa e dove intervenire per colmare i divari, utilizzando al meglio le risorse del ciclo finanziario europeo 2028-2034”.