INFORMAZIONISilvia BrufaniBridgestone Auto, Moto e Veicoli Ruolo: HR Director - HRBP EMIA Technology & Operations (Manufacturing, Logistic, Procurement), Sustainability Area: Human Resource Management Silvia Brufani |
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(Adnkronos) - Le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026 iniziano e il tema del doping si riaccende. Sotto i riflettori della Wada, l'agenzia mondiale antidoping, rischia di finire in particolare il salto con gli sci per un sospetto 'sui generis'. Nessun caso conclamato - non ancora, almeno - ma si insinua il dubbio che tra gli atleti ci sarebbe qualcuno disposto a iniettarsi acido ialuronico nel pene per guadagnare un vantaggio in gara. Genitali 'extralarge' consentono ad un atleta di indossare una tuta più larga aumentando l''effetto vela' in aria, con effetti sul risultato finale e sulla classifica. Un doping farmacologico e tecnico, insomma. Ma è davvero così? "E' sbagliato considerate le iniezioni di acido ialuronico nel pene come doping", dice all'Adnkronos Salute è Gabriele Antonini, urologo-andrologo romano, tra i primi ad usare le infiltrazioni peniene con acido ialuronico cross-linkato già 10 anni fa grazie alla collaborazione con il chirurgo statunitense Paul Perito, e oggi una delle tecniche più innovative nel campo dell'andrologia funzionale ed estetica. "Negli ultimi tempi sono emerse discussioni teoriche riguardo all'impiego della metodica anche in soggetti sportivi. Dal punto di vista medico, l'acido ialuronico non è una sostanza farmacologica dopante e non agisce su metabolismo, resistenza o forza muscolare. Si tratta infatti di un filler locale privo di effetti sistemici sulle performance fisiche - ricorda Antonini - Tuttavia, eventuali implicazioni regolatorie in ambito agonistico non dipendono esclusivamente dalla natura della sostanza, ma dalle valutazioni delle federazioni sportive e dei comitati organizzatori, che restano gli unici enti deputati a definire i criteri di idoneità alle competizioni. Allo stesso modo tutte le donne che hanno effettuato infiltrazioni di acido ialuronico nel viso o nelle labbra per aumento del volume o addirittura donne che abbiano una protesi mammaria per motivi estetici o post malattia oncologica dovrebbero essere tacciate di doping". Secondo il chirurgo, uno dei pionieri in Italia delle protesi peniene, "ad oggi non esistono evidenze scientifiche che dimostrino un miglioramento delle prestazioni atletiche. La tecnica mantiene pertanto una finalità principalmente estetica e funzionale locale, richiedendo - conclude Antonini - sempre una valutazione specialistica, un'adeguata selezione dei pazienti e un follow-up clinico dedicato".
(Adnkronos) - eDreams Odigeo (di seguito 'la società' o in breve 'eDO'), la piattaforma di abbonamenti di viaggio leader nel mondo, ha diffuso oggi i nuovi dati sulla soddisfazione dei clienti relativi al servizio Prime in Italia. I dati indicano che il sentiment degli iscritti ha raggiunto un nuovo massimo storico, con un net promoter score (nps) medio di 61 per la categoria 'accommodation' durante l'ultimo trimestre. Sulla scala nps standard di settore, che va da -100 a +100, un punteggio di questa portata è classificato come eccellente. Questo record segna l'ultimo traguardo di un trend di crescita costante durato cinque anni. Le analisi condotte dal 2021 a oggi confermano che l’effetto abbonamento si sta progressivamente rafforzando, offrendo un valore costantemente superiore rispetto all'esperienza di viaggio standard. Mentre i tassi di soddisfazione risultano aumentati per tutti i clienti, riflettendo i miglioramenti generali della piattaforma, il sentiment dei membri Prime ha subito un'accelerazione molto più rapida. Oggi, in Italia, i membri Prime valutano la propria esperienza il 36% in più rispetto agli utenti standard non abbonati. Il divario di soddisfazione tra i due gruppi è aumentato negli ultimi cinque anni, a dimostrazione del fatto che le caratteristiche esclusive del programma Prime stanno creando un livello di esperienza premium ben distinto. Questi risultati seguono i significativi investimenti nella proposta di valore di Prime, tra cui l'introduzione di opzioni di flessibilità (come la possibilità di cancellare le prenotazioni per qualsiasi motivo) e un'offerta di prodotti ampliata con offerte riservate ai soci su voli, hotel, pacchetti, noleggio auto e treni. Le performance attuali supportano la tabella di marcia strategica della società, che punta a raggiungere 13 milioni di abbonati entro il 2030 (rispetto agli oltre 7,7 milioni di oggi), confermando che il servizio sta diventando sempre più attraente per i consumatori alla ricerca di una soluzione di viaggio flessibile e orientato al valore. Dana Dunne, ceo di eDreams Odigeo ha dichiarato: "Il raggiungimento di questo picco storico nella soddisfazione degli abbonati è una pietra miliare significativa che convalida la nostra visione: offrire ai nostri membri un'esperienza premium basata sull'intelligenza artificiale. Quando abbiamo lanciato Prime, abbiamo aperto la strada a una categoria completamente nuova, quella dei viaggi in abbonamento, che prima semplicemente non esisteva". "Questi punteggi record - ha spiegato - confermano che, man mano che facciamo crescere la nostra piattaforma aggiungendo prodotti e perfezionando il servizio giorno dopo giorno, il valore che offriamo diventa sempre più evidente per i nostri membri. Il crescente divario tra abbonati e utenti standard dimostra che il modello su abbonamento offre fondamentalmente un'esperienza superiore. Ci impegniamo a continuare a guidare la categoria degli abbonamenti di viaggio in Italia e non solo, con una piattaforma che migliora ogni singolo giorno, assicurando che i nostri iscritti abbiano sempre il miglior partner possibile per i loro viaggi".
(Adnkronos) - "Il Consorzio è un'eccellenza di economia circolare, raccoglie la totalità dell'olio minerale usato italiano e lo rigenera al 98%". Così Riccardo Piunti, presidente del Conou – Consorzio nazionale degli oli minerali usati – ha spiegato a Roma la forza e la peculiarità del Consorzio, intervenendo al Terzo Forum nazionale 'L’Italia in cantiere. Un Clean Industrial Deal Made in Italy', promosso da Legambiente. L’evento ha riunito istituzioni, aziende e stakeholder della green economy per discutere le strategie di rilancio industriale e sostenibile del Paese. “Le medie di altri paesi avanzati sono circa la metà di questo risultato. Si tratta di un modello che combina efficienza tecnologica e cooperazione spontanea delle imprese italiane da oltre 40 anni – spiega Piunti –. L’olio usato viene consegnato al raccoglitore, che lo porta agli impianti di rigenerazione, e il sistema funziona in maniera automatica, lineare e controllata”. Secondo il presidente del Conou, la chiave del successo risiede nella struttura consortile: “Noi non siamo direttamente parte in causa, ma facciamo da arbitri e controllori del sistema. Forniamo linee guida e indicazioni, ma il processo funziona autonomamente. Questo è ciò che distingue la nostra eccellenza nel mondo, l’industrializzazione sostenibile basata su cooperazione e rigore tecnico”.