(Adnkronos) - Per gli atleti degli Stati Uniti, le Olimpiadi di Milano Cortina sono già un trionfo. Un ricchissimo trionfo, da 200mila dollari (solo per la partecipazione). Una cifra che, nessuno scherzo, è già stata assicurata a tutta la spedizione a stelle e strisce. Tutto questo grazie a una persona, Ross Stevens. Il miliardario fondatore e amministratore di Stone Ridge Holdings Group, che prima dei Giochi Olimpici ha fatto una donazione da 100 milioni di dollari a tutto il team americano. Calcolatrice alla mano, saranno 100mila dollari per ogni atleta, che andranno ad aggiungersi ai 100mila già garantiti a ogni partecipante del team Usa. Stevens lo ha raccontato in un'intervista al Wall Street Journal: “Voglio evitare che l’insicurezza finanziaria impedisca agli atleti d’élite della nostra nazione di raggiungere nuove frontiere di eccellenza”. E, quindi, con il suo slancio di generosità, ogni americano di Milano Cortina riceverà altri 100mila dollari. Non malissimo.
(Adnkronos) - Omney, la startup che combina l’educazione e la consulenza finanziaria indipendente, ha raccolto 510.000 euro in un round pre-seed Safe. Guidata da Alessandro Pedone, consulente finanziario indipendente con oltre vent'anni di esperienza nel settore e Riccardo Zanetti, youtuber con 500mila iscritti e divulgatore finanziario, Omney conta una community di oltre 35mila persone. Oltre al round appena chiuso, la startup ha lanciato il suo primo corso che, in soli 7 giorni, ha generato 450mila euro di fatturato, mentre la guida gratuita sugli investimenti realizzata dall'azienda è stata scaricata da più di 30.000 utenti. Pensato come un vero e proprio ecosistema capace di guidare l’utente in un rapporto consapevole con il denaro, Omney lavora su tre livelli: l’educazione finanziaria, la piattaforma tecnologica e la consulenza finanziaria one to one. L’educazione finanziaria dà la possibilità all’utente di avere una formazione pratica e accessibile attraverso corsi certificati e realizzati da consulenti finanziari autonomi iscritti all'albo Ocf (l’organismo di vigilanza e tenuta dell'albo unico dei Consulenti finanziari). La piattaforma tecnologica, che sarà lanciata ad aprile 2026, sarà uno strumento utile a tracciare la totalità del proprio patrimonio - dagli investimenti alle criptovalute, dagli immobili ai conti correnti, dalle assicurazioni alla previdenza complementare - identificando così costi nascosti e ottimizzandone l'allocazione. Con la consulenza finanziaria one to one, infine, attraverso una rete selezionata di consulenti finanziari indipendenti iscritti all'albo Ocf, sarà possibile avere sessioni individuali per analisi puntuali fino a pacchetti di 6-12 mesi con onboarding di 2-3 ore e follow-up trimestrali. Omney è pensato per un ampio target: chi parte da zero, certo, ma anche chi ha già investimenti e nessun piano o, ancora, chi ha un patrimonio importante ma disperso. Con la chiusura del round, la startup potenzierà le priorità strategiche dell'azienda. Il 70% del ricavato sarà investito nello sviluppo della piattaforma tecnologica anche attraverso l’inclusione di 2 nuove persone nel team per velocizzare lo sviluppo e ampliare e migliorare il nostro database di dati finanziari. Il 20% sarà dedicato alla comunicazione e al marketing non solo potenziando l’attività organica nei social media con contenuti gratuiti e divulgativi per avvicinare ed educare le persone al mondo della finanza e degli investimenti, ma anche attraverso un evento fisico che ha l’ambizione di diventare la più grande manifestazione di educazione finanziaria in Italia. Infine, il 10% sarà dedicato agli aspetti legali e di compliance: dopo l'ottenimento dell'iscrizione all'albo Ocf, stiamo continuando l'interazione con i regolatori per rendere le procedure organizzative e offrire consulenze finanziarie indipendente più facili e sicure. Omney rappresenta un’innovazione nel campo della consulenza e dell’educazione finanziaria in un Paese come l'Italia che, secondo i dati Ocse, è tra gli ultimi in Europa per alfabetizzazione finanziaria. “Il denaro deve - spiega Riccardo Zanetti - essere visto come uno strumento per comprare libertà d’azione e tempo. Un patrimonio ben gestito permette a una famiglia di avere il controllo sulla propria vita, di fare scelte in libertà anziché per bisogno. Per anni ho fatto divulgazione su YouTube, ma mancava un ecosistema completo che accompagnasse le persone dalla formazione alla gestione concreta del proprio patrimonio, senza conflitti di interesse e costi irrazionali". Un modello di business non tradizionale. Guardando agli operatori del settore, i numeri delineano uno scenario in cui dei circa 53.000 consulenti finanziari iscritti all'albo Ocf (di cui circa 36.000 attivi), solo 741 sono consulenti finanziari indipendenti che operano in modalità fee-only, senza provvigioni sui prodotti (dati Relazione Annuale Oc 2024). La stragrande maggioranza lavora per banche, sim o reti con mandato, guadagnando commissioni sui prodotti collocati. “Omney invece - dice Alessandro Pedone - opera senza vendere o collocare prodotti finanziari: questo elimina alla radice il conflitto d'interesse del modello tradizionale, dove chi consiglia guadagna commissioni su ciò che vende. Il nostro modello di business è diverso: la piattaforma è remunerata esclusivamente dai clienti attraverso abbonamenti alla piattaforma e parcelle di consulenza (modello fee-only). Mai da banche, SGR o case di investimento. Non vendiamo prodotti, non abbiamo accordi commerciali con nessun intermediario. I nostri consulenti sono remunerati solo dai clienti, esattamente come un avvocato o un commercialista. Invertiamo la logica tradizionale: il cliente ci paga direttamente per la consulenza, quindi il nostro unico interesse è tutelare i suoi interessi”.
(Adnkronos) - "Il Consorzio è un'eccellenza di economia circolare, raccoglie la totalità dell'olio minerale usato italiano e lo rigenera al 98%". Così Riccardo Piunti, presidente del Conou – Consorzio nazionale degli oli minerali usati – ha spiegato a Roma la forza e la peculiarità del Consorzio, intervenendo al Terzo Forum nazionale 'L’Italia in cantiere. Un Clean Industrial Deal Made in Italy', promosso da Legambiente. L’evento ha riunito istituzioni, aziende e stakeholder della green economy per discutere le strategie di rilancio industriale e sostenibile del Paese. “Le medie di altri paesi avanzati sono circa la metà di questo risultato. Si tratta di un modello che combina efficienza tecnologica e cooperazione spontanea delle imprese italiane da oltre 40 anni – spiega Piunti –. L’olio usato viene consegnato al raccoglitore, che lo porta agli impianti di rigenerazione, e il sistema funziona in maniera automatica, lineare e controllata”. Secondo il presidente del Conou, la chiave del successo risiede nella struttura consortile: “Noi non siamo direttamente parte in causa, ma facciamo da arbitri e controllori del sistema. Forniamo linee guida e indicazioni, ma il processo funziona autonomamente. Questo è ciò che distingue la nostra eccellenza nel mondo, l’industrializzazione sostenibile basata su cooperazione e rigore tecnico”.