(Adnkronos) - Kevin De Bruyne lascia il Manchester City e la Serie A sogna. Il capitano dei Citizens, dopo quasi 10 anni e 18 trofei, tra cui sei Premier e una Champions League, ha annunciato il suo addio con una lettera pubblicata sui propri profili social: "Questi saranno gli ultimi miei mesi come giocatore del Manchester City. Ogni storia ha una fine", ha scritto il centrocampista belga, che non rinnoverà il suo contratto in scadenza il prossimo giugno. "Niente di quello che sto per scrivere è felice, ma nella vita di un calciatore sappiamo che questo giorno primo o poi arriva. Quel giorno è arrivato e meritate di saperlo prima da me", ha scritto De Bruyne rivolgendosi direttamente ai tifosi del City, "il calcio mi ha guidato da voi e da questa città. Rincorrendo il mio sogno, non immaginando come questa esperienza avrebbe cambiato la mia vita. Questo club, queste persone, mi hanno dato tutto. E quindi non ho avuto scelta se non dare tutto a mia volta". "Che ci piaccia o no, è il momento di dirci addio. Io e la mia famiglia siamo grati per quello che questo posto ha rappresentato per noi. 'Manchester' farà sempre parte del passaporto dei miei figli, e soprattutto dei nostri cuori. Questa sarà sempre casa nostra", ha continuato De Bruyne, "non potremo mai ringraziare club, staff, compagni di squadra, amici e familiari abbastanza per questi dieci anni. Ogni storia arriva alla sua fine, ma questo rimarrà per sempre il suo capitolo migliore. Godiamoci gli ultimi momenti insieme". Il futuro di De Bruyne è tutto da scrivere. A giugno il centrocampista belga sarà svincolato e su di lui ci sono tante squadre, anche dalla Serie A. Già in passato si era parlato di un possibile arrivo di De Bruyne in Italia. Il giocatore era entrato nel mirino del Napoli, ma anche della Juventus, spaventata però dalle richieste del Manchester City e dall'ingaggio del giocatore. Ora la situazione è cambiata. Il centrocampista interessa tanto anche all'Inter, da sempre attenta al mercato dei parametri zero, ma che in estate avvierà un processo di svecchiamento della rosa che potrebbe scontrarsi con l'eventuale acquisto del belga, 34 anni il prossimo giugno. Più probabile per De Bruyne un approdo in Arabia Saudita, con diversi club che lo avevano già contattato nelle scorse sessioni di mercato, oppure in MLS. Stando alle ultime indiscrezioni, il centrocampista non disdegnerebbe un futuro negli Stati Uniti, dove poter giocare con meno pressioni e garantire una buona qualità della vita alla sua famiglia. Tra le squadre più interessate c'è San Diego e l'Inter Miami di Leo Messi.
(Adnkronos) - "La ristorazione aziendale è momento di scambio e network tra i lavoratori e non è solo un momento di nutrizione. Noi abbiamo realizzato il nuovo spazio mensa con l'obiettivo di creare un momento in cui si da ai propri dipendenti qualcosa in più a livello di benessere. Abbiamo puntano ad aumentare la qualità del servizio, con varietà di tipologie di menu, andando ad abbracciare varie necessità. C'è la pizza tonda fatta sul forno al momento, la fettina di carne e il pesce, cibi che magari a casa non si hanno la possibilità di fare. E poi abbiamo l'app per prenotare il pranzo, attraverso cui si possono vedere i valori nutrizionali o cose che mi piacciono o meno". Così Luca Marchezzolo, hr manager corporate De'Longhi Group, ha raccontato l'esperienza di ristorazione aziendale in De'Longhi nel corso dell’evento 'Nutrire il benessere. Il valore della ristorazione aziendale' svoltosi oggi al Cirfood District. Per Marchezzolo, "è centrale quando si mangia in azienda trovarsi in uno spazio bello, nel nostro headquarter abbiamo creato spazio che guarda all'esterno, fortemente identitario". "E il feedback è stato molto positivo, e stiamo ragionando per il futuro anche sulla possibilità di portarsi qualcosa a casa per la sera, con un'app prenoto e porto a casa. E per contrastare lo spreco stiamo provando a a vedere quello che non viene cucinato ma non porzionato, come riuscire a gestirli alla sera", ha concluso.
(Adnkronos) - Il terremoto avvenuto questa mattina in Myanmar si è verificato in "un'area altamente sismica. Nel secolo scorso ci sono state parecchie scosse di magnitudo superiore a 7: in soli 26 anni, dal 1930 al 1956, ce ne sono state 6 di magnitudo superiore a 7, quindi è un terremoto del tutto atteso in quell'area". Così all'Adnkronos il presidente dell'Ingv, Carlo Doglioni, dopo il violentissimo sisma che ha colpito l'Asia. Si tratta di "una zona del mondo dove la placca indiana si muove verso nord-nordest sotto l'Asia e in quella zona della Burma ha una componente obliqua, sono dei terremoti che hanno una componente compressiva ma anche di movimento laterale tra le placche quello che noi chiamiamo transpressione destra". E', dunque, l'"effetto di questa convergenza obliqua tra l'India e l'Asia di circa 4 cm all'anno, velocità 10 volte più grandi di quelle che abbiamo in Italia dove la deformazione è dell'ordine dei millimetri all'anno: questo spiega perché lì ci sono terremoti molto più energetici che da noi". Il sisma di questa mattina "è di energia simile a quella dell'evento di febbraio 2023 in Turchia, difficile immaginare che non ci siano grossissimi danni e molte vittime". "Se persino a Bangkok, che si trova a parecchie centinaia di chilometri di distanza, ci sono stati crolli, dentro l'area epicentrale ci sarà sicuramente grande distruzione, molte frane e fenomeni di liquefazione (lo scuotimento del suolo che sembra solido, si liquefa e se ci sono abitazioni sopra queste collassano e ci possono essere ulteriori danni)", spiega. Non ci sono indicazioni per un rischio tsunami. "Il terremoto è avvenuto a centinaia di chilometri dalla costa, non ha rotture sul fondo mare, quindi non c'è un rischio tsunami come quello dell'Indonesia o di Tohoku, in Giappone", chiarisce. Sull'evoluzione del fenomeno nelle prossime ore, l'esperto spiega che "è avvenuto ciò che definiamo un main shock, cioè una scossa principale. Può succedere che, a volte, queste scosse principali siano accompagnate da scosse di magnitudo simile, come nel caso della Turchia, a distanza di poche ore. E' possibile. D'altronde c'è una sequenza che decade nel corso dei giorni in termini di numero di scosse di magnitudo che diventano sempre più piccole e sempre più diradate. Ma se la discesa è iniziata in maniera definitiva non lo sappiamo perché se c'è un'ulteriore recrudescenza, con un altro main shock, si riazzera l'orologio ". (di Francesca Romano)