(Adnkronos) - La Federazione Ginnastica d'Italia (Fgi) ha siglato un accordo quadriennale con Tao Technologies, azienda veneta attiva nel settore dei dispositivi medici indossabili basati su nanotecnologie, per l'utilizzo dei dispositivi Taopatch a supporto della salute e della performance delle atlete della Squadra Nazionale di Ginnastica Artistica Femminile (Gaf). La partnership, valida fino al 2029, conferisce a Tao Technologies lo status di "Sponsor di maglia della Squadra Nazionale Gaf" e "Fornitore Ufficiale", con esclusività nel settore dei dispositivi medici indossabili. I Taopatch® sono apparati nanotecnologici di dimensioni ridotte – grandi quanto una monetina – che emettono luce terapeutica a specifiche lunghezze d'onda per il trattamento di problematiche fisiche. I dispositivi si distinguono per la modalità d'azione non invasiva: non rilasciano sostanze chimiche e non alterano la struttura fisica del corpo, caratteristica che li rende particolarmente adatti all'uso in ambito sportivo, dove la sicurezza e l'assenza di effetti collaterali rappresentano una priorità. Il dispositivo è lo stesso visto sul petto di Novak Djokovic al Roland Garros 2023 e sui polsi di Robert Downey Jr ai Golden Globes. "Sono orgoglioso che un'azienda tanto prestigiosa abbia scelto di legare la propria immagine alla nostra Federazione", ha dichiarato Andrea Facci, Presidente della Fgi. "La nostra attenzione si è focalizzata sul benessere e sulla salute psicofisica di tutti i tesserati, quindi accogliamo con entusiasmo nuove tecnologie in grado di supportare la loro prestazione. Taopatch è un dispositivo sicuramente innovativo, che ha ricevuto il benestare della Commissione Medica Federale. L'azienda fornirà gli opportuni servizi di consulenza per l'applicazione attraverso personale sanitario qualificato". La scelta della Fgi si inserisce in un contesto di crescente attenzione verso le tecnologie mediche innovative. Il mercato globale della nanotecnologia nei dispositivi medici ha raggiunto 4,7 miliardi di dollari nel 2024, con una crescita prevista del 9,2% annuo, mentre il mercato globale dei dispositivi medici indossabili è destinato a crescere da 26,9 miliardi di dollari nel 2026 a 143,5 miliardi nei prossimi anni. L'Italia registra tuttavia ancora un ritardo significativo nell'adozione di soluzioni di medicina digitale, con solo l'8% della popolazione che ha sperimentato queste tecnologie, contro il 40% di altri paesi. "Il dispositivo è stato brevettato in risposta a una serie di esigenze fondamentali", ha spiegato il Dr. Fabio Fontana, inventore del Taopatch. "La ginnastica, per le sue caratteristiche, necessitava di una soluzione capace di dare risposte immediate a criticità posturali e post traumatiche, al recupero rapido post allenamento e alla riduzione delle infiammazioni, permettendo allenamenti migliori. L'obiettivo era migliorare la salute degli atleti in maniera naturale, senza controindicazioni". Le "Fate" della squadra nazionale femminile, vicecampionesse olimpiche e medaglie d'oro continentali in carica, potranno beneficiare di questa innovazione tecnologica. Il logo Taopatch comparirà sulle maglie azzurre della sezione Gaf, simboleggiando l'integrazione tra tradizione sportiva italiana e innovazione tecnologica. "La partnership rappresenta un valore aggiunto per il movimento", ha concluso Fontana. "Insieme alla Fgi realizzeremo progetti ambiziosi nel corso del quadriennio, puntando sempre sul benessere degli atleti". L'accordo segna un precedente importante nel panorama sportivo italiano, dove l'adozione di tecnologie mediche avanzate potrebbe diventare un modello per altre federazioni.
(Adnkronos) - "'Turbanti' è una metafora, ovviamente descrive un accessorio che abbiamo realizzato con i miei 35 allievi dell'Accademia del Lusso, ma vuole anche mostrare come l’autismo e le persone autistiche vengono percepite dalla società". Così Cosmo Muccino Amatulli, curatore della mostra fotografica 'Turbanti' inaugurata presso la Casa Museo Boncompagni Ludovisi, organizzata e sostenuta da Accademia del Lusso e dalla Onlus 'Modelli si Nasce'. "Ho pensato a questo titolo proprio perché è uno degli accessori che mi ha sempre identificato da quando faccio questo lavoro - spiega Amatulli - e allo stesso tempo permette allo stesso oggetto di dare una sensazione di protezione. Di essere accolti, di essere avvolti e protetti all'interno di una comfort zone. Dopo aver scattato con i 35 modelli, è venuto in automatico il sottotitolo: l'arte di essere se stessi. Questo è ciò che ho imparato scattando insieme a Roberto Autuori, fotografo del progetto: riuscire ad essere me stesso all'interno di un contesto professionale pieno di sovrastrutture". La mostra "diventa così un’immersione nell’autismo, posizionando i ritratti in una forma più alta e introducendo installazioni finali che permettono allo spettatore di riflettersi nella prospettiva dei protagonisti", conclude.
(Adnkronos) - Il biogas e il biometano sono visti positivamente dai decisori italiani: il 79% di loro, infatti, riconosce un impatto positivo del biogas e del biometano sullo sviluppo del Paese. Il dato è fornito dallo studio realizzato dal Cib, Consorzio Italiano Biogas, in collaborazione con YouTrend, sulla percezione che i decisori italiani hanno del biogas e del biometano, e presentato oggi a Roma nella seconda giornata di lavori di Biogas Italy. L’evento è stato aperto dal videomessaggio del Ministro dell'Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida che ha ribadito il ruolo centrale dell’agricoltura e della filiera del biogas e biometano agricolo nella transizione. Secondo la ricerca, il biogas è visto positivamente da parlamentari e consiglieri regionali sotto diversi aspetti. Per il 79% di loro, infatti, l'impatto del biogas sullo sviluppo economico e sociale dell'agricoltura e del nostro Paese è positivo. Il 29% lo indica come molto positivo, solamente meno di uno su dieci lo giudica negativo. Un dato in linea con quello rilevato nella popolazione generale, che nel sondaggio Youtrend del 2025 giudicava l’impatto positivo nel 60% dei casi. Il sostegno dei decisori è trasversale rispetto all’arco parlamentare. L’88% dei decisori è favorevole agli impianti di biogas e il 38% si dichiara molto favorevole alla costruzione di impianti per la produzione di biogas. Per quanto riguarda il futuro del biogas, un decisore su due considera prioritaria la definizione di un nuovo quadro legislativo. Secondo gli intervistati, nei processi di realizzazione di nuovi impianti per la produzione di biogas ci vorrebbe più informazione e trasparenza verso la cittadinanza: solo il 17% ritiene infatti che i cittadini siano informati in modo adeguato. Interrogati sulle azioni prioritarie per coinvolgere le comunità locali, le opzioni ritenute più efficaci sono gli incentivi agli agricoltori locali per l'uso del digestato come fertilizzante naturale (39%) e il finanziamento di iniziative per il territorio da parte delle aziende costruttrici (34%). I decisori si mostrano quindi in piena sintonia con i cittadini, i quali nella rilevazione del 2025 avevano indicato le medesime priorità ai primi due posti. Accanto alla mappa dei decisori, Lorella Rossi, area tecnica CIB, ha illustrato l’evoluzione del potenziale produttivo di biometano italiano tracciando una mappa delle biomasse disponibili a livello provinciale, così come emersa dal recente studio SNAM-CIB. Con questa mappa si stima una evoluzione della produzione annuale di gas rinnovabile molto incoraggiante: ben 8,1 miliardi di Smc al 2030 e 15,3 miliardi di Smc al 2050. I territori (provinciali e regionali) con la maggiore disponibilità di biomasse connesse al settore agricolo e zootecnico sono proprio quelli in cui si stanno realizzando e si realizzeranno i numerosi progetti supportati dal Decreto PNRR. Non solo, a fronte di tale incremento, viene comunque confermata la disponibilità di matrici per proseguire nel raggiungimento del target richiesto. La centralità dell'agricoltura nello sviluppo del biometano - definita "indispensabile" - è stata ribadita da Emilio Gatto, Direttore Generale del Masaf: “Come Ministero, sosteniamo l'ammodernamento delle aziende e l'introduzione di tecnologie 4.0 per favorire la transizione agro-energetica e lo sviluppo delle rinnovabili. Serve tuttavia coerenza normativa per valorizzare l'intera filiera: stiamo lavorando per eliminare le contraddizioni sull'uso agronomico del digestato, permettendo l'impiego in digestione anaerobica di tutti i sottoprodotti agricoli, e puntiamo a ottenere la sua equiparazione ai fertilizzanti chimici superando gli ostacoli europei. Tutto questo deve avvenire garantendo la sostenibilità tramite procedure di certificazione semplificate, senza appesantire la burocrazia e i costi per le imprese, ed evitando qualsiasi competizione con le produzioni alimentari e mangimistiche.” Intorno al tema del potenziale agricolo e al suo ruolo nella transizione energetica si sono confrontati in una tavola rotonda esponenti del mondo politico e istituzionale, mettendo al centro il profondo legame del settore con il territorio: Luca De Carlo (Presidente Commissione Agricoltura Senato), Antonella Forattini (Commissione Agricoltura Camera), Antonella Galdi (Responsabile area Transizione Energetica ANCI), Giulio Gallera (Regione Lombardia), Alberto Luigi Gusmeroli e Luca Squeri (Camera dei Deputati). In particolare per la Galdi "occorre agire sulla conoscenza delle comunità locali coinvolgendole fin dall'inizio e evidenziando la qualità degli impianti che oggi, grazie all'innovazione tecnologica, è altissima. Dobbiamo lavorare insieme partendo dagli esempi positivi che ci sono evidenziando i benefici per tutti i componenti del territorio. Come associazione siamo a disposizione per lanciare anche dei progetti pilota per incentivare filiere locali che coinvolgano anche i giovani.” Il tavolo conclusivo ha visto la partecipazione delle associazioni agricole con Gabriele Carenini (Presidente Regionale CIA Piemonte), Massimiliano Giansanti (Presidente Confagricoltura) ed Ettore Prandini (Presidente Coldiretti), che hanno evidenziato il ruolo dell’agricoltura come motore per la transizione sottolineando la necessità di un piano normativo stabile, chiaro ed efficiente, nonchè coerente con le disposizioni comunitarie che devono tenere conto delle peculiarità del made in italy. Il Vice Presidente del CIB, Angelo Baronchelli, fondatore del Gruppo AB, ha sottolineato: “Sento il dovere di fare una riflessione sul percorso che ci ha portati fin qui. Quello che abbiamo condiviso in queste giornate è la raccolta di un lavoro fatto bene negli anni insieme a tutta la filiera, mantenendo sempre un atteggiamento profondamente propositivo. Guardando al nostro percorso, possiamo affermare che sono stati 20 anni di semina di cui oggi possiamo raccoglierne i frutti; tuttavia, la natura stessa del nostro lavoro ci impone di non fermarci a questo traguardo, ma di tornare nuovamente a seminare per le sfide che verranno. Dovremo continuare a farlo con la consapevolezza di dover conciliare gli interessi diversificati di tutta la filiera, un compito che ci assumiamo con la massima e profonda responsabilità nei confronti di tutti gli attori coinvolti.” L’edizione 2026 di Biogas Italy ha visto la partecipazione nel corso delle due giornate di oltre 1400 partecipanti, imprenditori, agricoltori, istituzioni e addetti ai lavori. L’evento ha visto il supporto di Ecomondo, Snam e Veolia come partner e il sostegno di Crédit Agricole e Italgas in qualità di Main Sponsor, cui si sono affiancati 11 Gold Sponsor e 43 Silver Sponsor .