(Adnkronos) - Il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale nella trasformazione del sistema sanitario e la lotta agli attacchi informatici nel settore, tra i più colpiti, sono i temi della conferenza nazionale ‘Ai & Cybersecurity in Sanità: orizzonti strategici e impatti verticali’, promossa da Confassociazioni Digital in collaborazione con Società italiana intelligenza artificiale in medicina (Siiam) e Confassociazioni, che ha riunito molti esperti, a Roma, presso la Sala Koch di Palazzo Madama al Senato della Repubblica. Secondo i dati rilanciati nel corso del convegno - riporta una nota - tra il 2021 e il 2025 il campione ha incluso 1432 incidenti noti di particolare gravità che hanno preso di mira realtà italiane. Di questi, ben 507, ovvero circa il 35% del totale, sono avvenuti nel 2025. Il dato del 2025 evidenzia una nuova impennata: dopo i 310 incidenti del 2023 e i 357 del 2024 (con un incremento di circa il 15%), nel 2025 l’aumento è pari al +42%, di poco inferiore al tasso di crescita globale che supera il 48,7%, il più elevato mai registrato. L’Italia rappresenta il 9,6% degli incidenti cyber rispetto al resto del mondo, confermandosi come uno dei Paesi maggiormente esposti. Parallelamente, cresce anche la gravità degli attacchi: l’incremento complessivo della Severity implica un aumento significativo dei danni inflitti in media alle singole vittime (+9% rispetto al 2024). Particolarmente rilevante il focus sul settore sanitario: nel 2025 l’Healthcare rappresenta il 10,6% delle vittime, confermandosi tra gli ambiti più sensibili e colpiti, con una crescita degli incidenti pari al +19% rispetto al 2024. Tra i settori maggiormente colpiti emergono anche Gov/Mil/Le, che raggiungono il 12,2% delle vittime con una crescita del +37%, e il comparto Manufacturing, che registra un incremento del +79% nel mondo dopo la flessione del 2024. Nel complesso, negli ultimi 5 anni, la frequenza degli incidenti ha registrato una crescita costante, con una marcata accelerazione tra il 2024 e il 2025 pari al 48,7%, mentre le minacce cyber hanno assunto una dimensione di rischio esistenziale per la maggior parte delle organizzazioni. Parallelamente - nel corso del convegno - è emerso con forza anche il ruolo crescente dell’Intelligenza artificiale nella trasformazione del sistema sanitario. Secondo una recente survey nazionale condotta su medici, specialisti, dirigenti sanitari e pazienti cronici, l’adozione dell’Ai è già una realtà consolidata: il 77% dei professionisti sanitari dichiara di utilizzare strumenti di Intelligenza Artificiale nella pratica clinica quotidiana. L’impatto atteso è significativo: tra il 76% e l’83% degli intervistati ritiene che l’Ai cambierà radicalmente il proprio lavoro nei prossimi 5 anni . Le principali applicazioni riguardano la progettazione di piani terapeutici personalizzati, la gestione dei farmaci e l’analisi avanzata dei dati dei pazienti. Non mancano tuttavia criticità: tra gli ostacoli principali all’adozione emergono la complessità di utilizzo, la carenza di competenze digitali e la difficoltà di integrazione con i sistemi esistenti. Elementi che rafforzano ulteriormente la necessità di affiancare allo sviluppo tecnologico adeguate strategie di sicurezza e formazione. “L’innovazione tecnologica applicata alla sanità rappresenta un’importante sfida non solo tecnologica, ma anche etica - afferma Andrea Violetti, presidente Confassociazioni Digital - In un contesto di risorse economiche scarse, una domanda di salute elevata e un forte invecchiamento della popolazione, abbiamo il dovere di verificare se e quanto le nuove tecnologie digitali possano contribuire a rendere il servizio sanitario più efficiente e realmente centrato sul paziente. Da qui la volontà, attraverso questa conferenza, di promuovere una maggiore consapevolezza istituzionale e imprenditoriale sulle implicazioni dell’Intelligenza artificiale e della sicurezza digitale in ambito medico, il rafforzamento del dialogo tra attori pubblici e privati, la valorizzazione di case study e buone pratiche nazionali e internazionali, il sostegno alla collaborazione interdisciplinare per la definizione di politiche innovative ed efficaci”. “La nuova Ia generativa rappresenta una straordinaria opportunità per rendere il sistema sanitario più moderno, efficiente e vicino ai cittadini – sottolinea Angelo Deiana, presidente di Confassociazioni – Tuttavia, per coglierne appieno il potenziale è necessario rafforzare il dialogo tra istituzioni, imprese e comunità scientifica, definendo regole chiare, investimenti mirati e una visione strategica condivisa. L’Ai e la sicurezza dei dati rappresentano pilastri fondamentali della sanità del futuro e richiedono un approccio sistemico, capace di coniugare innovazione tecnologica, responsabilità etica e tutela dei cittadini”. Nel corso dei lavori è emersa con forza la necessità di adeguare le misure di prevenzione e protezione: tali interventi non sono più rinviabili, pena l’esposizione a danni crescenti e difficilmente reversibili. L’iniziativa - conclude la nota - si inserisce nel più ampio percorso di promozione di un ecosistema sanitario digitale più sicuro, sostenibile e orientato al futuro portato avanti da Confassociazioni.
(Adnkronos) - Riparte nel 2026 “Generazione Terra”, lo strumento fondiario promosso da Ismea, in linea con la strategia del Ministero dell’agricoltura della sovranità alimentare e delle foreste per favorire l’accesso alla terra da parte delle nuove generazioni e sostenere il ricambio generazionale in agricoltura. Il via libera all’avvio della misura è stato deliberato ieri dal Consiglio di amministrazione dell’Istituto. La misura, che finanzia fino al 100% l’acquisto di terreni agricoli, è rivolta agli under 41 già attivi nel settore agricolo, che intendono ampliare la propria azienda, e a giovani startupper che desiderano avviare una nuova attività imprenditoriale in agricoltura, sia con esperienza sia in possesso di adeguati titoli di studio. Con una dotazione di 120 milioni di euro per il 2026, “Generazione Terra” rappresenta l’unico strumento fondiario in Europa a basarsi sull'istituto del patto di riservato dominio, che prevede l’acquisto dei terreni da parte di Ismea e la contestuale assegnazione degli stessi ai giovani richiedenti. L’operazione prevede che il debito sia poi pagato con un preammortamento di 2 anni e un mutuo della durata massima complessiva di 30 anni, con la possibilità per i beneficiari di richiedere, dopo almeno cinque anni, la revisione del tasso applicato al finanziamento, quando migliorativo. Dal punto di vista finanziario, “Generazione Terra” consente di accedere a interventi fino a 1,5 milioni di euro (500 mila euro per gli startupper con titolo di studio). Per i giovani startupper viene messo a disposizione anche un premio di primo insediamento fino a 100 mila euro, che viene rilasciato a riduzione delle prime rate di ammortamento fino alla avvenuta realizzazione del piano - con un'intensità maggiore nelle aree interne e montane. A conferma dell’attenzione verso i territori più fragili, alle iniziative localizzate nelle aree interne e montane è inoltre dedicata in via esclusiva, da quest’anno, una quota del 10% delle risorse complessivamente messe a disposizione. Dal 2011 ad oggi, la Misura ha effettuato 765 operazioni fondiarie, per una superficie complessiva di 27 mila ettari e un valore delle transazioni pari a 483 milioni di euro. I criteri, approvati dal Consiglio di amministrazione, verranno pubblicati sul sito ISMEA nei prossimi giorni, mentre il portale per la presentazione delle domande sarà aperto dal 22 aprile al 19 giugno. “Generazione Terra è uno strumento fondamentale, in linea con gli indirizzi del Governo Meloni e del Ministro Lollobrigida, che consente di aiutare i giovani a diventare imprenditori agricoli e a superare le difficoltà iniziali di natura economica e di accesso alla terra. Desideriamo con l'occasione ringraziare le Associazioni agricole per i preziosi spunti forniti nella definizione della nuova edizione della misura", commenta il presidente di Ismea, Livio Proietti e il Direttore Generale Sergio Marchi.
(Adnkronos) - "Lo stakeholder engagement significa avere relazioni continuative con tutti i territori e i diversi pubblici con cui un'azienda ha a che fare: dai clienti, ai fornitori, alle istituzioni, ai dipendenti, oltre alle varie comunità di riferimento”. Così Carlotta Ventura, Chief Communication, Sustainability e Regional Affairs in A2a, in occasione dell’evento ‘Stakeholder engagement. Misurare l’impatto per creare valore’ oggi a Roma. Realizzato da A2a in collaborazione con Assonime, l’incontro vede il contributo dei partner strategici The European House Ambrosetti e Sda Bocconi School of Management di Milano. Durante l’appuntamento è stato presentato l’Engagement Value Index report con cui il Gruppo ha misurato gli impatti generati sui territori. Per Ventura, "è necessario misurare tutto il lavoro che viene fatto sui territori perché è un importante investimento di risorse, in termini economici, di tempo, sia da parte dell'azienda che da parte degli interlocutori con cui siamo in contatto”, afferma. Poi aggiunge: “Si tratta di un beneficio concreto sia per le aziende che per le comunità. Dal dialogo con gli stakeholder nascono anche opportunità e si possono mitigare eventuali rischi che altrimenti non verrebbero intercettati”. Ma in che modo A2a ha sistematizzato lo stakeholder engagement? “Abbiamo delle riunioni fisse nel corso dell'anno in cui le proposte di dialogo vengono tradotte in attività concrete”, conclude Ventura.