INFORMAZIONIEurop Assistance Italia Assicurazioni, Banche e Finanza Ruolo: HR Learning & Development Specialist Area: Human Resource Management Paola Albertelli |
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(Adnkronos) - Una prima informativa è stata inviata dalla polizia postale alla Procura di Roma in relazione alle immagini di donne, anche attrici e politiche, pubblicate online senza il loro consenso. I pm capitolini, una volta ricevuto l’incartamento, apriranno un fascicolo di indagine. Non è escluso che informative vengano inviate anche ad altre procure italiane, anche alla luce del numero di denunce che stanno arrivando alla polizia postale per foto rubate e commenti sessisti apparsi su siti e forum online. Ieri la piattaforma Phica ha chiuso i battenti e cancellato "tutto ciò che è stato fatto di sbagliato". L'annuncio è stato dato sull'homepage del sito per adulti finito nel mirino per aver pubblicato foto, poi ritoccate, di donne, politiche e con commenti sessisti. Anche dopo la chiusura del sito, gli investigatori sono al lavoro per individuare chi ha caricato le foto su diversi forum e portali. Continuano ad arrivare denunce alla polizia postale da parte di donne che hanno trovato proprie immagini intime in rete pubblicate senza il proprio consenso. Gli utenti, una volta identificati, rischiano l’accusa di diffusione non autorizzata di immagini sessualmente esplicite (art. 612 ter del codice penale), reato per il quale le vittime hanno 6 mesi di tempo per presentare denuncia. Ora gli investigatori della postale si aspettano che le denunce possano aumentare, vista anche la mediaticità che ha assunto la vicenda. L'avvocato specializzata in diritto della famiglia Annamaria Bernardini de Pace ha annunciato all’Adnkronos: "Faremo una class action per assistere tutte le donne che hanno trovato proprie foto sui gruppi e siti ‘Mia moglie’ e ‘Phica’, chiedendo un risarcimento danni anche alle piattaforme, come Facebook, per omesso controllo". “Insieme al penalista David Leggi stiamo riunendo già diverse associazioni e stanno arrivando le prime adesioni, fra cui quella del Garante dell’Infanzia. Alla nostra iniziativa in difesa delle donne ha aderito anche un uomo, uno solo per ora" spiega de Pace. "Ovviamente per questa class action non applicherò le mie parcelle, ma faremo un gesto simbolico" sottolinea de Pace, specializzata in diritto della famiglia. "Tutte le donne, a partire da quelle che sono state vittime di questi mariti ‘deficienti’ – conclude - possono contattarmi alla mail abdp@abdp.it". "Sono disgustata da ciò che è accaduto, e voglio rivolgere la mia solidarietà e vicinanza a tutte le donne che sono state offese, insultate, violate nell’intimità dai gestori di questo forum e dai suoi ‘utenti’", così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in un colloquio con il 'Corriere della Sera0, a proposito della vicenda del sito 'Phica'. "La cronaca di questi giorni e i casi sempre più diffusi - prosegue la premier - ci dicono che ciò avviene non più soltanto per ‘vendetta’, e che la protezione dei nostri dati e della nostra privacy è sempre più decisiva nel nostro tempo. Perché un contenuto intimo può diventare pubblico in pochissimi istanti e spesso impossibile da rimuovere dal web, e questo può devastare la vita di una persona, oltre che della sua famiglia e dei suoi cari. Un contenuto che si considera innocuo può trasformarsi, nelle mani sbagliate, in un’arma terribile. E di questo dobbiamo essere tutti consapevoli". "La responsabilità personale, l’educazione digitale e l’uso consapevole della rete e degli strumenti digitali, la segnalazione immediata alla Polizia postale e al Garante della privacy —quando si ha il sospetto di essere vittime di una diffusione illecita— sono le migliori difese a disposizione per tutelare noi stessi e chi abbiamo intorno a noi". Nel frattempo si prepara a diventare una priorità dell'agenda parlamentare la questione della diffusione di contenuti illeciti sulle piattaforme digitali, dopo la pubblicazione di foto del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e di diverse parlamentari sul sito Phica, accompagnata da insulti sessisti. Una vicenda che rappresenta la punta di un iceberg, vista il manifestarsi di altre piattaforme di questo tipo, come ad esempio il gruppo Facebook 'Mia moglie'. Già esistono fattispecie per punire queste pratiche illegali: la violazione della privacy (Articolo 167 del relativo Codice), la diffamazione aggravata, la diffusione senza consenso di immagini sessualmente esplicite (il cosiddetto revenge porn), l'accesso abusivo a sistemi informatici, la tutela civilistica del diritto all'immagine. Oltre alla possibilità per i titolari di piattaforme social di rimuovere i contenuti che non rispettino le regole interne. Strumenti che a quanto pare richiedono tuttavia un rafforzamento per rendere più efficace la prevenzione e la repressione di questi comportamenti illegali, specie quando occorre tutelare i minori. Vanno in questa direzione le proposte presentate dalla senatrice di Fratelli d'Italia, Lavinia Mennuni, e dalla deputata del Pd, Marianna Madia, entrambe sottoscritte da esponenti di tutti i Gruppi parlamentari e che già hanno iniziato il loro iter in commissione, anche se ha subito un rallentamento a causa della necessaria interlocuzione con l'Unione europea.
(Adnkronos) - L'integrazione della blockchain e del Web3 nei programmi di studio tradizionali è sempre più cruciale. Sebbene molti studenti europei abbiano una conoscenza emergente delle criptovalute come Bitcoin, la comprensione della tecnologia alla base, delle applicazioni pratiche e del più ampio ecosistema Web3 è spesso limitata. Ne parla all’Adnkronos Labitalia Vugar Usi Zade, coo di Bitget, società Web3 tra i principali exchange di criptovalute al mondo. "Questa lacuna di conoscenza - afferma - è in gran parte dovuta alla scarsità di risorse educative complete. La maggior parte della formazione sulla blockchain, infatti, è relegata a corsi brevi, università private o diplomi post-laurea. Sono disponibili anche programmi di master accreditati e corsi gratuiti dedicati a questo argomento, ma ciò rimane raro in tutta l'UE”. "La domanda di professionisti con competenze nella tecnologia blockchain - spiega - è in forte crescita. Una recente ricerca di Bitget ha previsto che il settore creerà 500.000 posti di lavoro entro il 2030, con applicazioni che si estenderanno dalla logistica, alla sanità, fino alla finanza. L’istruzione tradizionale fornisce una solida base, ma le competenze specialistiche in aree come sistemi decentralizzati, smart contract e crittografia non sono tipicamente coperte. Incorporando questi argomenti, si potranno preparare gli studenti alle carriere future, aiutandoli a sviluppare un nuovo modo di pensare al business e alla tecnologia". Al di fuori del mondo professionale, queste tecnologie offrono anche nuovi modi per risparmiare, investire e effettuare transazioni. "Senza sapere come utilizzare questi strumenti - avverte Vugar Usi Zade - le persone rischiano di essere escluse dai sistemi finanziari emergenti che potrebbero offrire un maggiore controllo e nuove opportunità per la creazione di ricchezza". Diventa, inoltre, importante comprendere sia i benefici di questa tecnologia, ma anche i potenziali rischi per la sicurezza: con l'ascesa dell'Ia, strumenti come i deepfake e altre forme di disinformazione rappresentano una minaccia significativa. Per il coo di Bitget "è cruciale, quindi, che gli studenti imparino a capire come valutare criticamente le informazioni e come queste tecnologie possono essere sfruttate per truffe e frodi". Insegnare ai giovani argomenti complessi come la blockchain e gli smart contract richiede approcci pedagogici innovativi e coinvolgenti. "I workshop pratici, ad esempio, consentono agli studenti - racconta - di partecipare attivamente e costruire la loro comprensione attraverso compiti pratici, andando oltre la conoscenza teorica. La gamification è un altro metodo efficace, come si vede nelle iniziative 'Learn2Earn' che premiano gli studenti con token digitali o badge per aver completato moduli educativi, rendendo il processo più interattivo". "Allo stesso modo, l'apprendimento basato sul gioco trasforma concetti complessi in esperienze divertenti e memorabili. La Bitget Web3 Encyclopedia, con il suo formato A-Z adatto ai principianti e illustrazioni divertenti, esemplifica questo approccio rendendo argomenti come altcoin e zero-knowledge proofs accessibili ai giovani lettori", aggiunge. "Per migliorare la qualità e la rilevanza dell'educazione sulla blockchain, è fondamentale un approccio collaborativo tra le istituzioni. Le partnership tra università e leader del settore possono portare alla co-creazione di corsi e programmi specializzati che affrontano direttamente il gap di competenze nel mondo del lavoro, garantendo che il curriculum rimanga attuale e allineato con le esigenze di un’economia digitale in continua evoluzione" conclude Vugar Usi Zade di Bitget.
(Adnkronos) - In Italia è Sos incendi. Dal 1° gennaio al 18 luglio 2025 nella Penisola si sono verificati 653 incendi che hanno mandato in fumo 30.988 ettari di territorio pari a 43.400 campi da calcio. Una media di 3,3 incendi al giorno con una superficie media bruciata di 47,5 ettari. A scattare questa fotografia è Legambiente che ha diffuso nei giorni scorsi il suo nuovo report 'L’Italia in fumo'. Stando al report di Legambiente, che ha analizzato e rielaborato i dati Effis (European Forest Fire Information System), dei 30.988 ettari di territorio bruciati nei primi sette mesi del 2025, 18.115 hanno riguardato ettari naturali (ossia aree boscate); 12.733 hanno interessato aree agricole, 120 aree artificiali, 7 aree di altro tipo. Il Meridione si conferma l’area più colpita dagli incendi con sei regioni in cima alla classifica per ettari bruciati. Maglia nera alla Sicilia, con 16.938 ettari bruciati in 248 roghi. Seguita da Calabria, con 3.633 ettari in 178 eventi incendiari, Puglia con 3.622 ettari in 69 eventi, Basilicata con 2.121 ettari in soli 13 roghi (con la media ettari per incendio più alta: 163,15), Campania con 1.826 ettari in 77 eventi e la Sardegna con 1.465 ettari in 19 roghi. Tra le regioni del Centro e Nord Italia: ci sono il Lazio (settimo in classifica) con 696 ettari andati in fumo in 28 roghi e la Provincia di Bolzano (ottava in classifica) con 216 ettari in 3 roghi e la Lombardia. Per l’associazione ambientalista, "ad oggi il Paese paga non solo lo scotto dei troppi ritardi, ma anche l’acuirsi della crisi climatica che amplifica il rischio di incendi boschivi e l’assalto delle ecomafie e degli incendiari". Secondo l’ultimo Rapporto Ecomafia diffuso il 10 luglio scorso, nel 2024 sono stati 3.239 i reati (incendi boschivi e di vegetazione, dolosi, colposi e generici in Italia) contestati dalle forze dell’ordine, Carabinieri forestali e Corpi forestali regionali, un dato però in calo del 12,2% rispetto al 2023. “Per contrastare gli incendi boschivi - dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale di Legambiente - non basta concentrarsi sull’emergenza estiva o su singole cause, ma è fondamentale adottare un approccio integrato che integri prevenzione, rilevamento, monitoraggio e lotta attiva. Bisogna puntare sulla prevenzione attraverso una gestione territoriale efficace, che includa l’uso ecologicamente sostenibile delle risorse agro-silvo-pastorali. Ma è anche fondamentale promuovere e remunerare i servizi ecosistemici, sostenendo e rivitalizzando le comunità rurali nelle aree interne e montane affinché possano riappropriarsi di una funzione di presidio territoriale. Allo stesso tempo è importante applicare la normativa vigente per arginare qualsiasi ipotesi di speculazione futura sulle aree percorse dal fuoco, ed estendere le pene previste per il reato di incendio boschivo a qualsiasi rogo. È cruciale rafforzare le attività investigative per individuare i diversi interessi che spingono ad appiccare il fuoco, anche in modo reiterato. L’analisi approfondita dei luoghi colpiti e dei punti d’innesco accertati può costruire una mappa investigativa essenziale per risalire ai responsabili”. Da segnalare anche gli incendi scoppiati in aree naturali. Su 30.988 ettari di territorio bruciati, 6.260,99 hanno riguardo aree Natura 2000 in 198 eventi incendiari. A livello regionale, Puglia e Sicilia risultano le regioni più colpite da incendi in aree Natura 2000.