(Adnkronos) - "Sono vicino al dolore delle famiglie che stanno vivendo questa tragedia. È l'ennesima situazione che si verifica in un luogo aperto al pubblico, autorizzato e che non aveva, invece, quei requisiti di sicurezza necessari che consentono in una situazione di pericolo o di caos di poter uscire. Quello che resta allora come ora è una rabbia immensa". Così Fazio Fabini, papà di Emma, una delle giovani vittime di Corinaldo, interpellato dall'Adnkronos dopo la strage di Crans-Montana. Nella calca che si scatenò alla 'Lanterna Azzurra' nella notte tra il 7 e l'8 dicembre 2018 persero la vita anche Asia Nasoni, 14enne promessa della ginnastica, Benedetta Vitali, 15 anni di Fano, Mattia Orlandi, 15 anni, Daniele Pongetti, 16enne di Senigallia, ed Eleonora Girolimini, la mamma 39enne di quattro figli che quella notte accompagnava una delle figlie al concerto insieme al marito. "Le norme ci sono e sono molto stringenti, immagino sia così anche in Svizzera, prevedono determinate caratteristiche per le uscite di sicurezza, per gli ambienti, sistemi di controllo: tutto questo perché non viene rispettato e le tragedie si ripetono? Io vorrei vedere un impegno serio da parte delle Istituzioni - sottolinea Fabini - non il rammarico a posteriori, un impegno per fare in modo che le strutture designate per i controlli facciano il proprio dovere con serietà. Le tragedie del passato purtroppo hanno insegnato come rendere un luogo sicuro ma non basta disporre i controlli: quei controlli vanno fatti con serietà, rigore, tenendo presente che si tratta della salute pubblica e quando chi è chiamato a questo compito non fa il proprio dovere deve pagare". "La discoteca dove è morta mia figlia era stata 'visitata' pochi mesi prima da una commissione di cinque persone tutte chiamate a controllare una determinata parte della sicurezza e una persona ha definito 'sicura' l'uscita di sicurezza della Lanterna Azzurra. Se lui non avesse firmato o avesse chiesto il rifacimento di quell'uscita adeguandola ai canoni di sicurezza... Non possiamo meravigliarci se certi luoghi alla prova dei fatti non sono sicuri, serve serietà nei controlli e chi ha sbagliato deve pagare, non come è successo nella sentenza di primo grado del tribunale di Ancona. Si pensa sempre che le cose capitino agli altri, poi quando capitano a noi, ai nostri figli ci rendiamo conto di come funziona questo sistema. A pagare sono sempre le vittime", conclude.
(Adnkronos) - Entrerà in vigore tra tre giorni il testo che modifica e posticipa l’applicazione del Regolamento Eudr. E' stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il Regolamento (UE) 2025/2650 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 dicembre 2025, che modifica il Regolamento (UE) 2023/1115-Eudr riguardo determinati obblighi a carico di operatori e commercianti. “Si chiude così un percorso complesso che ha visto l’impegno concreto e costante di Federlegnoarredo, insieme ad altri attori, portando a un risultato importante: misure finalmente più attuabili”, commenta il presidente di Federlegnoarredo Claudio Feltrin. “Un ringraziamento speciale va alle associazioni europee Cei Bois ed Efic, di cui siamo membri, per il contributo costante e costruttivo. Resta ora fondamentale proseguire il lavoro in stretta collaborazione con le istituzioni affinché il percorso verso la sostenibilità, prioritario per noi, sia sempre più condiviso, e la tutela dell’ambiente proceda di pari passo con la tenuta del tessuto industriale”.
(Adnkronos) - "Dall'inizio di quest'anno c'è l'obbligo di introduzione del 25% di riciclato nelle bottiglie, quindi andiamo a toccare con mano e abbiamo toccato con mano dal vivo in questo 2025 che cosa vuol dire obbligare qualcuno a mettere del riciclato". Queste le parole di Corrado Dentis presidente Coripet, il consorzio autonomo, volontario che opera nella raccolta e nell'avvio a riciclo dei contenitori per liquidi in Pet, intervenendo alla Conferenza Nazionale Industria del Riciclo 2025, promossa dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile con Conai e Pianeta2030, con il patrocinio di Mase e Commissione Europea. "Abbiamo dato il 25% di riciclato, quello che è obbligatorio per legge, a tutti i consorziati produttori – prosegue Dentis – quindi rispettano gli obblighi normativi. Questo l'abbiamo fatto grazie ad una catena di custodia che parte dalla raccolta e segue tutta la filiera fino alla consegna ai soci di un Pet riciclato di altissima qualità, qualitativamente elevato. Abbiamo condotto in questi anni assieme all'Università Federico II di Napoli uno studio completo su più di mille campionature effettuate su tutta la filiera. La capacità di produzione del polimero in estremo oriente è 12 volte superiore a quella di tutta l'Europa. Quindi abbiamo dimensioni e dinamiche non comparabili. Siamo riusciti, ciononostante, attraverso questo nuovo modello, a garantire i presupposti per ottemperare alla legge, dando ai nostri soci un polimero, peraltro, a condizioni economiche estremamente stabili, che è tracciato made in Italy (dalla raccolta alla produzione) e rispetta perciò anche le norme che prevedono l’obbligo di utilizzo di E-Pet europeo”. “Il nostro modello riguarda più del 40% dell’immesso a consumo e auspichiamo che anche tutti gli altri produttori sposino il modello Coripet. Ma al momento la restante quota di mercato, approfittando di un vuoto normativo privo di sanzioni, non rispetta gli obblighi, continuando ad usare il Pet vergine di importazione, favorito da un prezzo più basso. Questo è un qualcosa che va colmato a stretto giro, anche perché la concorrenza, quella che arriva dalla Cina, riguarda sia il polimero vergine che sui polimeri riciclati”.